La frase del giorno | Va bé, siamo alle parole a caso


La frase del giorno. Per Massimo Bottura la vera cucina pop è quella di McDonald's

Il superlativo chef Massimo Bottura, che ieri ha detto queste parole a Identità di Libertà, appendice titanica (nel senso di monte Titano dove svetta San Marino) del congresso di cucina Identità Golose, sembra una specie di poeta inconsistente. E ’stavolta non è che possiamo prendercela con Striscia la Notizia, Max Laudadobermann Laudadio non era lì a provocare Bottura per farlo esplodere nelle sue contraddizioni. Quanto a me, leggendo i giornali ricavo l’impressione che la cucina di McDonald’s sia pop nella misura in cui l’infarto è pop. O l’obesità e il diabete sono pop. Non a caso mezzo mondo vuole tassare il fast food perché poco salutare. Funziona così: farsene una ragione. Il punto è che bisognerebbe parlare meno. Bisognerebbe dire solo ciò che è necessario.




107 commenti a “La frase del giorno | Va bé, siamo alle parole a caso”

  1. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Sarebbe più interessante sentire anche il resto del discorso.
    Però anche così…non sarà non gastronomically correct, però è vero.
    Se “pop” è il gusto comune, mainstream, popolare e alla portata di tutti…Mc Donald’s lo è sicuramente più di Oldani.
    Voi dite di no?

  2. Marco Cerini Fante commenta:

    Ha pienamente ragione Bottura… ma non è che vi sta inacidendo troppo ’sta storia del Mac?

    Com’è che non avete citato Zaia ( nitrito di cavalli )

  3. gianluca gianluca commenta:

    prima cosa bisogna fare distinzione tra popolare…..ed economico.
    poi tra popolare e …spazzatura.
    e poi bisogna rendersi conto che siamo in italia e non in usa.
    in italia definirei popolare la lasagna o il tortellino, non il bigmac per fortuna, che è solo la copia forzata di una cultura junk-food importata dagli stati uniti e contro la quale si stanno già prendendo provvedimenti

  4. alessandro bocchetti alessandro bocchetti commenta:

    secondo me non bisogna farla troppo lunga, esiste da sempre un piatto pop in italia (e non solo) è la pizza in tutte le sue declinazioni.
    Però Massimo come sempre centra un punto: il macdonald sta diventando il cibo friendly ed economico per eccellenza. Provate ad andarci e vedrete che ha soprattutto due tipi di clienti: i bambini che si divertono perchè hanno spazi e menù studiati per loro e non sono più una “seccatura” come in tanti ristoranti. E quelli che vogliono spendere poco, perchè lì ci riescono davvero. Due esempi i miei figli di 5 e 8 anni certo non hanno avuto da me o mia moglie l’abitudine e la conoscenza del Mac, ma per loro la massima aspirazione sarebbe andarci a mangiare patatine: come l’hanno saputo, resta un mistero ;-) . Secondo esempio giorni fa volevo provare il mac italy, sono entrato dopo tanti anni al Macdonald di piazza Esedra (della Repubblica) a Roma, dopo un poco in fila ho avuto un senso di straniamento, non capivo perchè, ma poi ho realizzato che in fila c’erano molti extracomunitari e persone in evidente stato di necessità, certo la location (vicino termini) non aiuta, ma mi sembrava di stare in fila alla caritas… Bisogna farci i conti!
    ciao A

    Ps cmq la dichiarazione di Oldani a favore del dado alla presentazione della campagna con MPW della knorr mi sembra molto pop ;-)

  5. Marco Cerini Fante commenta:

    Aggiungo
    Bottura, nel definire Pop il McDonald, ha fatto un preciso riferimento artistico, che trovo piacevolmente colto ma mi sembra non sia stato colto.

    Come diceva la mia fidanzata cinese: tloppo colto…

  6. fioredilotho fioredilotho commenta:

    sono d’accordo con Bottura e con Gumbo Chicken ;

    L’appellativo “POP – popolare” deve essere inteso però in modo corretto. Non come arte del popolo o per il popolo ma, più puntualmente, come arte di massa, cioè prodotta in serie. E poiché la massa non ha volto, l’arte che la esprime deve essere il più possibile anonima: solo così potrà essere compresa e accettata dal maggior numero possibile di persone.

    Mi pare che Mc Donald’s incarni perfettamente questo e poi ti permette di mangiare con 10 euro.

  7. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Gusto comune non significa tradizione storica italiana.
    Dire che nel 2010 l’hamburger (non necessariamente di McDonald’s) in Italia non fa parte del gusto comune secondo me è…vivere su un pianeta separato!
    Saranno quasi 30 anni che ha iniziato piano piano a far parte delle abitudini; a me sembra ormai radicato.

    p.s. concordo con Alessandro Bocchetto. Il dado è pop! ;-)

  8. gianluca gianluca commenta:

    bhe’ gumbo qui si sta parlando chiaramente di mcdonald, non dell’hamburger in sè.
    definire mcdonald il gusto comune in italia secondo me è eccessivo, secondo me il gusto comune in italia è la pizza o la trattoria.
    e dico questo perchè se arte popolare = arte di massa allora cucina popolare = cucina di massa.
    la cucina di massa è quella che tutti mangiano, abitualmente, ogni giorno, a casa propria o a pausa-pranzo fuori casa. sinceramente non ho mai visto nessuno preparasi un bigmac in casa (come succede in usa magari, dove lì si che il fast-food è cucina popolare) e a pausa pranzo tutti quelli che conosco cercano la trattoria e il menu fisso a 10-15-20 euro, non certo il big-mac (per fortuna).

