
giorgia cannarella: Io ho una vera ossessione per
vincenz: Visto che ti stimo,visto che s
Fabio Cagnetti: Mi spiace molto leggere di que
S. Batisti aka schlaks: mi permettevo solo di suggerir
Chi sono i clienti dei grandi ristoranti italiani? Persone facoltose spesso attratte dall’esclusivo a prescindere, professionisti benestanti, recensori incalliti che si parlano addosso. Gente comune? Poca. Per “gente comune” intendo l’operaio, il meccanico, l’impiegato delle Poste e il commesso della Coop. Eh, lo so che state pensando ai soldi. Errore, non è una questione di soldi ma di priorità. Spendiamo in cellulari tecnologici, accessori per auto, cosmetici, massaggi, televisori di ultima generazione e pantaloni firmati ma il pensiero di un esborso a 3 cifre per il ristorante ci atterrisce. Si tratta pur sempre di mangiare, no? E che ci sarà di speciale?
(Lezione di economia spiccia: 4 euro al giorno per 30 giorni fanno 120 euro = un pranzo di livello al mese. Qui finisce il ragionamento economico, chiaramente fuorviante).
E ora, 10 validi motivi per cui il popolo tutto, al di là del portafoglio, dovrebbe spendere 150 euro da Mauro e Catia Uliassi almeno una volta nella vita.
1 - Il massimo della cura e il minimo dell’affettazione. I grandi ristoranti, o sono responsabili o non sono. Niente serate storte, il fattorino che fatica a racimolare gli euri non tornerà una seconda volta. Beh, posti eccellenti ne ho visti ma perfetti come Uliassi mai. 3 ore di esecuzione magistrale con un ritmo entusiasmante: consegna sincrona e disinvolta dei piatti, li spazzoli e spariscono prima che siano d’impiccio. Il tempo di un sorriso e arrivano le nuove posate. Detto da me che spesso mangio con le mani, il massimo.
2 – Il Sandwich croccante di triglia con pesche e pomodori verdi. Tutti conosciamo triglie pesche e pomodori. Eppure Uliassi vende un sapore eccezionale, una riflessione sul gusto che ti si stampa in mente. Provare gioia, divertirsi, stupire scoprendo che 1 + 1 + 1 a volte fa 10, ed è lo chef, questo chef, a fare la differenza. Incredulo, torni al pc e scopri che per la guida ai ristoranti dell’Espresso è nientemeno che il piatto dell’anno. Non so se mi spiego.

3 – Mangiare senza gonfiarsi. Il luogo comune per cui nei grandi ristoranti mangi cacatine che ti fanno uscire con la fame è duro a morire. Non qui. Il menu “Tutto Crudo” a 125 euro è una sfida. Si vive anche senza pasta e frittura, la voglia di cucinato ti sfiora passeggera. 9 piatti, il predessert e Il Tiramisù saziano senza gonfiare. (Se proprio vuoi gonfiarti prova col pane alle noci, il secondo da destra nella foto, è peccaminoso già nell’aspetto).

4 - La carta dei vini. Ampia, ricca di tanto bel Verdicchio ma soprattutto accessibile. Non devi fare un mutuo per bere bene mentre mangi. Brut metodo classico riserva Ubaldo Rosi 2004 Colonnara a 35 euro, Dettori Bianco 2006 a 40 euro. Basta consultare altre carte dei vini per capire. Se il vino interessa poco o nulla può bastare un calice. Alla faccia di chi ha in carta 20 annate di Château d’Yquem e ricarichi medi del 400%: bell’investimento, complimenti.
5 – Il sommelier. Non c’è, non nel senso proprio di “individuo vestito diversamente che naviga la sala con fierezza dispensando saggezza enoica”. Ci sono servizio preciso e attenzione nel suggerire il vino (anche nel versarlo). Il problema è che di certi sommelier facciamo tutti benissimo a meno.
6 - La Spremuta fredda di granchio con molluschi e crostacei. Quando un amico parla bene di un piatto, l’aspettativa è alta come il rischio di flop. Parole che sono pietre: “da bambino il mare lo hai bevuto e a volte lo hai anche mangiato. Il sapore delle telline non si dimentica, le ore passate a scavare con le unghie la sabbia nemmeno“. La “Spremuta” è un piatto che non sa di pesce, sa di mare. Qualsiasi cosa queste parole significhino è così. Che poi l’editor Antonio Tomacelli abbia impiegato “11, forse 12 cuccchiaiate” per terminarlo è un mistero che non indagherò.

7 – Il capitolo ambiente. Dove piazzare un ristorante di pesce top? Sul lungomare, con il mare davanti e possibilmente con gente che si bagna nel mare. 20/20 di valutazione per uno chalet in cui bianco, blu e legno caratterizzano una eccellente ristrutturazione. Poi per carità, si può anche sbavare per un ristorante interrato e senza finestre, il mondo è bello perché vario.
8 - La Tagliatella di seppia e pesto di alga nori. Di fatto è una seppia, la arrotoli come una tagliatella e senti scrocchiare la quinoa (erba coltivata nelle Ande per le foglie farinose e per i semi, consumati cotti o tostati). Genio e sapore.

