Io, me e Adriano

Assalto alla scuola: pubblicità McDonald’s nel libro delle medie

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Guardatela bene questa foto. Se vi raggela siete dalla parte giusta della barricata. Quella dell’indignazione e dello sgomento. Ripeto: l’avete vista bene la foto? Non è una semplice e legittima pubblicità che racconta l’offerta McDonald’s, rincorrendo pateticamente i tempi con tanto di box demenziale su “Le regole d’oro per uno stile di vita sano e attivo”. No, è la pagina 177 del libro delle medie di Tecnologia.

Un testo che ha come sottotitolo: “Materiali Settori produttivi Energia”. E i panini, o le patatine, o i gelati del Mac sono dei materiali tecnologici o energetici? È qualcosa che ha a che fare con la loro digeribilità diversamente agile?

Ora, avete presente quegli avvincenti thriller hollywoodiani in cui un uomo scopre un sistema di interessi che fa base a una corporation che in nome del profitto calpesta diritti civili e sociali senza batter ciglio? Ecco nella realtà non è così. Ma a non essere così è l’immagine dell’eroe che fronteggia “i cattivi” o i metodi delle indagini, non la sostanza. Questa si avvicina troppo spesso alla realtà. Non è così perché certe porcate che al cinema vivono di ardite architetture narrative, nella realtà si fanno con volgare e manifesta impunità.

 Ma è tempo del pensiero forte.

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Tre regole definitive:
(1) Con i ragazzi in età scolare non si scherza. Se il marketing gioca da sempre una battaglia ai confini della moralità per raggiungere i consumatori più appetibili, ciò non toglie che debbano esistere dei limiti invalicabili. E se già ci sono non è bello doverli riaffermare.

(2) La guerra ideologica a McDonald’s non mi interessa e indebolisce la sostanza. Non è in gioco un’idea politica del mondo; è in gioco una questione di civiltà e di verità. Per me possono impegnare tutte le risorse che vogliono, chiamare Gualtiero Marchesi – e pure Adrià se gli parte l’embolo – appaltare ricerche ridicole e fare i peggiori carpiati per legittimare la qualità della loro proposta, tanto il fatto incrollabile è che il loro modello di alimentazione non può passare come virtuoso. Non lo dico io, non lo dicono i vegani scalzi o quelli che hanno sotto il cuscino il libro nero delle aziende da cui tenersi alla larga, lo dice la scienza dell’alimentazione in decenni di acquisizioni critiche progressive, lo dicono studi che dimostrano di volta in volta qualcosa di allarmante, dal rapporto con l’obesità ai danni cerebrali. 

Ci aveva già provato l’ex Ministro dell’Agricoltura, il leghista Zaia, e da ste parti si è preso le giuste bastonate, tanto che il Guardian pure ha pensato di dare un’occhiata al nostro allarme.

(3) Però la scuola non può e non deve avallare che al costo di 21,50 euro un testo in uso spieghi ai tuoi figli la dieta del fast food, e in particolare che “alimentarsi al fast-food non sempre e non necessariamente significa assumere calorie e grassi in esubero“. 
Non è solo una questione morale ma anche giuridica. Per chi non ne fosse a conoscenza esiste un Codice di Autoregolamentazione del Settore Editoriale Educativo (si apre un Pdf), che alla voce Pubblicità commerciale dice che “L’editore si impegna a non inserire messaggi pubblicitari, né espliciti né redazionali, nei libri e negli altri strumenti didattici di adozione”.

Che facciamo Editore, ti impegni?

[Crediti | Link: Beppe Grillo, Ansa, Science Daily, Dissapore, Guardian, Aie. Immagine: Facebook]

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111 commenti a Assalto alla scuola: pubblicità McDonald’s nel libro delle medie

      • e perchè mai? per una famiglia che arranca ad arrivare a fine mese, magari con 2 o 3 bambini, poter barattare il costo spropositato dei testi scolastici con qualche pubblicità non sarebbe a priori così negativo.
        lo so che è una porcata -- la pubblicità è di per sè una porcata -- ma in fin dei conti sono le stesse pubblicità che poi il bambino ritrova per strada, su maxi cartelloni, oppure su qualsiasi giornale, oppure in qualsiasi spot tv. la pubblicità è ovunque quindi metterla o toglierla da un libro secondo me non è concettualmente così vitale.
        invece per una famiglia non avere i soldi per mantenere i figli, quello sì che è vitale.
        convengo invece che un libro venduto a 20 euro con pubblicità occulta sia da denuncia, perchè in quel caso è solo una presa in giro.