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      Scusa, deciditi:
      o si parla solo di Mc Donald’s o si parla di hamburger in generale.
      Quello che si cucina a casa, qui o negli Stati Uniti, non può essere un Big Mac, che è uno specifico prodotto che al limite puoi comprare e portarti via nel sacchetto.

      Non so dove vivi, ma invece qui a Torino a pranzo l’hamburger -del Mac o di altri- è assolutamente normale.
      Molto più normale di andare in trattoria (tranne pochi fortunati in centro e dintorni che hanno vasta scelta di locali e di menu speciali da pranzo a meno di 10 euro e quelli che non devono timbrare la pausa pranzo).

      L’hamburger è anche un classico di quando si è di fretta, quando si vuole mangiare qualcosa fuori orario, quando nonsi ha volgia di cucinare,quando si è in giro per lo shopping o si torna da una gita fuori città, nonché nei locali tipo birrerie.

      E’ come un prodotto da supermercato, diffuso, comodo, accessibile, economico. Quindi decisamente pop!

      p.s. scusa Alessandro prima ho storpiato il tuo cognome, ho mancato il tasto a fianco.

      • Alessandro Bocchetti Alessandro Bocchetti risponde:

        L’avevo capito Gumbo… Poi io che scrivo quasi sempre con la tastiera virtuale dell’iPhone mica posso fare tanto lo schizzinoso sulle storpiature, talvolta ne faccio di veramente grosse ;-)
        ciao A

      • gianluca gianluca risponde:

        gumbo ti ho risposto sotto ;-)
        sicuramente, se parliamo a livello mondiale, mcdo è assolutamente pop.

        se parlassimo solo di italia, continuo a dire che il discorso per me sarebbe differente, ma comunque non era questo il senso delle parole di bottura.
        ;-)

        • gianluca gianluca risponde:

          per concludere, se penso a cucina popolare in italia penso a qualcosa tipo questo http://www.cucina-popolare.com

          a livello mondiale invece mcdo è sicuramente pop.

          ecco, volevo dire questo.

        • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

          @gianluca: io facevo riferimento a qui perché partivo dall’eperienza personale, ma non era specifico, appunto .
          Poteva valere allo stesso modo per un torinese a Monaco di Baviera (che, ad esempio, è dove ho assaggiato la prima volta il Big Mac) o a Londra, come per un texano ad Hong Kong.

          L’importante è capirsi, alla fine!

          p.s. @Alessandro, sì me ne ricordo una recente niente male! :-D

  9. alessandro bocchetti alessandro bocchetti commenta:

    sotto la doccia stavo pensando a questa faccenda della cucina pop (intesa come popolare, come la musica), riflettevo che esattamente come non ha molto senso parlare di una identità in Italia, probabilmente non ha neanche molto senso parlare di una cucina pop nazionale. tranne l’esempio già citato della pizza che in realtà ha unito lo stivale, probabilmente esistono cucine pop(olari) in ogni territorio in Italia: se penso a Roma e l’Abruzzo (i due luoghi dove risiedo) nella prima è molto pop(olare) la matriciana e la cucina di trattoria, anche finta, perchè oramai le vere trattorie sono come i panda. E in Abruzzo il cibo pop(olare) per eccellenza sono gli arrosticini di castrato cotti alla griglia e serviti a cartoccio in locali appositi di confine tra il chiosco e il ristorante dove si mangia solo quello, pane e olio e affettati… Insomma ogni cultura (ed in Italia sono tante) ha il proprio cibo povero e pop(olare) ;-)
    Mac è un altro discorso, sta diventando il cibo pop del mondo, lo stesso sapore declinato dagli appennini alle ande! Questo rende l’operazione di Zaia tanto più discutibile, ma questo è un’altro discorso, un discorso di lotta tra l’antica e stanca globalizzazione e la più moderna e dinamica glocalizzazione.
    Ciao A

  10. Massimo Bonini commenta:

    Mi dispiace leggere tutta questa antipatia per Mc Donald’s. Può piacere o non piacere ma è un esempio vincente di marketing, è popular, e ha un buon rapporto qualità prezzo. 360 ristoranti in Italia e oltre 30.000 nel mondo che danno lavoro a 450.000 persone. Guardiamo anche queste cose, per favore, prima di sparare a zero facendo i confronti tra il Mc e l’alta ristorazione. E’ come paragonare una Ford Mondeo (ottimo rapporto qualità prezzo) con una Mercedes Classe S. Ritengo che l’analisi della cosa andrebbe fatta in un’ottica molto più vasta. Troppo facile sparare a zero sul Mc Donald’s perchè avendo la voglia dell’alta ristorazione senza i soldi per potersela permettere, a volte capita di andarci!!!

