di Valentina Dirindin 17 Gennaio 2020
masterchef italia 9

Bello eh, il messaggio iniziale di ogni puntata di Masterchef Italia 9, che spiega come il programma promuova il consumo consapevole ed ecosostenibile eccetera eccetera. Bellissimo, dicevamo, ma possiamo evitare di farlo recitare a Cannavacciuolo? Mica abbiamo nulla contro di lui, sia chiaro, e quando è a briglia sciolta è anche a suo agio sul piccolo schermo.

Però, quando legge da un copione, ha la stessa naturalezza di un prigioniero a cui viene chiesto, pistola alla testa, di leggere una serie di rivendicazioni. Ecco, sceneggiatori di Masterchef, prendete nota anche di questa mia ennesima intrusione nel vostro lavoro, per favore.

 

Partiamo così questo giovedì, con l’entusiasmo che ci scorre nelle vene, e per fortuna almeno la prima delle due puntate ci fa recuperare un po’ di brio, svelando un po’ le carte di chi merita davvero di stare in questa Masterclass (non a caso, alla fine, proveremo ad andare all in e a tirare le somme di questa edizione). Un’edizione che ci fa rimpiangere la presenza di Antonia Klugmann, visto che questo pare essere a tutti gli effetti il Masterchef delle donne cazzute.

Lo dimostra con evidenza una Mistery Box mignon, con dieci piccoli ingredienti che romanticamente i concorrenti definiscono a turno “graziosi”, sciorinando una serie di luoghi comuni su come nelle botti piccole ci sia il vino buono. Che poi, da rappresentante della categoria di quelli alti circa 1,90, mi sono sentita pure un tantino offesa da tutto questo sproloquio sulla bellezza delle cose piccine, e anche un po’ delusa da Cannavacciuolo, che avrei voluto vedersi ribellare a nome di tutti noi, almeno con qualche pacca ben indirizzata sulle spalle di qualcuno.

Ma non c’è tempo di offendersi, ché siamo consapevoli che state tutti aspettando di conoscere i nostri top e flop, e il fatto che il correttore automatico del mio computer continui a correggere “top” con “topinambur”, la dice lunga sulla profilazione che la tecnologia ha fatto dei miei interessi.

TOP

L’eleganza in cucina

Masterchef Italia 9: i TOP e i FLOP della quinta puntata

Davide cucina la Mistery Box in camicia e cravatta, roba che a memoria di Masterchef non s’era mai vista. Peccato che non ne tiri fuori nulla, se non i complimenti per la mise da parte di Locatelli. Che però poi ritratta, dicendo che il suo piatto è da stitico, e che dovrebbe togliersi la cravatta e godersela di più. Lui, comprensibilmente confuso da queste opinioni contrastanti, capisce quel che capisce, e si fa tutta la prova in esterna con un paio di occhiali da sole che levati. Come a dire: stitico sì, ma con classe.

I racconti del frigorifero

L’Invention Test prevede di cucinare con un frigorifero scelto tra quelli dei tre giudici. Roba già vista, è vero, ma stavolta condita con il racconto da parte degli chef sul loro rapporto con il frigo. Un momento simpatico (come sempre quando il copione esce un po’ dai binari preimpostati), passato dalle note nostalgiche di Locatelli a cui manca tanto il figlio in mutande alla ricerca di qualcosa da mangiare, al frigorifero di Barbieri, la cui parola d’ordine è “stile come se piovesse”,
passando per Cannavacciuolo e il suo frigo con “le certezze della vita” (il Napoli, sia chiaro) e il racconto di sua mamma che lo sgridava non appena ci si avvicinava per aprirlo.

Il frigo di Masterchef

Il quarto frigo dell’Invention Test è riempito con gli ingredienti improbabili degli chef che hanno fatto la storia del programma. Ve l’abbiamo già detto, cari i nostri sceneggiatori di Masterchef, che quando siete perfidi ci fate venire l’acquolina in bocca?

