di Valentina Dirindin 13 Febbraio 2020
masterchef Italia 9

È un approccio amaro, quello che mi accompagna in questa nona puntata di Masterchef Italia 9. Con me infatti viaggia la piena consapevolezza che sarà difficile che, in queste due ore di intrattenimento televisivo in fascia protetta, succeda qualcosa in grado di farmi dimenticare le performance erotiche dello chef brasiliano Henrique Fogaça. Performance erotiche che probabilmente ho visto solo io, nella prova dedicata alla carne della scorsa puntata e dunque sì, Vostro Onore, lo ammetto: sono colpevole di eccessiva malizia. Non che non sappia che per questo genere di cose esistono canali più appropriati di Sky, ma non posso farci nulla se è sempre la cucina a scatenare in quelli come come me i pensieri più bollenti. Perciò addio Henrique, ovunque tu sia, un giorno magari ci incontreremo e sculacceremo insieme un gigantesco quarto di bue.

È dunque questo il mood con cui questo giovedì accendo la tele, ma sono una professionista e so che devo nascondere la delusione e darmi da fare per preparare anche queste pagelle. A consolarmi, in ogni caso, c’è il fatto che questa sera uno degli ospiti è Davide Caranchini, giovanissimo chef a capo di un team di coetanei con un progetto pazzesco e incredibilmente riuscito in quel di Cernobbio, Materia (l’anno scorso la Michelin lo definì “uno dei giovani cuochi più originali ed interessanti”, tanto per capirci).

Tutto sommato, quindi, la puntata si prospetta godereccia, senza contare che siamo vicini alla fine: sono rimasti solo nove concorrenti, di cui due se ne andranno alla fine di queste due ore – e stavolta sono piuttosto certa di sapere quali sono senza grande margine di errore.

Bicchiere di vino, divano, carta e penna ed eccomi qui, ad elencarvi i Top e i Flop di una puntata su cui ho alte aspettative, seppur non di natura erotica.

TOP

Maleficient Barbieri

“In alcune cose penso che io e chef Barbieri siamo molto simili”, dice Maria Teresa ad Antonino Cannavacciuolo. E lui le confida un segreto: “Ma tu lo sai come lo chiamo io a Bruno?” e noi pendiamo dalle sue labbra, aspettando il colpo di genio. “Malefico”. Vabbe’, pensavamo peggio, ma meglio di niente. Ora però siamo pronti per conoscere i soprannomi di tutti, forza.

Togliti la camicia. Ops, il grembiule.

L’avete visto anche voi, il modo in cui Bruno Barbieri guardava la camicia di Antonio? Un misto tra l’invidioso e l’ammirato, come se fosse in qualche modo consapevole del fatto che quel motivo floreale lì è proprio quello che manca alla sua collezione, e porca paletta fa sfigurare la sua di camicia, anch’essa floreale, ma molto più sobria. Occhio Antonio, sicuro di voler competere con il tuo giudice sull’argomento moda? Abbiamo un consiglio per te: togliti la camicia, impacchettala e regalala allo chef, in un atto estremo di captatio benevolentiae.

La zuppa di cocco e frutti di mare

 

In una masteclass piena di gnocchi alla canapa, il piatto della mistery box di Luciano, che ha scelto di usare i frutti di mare e la farina e il latte di cocco, ci ha fatto venire fame, davvero. Possiamo unirci ai complimenti dei giudici?

I diabolici commenti di Maria Teresa

“Davide se parte col cervello e comincia a fare troppi giri rischia di rimanerci invischiato, per cui…speriamo che parta”. Maria Teresa, ho una sola cosa da dirti: vuoi tu prendere il mio posto nel redigere le pagelle? Prometto di fare il tifo per te per il resto della mia vita.

Il vesuvio di rigatoni

Passino tranquillamente oltre i fanatici della creatività e dell’avanguardia in cucina: noi il vesuvio di rigatoni di Alfonso Iaccarino lo mettiamo tra i top, perché è l’unico posto dove debba stare uno dei piatti simbolo della storia gastronomica del nostro Paese. E se vi sembra un piatto troppo semplice, andatevi a riguardare il casino che hanno fatto i concorrenti che dovevano replicarlo al Pressure Test.

FLOP

Vincenzo

Non che non si sapesse che la sua testa era lì lì per essere tagliata. Ma io nella favola bella di Vincenzo, che non si sa bene come si salva una puntata dopo l’altra, ci avevo creduto. Finché non ha causato un attacco di ipertensione ad Antonino Cannavacciuolo nel tempo di un solo boccone, servendo del pesce marinato sotto sale senza averlo prima lavato. Adiòs, Vincè.

La cucina è un’opinione

Un’esterna dopo l’altra, i neuroni di Luciano se ne vanno a farsi benedire. A decimarli, di puntata in puntata, la necessità di moltiplicare le dosi di un piatto per il numero dei commensali. La scena è sempre la stessa: la brigata fa i conti, lo interpella, e lui si ferma lì, con lo sguardo perso nel voto e il cervello inutilmente e faticosamente al lavoro: un monumento vivente all’avversione per le tabelline. Non ho idea di cosa resterà di lui alla fine, ma ho la sensazione che tra un giovedì e l’altro Luciano farebbe bene a lasciare i libri di cucina e ad aprire quelli di matematica.

Barbieri, stai schiscio

Lo sospettavamo fortemente, che l’habitat naturale di Bruno Barbieri fosse la Milano da bere. Non c’è da stupirsi dunque che si sia fatto prendere un po’ la mano durante la prova in esterna, facendosi improvvisamente possedere dallo spirito del bauscia milanese, che evidentemente sonnecchia in lui già da tempo e aspetta solo il momento giusto per sostituire i tortellini con l’ossobuco. Così, tra un “very nice” e un “bye bye” a un tavolo di belle fanciulle straniere, Barbieri durante la prova salta su un monopattino elettrico e sfreccia via. E non è che non capiamo le necessità del product placement, ma la piaga sociale dei monopattini che sbucano improvvisamente da ogni angolo della città è ancora troppo fresca per poterci ridere allegramente.

Il metodo di giudizio dell’esterna

“Se vi è piaciuto il menu pagate il conto, se non vi è piaciuto andate via senza pagare”. Carina eh, l’idea di affidarsi, per decidere chi vince l’esterna, alla coscienza del singolo e alla sua disponibilità di mettere mano al portafogli anziché scroccare una cena al ristorante. Ma, autori di Mastechef, vi sfugge forse che siamo in Italia.