    • alessandro bocchetti alessandro bocchetti risponde:

      mah, io non ce l’ho particolarmente con Macdonald, e trovo che svolga benino il suo compito di mensa di massa… però non auspico che diventi il prototipo di una cucina pop(olare) in Italia. Questo è un’altro discorso… esattamente come è un’altro discorso ancora non godere all’idea che il nostro governo si mischi con operazioni di marketing (anche intelligenti) di società multinazionali ;-) .
      Ciao A

    • Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei risponde:

      Premesso che per me Massimo Bottura potrebbe leggere anche le PagineGialle (come Gassman) e lo ascolterei rapito ugualmente :-) pure per me il suo pop è inteso come globale e accessibile a tutti al contrario di gran parte dell’alta cucina, specialmente di quel fighetto di Oldani (scherzo, eh ? mica mi telefoni per rimbrottarmi ?) che per essere veramente pop dovrebbe allargare il suo locale per renderlo fruibile ad un maggior numero di clienti.

      Per quanto riguarda McDonald’s in questi lidi non c’è antipatia ma solo consapevolezza. Devo ricordare a Bonini, Stucchi e altri la visione, se non l’hanno già fatto, di questi due film ?

      fastfood

      super size me

      • la prima mezz la prima mezz'ora risponde:

        ricordare la visione, se non l’hanno già fatto, di questi due film

        il primo l’abbiamo tutto, il secondo non l’ho visto e per ora ho trovato

        [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Manger/0085.gif[/img]
        parte uno > due > tre

      • corrado corrado risponde:

        Se i “ciccioli” e il “cotechino” fossero prodotti da una multinazionale qualcuno avrebbe fatto un film sui danni causati dal mangiare ogni giorno insaccati e sullo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari nei salumifici. Mangiare ogni giorno da McDonald fa male e bisogna esserne consapevoli, bisogna anche essere consapevoli che si campa facile scrivendo contro le multinazionali cattive. Scusami l’ironia e che “supersize me” non l’ho potuto digerire, sarà che parlava di junk food?

  11. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Ci ritroviamo ad interpretare, ma credo che anche in questo caso manchi un prima e un dopo.
    Massimo Bottura è un cuoco pop: si differenzia da Oldani per l’uso, in certi casi, di materie prime costose, ma trova comune sentire nella ricerca e nel rispetto dei piatti e delle preparazioni della tradizione, non solo ma anche nell’affetto, proprio fisico, verso le persone, le cose, i luoghi e la loro storia.
    Loro malgrado però, oggi il termine popolare è stato svuotato di significato, allineato a un vago sentimento di omologazione, di chiusura, di conservatorismo se persino una ragazza come Giulia di Pisa preferisce, popolarmente, restare in casa giocare a carte con la famiglia. E’ la stesa famiglia che prepara i panini al ministro Zaia, è la stessa famiglia made in Italy razziata da McDonald’s.
    Quello, oggi e purtroppo, è popolare, è pop, un vento che pretende persino di esser di rottura, persino alternativo, giovanile, come jeans dalla vita bassa.
    Tutto questo non sono né Oldani, nè Bottura che, nei loro rispettivi modi di pensare, ideare, progettare, scuriosare, rispettare e ricordare non sono mai uguali a se stessi, perché nulla è uguale al momento prima, tutto è in movimento e anche, a volte, politicamente scorretto, vetustamente rivoluzionario.
    McDonald’s è pop? Vero, ma se lo conosci, lo eviti.

  12. Leggo Dissapore sempre con piacere. Devo però farvi un appunto. Negli ultimi tempi su dieci post quattro parlano di Bottura e cinque di Zaia e la storia del Mac Donald’s. Con quest’ultimo avete chiuso il cerchio: Bottura che parla del Mac, perfetto.
    Sono d’accordo con le vostre posizioni: Zaia ha fatto una boiata pazzesca e Bottura è un grande cuoco e merita spazio e riconoscimenti.
    Ma non state calcando un po’ troppo la penna (ops, la tastiera) su questi due argomenti?

  13. Massimo Bonini commenta:

    Concordo con Alessandro . papilleclandestine! Zaia ha sbroccato ma troppa attenzione a Bottura che sta diventando il nuovo chef mediatico della ristorazione italiana…

  14. corrado corrado commenta:

    Sottoscrivo i due post di Massimo Bonini è aggiungo che McDonald è innegabilmente “pop” in quanto fa parte della nostro immaginario come Marilyn Monroe o la bottiglietta di Coca-Cola ed è innegabilmente “popolare” come prezzi e come diffusione. Che sia giusto, che si mangi bene, che sia “italiano” è un altro discorso.
    Oldani invece fa una cucina a “prezzi popolari” è una cosa diversa e Oldani lo sa. Bottura fa finta di non capirlo, perchè in Italia non si può perdere l’occasione di esprimersi solidarieta e stima tra colleghi.
    (Sto facendo un analisi a partire da una frase tolta dal suo contesto quindi spero di dovermi rimangiare quest’ultima parte)

    • gianluca gianluca risponde:

      effettivamente, in questi termini, concordo.
      forse bisogna semplicemente intendere, come dice anche alessandro bocchetti, il pop come gusto mondiale, e non italiano.

      in effetti la coca cola è assolutamente pop ma non c’entra niente con la storia e la cultura italiana.