9 – La famiglia. Mauro, concentrato e cordiale passa tra i tavoli come si conviene nei locali gurmé. Infaticabile e simpatico, nel tempo semi-libero legge qualche blog di troppo, ma lo sappiamo, nessuno è perfetto. Catia è una padrona di casa abbronzata, accomodante e puntuale (sono parole di facciata, le cose che si dicono di lei sono più erotiche). Fratello e sorella, due stelle Michelin, torna tutto.
10 - Last but not least, la vita di società. È una bella rottura subire racconti di vacanze epocali, cene pantagrueliche nel ristorante griffato, piatti che “non immagini neanche il sapore”, e Champagne versato a fiumi. Da oggi, nella vita di relazione col tuo superiore o con l’ultimo degli sboroni non sei più lo stesso. Con chiunque, per chiunque, sempre, comunque e ovunque citerai Alberto Sordi (Il marchese del Grillo). “Io sono stato da Uliassi e voi non siete un ca**o“.
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sai perché m’è piaciuta? l’ho capito solo al punto 4, che invece di era una rece
Mauro e Catia sono due splendidi personaggi e si vede che sono innamorati del loro lavoro.
Se non fossero lontani ci passerei più spesso, ma anche una sola volta all’anno mi regala il sorriso e sapori ed emozioni si conservano a lungo nella mia mente…
Da anni sono in crescita costante, e ogni volta è una gioia assaggiare le novità.
Bene cosi, e complimenti!!!
Grande Mauro e tutta la sua brigata, che sono tutti ragazzi motivati precisi ed infaticabili.
Mauro ha seguito le correnti del momento, adattando per il suo saper fare, il suo (nostro) territorio, la sua grande capacita di farte sQuadra i suoi piatti, con una grandissima voglia di imparare.
ehm per il punto 4 i ricarichi qui sono del 900%…
Piacevolissima, chiara e scorrevole.
Bella rece, bravo.
Onori per il Mauro.
5 – Il sommelier. Non c’è, non nel senso proprio di “individuo vestito diversamente che naviga la sala con fierezza dispensando saggezza enoica”. Ci sono servizio preciso e attenzione nel suggerire il vino (anche nel versarlo). Il problema è che di certi sommelier facciamo tutti benissimo a meno.
…ma cosa vi avranno fatto mai “certi sommelier…”?
appunto… poveretti
questa si che è una recensione.
complimenti anche per le foto, bravo Alessandro
(Lezione di economia spiccia: 4 euro al giorno per 30 giorni fanno 120 euro = un pranzo di livello al mese. Qui finisce il ragionamento economico, chiaramente fuorviante).
Non è fuorviante nemmeno un po’.
Chi fuma spesso spende anche di più, ma nessuno di solito gliene fa una questione economica perché quella di salute è prioritaria.
Se i fumatori smettessero di fumare e andassero da Uliassi ne guadagneremmo tutti.
Lezione di economia domestica, 120 € per molte famiglie sono il prezzo della danza della figlia o della scuola di calcetto, oppure del cappotto o della assicurazione che scade… Anche io adoro mangiare nei ristoranti, ma finiamola per favore con questa retorica dell’accessibilità del nostro sport… Accessibile non lo è mai stato, men che meno in questo momento particolare..
Cmq viva Uliassi!
Ciao A
Bravo. Senza considerare che i 120 euro (minimo) sono per una persona. Se si è in due già sono 240. E se si è una famiglia, pur considerando una spesa ridottissima per i bambini, si superano i 300 euro. In pratica quasi un terzo di uno stipendio mensile medio (senza considerare il viaggio e l’albergo, ovviamente)
Per molte famiglie già un’uscita in pizzeria al mese è un esborso notevole
Inutile nascondersi dietro un dito: l’alta ristorazione è un prodotto di lusso, e in quanto tale accessibile a pochi, come tutti i prodotti di lusso. Non possiamo certo immaginare che venga fruita da chi ha redditi bassi. Non lo è mai stata e mai lo sarà, bando alle ipocrisie. E’ una pia illusione il discorso che è questione di priorità, che basta risparmiare su altro. Per il semplice motivo che chi ha certi redditi già risparmia su tutto, e non ha più fonti alle quali attingere. E, onestamente, se una persona con il conto vicino al rosso utilizzasse i suoi pochi risparmi per andare a mangiare nel ristorante di lusso invece che accantonarli (per esempio) per le possibili spese dentistiche della figlia, sarebbe da disprezzare, non da applaudire
Casomai il problema è che l’alta ristorazione viene snobbata anche da chi ha invece ampie disponibilità economiche. Su questo bisognerebbe interrogarsi
PS: comunque complimenti a Morichetti per la rece
Lo dico sempre, il vero lusso è fare ed allevare figli, che poi, come da un recente post, nei ristoranti spesso rompono le scatole
quoto sottoscrivo e sottolineo.
Io sono scappato dall’Italia perchè con due figli è impossibile arrivare alla fine del mese.
Sì infatti secondo me l’idea da combattere è che spendere più del minimo possibile per il cibo sia immorale o uno spreco.
Cosa significhi esattamente poi ognuno se lo gestirà secondo le proprie possibilità e curiosità.
Con tutto che a me piace andare ogni tanto in un grande ristorante anche se non guadagno molto e Uliassi è comunque uno di quelli che mi è piaciuto di più – non mi pare proprio il momento di lanciare la campagna “operai al ristorante”.
