Dissapore conquista tutti i giornali per “merito” del Gambero Rosso


Cospicua rassegna stampa oggi per Dissapore

Vi ricordate l’avvincente storia del ristorante Antica Cascina Lenga di Botticino, frazione del comune di Sangallo in provincia di Brescia, che nell’edizione 2010 della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso ha ottenuto 77 centesimi—uno in più dell’anno precedente—pur essendo bruciato nel 2007, e mai più riaperto? E’ così piaciuta alla stampa tradizionale che oggi la trovate su una cifra di quotidiani. Segnalata dal blog Terrauomocielo, rilanciata da Dissapore e ripresa dal portale Chefdicucinamagazine, la notizia è stata confermata dalla polizia urbana di Botticino. “Quel locale è chiuso da un paio di anni, non sappiamo se in seguito all’incendio o per altri motivi, si parla di imminente riapertura ma è fuori di dubbio che attualmente sia chiuso”.

Se volete scoprire come Dissapore è riuscito a conquistare i media tradizionali date un’occhiata a Il Messaggero, Il Giornale, Il Giorno – Il Resto del Carlino – La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, Repubblica (non oline) e la free press Leggo, solo per nominarne alcuni.




51 commenti a “Dissapore conquista tutti i giornali per “merito” del Gambero Rosso”

  1. Oriana Oriana commenta:

    add Free Press- City to the list…..questa mattina

  2. Stefano Caffarri Stefano Caffarri commenta:

    Posso innescare qui il dibattito informazione media tradizionali vs nuova informazione?
    Ieri ho ascoltato allo IAB forum (MI) un interessante dibattito dove l’argomento era “se nessuno paga i contenuti la qualità può solo crollare”.
    COme vogliamo classificare questa notizia spudoratamente copincollata anche nelle idiosincrasie (ci sono i link di tutti ma non del negletto Dissapore)?

    I blog pubblicano contenuti originali, i media tradizionali copincollano. A me pare un evento epocale.

    Meditate gente meditate.

    • Jacopo Cossater risponde:

      Questa mattina leggevo infatti in proposito Vittorio Zambardino su Scene Digitali.

      In particolare mi ha colpito quando scrive che non ci dovrebbero essere muri tra redazioni off ed online, che il giornalista non timbra il cartellino, che il giornale è cosa viva, non un insieme di fogli di carta.
      Tutte cose, penso, che chiunque fruisce un po’ di blog e dintorni dà ampiamente per scontate.

      (Il fatto di non citare le fonti, poi, si inserisce in questo contesto, allargato, di giornalismo un po’ così)

      Ecco il link, e scusate se sono andato appena off-topic:

      http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/11/05/giornalismo-allo-iab-ovvero-di-un-dibattito-vecchio-e-frusto/

    • Alberto Alberto risponde:

      Leggendo un libro sui corrispondenti di guerra, mi sono imbattuto in una considerazione molto vera e molto attuale: oramai non esiste più il giornalismo di inchiesta. Le agenzie di stampa, come quella dell’esercito USA e come quelle delle multinazionali, danno in pasto le notizie direttamente.

      Però, e qui mi riallaccio al commento di Caffarri, si sono dimenticati dei blog che stanno diventando avanguardie di informazione e vere e propri nuclei di giornalismo di inchiesta.

      Anche questo è un cambiamento notevole che certifica che i blog possono davvero essere il futuro dell’informazione.

      La cosa paradossale è che lo saranno usando gli stessi strumenti che i media tradizionali, suicidandosi, stanno abbandonando.

  3. Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Posso ridacchiare sommessamente?

