Nevodi a Venezia, recensione: un posto in cui tornare

Nevrodi è una delle trattorie più accoglienti di Venezia, dal 2016. La nostra recensione, con menu, prezzi, piatti foto e opinioni.

Nevrodi

Castello, il sestiere di Venezia in cui si trova i Nevodi, il locale meta di questa recensione, è generalmente noto per una serie di particolari: ospita l’unica vera e propria “via” (via Garibaldi) cittadina e i Giardini della Biennale (di inizio ‘800); è sede dell’Arsenale, il cantiere navale della Serenissima; accoglie quello che rimane del volto più autentico della città, fatto di mercati, vita quotidiana, veneziani resistenti allo spopolamento e turismo limitato.

Affermazioni inequivocabili le prime due, un po’ meno l’ultima, perché il volto del sestiere più popolare è cambiato negli ultimi anni: tuttavia è ancora possibile trovare tracce di autenticità non posticcia e di accoglienza locale e sincera. Un esempio sono proprio loro, i Nevodi, aperti nel 2016. Il nome, che in dialetto significa nipoti, conduce inevitabilmente alla domanda chiave – nipoti di chi? – la cui risposta trova concretizzazione e corpo in un oste-ristoratore – el zio (lo zio) – Silvio Colauzzi che rappresenta non solo il simbolo e l’anima del locale, ma l’elemento capace di fare la differenza tra un luogo in cui si mangia bene ma di cui ci dimentica e un luogo in cui si mangia bene e fa piacere tornare. Nota a margine: qualche civico più in là, da qualche tempo è nata una succursale dei Nevodi dedicata alla pizza: Nevodi PizzaLab (vi faremo sapere).

Ambiente e servizio

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Svelati i legami genealogici che portano banalmente ad affermare che i Nevodi è un locale “a gestione familiare”, qui la dimensione parentale non si limita all’evidenza di ciò che accade in cucina o tra il personale (“zio!” si sente risuonare diverse volte) ma si declina anche in un’accoglienza cordiale, senza affettazioni e senza – soprattutto – quello sguardo un po’ canzonatorio nei confronti della clientela non autoctona che affligge certi locali cittadini. “Sembra di stare in famiglia”, viene da dire, e se il contesto raccolto aiuta (complici arredi che giocano con mattoni e legno, spazi ridotti – tra sala, bancone e cucina i metri sono quasi più un’idea – posti limitati e tavoli dalle dimensioni essenziali – ma all’esterno si recupera con un ampio plateatico), gran parte del merito è dei giovani nipoti, sorridenti e spigliati, ma soprattutto di un capitano, lo zio, dal piglio del capofamiglia al governo, che si muove senza soluzione di continuità tra rimbrotti semiseri, battute, domande pseudoindiscrete, consigli gastronomici e sguardi seri di controllo che tradiscono esperienza.

I piatti, la cucina

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Con proposte legate alla tradizione che affiancano piatti più liberi di muoversi e più personali, e un’offerta rassicurante per i turisti ma che non cede agli stereotipi e ai ripiegamenti banali, la carta dei Nevodi dimostra, per numero di proposte (cinque, sei piatti per tipologia) e per l’uso di certi ingredienti, buona mano e un’autonomia rispetto ai classici, proposti sì ma lontano dai noti e muti elenchi. Così se il legame con il passato si riassume nell’antipasto misto (saor e mantecato) o nella frittura, ecco che degustazione di crudi e tartare, paste, risotti e gnocchi si allontanano dal troppo rassicurante (o per piccoli dettagli, la bottarga di muggine, o con maggiore decisione, ripieno di ossobuco). La stessa alternanza tra carne e pesce (accanto ad un paio di proposte vegetariane) che segna antipasti e primi, si ritrova anche nei secondi, dove l’elemento principale (pescato del giorno, tonno, piovra, manzo o maiale) è affiancato da patate al forno o verdure. I prezzi vanno dai 14-20 euro degli antipasti, 13-18 dei primi e 18-22 dei secondi, ma come si vedrà la dimensione delle porzioni porta a parlare di un rapporto qualità-prezzo quasi introvabile a Venezia. I dolci sono dei punti fermi: tiramisù, biscotti tipici, tortino al cioccolato e sorbetto. Carta vini che vede proposte venete e non, tra cantine con personalità.

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I paccheri sono il piatto di punta dei Nevodi. Quindi scelta obbligata per il primo: fatti in casa, belli corposi e nervosi (nonostante mi si dica che la ricetta debba essere perfezionata, chè in cucina non sono ancora completamente soddisfatti), fanno da spalla perfetta ad un condimento di gamberi e pistacchi saporito e una buona combinazione di toni croccanti e morbidi, cui una lieve polvere di basilico regala una sferzata di freschezza. Ricchissimo ma non untuoso il condimento, per una porzione che altrove verrebbe proposta per due persone. Sapore pieno, assenza di gommosità in luogo di una masticabilità decisamente soddisfacente e piena per la piovra, accompagnata da patate e piccola misticanza e servita con grani di sale grosso che ne sottolineano ancor più la carnosità: si apprezza al punto che gli si perdona pure il piatto di ardesia.

Nonostante le bellicose intenzioni iniziali circa il dessert, ci si arrende alle conseguenze delle quantità: uno sgroppino alle fragole in chiusura. Fresco, fatto in casa, miscelato al momento.

L’opinione

Scontrino Nevodi

Senza preamboli e molto banalmente, ai Nevodi si sta davvero bene. I piatti, curati e confortevoli, sono ospitali quanto il luogo che è tutti gli effetti un posto in cui tornare spesso, mettere radici e scegliere come punto di riferimento costante in città.

Informazioni

Indirizzo: Via Garibaldi, Castello 1788

Sito web: www.nevodi.com

Orari di apertura: tutti i giorni

Tipo di cucina: tradizionale, in chiave moderna

Ambiente: molto accogliente

Servizio: molto ospitale, premuroso, espansivo senza invadenza

Voto: 7.5/10

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