Sarà che io dalla finestra vedo quasi l’insegna della FIAT e non so ancora per quanto, ma…come dire!!!!!
mah, senza offese, ma è un ragionamento che forse funzionava 100 anni fa.
non ci sono più i porcellini salvadanaio, i soldi sono ormai quasi sempre virtuali, lo stipendio si prende una volta al mese e al ristorante si paga con la c/c o il bancomat.
alla fine spendi sempre 120 euro, se poi ti piace immaginare di aver speso 4 euro per 30 giorni o 2 euro per 60 giorni, non cambia veramente nulla !!
inoltre le sigarette, come sparare sulla croce rossa. come se i non fumatori fossero tutti attenti risparmiatori. mavalà.
in realtà la gente comune arranca per arrivare a fine mese, chi ci arriva senza problemi è fortunato.
e se “l’operaio, il meccanico, l’impiegato delle Poste e il commesso della Coop” per caso riescono a risparmiare in un mese 120 euro, l’ultima cosa a cui pensano è uliassi. a meno che non siano dei gastrofanatici, ma allora in quel caso probabilmente ci saranno già andati o ci andranno, anche senza aver risparmiato.
Non per fare polemica sul prezzo, ma dato che l’avete buttata li … è chiaro che i 150 EUR, ma anche 100 EUR o 70 EUR a testa (vini esclusi) per uan cena, non possono essere la priorità per una famiglia monoreddito (es.: impiegato a 1500 EUR/mese, che, oggigiorno, non sono pochini). E’ che poi il sig. IMPIEGATO – nella più economica delle ipotesi – ci porta la signora e stappa una bella bottiglia di vino. E allora non bastano più 4 EUR al giorno, senza che ce la stiamo troppo a menare col pallottoliere.
Per cui ben vengano certe iniziative per avvicinare davvero il popolo all’alta cucina come queste:
http://www.casavissani.it/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=59&Itemid=67&lang=it
http://www.casavissani.it/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=58&Itemid=67&lang=it
non con la regolarità di Vissani, ma anche Uliassi qualcosina a prezzi più commestibili ogni tanto la fa, di solito alla Rotonda (che è a 200 metri dal ristorante).
http://www.comune.senigallia.an.it/senigallia/senigalliaNews/inc/redaction/5320/5750/19151.pdf (pag.15)
Ma non fa solo quello….4 anni fa, in pieno inverno, sempre alla Rotonda, una lezione con degustazione (almeno 7 assaggi c’erano di sicuro, ricordo bene il mitico wafer e le tagliatelle di seppia, e c’era anche il vino) di Mauro a 40 euro. E una lezione di 2 ore è un pochino di più dell’ora di Vissani…
Ma vuoi mettere uscire da Uliassi e fumarti una bella Marlboro nel parcheggio…?
Hai trovato le parole giuste, ma niente equivale alla sperimentazione sul campo.
Sul discorso della spesa concordo in pieno. E’ solo un fatto di cosa è importante per noi.
Eh che bella rece … con una bella verve.
Io ne ho anche un 11mo per visitarlo … il mio secondo ventesimo compleanno in arrivo
Que viva Uliassi.
Mmm, che bella recensione, ho l’acquolina in bocca.
Dici bene Alessandro è una questione di priorità, magari si rinuncia a qualcos’altro ma regalarsi una piacevole esperienza gastronomica e condividerla con qualcuno di speciale non ha prezzo. Sapori e profumi e colori di certi momenti rimangono impressi nella memoria… che meraviglia!!!
Ci siamo regalati questa esperienza pochi giorni fa. Assolutamente il miglior posto in Italia dove io abbia mangiato. Per tutto.
L’unica nota stonata il profumo troppo forte che aveva addosso Catia.
mica peregrina come affermazione. Accade molto spesso che il personale di sala “indossi” profumi molto invadenti (e accade talvolta, più di rado ma accade, che vi sia un eccessivo profumo di natura).
Quando arriva Catia al tavolo tutti ci alziamo per salutarla e abbracciarla. Mai sentita una nota di profumo.
complimenti bellissima recensione..mi ha fatto rivivere le bellissimime “esperienze gustutive” fatte da Uliassi..uno dei pochi ristoranti di livello in continua crescita…
…giustamente sarà una questione di priorità..capisco che il periodo di crisi è quello che è…ma secondo me i pregiudizi sono due..la poca disponibilità nello scoprire sapori diversi da quelli di tutti i giorni( come le triglie e pesche sopra citate) e la paure del “piatto grande con dentro delle cacatine” (se non t’abbuffi che pranzo o cena è?!!!)
speriamo che sia di riflessione a molti c’è bisogno di una buona e sana educazione alimentare!!!
(scusate ma sapevo che questo argomento mi faceva scendere sul polemico………)
Complimenti a Morichetti per la recensione…il problema anche io credo sia il prezzo, sicuramente giustificato ma, specialmente in questo periodo, non alla portata di molti, specie se hai famiglia, minimo spendi 300 euro…tanti
Ho come la sensazione che Bernardi in questi giorni stia testando il gradimento di noi lettori rispetto a stili di recensione diametralmente opposti.
Così per la cronaca: anche io preferisco lo stile “impeccabile” di Morichetti rispetto alla “frizzantezza” di mauro_zz. Il confronto mi ricorda tanto un famoso spot: http://www.youtube.com/watch?v=J25Vpj_VJNk
Le considerazioni di Alessandro sono condivisibili però è anche vero che per una famiglia, magari con uno solo stipendio, il discorso cambia. Comunque la qualità ha il suo prezzo, a parte alcuni casi di ristorazione in cui ciò non basta a giustificare dei costi troppo elevati. Fondamentalmente è una questione di scelte.
