di Caterina Vianello 30 Novembre 2015

Prendete un concorso cinematografico a scelta (gli Oscar, la Mostra del cinema di Venezia, il Festival del cinema di Cannes), una competizione sportiva con giuria occhialuta fornita di paletta, centinaia di narici che annusano e altrettante bocche pronte all’assaggio: è questa la descrizione che si avvicina di più al World Cheese Awards svoltosi a Birmingham dal 26 al 29 novembre scorso.

La manifestazione, che è una delle più importanti del mondo caseario internazionale, da oltre 25 anni giudica e premia i formaggi migliori provenienti da tutto il mondo.

Se state già immaginando un contesto festoso e mangereccio, in cui saltare da un tavolo all’altro assaggiando stravecchi ed erborinati, affinati e blu, pecorini e caprini, ecco un po’ di numeri che vi smorzeranno l’entusiasmo.

2727 formaggi, 1100 m² di area espositiva, 250 esperti in giuria, 7 categorie principali e 131 sottocategorie, e un battaglia tra produttori in grado di rivaleggiare con le sfide epiche dei migliori western.

foodCheeseawards

Fidatevi, avendo fatto la giurata e pur amando i formaggi quanto Elton John gli occhiali, posso assicurarvi che dopo una trentina di assaggi si comincia a dare segni di cedimento, cercando ovunque pane, mele o un giaciglio per avere un po’ di tregua.

Giurati-1-800x1200
Orbene, dopo un lavoro disumano, in cui hanno osservato i colori di croste e paste, misurato l’altezza degli scalzi, annusato i campioni caseari, compiuto carotaggi e assaggiato piccoli bocconi, i giurati hanno stilato una poderosa classifica.

Suddivisi in squadre di 4, gli esperti hanno dapprima assegnato medaglie d’oro, d’argento e di bronzo e indicato un SuperGold fra i formaggi di ciascuna squadra, quindi – una volta eletti i 60 migliori – votato un ristretto gruppo di 16 fuoriclasse tra i quali è stato nominato il Campione del Mondo 2015.

Giurata

Ora immaginate una madrina che con voce suadente e abito griffato dica “And the winner is…” e, posizionato sulla vetta più alta, ecco a voi il Gruyère AOP Premier Crue (Cremo-Sa Won Mühlenen).

La Svizzera, con uno dei suoi più antichi formaggi a latte crudo, ha sbaragliato la concorrenza. Non paga, ha conquistato – oltre al podio assoluto – altri 7 Supergold.

Gruyère

E l’Italia? A bocca asciutta nel gruppo dei Supergold (dove la Gran Bretagna ha fatto da padrone, prevedibilmente giocando in casa), un po’ meglio nel gruppo dei 60 migliori, dove si colloca dietro Gran Bretagna (ancora, con 20 formaggi premiati), Spagna e Stati Uniti (7 per entrambi).

Insomma, con 4 prodotti premiati, rimaniamo indietro.

Le medaglie sono andate a 2 Parmigiani (Consorzio Conva, di Castelnovo Monti, RE), al Moliternum Giganteum (un pecorino stagionato della sarda Central), e al San Pietro in Cera d’Api (delizia affinata prodotta dalla Latteria Perenzin di San Pietro di Feletto, nel trevigiano).

Possiamo consolarci con il medagliere complessivo, che ci fa incassare 9 medaglie d’oro, 29 argenti e 27 bronzi.

world-cheese-awards-2015

I premiati

Moltissimi, tra affinati, ubriachi ed erborinati, poi illustri rappresentanti dell’eccellenza vaccina – i Parmigiani – e ovina – i Pecorini toscani e sardi, quindi forti attori regionali – Taleggio, Gorgonzola, Caciocavallo, Piave.

worls-cheese-awards-parmigiano-reggiano

Uno sguardo invidioso alle medaglie raccolte degli altri stati e l’aver osservato in varie occasioni una giuria al lavoro, permette di trarre qualche conclusione relativa all’Italia.

L’eccellenza regionale unita alle DOP va bene, ma in competizioni come questa, a ottenere migliori risultati sono i prodotti di alta qualità fuori dal coro, con caratteristiche che li distinguono dagli altri, che si spingono oltre il consueto e sono pronti a stupire con accostamenti inediti o stagionature particolari e lunghe.

Non abbattetevi, dunque, per la conta delle medaglie: consolatevi scorrendo la lista dei premiati, cercate quelli della vostra regione e mettetevi in marcia per gli acquisti di Natale.

[Crediti | Immagini: gff.co.uk]