Masterchef 11: i top e i flop dell’undicesima puntata

L'undicesima puntata di Masterchef Italia 11 entrerà nella storia soprattutto per la presenza di Matteo Berrettini che, vai a capire perché, fa scattare immediatamente il women power.

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Ma come si può vedere l’undicesima puntata di Masterchef 11 in un mondo che è completamente stravolto, in cui tutto è improvvisamente cambiato e niente sarà mai più come prima? Non è facile, davvero, ma per amore delle nostre pagelle cercheremo di tirare in ballo tutte le nostre forze e superare la rottura tra Ilary Blasi e Francesco Totti.  

Cosa che peraltro non sembrano saper fare all’interno della Masterclass più piagnona di sempre, che temeva l’arrivo del momento strappalacrime familiare più di quello di Iginio Massari. E infatti le famiglie, anziché partecipare al programma, a ‘sto giro hanno mandato dei brevissimi videomessaggi. Vi racconteranno che è una precauzione presa per il Covid, ma non ci credete. La verità è che nella cabina di regia di Masterchef Italia avevano gli scaffali pieni di girato di questi cinque che piangono, e loro per risollevare la situazione avevano pure suggerito di sostituire l’arrivo di mamme, papà e sorelle con l’arrivo di Mime e della sua erba della giovinezza No Woman No Cry. Ma niente, il format va rispettato, il momento ricongiungimento è immancabile e a noi ci tocca subire sbuffando le lacrime e i flashback di dieci puntate fa, quando tutto ebbe magicamente inizio. Che noia che barba.

E poi, soave come una Primavera del Botticelli, arriva Berrettini, e tutto improvvisamente acquista un senso, e lo mantiene pure se nell’ultima parola di questa frase sostituite la N con una S.

Top

Nonna Michelina

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Oh, alla fine tanto hanno detto tanto hanno fatto che su Nonna Michelina mi son commossa anche io. Sarà che Lia è la mia preferita, ma soprattutto sarà che le nonne – con la loro parlata del Sud e con la loro cucina che ti abbraccia – sono l’amore quello vero.

La maledizione delle uova

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Carmine fa fuori un intero pollaio per preparare il suo piatto, mandando a farsi benedire tutti i messaggi sul “Masterchef non spreca le materie prime” registrati da qui al 2035.

La faccia di Tracy che apprezza il gesto di solidarietà femminile di Lia

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Lia

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Che ora sinceramente dovete dirmi come si fa a non far parte del #TeamLia. Una che in un mondo di giudici eternamente maschi vuole far la rivoluzione e porre fine al patriarcato in cucina. In una classe di Tracy, lei ride sempre. In una classe di Christian, lei gioca sempre con assoluto fair play. In una classe di Carminielli, lei non perde tempo a sconfiggere le uova di Demogorgone.

Portafortuna

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Peraltro, se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla vittoria di Lia, pensando che Tracy potrebbe metterla in discussione, arriva la maledizione dell’esterna stellata ad assicurarci che, come ogni anno, chi la vince non sarà il nuovo Masterchef. A meno che Nicky non decida di prestare a Tracy il suo cinghiale portafortuna, e allora chissà.

Enzo Biagi

locatelli barbieri

Se la direttora di Dissapore mi sta leggendo, prenda immediatamente nota, e contatti subito Bruno Barbieri per farlo lavorare come intervistatore. Cioè, uno che non si aspetta l’arrivo di Berrettini ed è capace di improvvisare all’ultimo un’intervista così, con tutte le domande, i particolari su vittorie punteggi e tutto il resto è un fuoriclasse da non farsi scappare.

Aridatece Mime

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Entra Berrettini, e la seconda cosa che pensiamo tutte è l’ingiustizia di non aver lì Mime a sbavare per tutte noi. Lei sì che avrebbe saputo rendere questo momento indimenticabile (per quanto anche Elena, ne siamo sicuri, avrebbe saputo darci qualche soddisfazione). Mica come Lia, che saluta Berrettini con una compostezza emotiva che di certo suo marito saprà apprezzare, ma d’altronde lui l’unica cosa che ha portato a Masterchef è l’ispirazione per una pasta disastrosa quindi stacce, marito di Lia, che tua moglie che vuole togliersi la casacca per mettersi la maglietta di Wimbledon (per poi togliersi anche quella e toglierla anche a lui e mandare Masterchef a quel paese per darsi a un Grande Slam) è un po’ tutte noi.

Lorem Ipsum

berrettini

Non che avessi qualcosa di particolare da scrivere, in realtà. Volevo solo usare questa foto, e prego, non c’è di che.

Flop

Nicky Brian

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Che rivedendosi alle audizioni si comporta come faccio io davanti a quelle mie foto del ’92, quando andavo in giro brufolosa, con i colpi di sole a ciocche giganti, con la pancia scoperta e i pantaloni a vita bassa larghi che ci stavo tre volte e lunghi fin sotto i piedi. Ma la cosa straordinaria è che pensa di aver fatto una figura demmerda per i capelli, e non si preoccupa della ben più imbarazzante camicia.

Tutto cambia perché nulla cambi

I concorrenti affrontano i loro piatti peggiori e, per dimostrare di essere rimasti uguali a se stessi senza farsi cambiare dal successo, li rifanno allo stesso identico modo di prima: ‘na schifezza.

La brigata di Carmine

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Carmine un giorno avrà un ristorante con un addetto “alla partita delle uova”. La sua non sarà una brigata, ma l’armata Brancaleone

La prova alla cieca

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Quella in cui tutti devono andare ad istinto tranne Lia che, dovendo seguire chef Cannavacciuolo,  va ad INDUIDO.

Beccato!

Questa non è stata davvero la giornata di Carmine. Ma per fortuna i giudici hanno voluto fargliela passare, nascondendo sotto il tappeto il disastro fatto con la pasta pestata e fingendo che non fosse mai successo, un po’ come fa Salvini con la sua t-shirt del cuore con la faccia di Putin stampata sopra.

 

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