Cosa sarebbe ? un appello alla Rubbin Hood, per levare ai poveri per dare ai ricchi ?
Boh. Mi sembra che si perda di vista la realtà dei fatti per oltre il 95% degli italiani (almeno sulla base delle dichiarazioni dei redditi).
150 euro a cranio sono 300 a coppia, da 450 a 600 se si hanno figli (in media italica, non parliamo delle rare “famiglie numerose”).
Ma un telefonino ultimo modello o l’abbonamento a Sky costano di più. Può darsi. Ma si tratta di un “bene” fruibile per un periodo assai maggiore di una “mangiata”.
Ma la mangiata ti resterà nella memoria per tutta la vita ?? Boh. Magari in maniera triste, come quella volta “che abbiamo speso un botto e magnato schifezze …”
Oppure, al contrario (e ancora più triste) “Abbiamo mangiato divinamente, ci resterà il rimpianto per tutta la vita di non averlo potuto fare più spesso …” (magari cenando con pane e latte per i successivi 15 giorni)
Cerchiamo di NON arrampicarci sugli specchi della gastrofighetteria.
La ristorazione di lusso resta (e resterà) appannaggio di chi può permetterselo (in proprio o sulla nota spese, pagata dai cluenti o dalla Ditta) mentre chi potrebbe spenderci mezzo o più stipendio per una cena continuerà (grazie a Dio per il buon senso) a mangiare normalmente e se opta per “stravizi” della cena fuori ad andare in pizzeria o in trattoria…
Baanaale
Finchè ti pare. Ma chiedi agli operai di Melfi chi è Uliassi …
Probabilmente ti risponderanno che è il nuovo monovolume che quel beep di Marchionne vuole produrre in Serbia …
questo non è banale è populismo;
da adolescente frequentavo Senigallia senza un franco in tasca,
era un lusso andare in pizzeria(Rosso e Nero)
ora se posso frequentare il ristorante qualche volta durante
l’arco dell’anno non mi sento sicuramente in colpa con nessuno.
Chi scrive lavora da dipendente e deve fare le sue scelte e
le sue rinunce,certamente non avere lavoro o essere in condizioni disagiate non ti permette di effettuare queste esperienze.
Valletta ai suoi tempi guadagnava 40 volte lo stipendio medio
FIAT,Marchionne 400 volte o giù di li, altro che andare al ristorante.
saluti
E perché mai dovresti sentirti in colpa? I propri soldi, onestamente guadagnati, uno deve essere libero di spenderli come vuole
Che c’entra il “sentirsi in colpa” con il tono dell’articolo ?
Ciascuno è libero di fare come gli pare dei propri soldi, a partire da quelli che comprano il SUV in 720 comode rate e lo tengono fermo per mancanza di carburante …
Se l’appello voleva essere una boutade (che in italiano si può tradurre con un termine più realistico di “escortata”) vabbè, pazienza, si vede che siamo poco di spirito.
Ciò non toglie che se lo fate leggere a 3/4 degli italiani, il commento più gentile sarebbe quello diretto da Grillo ai politici …
Alt un attimo.
Mettere in mezzo l’operaio o il commesso fatico a sopportarlo senza infastidirmi pure io – perché conosco un sacco di gente in cassa integrazione o con contratti da fame rinnovati di mese in mese per cui veramente non è questione di priorità, ma di necessità.
Invece che per chi può permettersi qualcosa in più, non c’è alcun motivo di preferire per forza SKY o un telefonino a un ristorante o un concerto o un weekend a Parigi.
Un’esperienza breve ma intensa per me, spesso vale molto di più di un oggetto o di qualcosa che puoi utilizzare per un anno, ma non ti dà nessuna emozione.
Poi che molti ristoranti (non parlo di questo in particolare, sia chiaro) ti facciano spendere un sacco di soldi e poi non dicano un granché è pure un fatto, ma è un altro discorso…
Ritengo che il titolo del post contenga una provocazione e credo che lo stesso autore sia consapevole del fatto che 150 euro a persona non sono alla portata di tutti. Penso volesse dire solo che tra i ristoranti mono bi tristellati, Uliassi sia tra quelli che hanno un rapporto qualità prezzo corretto. A Milano ci sono bistellati che portano il conto a 125 euro scegliendo alla carta tre portate…da Uliassi in un crescendo di emozioni con 125 euro se ne degustano più di dieci.
Concordo con eleuterio sulla banalità di tanti commenti sulla famiglia due + due.
banalità o no la realtà sta in poche righe.
io non guadagno grandi cifre e mia moglie altrettanto,ma non possiamo permetterci certi”sfizi”come si suole dire.cerchiamo però di crescere il figlio con l’idea che costoso non voglia dire migliore,nè che economico sia commestibile.non tutti ci possiamo permettere certe esperienze anche se le capiremmo,così come molti che se le possono permettere,non le capiscono.150 € per un pranzo,più lo spostamento,anche se nel nostro caso nn sarebbe troppo lontano,non rientrano nel budget,non di un mese ma di un trimestre,forse.
p.s.i i nostri cellulari hanno in media 4 anni ognuno e non possediamo sky,nè le macchine grosse,ma due utilitarie medio piccole….ci dobbiamo vergognare??