  4. Giovanni Arcari Giovanni Arcari commenta:

    Caro Stefano,
    la notizia è nata da me, in quanto sono nato, vivo e “faccio vino” nella provincia di Brescia. Un amico ristoratore mi ha segnalato la cosa (in quanto di guide non ne compro) e mi sono informato.
    Secondo te, la stampa locale, che mi conosce anche per essere un rompipalle per le questioni legate al mio territorio, come si è comportata?
    Copiaincolla per il Bresciaoggi e nessuna fonte citata per il Giornale di Brescia. Questo sito si è addirittura impegnato nel togliere il mio link e quello di Bernardi.
    http://quibrescia.it/index.php?/content/view/15112/1/
    Questa, l’informazione del territorio per il territorio.
    Poi, alcuni siti si stanno rendendo conto che la cosa, è più grossa di quanto potesse sembrare e allora cercano di prendersene la paternità.
    Le persone non hanno ancora capito che, fare sistema vuol dire essere meno piccoli.
    Ma il mondo dell’enogastronomia è fatta per il 95% da gente che antepone il denaro ai propri sogni.
    Ecco perchè non diventerà mai una cosa epocale.

  5. effeessegi effeessegi commenta:

    Complimenti! Una notizia avvincente.
    Avanti così.

  6. eggi eggi commenta:

    evidentemente qualcosa non funziona.
    mi sembra lecita la richiesta di spiegazioni che grazie a Giovanni Arciari, Dissapore e Chefdicucinamagazine.com si é diffusa.
    essere definito MALIGNO dal sig. M.B. de ‘Il Giorno di Brescia’ http://ilgiorno.ilsole24ore.com/brescia/cronaca/locale/2009/11/05/257088-svista_della_guida_gambero_rosso_anni_voti_antica_cascina_chiusa_rogo.shtml
    assume aspetti non proprio corretti.

    se a questo aggiungiamo cinque parole dette al mio cellulare, del quale sono certo scoprirò quantomeno la provenienza geografica, ‘Questa te la faremo pagare’ , evidentemente qualcosa non funziona.

    • sally sally risponde:

      Bravo eggi!
      Per correttezza verso i lettori adesso dovrebbero fare vedere le ricevute, perchè qualcosa, in generale, non mi torna.
      Scommettiamo che non vengono fuori neanche le ricevute da cracco?? Dicono che ha perso tre forchette perchè sono stati SEI volte al suo ristorante e per SEI volte è stato un disastro! Scommettiamo che non vengono fuori??
      Mmmmm… Sento puzza di bruciato!!! :-D

      • pina pina risponde:

        Non esagerate con questo accanimento. Alle guide lavorano delle persone. Avete idea di cosa significa?Non ci sono solo le star che vanno e vengono da redazioni e giornali, ma persone che, spesso, in aziende che hanno difficoltà economiche, vengono oberate di lavoro e non pagate a sufficienza.
        Una scheda salta fuori dal software, il redattore quella sera è un po’ stanco e la fa passare. Qualcuno che passa in rassegna i punteggi ha visto il bonus e ha alzato di un punto. Non vi viene in mente che può essere successo questo?
        Per quanto riguarda Cracco, non credo che abbiate dubbi che è anche grazie al Gambero Rosso che è salito in alto. Perchè tanto scandalo?non credo che Cracco chiuderà se ha perso le tre forchette e poi, cari signori, non ci vuol niente a fare una grandissima cucina se si fanno pagare 500 euro a pasto. Provate a fare una grande cucina facendo un menu degustazione a 45 euro, come nel caso dell’Oasis di Vallesaccarda. E allora, per me che sono precaria e squattrinata, va molto meglio che i curatori del Gambero Rosso abbiano avuto il coraggio di far scendere Cracco e far salire i Fischetti. Non siamo tutti milionari come i 4 crepuloni che frequentano Cracco e compagnia.
        Scendete per le strade e cercate cucina di qualità alla portata di tutti. Non ci vuole nulla ad essere elitari con tanti soldi in tasca.

        E poi è solo una scheda…a leggere voi sembra che sia stata fatta pace tra Israele e Palestina. Come mai nessuno si è interessato di parlare dei licenziamenti e cassa integrazione che stanno ammazzando guide e giornali?
        Non è che starete un po’ tutti perdendo il contatto con la realtà?

        Saluti da una blogger, giornalista, giovane e precaria, amante della cucina ma non più dell’enogastronomia

      • cernilli cernilli risponde:

        Le ricevute di Cracco ci sono eccome.

