Pop: le 10 migliori trattorie del 2017

Io la cucina popolare la amo proprio carnalmente. Se solo mia moglie me lo permettesse, andrei a dormire con un cotechino per cuscino, userei la pasta d’acciughe per lavarmi i denti e mangerei parmigiana pranzo, cena e colazione (che vita breve ma meravigliosa sarebbe).

Così, avendo la fortuna di viaggiare un poco per lavoro, appena arrivo in una città nuova tento di individuare immediatamente una sosta pop e mi organizzo in modo da passarci più tempo possibile.

[10 trattorie toscane dove mangiare bene con meno di 30 euro]

Di seguito, quindi, i dieci pasti in trattoria migliori del mio 2017, al netto delle centinaia di pranzi che faccio nella mia città, Torino (quelli lì trovate nella guida “I Cento di Torino” che scrivo con Cavallito&Lamacchia).

Voi certo avrete i vostri posti del cuore. E dello stomaco. E del fegato. Se avete voglia di condividerli qui, ci facciamo un bel regalo di Natale.

10. Trattoria Bar Coco’s 

Via Bernardino Galliari 28 – Torino. Tel. 340 251 0393

Come dicevo, per quel che riguarda Torino, di trattorie – o piole, come chiamiamo noi le mescite vini con un poco di cucina – ne provo almeno un centinaio l’anno e le migliori le metto nella guida “I Cento di Torino”.

Tra tutte queste mi sento di segnalarvi almeno quella che quest’anno abbiamo premiato come “Piola dell’anno”.

Si chiama Coco’s, è un bar affacciato sul mercato di piazza Madama Cristina e fa la migliore zuppa di ceci e costine del mondo. Provare per credere.

Prezzi: 20 €

9. Osteria da Oreste

Savona, Vico Gallico, 11 R. – Savona. Tel. 019 821166

Io non riesco a capire perché Oreste non sia sempre piena. Forse ai giovani piacciono i posti più smart, più luminosi, più occhei. Ma questa sala che pare un vecchio appartamento ligure – pavimento in graniglia, sedie stile thonet, piani di pietra, una vecchia madia,  sottopiatti di peltro – serve i migliori piatti della tradizione savonese, anche quelli che non si trovano più (come la minestra di Natale).

Da non perdere le trofie pesto e totani. Negli ultimi mesi sta subentrando la nuova generazione ai decani Cesare e Fausta con ottimi risultati.

Prezzi: 25/30 €

8. Pepèn

Borgo S. Ambrogio 2 – Parma. Tel. 0521 282650

Non resisto mai. Pure durante la premiazione della Guida Michelin, a novembre, sono sgattaiolato fuori dal Teatro Regio e sono venuto da Pepèn, questo baretto tutto perlinato che fa lo “spaccaballe” – con arrosto e un po’ d’altre cose – e tanti altri panini pazzeschi, compreso quello con la battuta di cavallo.

[Osterie d’Italia 2018: le chiocciole Slow Food di ogni regione]

I signori te la contano un po’ e tu intanto pensi a niente, se non alla carciofa che stai per mangiarti.

Prezzi: 10/15 €

7. Osteria alle Carceri

Via Fratelli Marozzi 7 – Pavia. Tel.0382 301443

Che posto gentile, piacevole e garbato. Proprio come lo scrittore Piersandro Pallavicini che mi ci porta. E proprio come l’incredibile Andrea de Alberti che conduce la sala: è oste ma anche poeta di quelli seri (nel 2017 ha pubblicato una raccolta di versi nella più prestigiosa delle collane di poesia, la “bianca” di Einaudi).

E’ un’osteria moderna di quelle che piacciono a Slow Food, ma è vera e gustosa. E poetica.

Prezzi: 25/30 €

6. Trattoria Milanese

Via Santa Marta 11 – Milano. Tel. 02 86451991

Fughiamo subito il dubbio: la Trattoria Milanese è in realtà un ristorante, ma un ristorante tradizionale, di quelli che non ci sono più. Gli arredi sono di antica eleganza, i camerieri hanno le camicie bianche e il papillon nero, c’è tutto un turbinare di pentole, fumi, aromi, clienti (perlopiù borghesia cittadina).

Prendere un risotto qui ha l’effetto di una macchina del tempo e riporta nella Milano che fu. Emozionante.

Prezzi: 25/30 €

5. Cibus

Via Chianche di Scarano 7 – Ceglie Messapica (Br). Tel. 0831 388980

Cibus è una delle “Osterie secondo Slow Food” – cioè contemporanee, molto consapevoli – più celebri.