Ok, la provocazione, ok l’ironia.
Però…
rimane il fatto che io guadagno 850 euro al mese. Pagato l’affitto e le bollette, mi resta il giusto per fare la spesa. Il ristorante lo vedo si e no una volta ogni 2 mesi, e già spendere sui 35 a testa, quando si va in coppia, è una botta da ammortizzare con cura.
Il lavoro di chef come Uliassi è encomiabile, ma io, e tanti giovani precari come me, non ce lo possiamo permettere.
Morchetti ironicamente spiega:
“Spendiamo in cellulari tecnologici, accessori per auto, cosmetici, massaggi, televisori di ultima generazione e pantaloni firmati ma il pensiero di un esborso a 3 cifre per il ristorante ci atterrisce.”
Io, e quasi tutti i miei amici e coetanei, non spendiamo nulla in tutto ciò. Cerchiamo di essere attenti ai consumi, e quando ci si riesce, cerchiamo di dare un occhio anche all’etica.
Tra i commenti c’è chi fa notare che da ragazzo risparmiava e ora che si può permettere qualche sfizio giustamente se lo gode. Purtroppo per i trentenni di oggi non c’è assolutamente nessun elemento all’orizzonte che lasci sperare che tra dieci anni godremo di un benessere e di una stabilità migliore. Anzi.
Lungi da me volere polemizzare. Però c’è tutto un mondo che certi posti non li frequenta perché semplicemente non può, e non perché preferisca comprarsi il maxischermo piatto.
Se posso fare una richiesta, da appassionata cibo, e da siciliana che vive a roma, sarebbe molto utile anche un post su dove comprare il pesce a roma e dintorni senza svenarsi e non farsi rifilare le solite orate greche di allevamento, ma anche qualche altra varietà meno di massa, più economica e più gustosa.
(Già provato al mercato di quartiere e quando chiedo la spatola mi guardano come una marziana…)
Mah, anche qui si può discutere all’infinito. L’orata greca che trovi da Carrefour a 4,9 al Kg non potrà intrinsecamente competere con quella “selvaggia” presa all’amo (e con ripieno di topo, a garanzia della selvaticità) da 40 euro ma adeguatamente cucinata garantisce un pasto sicuramente più sano e gustoso degli innumerevoli precotti/congelati/pizza-burger che spesso si ingurgitano quotidianamente per pigrizia/mancanza di tempo/incapacità ai fornelli.
Poi evocare la mistica del pasto stellato che a una famiglia “media” costa quanto un budget alimentare mensile (per non dire trimestrale) e/o della ricerca spasmodica della patata di Avezzano o della lenticchia di Castelluccio che costano 4-5 volte quelle “normali” e poi vengono cucinate da chi normalmente non riesce neanche a bollire l’acqua ….
prova pescheria marcello in via tuscolana. E’ una gioielleria ma ha anche molta scelta di qualità a prezzi convenienti tipo spatola, pesce bandiera ecc ecc
Ok son tempi duri, per alcuni più che per altri, ma dato il contesto -”dissapore: niente di sacro tranne il cibo”, auspicherei in po’ più di leggerezza -ripeto, dato il contesto.
Cioè intendi dire che nonostante i tempi si possa sghignazzare allegramente sui poveri cassaintegrati che non vanno da Uliassi ? (in quanto presi ad acquistarsi il 48 pollici con cui guardano Sky dopo aver parcheggiato il Cayenne sul marciapiedi ..)
PROPRIO NO. Intendo dire che ci sono momenti e luoghi di discussione, e qui mi pareva si parlasse di cibo. Se ho frainteso il contesto chiedo venia.
Ma infatti proprio perché si parla di cibo, tra una recensione (meritatissima) del ristorante di alto livello e l’altra, anche qualche post su dove trovare del buon pesce, da cucinarsi in proprio, (vusti che – pare – al ristorante o ti rifilano lo schifo o devi spendere una tombola), senza svenarsi non sarebbe male.
Il cibo è un piacere per tutti. Chi può va al ristorante stellato. Chi no deve cercare altre strade. Oggi che, in occidente, la differenza tra ricchi e poveri non è più tra chi mangia e chi no,ma tra chi mangia bene e chi mangia male, sarebbe interessante fare informazione su questo.
E non credo sia banale.
Spesso nei forum di gastronomia ci si lamenta che tutti vogliono orate e spigole. E il consumatore medio babbione lo paga tanto e si fa rifilare pessima roba.
Se uno volesse seguire il consiglio a Roma – e dintorni – e cercare varietà meno commercializzate e pertanto più economiche dove dovrebbe andare?
Ho letto in giro che in molti, per esempio, il sabato mattina vanno ai mercati generali a guidonia. Qualcuno c’è stato? Vale il viaggio?
Alessandro complimenti per la bellissima recensione, ma le foto
ammazza che belle bravo, ci vado per le foto ciao lido
alcune foto di amici del ristorante:
http://www.facebook.com/group.php?gid=30856629586#!/group.php?gid=30856629586&v=photos
Lungi da me provocazione e demagogia, la riflessione nasce dalla frase di un ristoratore: “In Francia, l’operaio della Renault risparmia un intero anno per concedersi la cena con sua moglie in un tristellato il giorno dell’anniversario”. In Italia non è così e la ragione è culturale, non economica. Che ora sia monetariamente più complicato è evidente ma non strutturale.