      :-)

  15. Tommaso Farina commenta:

    Ma andate da Burger King che è più buono! ;)

    • eggi eggi risponde:

      intenditore occulto

    • corrado corrado risponde:

      Sai che non capisco se sia un commento ironico o meno? A mio gusto confermo di preferire di gran lunga Burger King a MC Donald

      • Tommaso Farina risponde:

        No no, nient’affatto ironico.
        L’handicap di Burger King semmai è che TUTTO è molto più grosso, e i quantitativi di calorie non sono più bassi di quelli di Mc.
        Però ho assaggiato per caso il Cheesy Whopper, che è quel panino (edizione limitata?) che contiene una fetta di caprino alle erbe fritto oltre alla carne (in una o due fette, a scelta) e debbo dire che non mi è sembrato malvagio. In genere i panini di Burger King hanno sempre qualcosa di sorprendente, mentre quelli di Mc, non so perché, anche quando sperimentano le farciture più audaci sembra sempre che li hai già mangiati.

    • Dario Bressanini Dario Bressanini risponde:

      Vero, anche i miei figli preferiscono l’hamburger di BurgerKing a quelli di Mac. Pero’ le pepite di pollo sono meglio da Mac :-)

      Non vedo dove sia lo scandalo nel dire che Mac e’ popolare. E’ vero, e’ un fatto. E ora che c’e’ il WiFi gratis lo diventera’ ancora di piu’.

      Non c’entra(va) nulla con la cultura italiana. Vero. Come la pizza e gli spaghetti nel nord fino agli anni 70 piu’ o meno. Ora sono popolari anche qui’. Bottura non doveva dirlo? Doveva stigmatizzare e condannare qualche cosa per forza?

      Un Big Mac ogni tanto non fa certo male. Se e’ tutti i giorni schioppi. Ma anche se mangi ogni giorno il magnum di foie gra con aceto balsamico di Bottura schianti il fegato, che c’entra ;-)

      • dink dink risponde:

        “Ma anche se mangi ogni giorno il magnum di foie gra con aceto balsamico di Bottura schianti il fegato, che c’entra”
        C’entra il fatto che McDonald si porta dietro tutta la “cultura” del junk food, e che ti stimola a consumarne in quantità e a scapito di regimi alimentari più salutari: basta guardare gli obesi (e che obesi! in confronto Raspelli è una silfide) oversized americani per valutare gli effetti di quella cultura. Il fast food non si deve confrontare coll’alta cucina, ma con la cultura del “cibo da strada” italiana, dalla focaccia ligure ai cicheti veneti, dalla farinata/cecìna al panino al lampredotto, dalla piadina alla crescia, dagli arrosticini ai pezzetti fritti, e poi il sud dalla pizza napoletana al pani ‘ca meusa (e termino qui altrimenti si va avanti all’infinito…); e nel confronto il fast food perde di parecchie lunghezze sia per qualità che per prezzo. E’ vero, noi italiani siamo fortunati perché possiamo permetterci il panino McD una volta ogni tanto: quello che mi chiedo è se ne valga la pena, visto tutto quel ben di dio, economico e salutare, di cui possiamo godere in questo pur disastrato paese.

        • corrado corrado risponde:

          Da un punto di vista culinario sarei d’accordo. Il cibo da strada italiano è, per varietà e bonta fantastico, ma non sarei così convinto sul fatto che sia più sano (penso al panino ca’ meusa o la focaccia di Recco mangiati tutti i giorni).

          • dink dink risponde:

            Non hai capito: non esiste il cibo più o meno salutare, esiste la dieta o regime alimentare più o meno salutare, lo dice lo stesso Bressanini (“Un Big Mac ogni tanto non fa certo male.”).
            Il punto è che il fast/junk food è portatore di un tipo di cultura alimentare che ti porta, per martellamento pubblicitario (specie ai più piccoli), moda “giovane”, colonizzazione degli spazi più visibili e frequentati eccetera, a considerare Il McDonald cibo quotidiano, ciò che non potrà mai essere il foie gras di Bottura. Il cibo da strada italiano solo talvolta sostituisce il pasto, più spesso è uno sfizio da concedersi ogni tanto, e da scegliere tra un’enorme varietà: a Palermo mica mangi solo il pane ‘ca meusa: tra panelle, cazzilli, gelati/granite con la brioscia, arancine, sfincioni, melanzane, polpo, frutti di mare hai di che variare. Per la Liguria, la farinata e la focaccia ligure (quella senza formaggio) non mi pare così tremenda… E allora mi chiedo quante pizze o calzoni ripieni, per esempio, di verdura ci vogliono per far gli stessi danni di un solo big mac…

          • gianluca gianluca risponde:

            completamente d’accordo.
            bravo, ottimo intervento.
            ;-)

          • Dario Bressanini Dario Bressanini risponde:

            Dink: l’obesita’ e’ ormai un problema anche in Italia, specialmente tra i bambini e ragazzi. Specialmente al sud. E non sarei mica cosi’ convinto che dipenda dal fatto che mangino troppi Big Mac. Va bene tuonare contro il nemico ideologico, ma forse anche l’italianissimo cibo, assunto in dosi troppo elevate, diventa problematico e generatore di chiattitudine :-)

            In ogni caso, ripeto, non vedo perche’ si debba contestare Bottura per la sua affermazione.