        • In effetti viviamo già immersi nella pubblicità (a partire da zainetti, diari e astucci degli alunni), magari almeno una riduzione consistente dei costi dei libri ci potrebbe stare (e la scuola dovrebbe nel contempo fornire gli strumenti per un’analisi di decodifica ed una visione critica della mondo della pubblicità).

      • Nella scuola pubblica in assoluto tolleranza zero. Concordo. Senza se e senza ma. Piuttosto discutiamo sull’indecenza di quanti libri debbano avere i bambini e che costi hanno i libri di testo scolastici. Che adesso cambiano ogni anno e con ogni professore….ma questa è un’altra storia

      • no, non hai capito.
        facciamo educare i nostri figli alle famiglie e se le multinazionali pagano, tanto meglio.
        dal mio punto di vista un libro intitolato “Materiali Settori produttivi Energia” non ha compiti educativi, o almeno sicuramente non nel campo alimentare.

  1. E dai! -- Un testo che ha come sottotitolo: “Materiali Settori produttivi Energia”. E i panini, o le patatine, o i gelati del Mac sono dei materiali tecnologici o energetici? -- Certo che no, però forse i Mac Donalds hanno attinenza con i “settori Produttivi”, non ti pare? Letta la pagina non mi pare una pubblicità, e anzi mi pare equilibrata. La foto e il logo sono evidenti ma d’altronde per illustrare ad un adolescente il settore produttivo dei fast food la scelta di una foto di una panineria ambulante era molto meno logica.
    I soliti, noiosi indignati in servizio permanente effettivo che mettono i link a quel demagogo di Grillo mi fan girare gli zebedei molto più di un cheese burger.

    • No, non mi pare e qui mi sembra ci si voglia raccontare le barzellette. Però ho la tosse e se rido mi fa male il petto. Grillo non c’entra nulla e quella è una pubblicità. Occultata bene o male non è rilevante, non ci prendiamo in giro.

      • Direi che è molto peggio di una pubblicità. Una pubblicità la recepisci, anche se sei un bambino, per quello che è e ti può interessare relativamente. Ma qui si tratta di qualcosa al limite (anzi oltre) della legge, perchè camuffa da “insegnamento” un sordido tentativo di convincimento.
        Siamo a livello del pedofilo che offre le caramelle al parco, vestito da clown. Ma la colpa più grossa ricade su chi ha pubblicato questo testo e su chi lo propone agli studenti, preside o professore che sia.
        Magari qualche “viscido” informatore editoriale avrà offerto qualche benefit ai vari direttori didattici e compagnia varia per far adottare il suo libro. Come da sempre avviene in campo medico e farmaceutico.

      • Cioè a te non pare che i fast food mac Donalds siano un settore produttivo? Scusa, qui rido io.
        Grillo poi non c’entra nulla, dici? Ma ‘sta fesseria non è uscita proprio da lì? E tu non l’hai ripresa sempre da lì? Fai ancora più ridere.

          • Urca, davvero? Ti ha telefonato? Allora il link a beppe l’hai messo gratis? Oh no, aspetta, forse stai cercando di essere ironico e Grillo non solo non ti ha telefonato ma neanche ti piace e manco hai preso ‘sta fesseria dal suo blog, che solo per caso è il primo a parlarne.
            Accidenti, ti devo chiedere scusa, per un attimo avevo creduto che tu facessi la cornetta di Grillo.

    • a proposito, cliccando il link forniamo tutti indicazioni a google sulle nostre preferenze web … continuiamo a sparare sperando che le multinazionali finiscano le munizioni ?

      sul libro: l’editore ha violato una legge ? se si e’ da condannare, se no ci manca una legge, i codici di autoregolamentazione fanno ridere

      e finche una legge non c’e’ non possiamo fare nulla

    • fai uscire il beppe grillo che si è impossessato di te.
      quello è un libro che spiega come sono realizzati alcuni prodotti e trovo lodevole il fatto che vengano citati prodotti reali.
      questa non è pubblicità occulta, mettetevelo in testa, ed è proprio per questo che la normativa non può bloccarla, perchè non è pubblicità.
      cioè secondo voi l’editore di questo testo avrebbe preso in nero soldi da apple, da todd’s, da mcdonalds, da barilla e da nikon? ma avete presente che giganti state citando? cioè l’editore adesso dovrebbe essere come minimo milionario e con dei conti segreti in svizzera, senza contare che il suo manager per contattare tutti questi colossi e convincerli a pagare in nero dovrebbe essere come minimo berlusconi.
      cioè è una storia che fa acqua da tutte le parti, non può essere vera, e solo i poveri complottisti alla beppe grillo possono ritenerla tale.