Non frequento abitualmente ristoranti top ma questo “debito” culturale si riflette anche nell’offerta, talvolta. Per una serie di ragioni, oltralpe i grandi ristoranti sono monumenti culturali e gli chef artisti o semi-dei riconosciuti come tali. Ecco, da Uliassi nessuna brutta sorpresa, solo un’esperienza gastronomica eccellente. I grandi ristoranti, o sono responsabili o non sono. Profumo di donna Catia incluso.
Guarda, questa storia dell’operaio della Renault ecc ecc io la sento almeno da 20 anni e mi sa tantissimo di bufala, di luogo comune. Di sicuro ci sarà chi fa così (come c’è anche in Italia), ma sono una esigua minoranza. Che poi i grandi chef siano considerati monumenti nazionali è vero, ma non per questo hanno la fila di operai e contadini fuori dai loro locali
Se vai in Francia trovi esattamente la stessa differenza tra locali per ricchi e locali per poveri che trovi da noi. E i ristoranti stellati francesi chiudono a raffica, quanto e più dei nostri, per costante diminuzione di clienti
Semmai c’è da dire che in Francia la ristorazione nel suo complesso (non quella pluristellata) costa mediamente meno che da noi, e quindi sono molte di più le persone che si concedono uscite in ristoranti di buon livello (medio e medio-alto, non certo altissimo)
Ne ho parlato spesso con amici francesi e a me risulta che non sia da intendere in senso letterale, appunto: è solo che la Grande Cucina e i grandi vini in Francia sono considerati abbastanza universalmente un valore.
In Italia, invece, spendere per il cibo o il vino è considerata abbastanza universalmente una fregatura, una stupidaggine, solo per far scena, da sboroni, immorale e sbagliata.
Questo significa anche che in Francia è più probabile che una persona di reddito modesto decida di risparmiare per una bella cena (o una buona bottiglia) ogni tanto o anche solo un paio di volte nella vita rispetto a un pari reddito italiano….ma da lì a pensare che fra gli operai sia di moda andare ai tristellati ce ne paaaaassaaaa!
Sono felice che confermi in ogni parola quanto ho scritto.
Mi spiace che concludi con un pensiero assolutamente non mio, tutto qua.
E’ solo che anche in Francia gli operai nei ristoranti stellati sono pochi.
Perché non è solo una questione di priorità come affermi tu qui sopra, ma anche di soldi!
E’ il modo in cui l’hai scritto che a me ha dato l’impressione di sottovalutare il problema – motivo per cui non ho potuto fare a meno di provare un certo fastidio invece di apprezzare il racconto dell’esperienza come avrei potuto fare senza quell’introduzione.
Non per polemizzare, solo per chiarire eh!
Pace fatta
Possiamo convenire che parlare solo di soldi invece che di cultura e valori sia fuorviante. La disponibilità materiale è necessaria, ho cercato di sottolineare che talvolta (non sempre, non nei casi di alcuni che hanno commentato) è un’argomentazione discutibile.
donna Catia con la D maiuscola grazie
Buongiorno a tutti,
premettendo che amo molto questo sito e che sono anche io una suprema gastrofanatica, credo che quello che abbia disturbato di più alcuni lettori di questa recensione sia stato il fatto di andare a fare i conti in tasca alle persone e il volergli insegnare come risparmiare.
ci sono persone, parecchie ormai in Italia, che stentano ad arrivare a fine mese. Banale ma purtroppo molto vero. in una situazione di condizionamenti informativi, in cui non si parla mai di tutta una fascia del paese che il lavoro lo ha perso, rischia di perderlo o che ha smesso di cercarlo perchè non lo riesce a trovare, credo che un articolo del genere sia semplicemente inopportuno e fuori luogo. NON il fatto che qualcuno spenda 150 euro per una cena, ma il pretendere di voler insegnare come metterli da parte, questi 150 euro.
Come dicevo sono una gastrofanatica. Però io 150 euro da spendere per una cena non li ho. il mio cellulare ha 12 anni. non ho l’abbonamento a sky. non spendo in vestiti nè ricchi premi nè cotillon. non prendo mai il caffè al bar. arrivo a fine mese con lo stipendio che guadagno da precaria e che non so se tra tre mesi ci sarà. se riesco a risparmiare 150 euro li metto da parte per il dentista. oppure per quando un lavoro non lo avrò. questa è la verità.
Ripeto, tanta invidia per chi può permettersi un certo stile di vita, ma a chi non può (per inciso: smettiamola di pensare che gli italiani siano tutti idioti che spendono in cretinate….quella è la piccola massa che ci spacciano per normalità in tv, ma la grande massa è ben diversa e di questo resto convinta) non pretendete di insegnare come risparmiare 4 euro al giorno. lo trovo di cattivo gusto e veramente sciocco da parte dell’autore dell’articolo. diciamo uno scivolone e una mancanza di stile, da un gastrofanatico mi sarei aspettata più classe.
avrai anche ragione ma io di sta povera gente in giro non ne vedo! mi spiego meglio: ristoranti e pizzerie il ven/sab/dom tutti pieni!
al negozio dei cell bisogna fare la fila. Da euronics?? non ne parliamo! NON sento gente che discute del fatto che sky e mediaset premium costano tanto… ma sento indecisione se mettere o sky o mediaset!!! Sto vedendo + Rolex da 3 anni a questa parte che in 30 anni!!! bò questi i + banali esempi… poi non so cosa dirvi… ho un grande rispetto per chi non può permettersi nulla e mi dispiace.
