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Prova d’assaggio: pasta Cav. Cocco vs. Verrigni

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Non di sola “verticale” è fatta la nuova serie della Prova d’assaggio di Dissapore, confronto settimanale tra prodotti della stessa categoria. Se lunedì scorso abbiamo provato tutti i gusti dello yogurt Merano, oggi è sfida diretta tra due marchi, in particolare due pastifici storici abruzzesi: Cav. Giuseppe Cocco e Verrigni.

L’Abruzzo, oltre a essere la mia regione d’origine, annovera alcuni dei migliori pastifici italiani, aziende che hanno fatto la storia della pasta.
Cav. Giuseppe Cocco nasce nella prima metà del secolo scorso a Fara San Martino, ribattezzato “paese della pasta”, piccola località alle pendici della Majella. La pasta “cresce” a suon di semole speciali, acqua del Verde e trafilatura al bronzo.
Luigi Verrigni fonda il suo pastificio nel 1898 a Roseto degli Abruzzi, più vicini alla costa. Le semole provengono da grani duri selezionati e miscelati tra loro usando tecniche tradizionali, e per l’impasto c’è l’acqua delle sorgenti del Gran Sasso.

Eccoci alla sfida, per entrambi i marchi ho scelto di testare un formato lungo (il classico spaghetto alla chitarra abruzzese), e uno corto (la calamarata).

CONTENDENTI

- Cav. Giuseppe Cocco
- Verrigni

FORMATI

- Pasta corta (anelli/calamarata)
- Pasta lunga (chitarra)

CRITERI

Aspetto visivo
Consistenza
Collosità
Cottura (verifica, omogeneità, tenuta)
Sapore
Capacità di assorbimento

Il test si è svolto “alla cieca”. Ricordo che non sono una tecnologa alimentare, e che il verdetto è oggettivo con deviazioni personal-affettive.

Cav. Giuseppe Cocco

Lavorazione artigianale con trafila ruvida di bronzo e asciugamento a bassa temperatura, come si faceva una volta. Pastificio Artigiano “Cav. Giuseppe Cocco” snc, Zona Artigianale n.15. a, Fara San Martino (Ch) – Abruzzi, Italia.

Packaging: plastificato, cavallotto di cartone dalla grafica rusticheggiante

Formato Anelli (500g).
Ingredienti: semola di grano duro e acqua. Contiene glutine. Cottura 9 min.

– Giudizio: ottima pasta ma correggerei l’indicazione del tempo di cottura, per arrivare al dente gli Anelli hanno bisogno di qualche minuto in più, a 9. la pasta è ancora cruda.
– Aspetto visivo: appena ruvido e leggermente brunito, lo spessore è medio.
– Consistenza: se al dente, rasenta la perfezione.
– Collosità (effetto per cui dopo la cottura la pasta presenta una superficile appiccicosa): in questo formato si fa sentire.
– Cottura: perfettamente al dente in ogni parte al minuto 12, con una buona tenuta.
– Sapore: gradevole e caratteristico.
– Capacità d’assorbimento: buona, lega bene con il condimento.
– Prezzo: 4,60/al kg, quindi € 2,30.
– In breve: “fuori orario”.

VOTO 7

Formato Chitarra (500g)
Ingredienti: semola di grano duro e acqua. Contiene glutine. Cottura 7 min.

– Giudizio: chitarra perfettamente accordata riuscita a dovere.
– Aspetto visivo: squadrato e spigoloso come da chitarra, superficie ruvida, leggermente brunita.
– Consistenza: sinuosa e di spessore, in una parola: perfetta.
– Collosità: impercettibile, ai minimi sindacali.
– Cottura: al settimo minuto, come da dicitura, è al dente q.b. Omogeneità: equilibrata in ogni parte. Tenuta: ottima.
– Sapore: piacevole e appetitoso.
– Capacità d’assorbimento: buona.
– Prezzo: 4,60/al kg quindi € 2,30
– In breve: una goduria.

VOTO 8

Antico Pastificio Verrigni

Pasta di semola di grano duro trafilata al bronzo, essicazione lenta.
Antico Pastificio Rosetano srl Via Salara 9, Roseto degli Abruzzi (Te), Abruzzo – Italia.

Packaging: plastificato, cavallotto di cartone dalla grafica elegante e pulita.

Formato Calamarata (500g)
Ingredienti: semola di grano duro, acqua. Il prodotto contiene glutine. Cottura 10 – 12 min.

– Giudizio: formato capolavoro.
– Aspetto visivo: molto ruvida, solo leggermente brunita, più marcato lo spessore rispetto agli anelli Cocco.
– Consistenza: addentarla è un piacere, anche grazie alla buona elasticità.
– Collosità: irrilevante, quasi assente.
– Cottura: perfettamente distribuita al dodicesimo minuto. Tenuta: ottima.
– Sapore: deciso e tipico.
– Capacità d’assorbimento: buona, annette il condimento senza cedimenti.
– Prezzo: 4,98/al kg quindi € 2,49.
– In breve: standing ovation.

VOTO 8

Formato Chitarra (500g)  Ingredienti: semola di grano duro, acqua. Il prodotto contiene glutine. Cottura 8 – 10 min.

