di Chiara Cajelli 11 Aprile 2020
dolci pasqua sal de riso

Sono delusa: volevo imparare a fare i Dolci di Pasqua come Sal de Riso, ma ho giusto appurato che non mi posso permettere i suoi macchinari e ora, non so perché, sento la necessità di comprare una vasca di canditi Cesarin. Posso spiegarvi: Sky Uno sta mettendo in onda uno speciale su pastiera e colomba, protagonista assoluto Salvatore detto Sal, affiancato da Andrea Tortora, altro grande pasticcere, e io non ci ho capito niente.

Non ho capito proprio la trasmissione. Vedendo in tv un programma chiamato “Dolci di Pasqua”, protagonisti due maestri della pasticceria, mi aspettavo, e sicuramente il problema è mio, di vederli intenti a preparare i Dolci di Pasqua, a spiegarceli, magari insegnarceli.

Ho imparato il curriculum di Sal De Riso, che conoscevo già: ambasciatore della pasticceria partenopea, dei prodotti del suo territorio, volto de La prova del Cuoco, le sue delizie al limone di Amalfi ormai alternativa ufficiale ai profiteroles della Metro, in ogni pizzeria che voglia farsi rispettare.

La trasmissione, insomma, si sarebbe potuta chiamare “Vita di Sal & product placement”. Ma messa così, forse, io non l’avrei guardata. Invece l’ho vista.

20 minuti di puntata, 10 dedicati al cv

Nel primo episodio si racconta, Sal de Riso: le origini, la passione per la cucina prima e la pasticceria poi, i grandi sacrifici, i molti traguardi, i riconoscimenti, i libri, che cita per bene con l’accento posto sul primo volume, “I dolci del sole” (ecco, sti dolci?!).

Poi la moglie Anna, suo braccio destro. Va benissimo, ci mancherebbe: ma non per la metà del tempo di una puntata dedicata ad altro, stando al titolo. Idem con patate la seconda puntata, con protagonista Andrea Tortora, giovane pasticcere dal cv lungo e denso, a Limone del Garda.

Il soffiato di pastiera e la colomba nipponica

colomba sollevante salderiso

Se Sal de Riso “prepara” quella che credo sia il suo soffiato di pastiera, ovvero la sua personale rivisitazione della pastiera (manco si capisce bene, perché non lo dice), Tortora “prepara” insieme a Sal la colomba Sol Levante: ananas, fragoline di bosco, yuzu (agrume nipponico, forse esplicativo dell’esperienza lavorativa di Tortora in Oriente?)… non sai come la fanno, non sai bene il perché la fanno così, ma loro sono spontaneamente soddisfatti del risultato e si congratulano a vicenda. Nessuno dei due parla di ricette di Pasqua per tenere compagnia alla gente a casa, ma ne parlano per mettere in luce le rispettive rivisitazioni, in una celebrazione reciproca che sembra rendere lunghissima una trasmissione assai breve.

Michela, mi porti i canditi?

Da metà puntata (di entrambe le puntate) si parte con la panoramica dei meravigliosi laboratori di pasticceria, e i pasticceri presentano i rispettivi collaboratori. Sal de Riso inizia a preparare la sua pastiera, non in stile tutorial, tuttavia: non svela dosi né ingredienti ad eccezione di quelli sponsorizzati (barattoloni di canditi, inquadrati a caso senza manco capire cosa contengano e in che relazione siano con la pastiera), fa giusto vedere che impasta farina e burro, per poi versare tutto in un mega macchinario su cui si sofferma, mostrando pulsanti e impostazioni. Questo sì che ci sarà utile.

Ad un certo punto, la perfezione: “Michela, mi porti i canditi?” e arriva Michela con due secchielloni di canditi Cesarin e li schiaffa senza grazia sul bancone del laboratorio. Triste scena, che si ripete a specchio nella seconda puntata, per la colomba, insieme a Tortora.

Effetto insalata di crauti delle mense. Una cosa che persino i food blogger hanno imparato a giocarsi bene: vuoi far vedere il prodotto sponsorizzato? Ok, sfoca l’inquadratura sulla confezione e soffermati sul prodotto, trasferito magari in una ciotolina. Non che apri il barattolone orrendo e ci infili il mestolo. O peggio, la mano.

Pause caffè che fanno rimpiangere Tina Cipollari

All’improvviso, arriva la pausa caffè. Immancabile pausa caffè all’interno di un laboratorio di pasticceria, nel bel mezzo della preparazione di una ricetta, no?

Avete presente l’invadenza del caffè Borbone, ovunque nelle trasmissioni di Real Time, nonché pausa caffè ufficiale di Tina Cipollari a Uomini e Donne, tra un litigio e un ballo liscio di anziani signori?

Peggio.

In “Dolci di Pasqua”, mentre nemmeno ci ricordiamo più cosa siano, i dolci di Pasqua, il pasticcere partenopeo che da 20 minuti (e da 20 anni!) non fa altro che parlare di tradizione culinaria partenopea, si trova alle prese con uno sponsor ostico: il triestino Housbrandt. 

Così apre i barattoli di caffè, prepara la moka, sorseggia il caffè dalla tazzina. Per un lasso di tempo incredibilmente lungo, in proporzione alla brevità della puntata. Questa scena si ripete nella seconda puntata insieme a Tortora: dai, facciamo insieme una pausa caffè imbalsamati in laboratorio davanti alla telecamerammmmh, buono questo caffè.

Sky Uno, che con MasterChef Italia 9 ci ha fatto capire come si può svecchiare un format polveroso con grande stile, con questo speciale dedicato al Product Placement fatto male ci delude parecchio.