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Martina Liverani | ven 31 ago 2012 ore 15:50
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Il caso Corsi per foodblogger
Non faccio in tempo a tornare dalle vacanze che Groupalia mi chiede se voglio partecipare a “un workshop simpatico e veloce per diventare in poche ore un vero foodblogger? Trasforma la tua passione in una vera professione a solo 39 euro.” A parte che un claim che riporta nella stessa frase per due volte la parola “vero”, probabilmente è falso, ma poi che è tutta questa moda dei corsi per foodblogger? Come ha già chiesto The Chef is on The Table, ha senso fare un corso per diventare foodblogger? E che razza di professione è il foodblogger? Perché ci son certi mestieri che mestieri in senso stretto non sono. Se Tata Lucia insegna il mestiere di mamma, Chiara Maci insegna quello di Foodblogger, dice qualcuno. Ma allora, facciamo anche un corso per diventare simpatici, uno per conquistare gli uomini e uno per diventare alti, dicono altri.
Intanto le mie certezze iniziano a crollare: io credevo che la vita del foodblogger fosse questa e invece, stando all’identikit degli organizzatori del corso, scopro che il foodblogger è una specie di celebrità o guru del settore che con un saggio utilizzo di macchina fotografica, computer, cucina, entusiasmo e passione si arricchisce facile, pubblica libri, organizza corsi, e se la gode.
E dire che ne conosco tanti…bah, niente è come sembra, penso…
Poi però, tutta questa enfasi sulla vita patinata del foodblogger e sui facili guadagni mi fa creder di aver perso qualche passaggio. Mi informo meglio e leggo: “diventare star dei fornelli sulla grande vetrina della rete con un blog, oggi si può in un solo giorno. Il food blogger è diventato ormai un’autorità richiestissima nel campo della ristorazione, della consulenza e della nuova editoria. Sono molti i casi di food blogger che sono diventati conduttori televisivi, giornalisti e opinionisti autorevoli per libri ed eventi.”
Ah si? Dev’essere successo nel mese di agosto quando io stavo praticamente tutto il giorno in spiaggia senza connessione e senza tv, senza facebook e senza twitter e senza parlare con nessuno. Il dubbio si fa tormento, non mi resta che chiedere a voi, che il foodblog ce l’avete per davvero o che passate ore a frequentarne: foodblogger lo sei o lo fai? Vi siete arricchiti? Che vita conducete? E più che altro, di questi corsi c’è davvero bisogno?
[Crediti | Link: Groupalia, The chef is on the table, eMagister. Immagine: HungryAustralian]
Potresti rilanciare con una proposta vostra.
“COME DIVENTARE UN TOMACELLO IN 10 LEZIONI”. Alla fine sarà rilasciato un attestato ufficiale riconosciuto dai più importanti organi nazionali.
Dicesi marketing.
Mi sembra ovvio che dovendo vendere il prodotto, pardon, il corso al gonzo di turno, si cerchi di millantare facile guadagno, grandi soddisfazioni, ricchi premi e cotillons.
Next!
Mah… qualche blogger che ha fatto soldi e successo per il fatto in sè di essere blogger c’è, ma si contanto sulle dita di una mano. Per il resto penso che il blog sia un modo per far vedere quello che si sa o che si sa fare e poi nel caso fare successo con quella specifica cosa, non con il fatto di essere blogger in se. Fare dei corsi per blogger poi.. ci sono cose che si potrebbero anche insegnare come la scrittura, la fotografia, la cucina, ma in questo modo si farebbe il processo contrario. Si apre un blog per parlare o mostrare quello che ci piace e quello che si sa fare, non è che si impara a fare qualcosa per poter aprire un blog.
Io ho un foodblog e non sono ricca. Evidentemente devo aver sbagliato qualcosa. O evidentemente il suddetto corso non tiene in considerazione che è più difficile del previsto diventare famosi (ma de che?) con un blog. Per l’amor del cielo, pare ci sia chi ci è riuscito (e anche lì…) ma credo che il 99% dei foodblogger siano poveri in canna tanto quanto me. Fortuna che nelle vita ho un lavoro. Che dire di una proposta del genere? È la seconda volta che siti come questo la lanciano, presumo che l’idea tiri a questo punto. Mi viene da domandarmi che idea la gente abbia dei foodblogger. La mia, strettamente individuale, è questa: mi piace cucinare, è una grande passione, la condivido con altre 5 persone (papà, fidanzato ed amici) e gli accessi mi danno una grande soddisfazione. In più ho la possibilità di conoscere tante persone con la mia stessa passione, cuochi eccellenti e aziende che per fare le cose bene si spaccano la schiena in 20. Cosa ne ricavo? Tante lezioni di vita grazie alle persone che incontro sulla mia “via”. Ma il foodblog è solo un veicolo per immagazzinare esperienze. Mi auguro non serva un corso anche per godersi la vita e le proprie passioni con semplicità. (Ah, solo un’ultima cosa: è abbastanza deprimente vedere che il primo strumento del foodbloggergurudellacucina sia la macchina fotografica, no?)
Io mi prenoto per frequentare il corso per diventare più alta
chi non sa scrivere può pagare anche un milione di euro e non saprà mai scrivere.
questo è come il boom dei cake designer : un programma su Real Time, le tendenze che arrivano dagli USA, prima solo i vip, no anche le persone normali, tutorial su youtube, programmi televisivi di persone normali che vincono (meritatamente) un programma su Gambero Rosso dopodichè hanno la possibilità di condurre un programma di cake design su sky tutto per sè (meritato anche questo e ben fatto)… il quarto d’ora di celebrità non si nega a nessuno e internet ha fatto tanto in proposito.