          • dink dink risponde:

            Bressanini: se ancora l’Italia non è ai livelli USA ci sarà un perché: no, dico, ha presente che razza di blob informe è un obeso americano? E l’assunzione troppo elevata di cibo tra i giovani (comprese anche italianissime pizzette, ovviamente) non forse è proporzionale all’esposizione di cattivi messaggi pubblicitari e di una diseducativa cultura di consumo di cibo acritica e modaiola di cui McD (e non solo) è portatrice?

          • Corrado Corrado risponde:

            Dink, scusa se mi intrometto, ma la situazione americana è data da una serie di fattori e non è affatto uniforme. Sono stato in North Carolina dove la gente a un campo gravitazionale proprio e la loro “cucina tradizionale” prevede panini al cui confronto il Big Mac è una tartina, bevono sempre e solo bevande zuccherate (e congelate), si muovono solo in macchina (andare a piedi e da sfigati e NON è praticamente possibile) però sono stato anche nel Rhode Island dove sono tutti fighi ed atletici. Come tu accusi McDonald in USA accusano la pasta ed i carboidrati. La realtà è che, i bambini italiani, la loro chiattagine probabilmente la devono più alla Nutella, alle merendine ed allo stare di fronte al gameboy piuttosto che agli Happymeal.
            PS
            Comunque noi ci riempiamo la bocca di cultura alimentare e MacItaly loro vietano i grassi idrogenati e scrivono sulle bottiglie di vino i rischi di un’assunzione eccessiva o dei danni dell’alcol sulle donne in stato interessante. Meditiamo gente meditiamo.

        • dink dink risponde:

          “American society has become ‘obesogenic,’ characterized by environments that promote increased food intake, nonhealthful foods, and physical inactivity.”, questo dice il Centers of Disease Control and Prevention (CDC). Sempre secondo il CDC, la percentuale di obesi tra adulti per il 2008 è del 29% nel North Carolina, mentre nel Rhode Island è del 21,5%: sono effettivamente di meno, ma non è che si possa definirli “tutti fighi ed atletici”…
          Con i problemi che hanno poi è minimo che vietino almeno i grassi idrogenati; ed è normale anche che scrivino sulle etichette del vino avvisi per le donne incinte, dato che lì mica tutte si possono permettere un pediatra che le consigli…

          • Corrado Corrado risponde:

            Io non ho letto report sono stato li. Nelle aree cittadine la percentuale di obesi e nettamente inferiore che nelle zone di campagna ed il McDonald c’entra relativamente. Tanto per intenderci: lì il McDonald è per i poveracci!
            I grassi idrogenati non c’entrano niente “con i problemi che hanno”, sono semplicemente non adatti all’alimentazione. Tanto per intenderci in USA è vietato darli da mangiare anche agli animali! Le nostre merendine per bambini e brioches ne sono piene.
            Poi se loro mettono la scritta sul vino perchè non possono permettersi il pediatra (nota:è una cazzata, non devi credere a tutto quel che dice Bertinotti)noi in Italia la scritta sulle sigarette l’abbiamo perchè non possiamo permetterci un oncologo?
            Comunque se vuoi credere che gli USA siano il male e che abbiano colpa anche del fatto che ci stiamo inchiattendo in Italia fai pure. Io preferisco quando la gente si prende le proprie responsabilità. Insomma se il figlio è chiatto è stato mc Donald, se si droga è perchè ascolta Vasco Rossi, se ruba è colpa della società uffa ma i genitori non fanno mai niente?

          • dink dink risponde:

            “Io non ho letto report sono stato li.”. Ah, ecco, quindi dovrei far riferimento a te piuttosto che alle informazioni di un ente governativo federale sotto il diretto controllo del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti. Vabbuò.

            “lì il McDonald è per i poveracci”: infatti l’obesità è più diffusa nelle classi sociali più povere (il junk food costa poco).

            “non possono permettersi il pediatra (nota:è una cazzata, non devi credere a tutto quel che dice Bertinotti)”: mah, sul tema sanitario recentemente ho ascoltato certi discorsi di un certo Barack Hussein Obama, non so se sia comunista (e Bertinotti lo è? boh) ma mi pare che faccia il presidente degli Stati Uniti d’America.