  7. apricot apricot commenta:

    Scusate, vado un attimo a scaldare il popcorn poi torno a sedermi qui e aspettare che appaia Cernilli che senz’altro vorrà dire la sua sulla faccenda… :-)

  8. Fante Fante commenta:

    Posso fare una domanda, probabilmente stupida?

    A nessuno è venuto in mente che l’inserimento di un ristorante non esistente sia un caso di sabotaggio editoriale? Magari qualche collaboratore non contento della nuova gestione…

  9. Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli commenta:

    “…Magari qualche collaboratore non contento della nuova gestione…”
    Il problema è che mancano i collaboratori, semmai. Quasi tutta la squadra messa su da Bolasco non c’è più e Bolasco stesso, non dimenticatelo, si era dimesso perchè a suo dire non c’erano più le condizioni minime per lavorare.
    Insomma, taglia taglia e poi i problemi arrivano….

    • Fante Fante risponde:

      Questo è il motivo per cui la circoncisione è una tantum

    • cernilli cernilli risponde:

      Allora arrivano anche per la guida dell’Espresso, che inserisce il ristorante Sanpietrino di Roma che è chiuso da mesi. Invece capita che un collaboratore, che inserisce le schede, metta per sbaglio in pubblicazione quest’anno una scheda di due anni fa, non pubblicata (ce n’erano due su quel locale e ne è stata scelta solo una). Un errore materiale, evidentemente, come capita da sempre a tutte le guide del mondo, e come è capitato anche all’Espresso, senza che nessuno se ne siua accorto. Dirò di più, se di errori ce ne fossero, non uno, ma dieci, sia sulla guida dei ristoranti, sia su quella dei vini, io ne sarei felice, perchè sarebbe il numero minore mai fatto. Su duemila schede lo 0,5% di errore, umano o del data base, è percentualmente inferiore a quello delle Panda che escono fallate dalla catena di montaggio. Quindi, quest’anno ci prendiamo le orecchie d’asino noi, il Tg5 ci farà a pezzi e tutti sghignazzeranno. Ricordo che sulla prima edizione della guida dell’Espresso, quella del 1979, su una scheda di un ristorante di Scheggino veniva commentato un piatto di “lumachine con sugo di gamberi e tartufo nero” come se si trattasse di un piatto di lumache. In realtà era un piatto di pasta. Quella volta lo scoop lo feci io sulla rivista Vini & liquori.

      • dormo sereno lo stesso,eh! (però...) dormo sereno lo stesso,eh! (però...) risponde:

        in pubblicazione quest’anno una scheda di due anni fa (ce n’erano due, sul locale, ne è stata scelta una)

        [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag3/20.gif[/img]
        da lettore e cliente prendo atto di ciò
        pur seguitando a credere, senza per questo voler pontificare, che la redazione GR
        non fosse al corrente della chiusura del locale. Alla base di ciò, due osservazioni:

        1. il curatore dott. Perrotta non avrebbe altrimenti raccontato,
        al giornalista bresciano Turelli, che la cascina Lenga «penso stia per chiudere»; ovviamente non pretendo che Perrotta sia al corrente di ogni singola apertura e chiusura nel Paese, tuttavia l’info sulla *possibile chiusura* qualcuno della redazione deve avergliela passata, ergo per la redazione l’esercizio era corrente.

        2. mi astengo dal ricopiare in Rete le schede 2008, ‘09 e ‘10,
        poiché non ho interesse a sobbarcarmi una causa civile per riproduzione non autorizzata. Tuttavia, leggendo le tre schede in serie pochi lettori crederebbero che, all’epoca, il testo 2008 sia stato confrontato e preferito al testo 2010…

        (ce n’erano due, sul locale, ne è stata scelta una)

        indubbiamente la scheda ‘08 è migliore, e di parecchio, rispetto alla 2010: dovendo scegliere avrei scelto così anch’io, più che una scheda GR quella di quest’anno ricorda quasi un sunto Veronelliano… ma non è questo il punto!

        in pubblicazione quest’anno una scheda di due anni fa

        testi alla mano, a mio parere
        la scheda 2010 appare cronologicamente desunta, o ricicciata, dalla scheda 2009:
        la prosa 2009 è difatti migliore e più estesa, il racconto 2010 riassunto e conforme. Passando alle mere ipotesi, infine mi chiedo: ma se la scheda 2010 fosse realmente desunta dalla 2009, come può essere sia stata scartata nel 2008?