Prossima tendenza i baby shower e i wedding planner. Ocio ai corsi per wedding planner. Io ne ho frequentato uno comprato su groupon perchè ero curiosa di sapere cosa avrebbero insegnato di tutto il programma proposto nell’offerta e perchè il prezzo era poco più di una pizza. Ecco, sarebbe stata meglio la pizza, sono scappata il secondo giorno. Volevano le nostre idee per inventare uno stile per un matrimonio invernale e chi lo faceva meglio… nulla, si beccava un brava e tutte le idee intanto venivano rastrellate ad hoc e riutilizzate per i possibili clienti invernali. Manovalanza gratuita, spiegazione spiccia di tutto, “l’insegnante” era una tirocinante co.co.pro. (forse) e “cosa vi aspettavate di trovare in un corso di due giorni?!”
Prossima tendenza i baby shower e i wedding planner.
bè i Wedding Planner sono già di moda e proprongo infatti i corsi per diventarlo(come se in Italia non fossero mai esistite le agenzie matrimoniali : / ).. per i baby shower vedremo.
Ma come, io con il mio foodblog mi sono comprata la Ferrari e pure l’elicottero!
Anche io ad Agosto sono stato in ferie, ma posso ipotizzare, e anche scommettere, che non siano nate tutte queste star in questo mese. Così come penso che un foodbogger crei il proprio blog per passione e non per camparci. Anche perchè penso sia pressochè impossibile. Anzi, se qualcuno trova il modo che me lo faccia sapere!
Ho sbagliato qualcosa o la realtà è che son tutti specchietti per le allodole?
Vorrei saperlo perché se esiste la soluzione per diventare ricchi e famosi con il blog evito di farmi il mazzo in ufficio per poi arrivare a casa e cucinare-fotografare-scrivere compulsivamente. Insomma, mi sa che è tutta una baggianata!
Però se fai il corso per diventare alti fammi sapere… io mi iscrivo!
fa il pari con i corsi per wedding planner…
Non vorrei darti una delusione, ma i corsi per diventare simpatici e conquistare gli uomini ci sono già da tempo.
Piuttosto mi piacerebbe sapere se questi corsi per foodblogger sono frequentati. Quasi quasi mi proporrei per tenerne uno nella mia città, dovessi svoltare!
sorrido. perchè di tutti i foodbloggah che si vedono in giro e che si leggono in giro e che … mi son fatta l’idea che non sappiano cucinare. assaggiare in punta di forchetta e forse parlare e forse scrivere…sicuramente sanno vendersi.
Fantastico! alla soglia dei cinquant’anni non ho ancora capito nulla!! quasi quasi propongo un corso anch’io, su come spazzolare i gatti.
Dal blog a crearsi un lavoro, il passo sembra breve. Hai visibilitá, contatti, incontri e con un pó di fantasia magari riesci ad uscire dall’ufficio deprimente, da orari imposti, dal capo che ti rompe tutto il giorno.
Se poi diventi anche ricco, é assolutamente fantastico!
Per soli 39 euro mi pare un vero affare!
Mah non ci capisco niente neppure io. Il mio modestro foodblog è nato per caso come agenda dove appuntare ricette. Da lì sono venute vuori nuove amicizie, scambi di ricette e consiglia con altri foodbloggers. Da qui a volerne fare un lavoro ne passa!!!! Io il lavoro l’ho già e il mio foodblog è il mio cantuccio dove non penso al lavoro ma a distrarmi dalla routine quotidiana concentrandomi su qualcosa di piacevole e che mi appassiona. C’è bisogno di un corso per questo????????????
Sono aperte le iscrizioni al corso per diventare commentatori “senior” su Dissapore.
Si accettano anche pagamenti in natura (che avete capito, io intendevo torte, pasta fresca, elettrodomestici NUOVI…) oppure con banconote di piccolo taglio non segnate.
Programma intensivo del corso:
Primo giorno: scelta del nickname e vani tentativi di registrazione al sito.
Secondo giorno: breve corso yoga per rilassarsi quando dissapore si scorda la vostra email dopo ogni commento inviato.
Terzo giorno: dominare la tastiera (comprese le virgole e gli accenti)
Quarto giorno: masterclass sugli emoticon e gli acronimi più frusti
Quinto giorno: l’arte della stroncatura e la scienza superiore dell’insulto.
Sesto giorno: il bel silenzio non fu mai scritto, quando ignorare un post vi può salvare la giornata anziché farvi venire un attacco di bile.
Settimo giorno: cerimonia di premiazione e rilascio degli attestati con autografo del famoso critico gastronomico Thomas Flour.
Mi iscrivo! Accetti pagamenti in marmellate?
Aggiungerei un giorno in più, per imaparare a scrivere post con la “marketta” mascherata…
rotflastc si può dire?
e scrivere?
p.s. hai dimenticato “come usare i tag html per essere più carismatici”.
meno male che ho smesso prima di poter rischiare di essere accomunato a ‘sta gente…
Finchèc’è gente che si iscrive e che è disposta a pagare -- e tanto -- per tutto questo (???) ci sarà sempre chi ci prova -- e a quanto pare ci riesce pure! --
………. -_____-” ………………
Non sono più ricca (materialmente), non sono più povera. Sono quella di un annofa. Con esperienze in più. Con conoscenti in più. Con più capacità di relazione con estranei. Con più consapevolezza culinaria. Con più consapevolezza fotografica.
Credo che quei 39 € li userò per andarmene a cena fuori o li metterò da parte: qualsiasi opzione scelga, sicuramente ci guadagnerò…