Però vorrei anche tanto capire tutta questa moralità sull’andare a ristorante e spendere.
saluti
Non è una questione assoluta.
E’ che in un momento in cui le aziende chiudono una dopo l’altra, una recensione che inizia dicendo che di operai non se ne vedono molti in un ristorante da 150 euro a testa e che non è una questione di soldi ma di priorità…non si può proprio vedere!
E’ la scelta degli esempi che è veramente infelice.
Scusami, forse non mi sono spiegata e provo a ripetere: so che questo sito e noi gastrofanatici tutti siamo spesso stati accusati di pensare-parlare-scrivere e soprattutto spendere “solo” per il cibo. quindi capisco da un lato il movente dell’autore che con un articolo difensivo (del sito e di noi gastrofanatici) mette le mani avanti e “giustifica” una spesa di 150 euro spiegando come risparmiare.
quello che penso è però:
-nessuno dovrebbe (nè da uno schieramento nè dall’altro) pretendere di giudicare come spendere i propri soldi. chi vuole li spenda in rolex chi preferisce alla pergola. non vedo perchè dover giustificare una spesa di 150 euro.
-visto che la maggioranza dei lettori di questo sito sono gastrofanatici non vedo perchè voler insegnare a chi evidentemente nelle sue priorità di spesa mette ai primi posti il cibo come permettersi un buon ristorante.
-evidentemente frequenti i posti/le persone sbagliate. io invece conosco tante persone che, come me, preferiscono spendere in libri, musica, cinema, cultura, cibo, viaggi quando se lo possono permettere che non in rolex. 33enni affamati di tutto: cibo, sapere, emozioni visive, olfattive, culinarie…ma chissà, magari sono io a frequentare e avere intorno a me un elite.
-ultimo punto per l’autore: la recensione è splendida e avrebbe fatto sognare anche a me, se non fosse stato per i famosi 4 euro. a parte questo belle foto e bell’articolo.
Non è una questione di chi frequento! Mi dispiace ma qui sbagli!
Posso anche parlare di tutt’altra gente!! e non sto parlano di ragazzetti con la carta di credito del conto del papà! Parlo di gente normalissima che ha le tue e le mie stesse priorità.
Anche io spendo in quello che spendi tu… non fare tanto la elite della situazione…
buona giornata
elite era in senso negativo….comunque felice di sapere che in questo sito abbiamo gli stessi gusti, che poi era quello che già pensavo. credo di essermi spiegata male, visto che anche il commento successivo parla di snobismo. e non volevo neanche essere demagogica.
volevo semplicemente dire:
“hey, a me piacerebbe potermi permettere di andare a cena e spendere 150 euro. ma non posso per motivi oggettivi. e leggere qualcuno che sostiene che motivi oggettivi non ce ne sono, basta mettere da parte 4 euro al giorno….bhe, questo mi ha rammaricato. tutto qui. perchè ci sono persone che come me i 4 euro al giorno li mettono già da parte…ma per sopravviverci.”
fine.
Claudia, capisco cosa dici e il riferimento strettamente monetario era solo una “forzatura” per rendere l’idea senza certo fare i conti in tasca a nessuno.
Potenti o nolenti, “a me piacerebbe potermi permettere di andare a cena e spendere 150 euro” è un’eccezione nel nostro sistema di valori, nient’altro. Grazie per avermi aiutato a precisare meglio il pensiero.
Non credo che si possa imputare a questo blog di essere snob-oriented, dato che l’attenzione maggiore si dà alle migliori pizze!:)
E’ vero, 150 euro non sono pochi, ma proprio per questo se proprio decidi liberamente (o forse no? vuoi dire che qui si usano messaggi subliminali? Ah, beh allora è diverso!) di spenderli è doveroso per un bloggarolo gastrofanatico segnalare il ristorante dove questi possano essere spesi a meglio, sempre secondo la sua modesta e timida opinione, no?
Il futuro comunque è il finanziamento a tasso zero, come per l’LCD!:)
Beh e’ tipico dello snob avere un occhio di riguardo per cose che “uno snob non riterrebbe al suo livello” , come a dire -non sono snob ,vedete: mi interesso anche delle pizze-( ma intanto lo fa partendo da un punto di vista ben preciso) .
Cmq io sono capitato di qui per caso e mi sembra un post davvero snob questo!! il blog non lo so , non l’ ho letto.
Secondo me non deve però passare l’impressione che i commenti a questo post siano un attacco ad Alessandro
La sua rece era ottima, e anche il discorso dei 150 euro era un semplice artificio retorico per esprimere il concetto dell’eccellenza di Uliassi, credo che nessuno lo abbia preso in senso letterale.
Per quanto mi riguarda è stato poi solo utilizzato come spunto per affrontare un tema comunque interessante. Ma che tutto sommato esula dal contenuto del post
…in questo articolo non trovo altro che conferme. Conosco bene Mauro e qualche suo piatto ho avuto giá il piacere di gustarlo. Finalmente saró a Senigallia a metá mese (per lavoro devo passare da lì) ed una sosta mi sembra doverosa dopo tanta attesa.
Non sono ricca, ma 5/6 cene “importanti” riesco a concedermele. Non perché ho il maialino di ceramica come salvadanaio, e non vorrei neanche parlare di priorità. Scelte, forse.