            “se vuoi credere che gli USA siano il male”
            io non credo nulla: osservo però che gli stessi americani sono sempre più allarmati dei danni causati dalla cultura del junk/fast food (di cui anche McD fa parte indubbiamente) e cercano di correre ai ripari: il divieto dei grassi idrogenati è un esempio delle strategie adottate e della percezione della gravità del problema obesità negli USA.

            “se ruba è colpa della società uffa ma i genitori non fanno mai niente?”: la responsabilità è individuale ma l’obesità è un problema sociale e la società (noi tutti, Bottura compreso) deve prendersi in carico la responsabilità di una corretta informazione ed educazione alimentare.

          • Corrado Corrado risponde:

            Credi a chi vuoi tu. Io sono stato li e credo a quello che ho visto.
            La riforma Obama non è quel miracolo di giustizia sociale e di riforma che vogliono farci credere i nostri gironalisti pseudo esperti ma un pastrocchio che girerà un po’di soldi pubblici alle assicurazioni private. Infatti da quando ha formulato la sua proposta nei dettagli il buon Obama sta perdendo consensi a rotta di collo, persino il democraticissimo Massachussets (quello dei Kennedy e dei matrimoni gay) ha eletto un senatore repubblicano nella speranza di cambiare la maggioranza al congresso e far cadere il progetto (sto semplificando, ma se parli inglese e cerchi online troverai tutto nei dettagli). Frasi come devono “scrivere che il vino fa male alle donne incinta perchè non possono permettersi il pedriata” rivelano la totale mancanza di conoscenza reale degli states.

  16. gianluca gianluca commenta:

    per spiegare meglio il concetto, riporto anche queste parole di bottura:

    «Certamente il mio ristorante e McDonald’s hanno aspirazioni diverse. Ma rispetto assolutamente il marchio: ha creato la vera cucina ‘pop’ contemporanea, ripetibile e fruibile nello stesso modo in tutto il mondo. Diffido di più sicuramente della bassa/media ristorazione che si riempie la bocca di ‘chilometro zero’ e poi si rifornisce chissà dove»

    in questi termini, parlando di cucina pop identica nello stesso momento e in tutto il mondo, sicuramente mcdonaled è pop.
    come dargli torto.

    • luca p luca p risponde:

      Bhe se il concetto è questo bottura è uno snob… e con fare snob parla di McDo e di tutti quelli che non sono bottura&Co. Sarebbe da rispolverare il post della settimana scorsa circa il giudizio pop(olare) Vs quello dei critici. Per non parlare della “sostenibilità economica” dei locali di alta cucina… ma forse sono già abbastanza OT

  17. Vincenzo Pagano Vincenzo Pagano commenta:

    Ma quanti panini vende McDonald’s e quanti ne vendono tutti i bar che servono prodotti preconfezionati, congelati e amenità varie? E non solo quelli in città ma anche i bar in ridenti località agresti?

    Il mio punto di vista era un po’ troppo lungo per lenzuolare qui, per cui ho scritto da me :-)

    Mi sta troppo simpatico Bernardi. Soprattutto quando alza il livello della discussione su termini come pop. (da scattidigusto)

  18. mantaray mantaray commenta:

    Vincent Vega:
    And, in Paris, you can buy a beer in McDonald’s. You know what they call a Quarter Pounder with Cheese in Paris?
    Jules Winnfield:
    They don’t call it a Quarter Pounder with Cheese?
    VV: No, man, they got the metric system, they don’t know what the fuck a Quarter Pounder is.
    JW: What do they call it?
    VV: They call it a Royal with Cheese.
    JW: Royal with Cheese.
    VV: That’s right.
    JW: What do they call a Big Mac?
    VV: Big Mac’s a Big Mac, but they call it Le Big Mac.

    Più pop di così!?

    E poi..pop? include dai rolling stones a pupo.

  19. [...] Mi piace Bernardi quando lancia sassi nello stagno gastronomico. A volte le onde si propagano lente un po’ mollacciose come in un brodo troppo denso e appiccicoso. Pochi commenti. Altre volte si propagano come se non ci fosse alcuna resistenza del corpo in cui lancia la sua provocazione. Molti commenti. Lo immagino con il suo sguardo tagliente e tagliato feisbuchiano che spinge malefico il tasto del pubblica. E poi lì davanti alla sala comandi ad attendere le reazioni dalle province del suo impero con la cucchiaiella di legno a dirigere le operazioni. Mi sta troppo simpatico Bernardi. Soprattutto quando alza il livello della discussione su termini come pop. [...]