La mamma di Cannavacciuolo

Che spettacolo, la mamma di Cannavacciuolo, che lo accoglie cucinando a Vico Equense mentre gli altri sono impegnati in una nuova noiosa prova in esterna. “Una bella pasta e fagioli come ti piace attè, con la cotica dentro”. Con la pasta ammiscata.
Signora, io mi sono commossa: quando posso venire anche io a cena da lei?

Maria Teresa

masterchef 9 gigante e bambina

 

Porca vacca Maria Teresa, con quell’occhialetto lì che fa tanto studentessa timidina dell’ultimo banco. E invece in questa puntata tira fuori, oltre alle unghie e ai denti, anche il notes su cui si era appuntata i torti subiti, tipo il midollo di tonno assegnatole da Antonio in un Invention Test, ripagato con il frigo assassino di Masterchef. Della serie, meglio tenersela amica. “Fabio non ha capito. Non gli ho dato il frigo difficile perché lo ritengo forte, ma perché avevo un sassolino nella scarpa. E se oggi vinco, è il primo che prendo nella brigata, perché così capisce che deve stare sotto di me”. Che dici Amadeus, una così tu la chiameresti al tuo Festival?

FLOP

La modestia di Fabio

Lo avevamo già inquadrato Fabio, uno che si riempie di complimenti da solo. “Ultimamente ho intuizioni geniali”, dice cucinando. “Bello. Punto esclamativo”, ribadisce vedendo il piatto uscito fuori dalla sua Mistery. In effetti lo chiamano tra i migliori e lui commenta: “probabilmente anche io se avessi dovuto scegliere un piatto da assaggiare avrei scelto il mio”. Abbiamo capito Fabio, ci credi assai. Occhio però che da esperti di Masterchef possiamo assicurarti che spesso chi si loda ci finisce affogato, nel brodo.

I figli (so’ pezz’e core)

Maria Teresa, davanti ai complimenti per il suo piatto, straparla. “Io non ho figli” dice, “ma è come se guardassero mio figlio e mi dicessero che è bellissimo”. E no Maria Teresa, ma che stai a dì? Facciamo a cambio, io lì a cucinare e tu qui a cambiare pannolini? Fidati di me, che di figli ne ho due. Se un piatto ti svegliasse la notte tante volte quante ti sveglia un figlio, significherebbe solo una cosa: gli ingredienti erano andati a male.

Le tapas

Ok che il Pressure Test era complicato: preparare tre tapas in trenta minuti. D’altronde, era un Pressure Test. Ma chiamare tapas i piatti che ne sono venuti fuori ci lascia davvero un po’ perplessi, a meno che tapas improvvisamente non stia a significare piatti in versione ridotta. Uno spaghetto alle vongole, a casa vostra, è una tapas? Quanto avremmo voluto un super ospite come Ferran Adrià (o suo fratello Albert) a dare un bel calcio nel sedere a tutti.

Andrea

masterchef 9 andrea che guarda malissimo i giudici

Cucciolo, mi ha fatto tenerezza pure quando digrignava i denti e si mordeva la lingua per non mandare a quel paese i giudici. Ma gli spaghetti tagliati sono la cosa più difficile da digerire che abbiamo mai visto a Masterchef. “Quando tagli gli spaghetti, un cuoco muore”, dice Antonio. Amen.

E ora che iniziamo a entrare davvero nel vivo della trasmissione, vogliamo lanciarci in qualche previsione. Non sono mai stata brava nelle scommesse, per la verità (e le partite natalizie con il Mercante in Fiera sono ancora lì brucianti a ricordarmelo), ma ci voglio provare lo stesso. Pur sapendo che a volte i Pressure Test regalano colpi di scena, e che le prove in esterna – chissà poi perché – non premiano quasi mai le brigate formate dai migliori.
In ogni caso mi butto: ecco qui, a gruppi di due (e uno di tre, presumendo che prima o poi ci sarà una doppia eliminazione) i nomi di chi secondo me lascerà la cucina di Masterchef.

Vincenzo
Davide

Annamaria
Giulia

Gianna
Mylenis

Nicolò
Giada
Luciano

Maria Teresa
Antonio

Fabio
Francesca
Marisa