  2. Boh. Non sarei cosi’ drastico.
    Se si deve fornire informazione deve essere completa. Se indico i parametri alimentari di un determinato prodotto, devo indicarne anche la marca, perchè l’hamburger mc non equivale a BK o a quelli “casalinghi”.
    Si può discutere sul fatto se sia necessario inserire una tabella così dettagliata in un libro di testo NON per addetti ai lavori o sulla scelta del marchio.
    Ma “filosoficamente” è corretto riportare i dati con nome e cognome (anche perchè un altro produttore potrebbe altrimenti contestarli -- a ragione -- se differiscono molto da quelli del proprio prodotto).

    • Magari bastava una parentesi nel testo che indicasse che si erano presi in esame i dati di QUEL produttore, ma senza mettere loghi in testa alla pagina o foto promozionali (una foto di un fastfood generico sarebbe stata così poco indicata pius?)… Così è una bella porcata

        • concordo che la scelta sia stata fatta come minimo con disattenzione, (ma se per esempio avessero adottato il primo libro quello dove di pubblicità c’è solo tod e avessero dovuto adottare il secondo per continuità? )
          ma coinvolgere sempre l’ultima ruota del carro per depenalizzare il timoniere mi pare un po’ qualunquistico

      • Mattia: un fast-food generico, in Italia, ma quando mai? al massimo potevano citare burger king, non esiste altro qui praticamente.
        e poi che genere di informazione utile potrebbe essere quella che indica le calorie di un panino generico, già sapendo che tutti i ragazzini vanno da mc? sarebbe completamente inutile, pensaci

    • Bastava mettere una nota alla tabella con scritto “dati a cura della McDonald’s Italia”: mettere sul titolo “La dieta del fast-food” è fuorviante, e l’affermazione “Alimentarsi al fast-food non sempre e non necessariamente significa assumere calorie e grassi in esubero” è scientificamente irrilevante, è come se scrivessi “Ubriacarsi ed impasticcarsi in discoteca e poi mettersi alla guida non sempre e non necessariamente significa morire schiantati contro un platano il sabato sera”…

  3. In una societá “mercificata” ,tutto ha un prezzo.
    La pubblicità non mi piace.Specie quando è occulta.
    Im questo caso è sbattuta in mezzo alle pagine di un testo scolastico.
    E stona.
    Ma dei docenti “in gamba” potrebbero trarre spu(n)to per fare educazione
    alimentare.I quattro menù ,con diverse calorie,è un’occasione “ghiotta”
    per *controinformare*.
    P.ossoS.olo aggiungere che molti “altri cibi” vanno mabeggiati con cautela.

  4. mi sfugge una cosa: McD sa di questa operazione? cosa dice l’ufficio stampa? cosa c’è scritto nei credits delle immagini del libro?

    a frittata fatta, non resta che sperare che i genitori inorridiscano vedendo le calorie di quella che è ormai diventata la merenda (non il pasto, la merenda) di tanti ragazzini. ma la verità è che purtroppo per una grossa fetta di genitori mcD è una scelta di comodo, anche in viaggio, quando invece avrebbero occasione di fare sperimentare cose buone e nuove ai pargoletti viziati. che triste.

    • è proprio così ed aggiungo che i figli, almeno fino a una certa età, ripercorrono le orme dei genitori. quindi mediamente mangiano da mc bambini di genitori che ogni tanto o spesso mangiano da mc. io che non mangio mai, ma proprio mai, da mc, ovviamente non porterò mai mio figlio da mc.
      questo per dire che una pubblicità in più o in meno, in un modo sommerso di pubblicità, non è che faccia questa gran differenza. sono le abitudini famigliari a farla.

  5. Da notare che nella composizione del menu “completo” mancano indicazione sulle salse eventualmente aggiunte (ketchup, maionese, dressing vari per l’insalata): da notare che anche così la quantità di zuccheri semplici va da un minimo di 35 ad un massimo di 87 grammi che non sono mica pochi.