        è impossibile…
        a meno che la scheda scartata nel 2008, sia in realtà la 2009: ripescata l’anno scorso e ricicciata quest’anno, stringi-stringi ritengo lei abbia un modo soltanto, per dimostrare che di errore si è trattato

        ci prendiamo le orecchie d’asino, il Tg5 ci farà a pezzi e tutti sghignazzeranno

        [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/53.gif[/img]
        può dimostrare che la redazione GR era al corrente della chiusura del locale?

        • mi sa che non può mi sa che non può risponde:

          può dimostrare che la redazione GR era al corrente della chiusura del locale?

          Carlo Ottaviano, direttore esecutivo GR
          «abbiamo riscritto il testo (della scheda) su indicazione di un ispettore locale»

        • e mi sa di averci visto giusto e mi sa di averci visto giusto risponde:

          Cernilli – capita che un collaboratore che inserisce le schede metta per sbaglio in pubblicazione quest’anno una scheda di due anni fa, non pubblicata (ce n’erano due, su quel locale, e ne è stata scelta una)

          io, cliente – leggendo le tre schede in sequenza pochi lettori crederebbero che, all’epoca, il testo 2008 sia stato confrontato e preferito al testo 2010… testi alla mano, a mio parere la scheda 2010 appare cronologicamente desunta, o ricicciata, dalla scheda 2009

          Ottaviano – abbiamo riscritto il testo su indicazione di un ispettore locale

        • e non sono più da solo e non sono più da solo risponde:

          Se dobbiamo dirla tutta, il ristorante era bruciato anche lo scorso anno, quando i curatori erano diversi, e non se ne sono accorti neanche loro. (cernilli)

          Ho visto il servizio delle Iene e sono andato a rileggere le Guide del 2008, 2009 e di quest’anno. La recensione del 2009 è completamente diversa da quella dell’anno precedente, mentre quella del 2010 è praticamente identica a quella del 2009 a parte l’ultima frase: “un piccolo angolo di Paradiso (Bonus)”. Mi sembra evidente, quindi, che non si tratti di un semplice errore informatico.

          A questo punto i casi sono due:
          1. o la scheda è stata inviata da un ispettore ciarlatano
          2. oppure le schede vengono riviste da voi, in redazione

          Ritengo di avere il diritto, dopo più di vent’anni di acquisto della vostra rivista e di quindici della guida ai ristoranti, ad un minimo di chiarezza. Degli errori delle altre Guide, sinceramente, mi interessa poco.

          Gianfranco

        • è la risposta definitiva? l è la risposta definitiva? l'accendiamo? risponde:

          le cose sono andate così.
          Una scheda che era stata corretta solo in bozza dai curatori nell’edizione del 2009, tra l’altro togliendo il “bonus” e la frase di riferimento, ma non riportando le correzioni in database, è stata rimessa in pubblicazione per errore nell’edizione del 2010.

          Il punteggio è calcolato automaticamente, perciò se non si elimina materialmente il punto di “bonus” anche in database, poi ce lo si ritrova se si ripubblica la scheda successivamente, e la stessa cosa vale per la frase che trovate aggiunta.

          È un errore redazionale, evidentemente, che ha avuto tutta questa eco più per la particolarità del caso che per altro. Un ristorante andato a fuoco e valutato ugualmente vale giornalisticamente assai più di un ristorante semplicemente chiuso. Ovvio che la satira si scateni su un fatto del genere, però, ripeto, chiunque sappia qualcosa di editoria e di come funzionano i sistemi di archiviazione sa bene che la versione che ho dato è assolutamente verosimile.