  20. Vincenzo Pagano Vincenzo Pagano commenta:

    Ora c’è la rivolta pop-olare contro la patata OGM. Meno male che ho scritto di patate (e le coltivo). Vedo già il titolo: “L’ultima delle patate pop coltivata in Maremma” :-)

  21. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Continuo a pensare che Bottura, dopo la frase riportata nel post, abbia corretto, riferendosi al McD, con un più pertinente e accurato “populista”.
    Perché è proprio col populismo, colla demagogia, col “popolosovrano”, con la teledemocrazia del televoto popolare che viene contrabbandato e mistificato ciò che di vero e profondo c’è nel termine popolare.
    Io il termine popolare lo intendo dinamicamente, mondo variegato, spesso imprevedibile, spesso campanilista (contarrio del nazionalpopolare), anche fazioso, ma in ogni caso portatore in sè dei valori sia di tradizione che di novità e conoscenza.
    Il populismo è invece subordinata e preordinata omologazione del gusto, dei comportamenti, ispirato da interessi particolari e tendente ad un immobilismo che alla fine favorisce sfondoni e sfracelli, dal McItaly al Ponte sullo Stretto, in nome di un modernismo opportunista e becero che va contro la vera essenza di ciò che è popolare, spesso tanto da considerare l’antico roba vecchia, inutile. Tutta fuffa: oggi si pratica il conformismo dell’anticonformismo; attingere invece al popolare, alla tradizione, alla memoria, rinnovandola e studiandola è la vera scommessa innovativa e rivoluzionaria, il vero anticonformismo.

    • fabrizio scarpato fabrizio scarpato risponde:

      Vorei anche precisare che a Oldani, per latre vie e altre scelte rispetto a Bottura, piace definirsi non “popolare”, bensì “popolano”: e anche questa è una bella differenza, come tra il dire e il fare. ;-)

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      Perché “populista”?
      A me sembra più tipo Pop Art.

    • Chefclaude Chefclaude risponde:

      Anche a me sembra più pop art: popolare e populismo sono scremature sociologiche, non vedo perché infilargliele per forza in bocca, al Bottura.
      Pop come prodotto economico, massificato, di larghissimo consumo. E in sintonia, mi pare, con l’aneddoto di Warhol sulla coca-cola; che il gusto in bocca è lo stesso identico, sia per il barbone all’angolo che per il miliardario in limousine. Questo vuol dire “sai che cosa troverai”.
      Ma perché pensare che abbia detto qualcosa di più o meno intelligente, non lo so. Visto che poi è proprio a questo pop che anche certa cucina prende d’ispirazione per cremini, panini, lecca-lecca, squeezer, dentifrici, deodoranti, ecc. ecc. ecc.
      La differenza è certamente ironica.

      • fabrizio scarpato fabrizio scarpato risponde:

        Appunto, mi sarò allargato indegnamente al sociologico, ma questo, ahimé non efficacemente, volevo sottolineare: pop come omologazione, come “sai già cosa troverai” in termini negativi, almeno dal mio punto di vista, rassicuranti, imposti, senza ricerca e senza curiosità. In questo senso mi spiego le parole di Bottura e in questo senso le condivido, non scandalizzandomi.
        Insomma quel pop appiccicato al McD non è un valore, un dato qualificante, ma una puntualizzazione, un limite da cui ripartire.

        • gianluca gianluca risponde:

          bravo, hai colto nel segno.
          se pop vuol dire mangiare junk food spendendo poco, allora pop diventa un limite, quasi un dispregiativo.
          invece se pop è la pizza napoletana, allora pop diventa un valore.

          di tutto questo discorso, a me non torna il fatto che pop = per la massa = per forza poca qualità a prezzo ridotto.
          invece il pop può, e secondo me dovrebbe, essere anche qualcosa di positivo, qualcosa di semplice ma di qualità, come una bruschetta pomodoro e basilico.

          insomma britney spears è pop, e mi fa schifo. michael jackson e prince sono pop, ma siamo su ben altri livelli.
          non so se il paragone rende l’idea.

          • Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei risponde:

            Però Gianluca, definire pop Prince la vedo una mossa azzardata ;-) tanto più per te che, poco sopra, ti lamenti con qualcuno che ha catalogato i Rolling Stones pop

          • gianluca gianluca risponde:

            eheheh guarda, ti dirò, definire esattamente i generi musicali è spesso difficile, soprattutto ultimamente dove la contaminazioni e i crossover tra generi sono all’ordine del giorno.

            tuttavia, se parliamo di nomi di questo livello, definire i rolling stones pop è assurdo, stiamo parlando della storia della musica rock, non c’è altro da aggiungere.

            prince, io sono un suo ammiratore, concordo sul fatto che pop sia riduttivo, perchè lui ha fatto anche funk soul rock ecc.., tuttavia prince è stato è e rimarrà per sempre una delle icone della musica pop, assolutamente.

            e guarda che pop non è un termine dispregiativo, anzi, è proprio questo che volevo far notare.
            quanti bei dischi ci ha lasciato mj per esempio, ma anche madonna. certo se pensi a britney spears ti viene da piangere, ma puoi sempre ascoltare la voce di beyoncè e pensare “sti cazzi del pop”.
            e se parliamo di stevie wonder? allora dobbiamo solo inchinarci

            ….altro che mcdonald e junk-food !! il pop, a volte, è anche una cosa “seria”.
            :-)

          • Vincenzo Pagano Vincenzo Pagano risponde:

            Scusa, ma non mi trovo perchè la pizza napoletana può essere una schifezza. E qui ritorno ad un altro concetto richiamato da Bottura: esiste solo la buona cucina o quella cattiva.
            Le connotazioni pop sono, riportate a questo mondo gastrofanatico, l’indicazione della tradizione.
            L’esempio musicale stravolge molte logiche: ti cito Nino D’Angelo, popolare, anzi popolarissimo, diventato pop con la riscoperta qualche anno fa operata se non erro da Repubblica. A Napoli 20 anni fa era trash per quelli che “facevano i sostenuti”.
            Altro esempio? Poliziotteschi. Poi un certo Quentin Tarantino ha detto che si ispirava: Tomas Milian e Umberto Lenzi riabilitati fino ad arrivare alla sociologia della banda della magliana.

