Antonello Colonna è il meglio di Hotel da Incubo

Prendi un albergo. Ma potrebbe anche essere una cucina. O magari una pasticceria.

Rendi questi locali, leggermente anonimi e sottotono, un trionfo di sporcizia, mala organizzazione, di personale svogliato, disorganizzato o ancor meglio litigioso, condisci con un paio di titolari inetti rubati alla manovalanza impiegatizia, spargi un po’ di disordine e ignoranza ovunque e avrai così cucine da incubo. O anzi, Hell’s Kitchen. O ancor meglio, “Hotel da incubo”.

Questo è infatti il titolo del programma, giunto alla seconda edizione, che si occupa della riorganizzazione e della rimessa in pista di hotel alla deriva, prossimi al fallimento, sporchi, disordinati e malamente gestiti, probabilmente frutto più del mestiere di abili sceneggiatori che non di una oggettiva situazione reale.

Eppure, il format che segue le orme del celebre e altrettanto fortunato “Hell’s Kitchen”, animato dalle sfuriate di un istrionico Gordon Ramsay e  declinato all’italiana con le possenti pacche e la parlata verace di Antonino Cannavacciuolo in Cucine da Incubo, pare riscuotere, nonostante la formula non originale, un buon successo, probabilmente grazie alla presenza dello chef Antonello Colonna.

Pacato, sornione, con la battuta ironica e tagliente, lo chef imprenditore –patron di tre strutture ricettive tra Roma e dintorni, vale a dire Open Colonna a Roma, Vallefredda Resort, spa immersa nella meravigliosa campagna romana, e Openbistrò all’aeroporto di Fiumicino– sembra essere il vero valore aggiunto di una formula ampiamente (fin troppo) sfruttata.

Col suo fare schietto e tagliente nello stesso tempo, Colonna ci ha accompagnato in questi primi due nuovi episodi, visibili cliccando sul link e trasmessi lo scorso 8 settembre sul canale NOVE, nell’incantevole località di Praia a Mare, in Calabria, dove è stata allestita la solita sceneggiatura a a base di accoglienza inesistente, menù dettati a voce e immancabili insetti d’ordinanza.

Mentre nel secondo episodio Colonna si è recato in Emilia Romagna, per risollevare le sorti di un hotel con pub annesso, gestito da due fratelli secondo una formula ricettiva ormai non più remunerativa né in grado di assicurare ritorni economici significativi.

In totale saranno 8 le puntate di questa seconda stagione, in onda ogni giovedì sera alle 21.10 sul canale NOVE, dove tra scenette esilaranti e pillole di marketing alla portata di tutti, potremo star certi che “ne vedremo delle belle”, come ci informa Colonna.

Staremo a vedere.

[Crediti | Vanity Fair]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

12 Settembre 2016

commenti (4)

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  1. colon irritato ha detto:

    Il format americano (e prima inglese) non è “Hell’s Kitchen” ma “Kitchen nightmares”. Baci

    1. Enzo ha detto:

      Veramente, nello specifico, sarebbe “Hotel Hell”.
      “Kitchen nightmares” è il nostro “Cucine da Incubo”.

  2. Elvis ha detto:

    Il titolo originale del format americano è Hotel Impossible, condotto dal professionale Anthony Melchiorri. Competente, ma penalizzato dal doppiaggio.
    Epperò infinitamente meno carismatico rispetto a Colonna, che è unico, e sinceramente, molto realistico, a volte toccante perché dietro la decadenza di alcuni hotel familiari c’è appunto una situazione umana e familiare complessa.
    Colonna mostra anche una grande umanità.
    Per me, uno dei più bei reality.

    1. Enzo ha detto:

      Giusto. Hotel Hell è il titolo della versione che ha avuto come protagonista Gordon Ramsay.

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