          Questo non significa cercare giustificazioni, ma solo che si tratta di un errore materiale e non certo di una truffa ai lettori. Noi valutiamo ristoranti effettivamente visitati, e siamo fra i pochissimi a farlo.

          È possibile che ci sia un lavoro redazionale sulle schede che ci arrivano dai collaboratori, ma questo fa parte del normale editing che ogni pubblicazione deve avere. Anche per cercare di uniformare lo stile di scrittura, visto che si tratta di un’opera collettiva. (cernilli)

      • eggi eggi risponde:

        Cernilli, non credevo considerasse la quantità degli errori degli altri una plausibile e banale scusante per i suoi. Solo per puntualizzare.
        Riportare una scheda di un ristorante chiuso per 2 o 3 anni di seguito in guida può essere considerato certamente un errore. Nel dettaglio, si chiama errore di distrazione, di strafottenza, di stanchezza, superficiale…lo definisca come preferisce.
        Scrivere e migliorare il punteggio di un ristorante che non esiste non é un errore, È UNA MANCANZA DI RISPETTO NEI CONFRONTI DEI RISTORANTI CHE E-S-I-S-T-O-N-O e che sono presenti nella vostra guida e che hanno investito lavoro e soldi e speranze professionali affinchè il loro punteggio migliorasse. Questo é il punto, ma sono certo continuerà a sviare il concetto.
        Spieghi poi, ma non a me che devo ancora finire di leggere Wittgenstein, perché a voi é concesso lo 0.5% di errore e ad i ristoranti recensiti no.
        È impressionante come lei riesca sempre con i suoi commenti a rendere sempre più complicato il tutto.
        I margini di errori
        Non é difficile da capire e cercherò di semplificare.
        Se lo 0.5% é il margine di errore consentito, il numero di errori ammesi é di 10 su 2000 schede ca.
        Lo stesso parametro di errore lo deve concedere al recensito e considerando un media di 20 coperti al giorno é di 36,5. errori
        Pertanto seguendo lo stesso identico parametro da lei ammesso ad un recensto é concesso un margine di errore superiore di quasi 4 volte rispetto al vostro, senza dover subire tutto il markettaro clamore che l’errore stesso crea.
        La panda e la Fiat.
        Ma che esempi fa?
        La panda é una delle macchine più riuscite delle Fiat, poteva citare la duna che si avvicina molo di più al tema.
        Il database.
        Sig. Cernilli, il database non fa errori. non la menate più co sto’ database. se il database fa errori é perché chi lo utilizza li ha programmati.
        Le orecchie d’asino.
        Lei dovrebbe fornire i dettagli del recensore con le stesse modalità che applicate nel vostro lavoro:
        nome, cognome, altezza, peso, età, professione, residenza, telefono, location, se lavora solo d’inverno o anche in estate, quante recensioni fa, se é coadiuvato da un altro collaboratore. tutto, li dovrebbe dire T-U-T-T-O, sempre in funzione di quel rispetto a cui accennavo prima.
        il TG5.
        il mondo sta cambiando e non mi preoccupere tanto del TG5 e di soli 6,5 mln. di telespettatori.
        Google, Yahoo.. non faccia mai una ricerca sulle news/web ‘Gambero Rosso’
        Espresso 1979
        Lumachine, tartufo.. feci lo scoop.. scheggino.. vini&liquori. Io non riesco a credere che lei sia veramente il direttore del Gambero Rosso. giuro mi viene difficile.

  10. alfredo alfredo commenta:

    Ormai certi Blog come questo, son diventati come le radio libere negli anno d’oro.
    Ma con un’ enorme velocità di tam-tam.

    Ovvio che il giornalismo classico è vecchio, ma questo già si sapeva, da quando ha iniziato a commentare quello che succede in televione il giorno prima nei talk-show.

    Difatti devono regalarli i girnali per avere i numeri che servono per avere i soldini statali.

    Quindi; il futuro dell’informazione è nel blog? Può darsi.