  6. Quello che non si dice è :
    1) Le malattie e la morte dovute ad un eccesso di calorie non è che le possiamo imputare tutte al diavolo McD, ai Big Burger o alla Coca Cola o alle patatine fritte.
    Se uno mangia in «modo eccessivo»
    anche le più raffinate e costose delicatessen, « può» avere gli stessi problemi.
    2) Non altrettanta attenzione salutistica
    critica viene usata per analizzare alimenti “potenzialmente” molto pericolosi per la salute,sempre se usati in modo eccessivo.
    Esempio classico ,il VINO.Nettare sublime.Le malattie e le morti provocate dall’alcol sono altrettanto numerose.Avete mai letto sui Blog di
    cucina,qualche articolo sulla pericolosità del vino e degli alcolici.
    Anzi c’è un’ esaltazione della “bevanda”
    A) per incrementarne i consumi
    B) per fare “accettare” dei prezzi *folli*
    Faccio un breve accenno all’ultima MODA degli ultimi anni :
    La Birra Artigianale.
    Una martellante pubblicità (occulta e non ) non fa che decantare le qualità di questo prodotto che dovrebbe farti campare cento anni (per incrementare
    i consumi e far accettare PREZZI
    ancora piu FOLLI del vino).
    Mai letta un avviso che può essere micidiale ,forse più del vino ,visto che se ne sottovaluta il grado alcolico.

    Conclusione:
    Usiamo lo spirito critico a 360 gradi.

      • Infatti nel mio primo intervento avevo stigmatizzato la cosa.
        Però il senso del mio posto allargava.
        Sono pronto a dimostrare che il vino contiene tali e tanti additivi e sostanze chimiche che l’amburger di Mc D. impallidiscisce.
        In contiene ,come la birra artigianale alcol sostanza per definizione tossica.
        Ogni tanto ti piacerebbe sentirne parlare?

        • mi piacerebbe quando il topic della discussione sarà “educazione alimentare”, ora che e’ “necessità della pubblicità nei testi scolastici per minori che trattano di educazione alimentare” preferisco restare in tema

      • Evidentemente non sei aggiornato.Leggiti la lunghissimaindagine dell’ESPAD
        che fra l’altro dice:
        Vino

        “Dal dossier dell’Istituto Europeo di ricerca il dettaglio del consumo in Italia. Dalla birra agli ‘alcopops’, i ragazzi bevono più delle loro coetanee. A 13 anni la prima bevuta, soprattutto di vino. ”

        BIRRA: ”
        ETA’ DELLA PRIMA BEVUTA. Il vino è la bevanda alcolica a cui i ragazzi approcciano prima, infatti l’età media per la sua prima assunzione è di 13 anni, mentre per la birra è di 13 anni e mezzo. Per gli ‘alcopops’ dobbiamo aspettare i 14 anni e per i liquori i 14 anni e mezzo.”
        PS.Non c’è nessuno.che ha contestato la cosa enorme(che ho detto) che il vino è più tossico di un amburger (perchè contiene più sostanze chimiche (pesticidi residui,solfiti,additivi vari ,ecc…)ed in più il micidiale alcol.

    • 1) Molto dipende dalla cultura alimentare che c’è dietro, e la correlazione tra stile di vita fast-food ed obesità e danni correlati è dimostrata in tutti gli studi scientifici nutrizionali (specie quelli anglosassoni dove il problema è veramente grave).
      2) Sui problemi dell’alcool e soprattutto alcool e giovani (che è di loro che qui di sta parlando) sono state fatte numerose campagne informative, leggi e regolamenti vari: a parte che “incrementare i consumi” e ““accettare” dei prezzi *folli*” sono azioni un po’ in contrasto tra loro (botte piena e moglie ubriaca?), il vero pericolo attuale sono proprio le bevande alcooliche a basso prezzo (e qualità), tipo le micidiali misture a base di alcool tipo Bacardi Breezer, Campari Mixx, Aperol Spritz eccetera con pubblicità spesso proprio dirette ai giovani.

      Gli alcoolici più pericolosi e più consumati hanno esattamente le stesse caratteristiche dei cibi del fast food: basso prezzo, bassa qualità e pubblicità martellante rivolta soprattutto ai giovani: se ritieni che l’alcool sia un problema sanitario così grave dovresti piuttosto essere felice che venga proposto a prezzi “folli”, almeno il consumo dovrebbe così diminuire.