E’ lì da decenni è certo non è una scoperta. Ma quest’estate quando Lillino mi ha portato nella loro stanzetta di affinamento dei formaggi è stato un momento così vero e così gustoso da renderlo indimenticabile.

[Le 10 trattorie del Salento che rendono orgogliosi i pugliesi]

Se amate il formaggio e il sud Italia, questo è un tempio. E la piccola e accogliente Ceglie fa il resto.

Prezzi: 35/40 €

4. Il Gagollo

Via Aurelia, 346/6, 17047 Vado Ligure (SV). Tel. 348 2605503

Al Gagollo ci passò mezza estate, ché vado agli stabilimenti balneari lì vicino. Posti così nel nord-Italia non c’è n’è più: una baracca sulla spiaggia, una cucina sgarrupata, aria piratesca e picaresca, condizioni igieniche precarie.

Ma diamine, quando il mare dà, la cooperativa di pesca Gagollo ammannisce il miglior fritto o la miglior grigliata di sempre. Unico difetto: bisogna aspettare la primavera per tornarci (è all’aperto).

Prezzi: 25/30 €

3. Trattoria Vecchio Mafone

Via Judica, 22 – Palermo. Tel. 338 886 2268

Una delle ultime volte che sono stato a Palermo – scendo almeno un paio di settimane l’anno – ho mangiato da Mafone a pranzo del primo giorno. Poi a cena del primo giorno. Poi a cena del secondo giorno, solo perché a pranzo era pieno. Se non è amore questo.

Negli ultimi anni questo ristorantino al Capo s’è un po’ ingentilito, ma i primi di pesce – gli spaghetti coi ricci; con la pescatrice; allo scoglio… – sono i migliori della mia vita. Da non perdere.

Prezzi: 25/30 €

2. All’Antico Vinaio

Via dei Neri, 74/R – Firenze. Tel. 055 2382723

Sarà di moda, sarà il più votato su TripAdvisor e tutto quanto, ma se la coda è meno di cinquanta metri mi fermo sempre, come mi son fermato pochi mesi fa con mia moglie.

[Scappo dalla città: 10 convenienti trattorie fuori porta]

C’è la schiacciata, c’è la finocchiona e di più non domando. Con quattro euro prendo un panino grosso come un laptop e vado a fare il turista per la città. Figata.

Prezzi: 10/20 €

1. SantoPalato

Piazza Tarquinia 4a/b – Roma. Tel. 06 77207354

Cosa ve lo dico a fare? In pochi mesi di vita l’osteria moderna condotta dalla giovane e audace Sarah Cicolini è diventata la preferita di tanti di noi ghiottoni.

Quinto quarto a manetta – l’ultima volta ho mangiato una incredibile tartare di cuore di bue di Carrù, fornita del filosofo della carne, Roberto Liberati -, i grandi classici della tradizione romana tutto fatto alla grande, a prezzi equi. La dimostrazione che la tradizione può essere contemporanea e i contemporanei possono essere tradizionali.

Prezzi: 30 euro

[Crediti | Immagine di copertina:

Luca Iaccarino

13 dicembre 2017

commenti (4)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Mau ha detto:

    Non me ne voglia l’autore ma Pepen e Antico Vinaio che conosco benissimo (essendone un loro cliente da tanti anni) non possono a mio parere essere definite trattorie ma veri e propri locali street food. Mancano tavoli e sedie vere e proprie.

    1. Paolo Parma ha detto:

      Da Pepen, oltre ai panini, puoi gustare primi e secondi piatti, mangiati sugli sgabelli del bancone, quindi a mio parere, non sarà proprio una trattoria, ma definirlo solo Street Food, è molto limitante.

  2. Mau ha detto:

    Paolo per me la parola street food è quella più adatta. La trattoria è tutt’altra cosa. Antonia è una trattoria; lo sgabello del bancone per quanto tu possa preparare primi e secondi (la cui richiesta è infinitesimale rispetto ai loro famosi panini) non potranno mai portarlo a livello trattoria. Anche al Rustici del lungo Parma si preparano primi e secondi, ha anche sedie comode e tavoli veri e propri, ma non mi sognerei mai di chiamarla trattoria. Resta sempre un bel bar. Allora a sto punto perché non mettere la clinica del panino?

  3. Federico R ha detto:

    Se Coco’s è addirittura la piola dell’anno le vere piole nelle langhe cosa sono allora???
    Mai capito l’hype che circonda questo locale

«