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Arrivano i cronut e Londra si mette in fila

Dominique Ansel sbarca in zona Belgravia con la prima cronut bakery europea

Sono tornate. Le lunghe, lunghissime file per il cronut –il dolcetto ibrido, metà donut e metà croissant inventato da Dominique Ansel, il genio del male– sono tornate.

Ieri, a Londra, con l’apertura della prima pasticceria europea dedicata al cronut, è sbarcata l’isteria diabetica (che noi conosciamo bene dopo tutte le file fatte a New York), e lo ha fatto sotto forma di brulicante carovana, di cui serbiamo ancora il ricordo e che risale al 2013 e poi al 2015, nel medesimo frangente ma a Tokyo (dove sono decisamente affezionati alle creazioni di Ansel).

I cronut-dipendenti si sono messi diligentemente in fila dalle 5 del mattino, nella paziente attesa di versare l’obolo in cambio del dolcetto che ha fatto impazzire tutti.

Secondo un portavoce di Ansel, c’erano più di duecento persone in coda, per i primi, caldi, sfogliosi cronut.

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L’apertura, prevista alle 8 del mattino, è avvenuta nel distretto di Belgravia: uno dei quartieri più regali e ben vestiti di Londra, sede di alcuni dei negozi preferiti dai regnanti inglesi e, da oggi, anche di una delle pasticcerie più richieste.

Ci sono, dopotutto, validi e svariati motivi che giustificano questa colonna quasi chilometrica dinanzi alla prima Cronut’s Bakery d’Europa.

Il primo si chiama Liquid Peanut Butter Mousse Cake: pannacotta fatta con crema fresca locale e un sottile strato di aceto balsamico e, come topping, gelèe di erbe.

Il secondo, invece, Paris-London: pasta choux farcita con una mousse aromatizzata al tè Earl Grey e cioccolato.

Più di un terzo dell’intera offerta, infatti, è stato studiato appositamente per gli esigenti gusti della clientela londinese.

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Inoltre, è garantito un gusto speciale che cambierà di mese in mese. Quello inaugurale è Salted Butterscotch con cacao, una specie di caramello con zucchero di canna e cioccolato.

[Crediti | Link e Foto: Dissapore, Eater]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

commenti (3)

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  1. Quanti poverini che ci sono in giro.
    Andare alle 5 di mattina per prendere una ciambella…mi spiace che non diluviasse.
    Non li capirò mai, cosa provano a fare ciò? Andare ad altri orari, o magari una settimana dopo, gli cambia qualcosa? O è tutto per farsi il selfie da postare su facebook e godere dei like dei soliti 4 amici?

  2. Le uniche file fuori dagli esercizi commerciali che riesco a capire sono quelle in nazioni con carenza di generi di prima necessita’.
    I nerd incolonnati allegramente fuori di cinema,negozi di telefonini e food piu’ o meno fast non li sopporto.Sara’ un mio limite,mi ricordano immagini di The Wall.