    • Nessun ragazzino delle medie beve vino in quantita’ preoccupanti, preferiscono i superalcolici supersponsorizzati.
      Alcool a basso costo di produzione, alti guadagni per le solite multinazionali che infatti pubblicizzano fortemente questi marchi per attecchire sugli adolescenti.
      Mi sembra che ci sia qualcuno che sta cercando di sparpagliare le carte tra i commenti.

  7. Non so se sia più corretto incolpare il produttore dei panini, l’editore del libro o gli insegnanti che lo adottano. Rimane il fatto che i bambini che lo ‘studieranno’ si convinceranno che il mondo è fatto anche a fast food, al suo posto nel loro immaginario. Perché é scritto nel libro di scuola e il libro di scuola contiene la ‘verità’ che deve essere imparata. Che schifo.

  8. Un menù completo, nella media (senza dunque patatine grandi o super-mega panino) contiene già la quota totale di grassi saturi quotidiana per un adulto (GDA 20 gr: big mac 10, patatine 1, mcflurry 8=19). Senza contare le salse, come giustamente qualcuno ha osservato.

    Si supera inoltre la metà della dose di sale giornaliera (3.8 gr su 6 gr totali) e si arriva a quasi il 100% della dose di zuccheri giornaliera (GDA 90 gr: big mac 8 gr, patatine 1, dolce 37, coca cola media 42).

    Per il resto della giornata si dovrebbe mangiare solo verdura scondita, per rientrare nell’affermazione “mangiare al fast food non necessariamente significa introdurre grassi in eccesso” (o zuccheri, o sale…).

  9. @vincenz
    Sarà, ma il vino non è pubblicizzato sui libri di testo di ragazzini minorenni, e francamente non mi sembra che i ragazzini ne facciano uso, e se accadesse sarebbe certamente visto come un problema serio.

    Sugli effetti letali del vino…penso che se quello che ha fatto super-size me, avesse semplicemente bevuto un bicchiere di rosso a pranzo e uno a cena per un anno, mangiando normalmente, non avrebbe avuto alcun problema di salute.

    Certo, bersi una bottiglia a pranzo e una a cena sarebbe eccessivo, e porterebbe a problemi di salute.

    Allora il punto sarebbe capire quanto frequentemente si può mangiare da McD senza rovinarsi la salute? il problema è che anche solo un hamburger al giorno è eccessivo.

    Per essere bilanciati bisognerebbe dire che si può mangiare un McMeal una volta al mese (?) senza problemi. Ma dire che è un pasto bilanciato è una bugia grande come una casa.

  10. Scusate, ultimo, e poi non scrivo più: se nel libro di testo la pagina successiva fosse dedicata alla comparazione dei nutrienti con le GDA o cmq a una lettura critica della tabella, illustrando il fatto che, appunto, la nutrizione è fatta di tanti elementi, e spesso non ci si rende conto di quel che si mangia, allora la tabela McD avrebbe significato. SE invece è lasciata a sè stessa, con, come unico commento, quello della stessa società (non consumi grassi in eccesso), allora è lesiva perchè non dà ai ragazzi una visione critica e completa.

  11. L’inserimento nel libro di testo di un pannello “La dieta del fast food” per me è sbagliato e, per di più, come detto nell’articolo al punto 3, contro le regole e la legge (nel caso contro il Codice di autoregolamentazione).
    Le regole esistono e servono per difendere tutti, ma in particolare gli individui, le classi, i soggetti più deboli.
    Anch’io sono in grado, vedendo sul libro di mio figlio questa pagina, di parlargli e spiegargli questo e quello, ma il “libro di testo” è un “autorità” e quindi quello che c’è scritto costituisce un punto di riferimento anche e soprattutto per tutti quelli che non sanno.
    Quindi mettere la tabella di McDonald in un libro di testo delle scuole medie (suppongo inferiori) è un’operazione soprattutto disonesta intellettualmente.

  12. ragazzi, ma pensate veramente che il libro con la pubbicità di McD veicoli pericolosamente le menti ingenue dei ragazzini? cosa sta dicendo che già non sappiano?
    io la vedo al contrario, purtroppo.
    la “dieta da fast food” è talmente comune e integrata nella vita quotidiana da rendere pensabile inserirla in un libro di testo.