Cerco di ottenere lo stesso risultato spendendo meno.
Ad esempio il mio cellulare costa 35€ e non ha la fotocamera (tanto le foto sarebbero orribili) ma come telefono funziona benissimo.
Piuttosto che cenare in modo mediocre in certi ristoranti preferisco farlo a casa (e preparo tutto da me dalla zuppa di pesce al ketchup, dai ravioli al pane, per dire).
Invece di 1 mese di ferie e controllare ogni secondo se posso permettermi un gelato, le accorcio e magari un paio di cene al ristorante saltano fuori.
Ho seguito in questi anni l’evoluzione di Uliassi,quest’anno non sono ancora andato.
L’anno scorso sono stato tre volte e non ho provato nessuna emozione,anzi ho notato una certa supponenenza sia nei piatti sia nel servizio di Catia.
Ho notato perdita di spontaneita’,piatti con una eccessiva tendenza dolce e una assoluta mancanza di acidità’.Per quanto riguarda il costo poi,non abbiamo mai speso
meno di 400 euro in due,considerando che io e mia moglie beviamo.I ricarichi della carta dei vini non mi sembrano così’ a buon mercato.Non e’ piu’ Uliassi che ho tanto amato ,pre seconda stella.La dannosa rincorsa alla Madonnina ha fatto secondo me male a Mauro,che per me e’sempre stato superiore a Cedroni.Per quanto riguarda la questione prezzi dei grandi ristoranti,secondo me si sta avvicinando la fine di questi locali se non si comincia una seria opera divulgativa su le materie prime adoperate,sui costi di certi pesci,di cosa significa mangiare e quanto costa una spigola pescata.
La differenza e’ nella materia prima,parliamo anche ogni tanto dei ristoranti meno cerebrali ,ma più’ di contenuto come Lorenzo al Forte o come Cera a Campagna Lupia,qui si che il costo e’ giustificato da un Pesce di grandissima qualità’,pochissimo manipolato.Un esperienza in questi due ristoranti e’ assolutamente educativa dal punto di vista di noi gastrofanatici.E’come fare un master !
“L’anno scorso sono stato tre volte e non ho provato nessuna emozione,anzi ho notato una certa supponenenza sia nei piatti sia nel servizio di Catia.”
A breve sarò a Senigallia, controllerò, poi ti farò sapere.
“Ho notato perdita di spontaneita’,piatti con una eccessiva tendenza dolce e una assoluta mancanza di acidità’.”
Il piacere di questa cucina per me rimane invariato,
almeno in questi quattro anni trascorsi, il desiderio
di mettersi in gioco del cuoco e la non trascurabile
quantità di nuovi piatti portati in tavola lo confermano.
“non abbiamo mai speso
meno di 400 euro in due,considerando che io e mia moglie beviamo”
Potrebbero non bastare per una sola bottiglia
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io ci sono stato 3 volte nel corso degli ultimi 2 anni (vivo a bari) e mi sono sempre trovato benissimo sia per la cortesia che per le pietanza.
Per quello che ho mangiato ho speso il giusto.
A ristorante si dovrebbe andare non per mangiare quando una domenica a casa della nonna/mamma, ma per degustare.
ancora un grandissimo complimento.
francesco masi
Sono stato con un mio amico a pranzo al ristorante Uliassi di Senigallia il ristorante si affaccia sul mare ed è molto ben curato negli arredi e nei colori al suo interno ! Appena entrati veniamo accolti molto bene e subito ci viene dato il tavolo molto spazioso e con una buona posizione, che ci permette di osservare bene tutta la sala da pranzo . Poco dopo esserci seduti ci vengono serviti due grissini uno al formaggio e l’atro al naturale , dopo qualche minuto il cameriere ci delizia subito il palato con un wafer alla nocciola e fuagrà accompagnato da un aperitivo .Nel frattempo dalla cucina arriva il vassoio del pane ancora caldo con le diverse tipologie scelte dallo chef , dopo aver letto attentamente il menu’ facciamo la nostra ordinazione e decidiamo di scegliere il menu’ alla carta per entrambi: antipasto Triglia croccante, zuppa di prezzemolo, e cannolo con misticanza di campo , insalata di erbe selvatiche frutta, capesante e cristalli di sale nero . Come primi piatti linguine aglio olio peperoncino e seppioline , spaghetti affumicati alle vongole e datterini alla griglia . Secondi piatti rana pescatrice arrosto caponata di melanzane basilico e grana , rombo selvaggio patate cotte nel grasso d’oca murici e sugo di piccione . Dessert tiramisù , la nocciola in consistenza di crema , croccante , crumble ,galletta ,gelato,polvere e spugna . Subito dopo arriva un’altro vassoio di piccola pasticceria con un krapfen alla crema ,una creme brulee al caffè e un crumble molto particolare , un bicchiere di sauternes chateau rieussec 2006 ! Le pietanze abbondanti e con degli accostamenti di gusto molto ben ricercati fanno del ristorante Uliassi di Senigallia un ristorante di altissimo livello, che consiglio a tutti i lettori che dovessero trovarsi a passare per Senigallia di concedersi questo piacere culinario di assoluta eccellenza ! Il personale cortese e professionale vi farà sentire a vostro agio e vi godrete in modo eccelso la vostra sosta al ristorante Uliassi !