    Comunque il quotidiano non ha ancora perso il suo fascino che è intrinseco nella carta stampata proprio come le guide o libri, appunto.

    Immaginate: se la guida del G.R. era solo on-line si poteva correggere subito… Ma ora che è stampata non più…
    Ecco, è qui la differenza.

  11. Vincenzo Pagano Vincenzo Pagano commenta:

    http://friendfeed.com/vincenzopagano/65535ffd/la-chiusura-per-incendio-antica-cascina-lenga

    vincenzopagano La chiusura per incendio Antica Cascina Lenga, di cui ha parlato dissapore.com, oggi su Repubblica. Come ha errato… http://ff.im/b19Js about 11 hours ago from FriendFeed

    Vincenzo posted on FriendFeed
    “La chiusura per incendio Antica Cascina Lenga, di cui ha parlato dissapore.com, oggi su Repubblica. Come ha errato la Guida Gambero Rosso?”
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    L’avevo detto che Bernardi scrive cose interessanti! E l’ho ripetuto :-)

  12. motumboe motumboe commenta:

    Per la precisione, è San Gallo frazione di Botticino

  13. Carlo Cambi Carlo Cambi commenta:

    Siate clementi: chi non fa non falla. E il povero Cernilli ha molto da fare ed ha ragione a dire: guardate che qui di esenti da errori non c’è nessuno Un po’ come dire che di notte tutti i gatti sono bigi. E poi in tempi di crisi le chiusure si contano ad horas. Certo il ristorante ha chiuso nel 2007 lo hanno recensito nel 2008 (e si capisce: forse è bruciato fuori tempo massimo per toglierlo dal compendio), poi nel 2009 poi nel 2010 alzandogli pure il voto. Pare che il voto in più sia motivato dai piatti alla fiamma: davvero insuperabili. Forse bastava toglierlo dal database al momento del rogo: il computer si sa fa brutti scherzi. Ma da qui a mettere in dubbio l’autorevolezza del Gambero Rosso ce ne passa. Anche perché ora la guida è curata da un Notaio e se il Notaio certifica che quel ristorante è aperto vuol dire che è aperto. O forse è il caso di chiedere anche per questa categoria di operatori del diritto la separazione delle carriere?

  14. Fante Fante commenta:

    Mia mamma lo diceva sempre. Sbaglia anche il prete a dir messa. Certo che se il prete comincia con “Nel nome del….del?”

    A tal proposito, visto che si insiste sul concetto “tutti possono sbagliare”, vorrei ricordarvi che esiste un postulato fondamentale sulla mia infallibilità.

  15. alfredo alfredo commenta:

    Io son dell’idea che le guide vecchio stile cioè con commenti, conteggi astrusi, ecc. ecc. come il G.R. dovrebbero essere regalate nei supermarket, per iniziare nelle coop.
    Non hanno più senso di esistere in formato cartaceo se non come omaggi, son sempre fuori tempo, sempre in ritardo.
    Non danno indicazioni complete delle varie zone d’Italia. Sono troppo limitate.
    Adesso con Internet, dovrebbero essere solo in rete, sempre in tempo, sempre aggiornate.
    E i giornalisti in esubero possono andare a fare i camerieri visto che di questo lavoro c’è tanto bisogno.

  16. Più degli errori, molto gravi, fanno specie i ridicoli tentativi di giustificarli.
    Mi trasformo in D’Avanzo e pongo qualche domanda qua e la: aspetto querele in berlusconiano stile.

    1. Le spiegazioni alquanto piccate della curatrice espresse in altro sito sulla pubblicazione della scheda relativa al ristorante Antica Cascine Lenga generano ulteriori perplessità: colpa del database? E allora come si spiega il punteggio più elevato attribuito ad un ristorante chiuso e, quindi, sicuramente non visitato? Quanto sostenuto sarebbe plausibile se la scheda fosse stata, erronaemente, riportata nella guida 2010 così com’era nella precedente edizione.

