di Elena Mancioppi 5 Ottobre 2016
cracco, hell's kitchen 3

La pulce nell’orecchio ve l’avevamo messa: ieri, alle 21.15, è andata in onda la prima visione di Hell’s Kitchen 3 su Sky.

Se ve lo siete persi non disperate, il plot è sempre quello.

Un romanzo di formazione un po’ scontato, governato dalle eterne dinamiche del gruppo, con Carlo Cracco che eccede nell’interpretazione di se stesso. Sembra una caricatura, ormai.

Quanto mai antipatico e accigliato, con quel modo tutto suo di scandire i cazziatoni, cadenzato e flemmatico.

hell's kitchen 3, cracco

 

Il primo episodio della terza serie è iniziato, come da manuale, con la voce riecheggiante dello chef che, risalendo dagli Inferi –“Hell’s Kitchen” mica per niente– tenta di spaventare i futuri concorrenti pronti a presentargli i loro cavalli da battaglia.

Prima sfida da affrontare in vista del premio finale: quello di diventare executive chef in un ristorante stellato.

Ma per instillare da subito un po’ di rivalità le due squadre, quella rossa femminile e quella blu maschile, devono scegliere, in una lotta intestina, l’ordine con cui presentare a Cracco i diversi piatti, dal migliore al peggiore.

Le schede dei personaggi rispondono agli schemi di una qualunque dozzinale trama.

cracco, hell's kitchen 3

Emergono i cosiddetti caratteri forti, o, meglio, quelli preminenti e per questo subito catalogabili (da suddividere in eroi e antieroi) così come quelli deboli che spesso –come da copione– riservano inaspettati colpi di scena.

Per la squadra rossa: Roberta, che si “impone” come leader (guadagnandosi, poi, anche l’immunità) senza, peraltro, mostrare particolari meriti.

Cinzia, la “mamma di Roma”, quella schietta e denigratoria che si fa detestare già dalla sigla iniziale per il discutibile senso di appartenenza al branco.

Poi Flavia, ex militare napoletana, orgogliosa e permalosa; Paola, la “sciabolatrice”, a un primo (e forse anche a un secondo) impatto quella ingenuamente tonta ma serena e positiva.

Quindi Francesca, la ragazzina impertinente e polemica; Carlotta, quella più mite; Amalia, che critica senza interruzione soltanto nelle interviste individuali ma, nei fatti, è fin troppo remissiva.

Infine, Consuelo, la mediocre che crede di essere finita in una scuola di cucina, cosa che Cracco, puntualmente, le fa notare.

hell's kitchen 3

Per la blu: Giulio, il “principe di Palermo”, quello sfigato, forse bravo, mediamente fastidioso e adulatore di Cracco.

Guglielmo, il cuoco di provincia senza autostima, colpito però saltuariamente da flebili sprazzi di orgoglio; Luca, sciatto ma autentico; Shoban, il sedicente “guerriero”; Aniello, il leader, scrupoloso e affidabile; Paolo, tranquillo e capace; Kristian, il giovane di belle speranze e da ultimo Antonio, portatore sano di qualche turba esistenziale.

La seconda prova vede i vinti, coloro che non sono riusciti a convincere Cracco a suon di creazioni, che cucinano per i vincitori, ritornati invece con lo scudo.

La difficoltà, in questo caso, sta nel non avere a portata di sguardo la ricetta del piatto da presentare, bensì averla scritta dietro la schiena. Un test per misurare il grado di filantropia in cui ognuno è il parziale artefice del destino altrui così come la parziale vittima della crudeltà del prossimo.

I primi a cadere in fallo sono Paola, Giulio e Consuelo, cui si prospetta una nottata in bianco a spignattare la colazione per Cracco, visto che “Le decisioni più importanti si prendono la mattina”.

hell's kitchen italia 3

Dopo momenti di intensa commozione nell’ufficio dello chef, con Paola che gli offre una torta di mele fatta a cuore “Perché la cucina è interazione e rapporto con gli altri”, e Giulio che piange perché non gli sembra vero di aver ricevuto dei complimenti dal suo burbero eroe, arriva la prima caduta in battaglia.

E’ Consuelo.

Motivo? Perché essenzialmente incapace.

hell's kitchen italia e, squadra rossa

Le peripezie continuano turbinose: creare un piatto scegliendo gli ingredienti, nascosti, due a due, sotto sei diverse cloche, che vengono scoperte ogni dieci minuti una dall’altra. Un lavoro di squadra, dunque, e un piatto alla cieca che si crea man mano.

Da una parte una squadra blu affiatata e fiduciosa, dall’altra un team rosso slegato e dominato da un silenzio raggelante. Un girone infernale in cui ogni anima dannata, impegnata in un assolo scoordinato e infruttuoso, non può comunicare con le altre, compagne di sorte.

Ma, contro ogni previsione, il colpo di scena.

La squadra femminile, grazie al salvifico arrivo di una manciata di pasta celata sotto l’ultima cloche, riesce a improvvisare un piatto che, seppur molto brutto, a detta dei giudici è buono.

hell's kitchen italia 3

La vittoria del gusto sulla fighettaggine culinaria attraverso la sconfitta del piatto della squadra blu, un Mirò di elementi sconnessi e disorganici, in cui “Il rognone è borderline”.

Senza dubbio l’enunciato più brillante dell’intera puntata, pronunciato da Mirko, il vincitore della seconda edizione che ora siede al tavolo dei giudici assieme a Cracco e Sybil, finalista della prima.

E, seguendo le tappe del pronosticabile canovaccio, arriva la spannung.

rosa fanti, hells kitchen 3

Il momento di massima tensione viene raggiunto col primo servizio di questa terza edizione, circostanza in cui, proprio come delle vere brigate di ristorante, le due squadre devono servire i clienti, tra cui anche Rosa Fanti, la sorridente compagna di Cracco, e gestire la fiumana di comande.

Le situazioni nelle due cucine sono diametralmente opposte: mentre la squadra maschile avanza liscia come una corda di violino, e per la prima volta in assoluto nelle edizioni italiane riesce a portare a termine il temutissimo “primo servizio”, quella rossa non riesce a servire neanche mezzo piatto, in due ore.

Una disfatta di Caporetto, gestita da Roberta –la presunta leader– vitale e spigliata come una cariatide, che nemmeno le urla di Cracco riescono a destare dal torpore.

Stop. Il primo episodio della terza serie di Hell’s Kitchen termina qui. Voglia di vedere il prossimo? Nì.

Ma Cracco quelli di Sky sono contenti così, e forse hanno ragione loro considerato il debutto record:

“I primi due episodi, in onda ieri su Sky Uno/+1 HD e su Sky On Demand, sono stati seguiti in media – secondo Auditel – da 674.567 spettatori, in crescita del 56% rispetto alla media della scorsa stagione.”

[Crediti | Link: Dissapore, Milano Finanza]