– Giudizio: non delude, ma è un po’ sottotono rispetto alla vigorosa chitarra Cocco.
– Aspetto visivo: più esile e smunta rispetto allo sfidante, piacevolmente ruvida la superficie.
– Consistenza: corposa e flessibile.
– Collosità: si avverte appena.
– Cottura: giusta all’ottavo minuto. Diffusione: equilibrata. Tenuta: buona.
– Sapore: gentile e delicato, meno attraente della calamarata.
– Capacità d’assorbimento: lega abbastanza bene con il sugo.
– Prezzo: 6,40/al kg quindi € 3,20.
– In breve: amabile.

VOTO 7,5

Vince il test — Verrigni
Miglior rapporto prezzo felicità — Cav. Giuseppe Cocco

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO
Per assegnare la vittoria bisogna munirsi di impermeabile, cappello in feltro e lente d’ingrandimento da investigatore privato, lo scarto è minimo, ci si attacca ai dettagli cavillando oziosamente. Vince Verrigni perché i suoi formati sono più equilibrati. Lascia a terra qualcosa in quelli lunghi, ma è realmente spiazzante negli Anelli, dove Cocco è leggermente in affanno.

E’ il vostro turno, ora, diteci se conoscete e avete provato questi due marchi di pasta, a quali va la vostra preferenza, e perché.

[Crediti | Immagini: Carmelita Cianci]

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29 commenti a Prova d’assaggio: pasta Cav. Cocco vs. Verrigni

  1. Ho scoperto da circa un anno la Verrigni e ormai sono consumatore abituale. Nei criteri di valutazione aggiungerei il profumo durante la cottura che in questo caso è davvero irresistibile. L’acquisto per e-commerce è facile e le consegne puntuali.

  2. Ho avuto modo di provare diverse volte e con piacere alcuni formati di Verrigni che trovo veramente ottima ,l’unico appunto sulla calamarata che l’anno scorso pur restando nei tempi di cottura mi ha ceduto nel senso che diversi pezzi si sono aperti in fase di mantecatura … pero’ la pasta è ottima , apprezzo anche i loro spaghettoni che sono perfetti con quantita’ di amido rilasciata , bilanciata e non eccessiva .

    • ma la pasta era al dente o scotta?
      perchè la pasta fatta bene secondo me si deve rompere solo se la scuoci, altrimenti una pasta che si rompe è secondo me una pasta “sbagliata”, a casa puoi anche chiudere un occhio ma per un ristorante è un bel problema.
      la pasta cotta giusta non si dovrebbe mai rompere, nemmeno se la fai saltare e mantecare a lungo. purtroppo molti pastifici artigianali su alcuni formati non hanno ancora trovato la soluzione a questo tipo di problema.

      • Era nei tempi di cottura , leggermente al dente ma ho notato che diversi ” calamari si erano aperti” , saro’ stato sfortunato io ….per il resto nulla da dire con altri formati , davvero ottimi

      • Verrigni è insieme a Gentile e Benedetto Cavalieri uno dei produttori che utilizzo regolarmente nei miei locali e non mi ha mai deluso, certo è capitato che si rompesse qualche volta ma è statisticamente normalissimo, accadde anche per gli altri produttori, la perfezione assoluta in ogni momento non è di questo mondo :)

        • ok tutto quello che vuoi ma una pasta che si rompe è comunque una pasta difettosa, nel senso che se ci fosse un panel test come per vino e olio, sicuramente quello sarebbe un difetto.
          ciò non toglie che il sapore possa essere comunque buonissimo, ma la consistenza per la pasta è importantissima.

  3. io preferisco cocco che ritengo essere leggermente più saporita e con una consistenza più tenace ma ragazzi la calamarata è meglio lasciarla fare ai napoletani :-)
    cioè i pastifici campani sui formati paccheri/mezzipaccheri/calamari secondo me hanno sempre una marcia in più, loro li fanno da sempre, gli altri si sono adeguati a farli per moda.

  4. Amo questi due marchi di pasta che conosco ormai da 5 anni.
    Li compro in occasioni un pò più speciali del solito, ma abitualmente consuma pasta Fara del Verde e ne sono una estimatrice.
    Concordo con il test ma consiglio di provare tutti i formati di entrambi questi marchi di eccellenza.

  5. Tra le due meglio verrigni anni luce. Cocco poi. Dire che è un pastificio artigianale ci vuole coraggio. Fa soprattutto pasta con trafile in teflon e sarebbe stato più corretto confrontarla con aziende come De Cecco Garofalo.

  6. Cocco su molti formati è il mio pastificio (o uno dei due-tre) di elezione, complessivamente più di Verrigni che è in ogni caso molto valido. Cocco si supera nella sfoglia grezza e in quella di trito, che posso capire non essere nelle corde di tutti, ma che certamente sono nelle mie.

  7. Mi chiedo perché Cocco sia così disorganizzato, sembra un’azienda in dismissione. Perfino l’e-mail sul sito è non piú funzionante. Non hanno shop online. Il loro sito è minimale, manca qualsiasi informazione, non lo rinnovano in nulla da anni.
    Peccato, perché, d’altra parte, Verrigni, la cui pasta a me non pare buona quanto quella Cocco, è organizzatissimo.

    • La pasta Gentile è fatta col grano senatore Cappelli. Anche formati naturalmente soggetti a collosità, come gli spaghettoni, sono esenti da questa caratteristica nel caso del pastificio Gentile. Anche io la preferisco a tutte le altre, ad eccezione di Cavalieri che nei formati corti è pari o un poco migliore.

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