    2. Come è possibile che il responsabile di sala del ristorante Villa Crespi (uno dei più importanti d’Italia) sia stato erroneamente indicato nella persona di Massimo Bartolucci, sostituito da due anni da Paolo Ciaramatiro?
    Colpa del computer? Sulla scheda relativa ad un ristorante tanto importante?

    3. Perché nel dvd allegato alla guida a Ciccio Sultanto e a Carlo Cracco si fa preparare “il piatto dell’anno”?

    4. Perché mi hanno fatto spendere 26 Eurini (in realtà un po’ meno perché la mia libreria mi fa lo sconto del 15% ;-) ) per un prodotto tanto deludente?

  17. Carlo Cambi Carlo Cambi commenta:

    Ha ragione signor Cernili la faccia tosta non ha più limiti. Perchè se un errore di quella pubblicazione che ora si chiama Mangiarozzo vale quanto un errore della sua guida allora vuol dire che il Mangiarozzo vale tanto quanto il suo Gambero Rosso. La ringrazio della patente. Ma già che ci siamo vogliamo parlare della sentenza Sangiorgi? La faccia tosa non ha più limiti. Ah dimenticavo: voi le recensioni dei ristoranti le fate tutte dopo avere pagato il conto e di ogni ristorante avete la ricevuta fiscale. Forse ve ne manca una: dicono sia andata a fuoco. Stia tranquillo Cernilli comunque non la disturberò più. Io a lei la patente di mio interlocutore non gliela voglio dare.

  18. camilla camilla commenta:

    @grappone da figulle: caspita, se D’Avanzo leggesse non avrebbe che da imparare…

    comunque posso timidamente, da lettrice forse un po’ più attenta, provare a rispondere io a tali scottanti quesiti, prima che Vespa prenda in mano la situazione?

    1-forse la scheda menzionava un bonus in più e forse, dico forse, un sistema informatico che “registra” dei dati ha segnato in automatico il punto in più.

    2-forse l’ispettore che anonimamente va a mangiare al ristorante non si preoccupa di chiedere nome, cognome, codice fiscale e stato civile di tutto il personale, dunque possono sfuggire i dati esatti del responsabile di sala (ma sarà così grave?)

    3-forse nel dvd c’è anche un piatto di Anthony Genovese, e non mi pare si intitoli “i piatti delle 3 forchette 2010″, ma semplicemente i dieci migliori piatti dell’anno, e basta.

    Evidentemente troppo faticoso aguzzare la vista prima di parlare (o scrivere) superficialità e far caso a qualche piccolo “ininfluente” dettaglio

    • Mi spiace Camilla, sarcasmo mal speso.

      Le tue risposte si muovono tra l’inverosimile (n. 1 – peraltro in palese contrasto con quanto già dichiarato qui e altrove dai responsabili del Gambero) e l’inconsistente (2 e 3 – quella del piatto dell’anno è poi il massimo: recensioni in cui non si nomina neanche un piatto – se pensi che sia un dettaglio insignificante , liberissima – e poi gli chef bocciati che vengono chiamati a prepararne uno considerato tra i migliori dell’anno dalla MEDESIMA guida).

      Se il nome del responsabile di sala non fosse stato menzionato, nulla quaestio, ma se decidi di farlo e comunichi il nome di una persona sostituita da due anni, allora qualche dubbio sul “metodo” di redazione rimane.

      Poi, se hai tempo, vai a leggere quanto scritto sul forum del Gambero in proposito, secondo me è uno squarcio su una realtà alquanto deprimente: spero per te che tu non ne faccia parte.

  19. eggi eggi commenta:

    Guida Ristoranti Gambero Rosso 2011….portarsi avanti con il lavoro
    con il 50% degli investimenti utilizzati nel 2009 per la realizzazione della guida Rist. GR 2010
    mi offro volontario per l’aggiornamento delle schede 2011..MA PERÒ mi serve il DATABEIS
    ANNUNCIO – cercasi volontari..c’é qualcuno disposto ad aiutarmi? La mia linea editoriale sarà Lenga.. scusate…lungamente apprezzata nel tempo.

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