        • Secondo me, ci siamo un po’ tutti scandalizzati proprio perché stiamo parlando di educazione, la quale consiste nel fornire ai più piccoli strumenti critici validi per orientare le loro scelte future a loro stesso vantaggio, non a vantaggio del potentato economico di turno. E lo sappiamo tutti che che il mondo è pieno di ladri. Ma se poi il ladro risulta essere la guardia, un po’ secca….

        • Il ruolo della famiglia è fondamentale, ma anche quello della scuola. I libri di testo non sono giornaletti, il loro scopo è quello di educare, ed è quanto mi aspetto che facciano.

          Non è che si può sempre dire che se una parte fa male, allora anche l’altra è giustificata, “perchè così fan tutti”.

          Anzi, al contrario, la scuola è il primo fattore per garantire la parità sostanziale di opportunità. Se provengo da famiglia povera e ignorante, che mi porta da McD perchè non sa che fa male, o perchè magari costa poco etc, è importante che almeno la scuola mi fornisca le informazioni giuste per capire che non va bene, in modo che crescendo io possa fare delle scelte diverse, o comunque consapevoli.

          Detesto davvero questo “ma tanto, non è colpa dei libri”. E vabbé, nessuno mai ha colpa? no, la colpa non è solo dei libri, ma in questo caso ANCHE.

          • ma non è vero, i libri di testo devono istruire non educare.
            l’educazione è soggettiva e spesso cambia da famiglia a famiglia, è per questo che non ha senso delegarla ad un libro.
            ed in questo caso il libro informa, ti dice quante calorie assumi a seconda di che cosa mangi. dove sta lo scandalo scusa? continuo a non capire.

      • La scuola dovrebbe insegnare, non educare. L’insegnamento lo fai presentando la realtà come è e inducendo la sua comprensione.
        L’educazione devono farla i genitori, a meno che non abbiano problemi gravi da renderlo impossibile.
        Se pensi che sia giusto delegare l’educazione alla scuola, non stai facendo un buon lavoro, scusa se te lo dico.

  13. @claudia ti porto testimonianza d’anni passati (almeno 12), alla festa di compleanno dei 10 anni di mio figlio, i suoi compagni di prima media si infilarono dietro il bancone del bar per bere vodka. li sorpresi a disquisire sul sapore di questa e quella che era in casa loro. chiesi a mio figlio se sapeva e lui con noncuranza disse, sì, bevono vino, birra, alcol, ma a me fa schifo.

  14. comunque rileggendo bene la pagina incriminata credo che il dibattito di questo post sia partito da un malintesto.
    infatti non è il suo intento quello di fare pubblicità occulta ma piuttosto si prende atto che l’abitudine del fast-food sia ormai consolidata nella maggior parte di bambini e adolescenti e quindi si cerca di dare delle linee guida per evitare gli eccessi e ridurre il danno, per esempio come costruire un pasto da 300 calorie invece che da 1100.
    guardandola da questo punto di vista sembrerebbe quasi un’iniziativa lodevole.

    • tra l’altro facendo una ricerca pare che il tam-tam mediatico sia partito dal blog di beppe grillo, ed essendo secondo me un finto scoop, non mi stupisco che venga proprio da lì.
      Adriano io ti ammiro molto per quello che scrivi solitamente, ma non è che questa volta hai abboccato anche tu a una bufala? senza offese eh ;-)
      inoltre in quella stessa pagina ci sono pubblicate le “7 regole d’oro per uno stile di vita sano e attivo” e mi sembrano assolutamente corrette. perchè nessuno le ha notate?

      • Le 7 regole non solo le ho notate ma le ho anche inserite nel primo capoverso del post (ovviamente per sbeffeggiarle). Cosa c’entra il ragionamento sulla fonte e sulla natura o meno dello scoop. Ma poi dove sarebbe la bufala scusa: questo libro esiste? questa pagina esiste? Quindi perché non esprimere un’opinione in proposito. A me dei sofismi giustificativi e degli equilibrismi frega davvero poco: la questione è se la faccenda stia bene o no? In primi a me non sta bene, poi non sta bene anche da regolamento. Non so di cosa stiamo parlando!

        • la bufala sta nel fatto che non si tratta di pubblicità occulta ma semplicemente di informazione, ed è ovvio che facendo informazione su fast-food si finisca a parlare -- almeno in Italia -- di McDonald.
          e non c’è nulla che vada contro a nessun regolamento, visto che lo stesso regolamento prevede la possibilità di citare marchi reali qualora questo sia attinente alla finalità didattica.
          cioè in pratica se vuoi fare informazione sul contenuto di un panino del fast-food è ovvio che dovrai citare il bigmac, non vedo quali altre alternative ci siano

        • e poi Adriano dovresti spiegarci perchè il box con “Le regole d’oro per uno stile di vita sano e attivo”, che tutto sommato sono assolutamente corrette, è stato definito da te DEMENZIALE.
          per poi urlare alla diseducazione statale per un logo di mcdo.
          questo si che sarebbe interessante capirlo.

          • A parte che l’ho definito patetico (prima hai detto che non l’avevo citato poi invece è diventato DEMENZIALE…); semplicemente a me fa molto ridere. Mi ricorda il medico che consiglia di bere acqua al tg1 quando fa caldo, ma la mia posizione sul box mi sembra un punto di scarso interesse. Invece continui a non voler capire. Non è una pubblicità? Bene (anzi male) significa che hanno superato l’ostacolo giuridico e hanno vinto loro. Devo applaudire. Resta una pubblicità e sta lì per quella. Non mi invento io che il ragazzo delle medie è uan miniera d’oro per MCdonald’s eh. Poi mica bisogna essere d’accordo per forza :)
            End of story.

            • fermo restando che le opinioni non si discutono, per me non è pubblicità occulta per te si e amen, però affermando che “Resta una pubblicità e sta lì per quella. Non mi invento io che il ragazzo delle medie è uan miniera d’oro per MCdonald’s” stai ovviamente ipotizzando che le due aziende (mc e la casa editrice) siano in qualche modo corrotte e che ci sia stato uno scambio di denaro in nero.
              oddio nella vita tutto è possibile, però magari prima di lanciarsi in queste affermazioni alla beppe grillo, bisognerebbe avere qualche straccio di prova, questo è il mio parere.
              per il resto, per precisare, tu hai scritto esattamente “rincorrendo pateticamente i tempi con tanto di box demenziale su “Le regole d’oro per uno stile di vita sano e attivo””….e quindi la parola demenziale non te l’ho certo attribuita a sproposito.

              • Gianluca lasciamo stare il “demenziale” che manco mi ricordavo e hai ragione tu sul fatto che l’avevo scritto:) Quello che mi perplime molto è questo costante calibrazione sulle parole e sulle intenzioni di chi scrive. E’ un po’ snervante perché priva sempre i discorsi di apertura. Se la metti sul tu pensi che sia pubblicità occulta io no, diveniamo io l’accusatore indefesso e testardo, tu l’avvocato garantista del diavolo, quando il punto non era questo (visto che non è un articolo investigativo, ma uno sfogo o al massimo un grido d’allarme) quanto il mio personale fastidio verso quella pagina su quel libro.

              • no guarda, in questo caso non si tratta di snervante calibrazione sulle parole, patetico o demenziale poco conta, il discorso non è lessicale ma concettuale.
                io concettualmente continuo a non trovarci niente di male se su un libro di testo mi spiegano quante calorie ha un pasto al fast-food e non credo che una multinazionale delle dimensioni di mc si metta a pagare in nero un libro scolastico per avere un logo a pagina 177.
                a me questo continua a sembrare un finto scoop, una bufala, non so come vuoi chiamarla, una di quelle notizie inutili alla beppe grillo, dove si urla allo scandalo senza capire di cosa si sta parlando, e ho spiegato perchè la penso così, tutto qui.
                ho provato a girarti la visione della questione perchè mi piace molto la decodifica sociale che solitamente applichi agli avvenimenti, ma questa volta a quanto pare la pensiamo diversamente e non ne farei un dramma, in fin dei conti è giusto che ognuno abbia la sua opinione ;-)

  15. @mogliedaunavita
    Conosco bene la situazione, da ragazzini (magari non 10 anni, ma 13-16) si finiva a bere roba come vodka alla pesca e altri cocktails dolciastri e assurdi. Ma è una cosa diversa dal vino, o dal parlare di vino in blog per adulti…(peraltro ai ragazzini il vino non piace particolarmente, almeno non a tutti i miei amici di quando avevo quell’età).

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