          • gianluca gianluca risponde:

            è chiaro che ogni cosa può essere una schifezza, se fatta male.
            ma il bigmac parte già come schifezza e non potrà mai diventare un buon prodotto, è questa la differenza secondo me.
            ;-)

            su nino d’angelo non so, non seguo molto il genere. comunque pop è sempre trash, anche se di qualità, per chi vuol fare il sostenuto.

        • Chefclaude Chefclaude risponde:

          …se lasciassimo un attimo da parte valore/non valore, e li considerassimo tutti solo come icone, simboli, e che cacchio ne so, archetipi nei quali abbiamo vissuto e viviamo (soffocati, ma anche immersi da capo a pié)? tutti gli esempi sopra, anche quelli musicali? perché magari continuano a funzionare e vengono rimasticati dalla memoria proprio per questo, insomma non puoi ucciderli col valore, magari li rovesci e ci fai qualcos’altro che ti aiuta a conviverci, e che ti fa ripensare. Se no, perché rifare un croccantino col fuà grà, proprio quella forma, se non ami la pop-art??

          • Vincenzo Pagano Vincenzo Pagano risponde:

            Quoto.

            Immagina Massimo Bottura Mega direttore galattico della McDonald’s che fa conoscere i croccantini a tutto il mondo, anzi burro e alici. Molto ma molto POP

          • fabrizio scarpato fabrizio scarpato risponde:

            Va bene, in ogni caso è un superamento, uno sguardo da un nuovo o diverso punto di vista, una elaborazione: quindi “si parte” dall’icona o dal significato pop di McD, per andare oltre, per creare ponti. Certamente non è una posizione statica. Tale impostazione sicuramente non è condannabile né fatta di parole a caso, come insinuava, credo maieuticamente, Massimo “Socrate” Bernardi.;-)

      • Vincenzo Pagano Vincenzo Pagano risponde:

        La serialità di per sè non è un disvalore. Pensate al “design” e ai tanti oggetti che utilizziamo quotidianamente. Un oggetto seriale come un iPhone piuttosto che una caffettiera hanno molti punti di valore proprio perchè oggetti industriali. Se esistesse McBottura’s forse mangeremo un seriale di alta qualità. Anzi per me esiste come filosofia nel momento in cui io per cucinare a casa applico la regola del conoscere il più fresco.
        L’arma ironica del pop. Ma allora definiamo bene cosa vuol dire pop perchè se io penso alla pop art e a Warhol penso all’arte che va consumata come un panino e quindi non a un abbassamento del prodotto ma a un innalzamento del livello del panino a forma d’arte da consumare. In questo senso parlerei di necessità di educare il gusto del pop-olo. Ogni tanto leggo qua e là di regole economiche da tenere presente per evitare la chiusura dei ristoranti. Regole che la multinazionale evidentemente rispetta per non chiudere. La domanda che mi pongo: se invece di mettere 5 ingredienti in un panino se ne mettessero 2 e buoni (pane e 1 companatico) il cibo buono potrebbe diventare pop-olare? O siamo irrimediabilmente condannati al tanto (meno) a (più) peso?

        • gianluca gianluca risponde:

          2 ingredienti?
          piadina romagnola e crudo di parma.
          mozzarella di bufala e pomodoro italiano.
          alici e pane tostato.

          serve altro per un “cibo veloce”? non credo ;-)

          • alessandro bocchetti alessandro bocchetti risponde:

            mah, l’errore è nel cercare di dare una valutazione qualitativa del pop. Il pop(olare) non è ne buono ne cattivo in se, è solo una cosa apprezzata dai più. nella musica la quintessenza del pop sono i Beatles, soprattutto nella dicotomia tra Rock (lennon) e Pop (mcCartney). Quindi non c’è dubbio che macdonalds sia pop(olare), qualche dubbio in più che sia pop italiano ;-) .
            Cmq bando alle ciancie e se si vuole fare un discorso di qualità e valutativo, la domanda è quale altro luogo sfama una famiglia con 20 €, e di questi quanti con una qualità maggiore di mac? Sapete com’è in periodi di crisi nera non si può prescindere da questa valutazione… Persino per un vecchio crapulone come me ;-)

            Ciao A

          • gianluca gianluca risponde:

            una piadineria ?

          • gianluca gianluca risponde:

            una pizza d’asporto?

          • gianluca gianluca risponde:

            oppure se si è proprio in crisi si sta a casa, una bella zuppa di legumi, con 3 euro ci mangia tutta la famiglia

            :-)

          • alessandro bocchetti alessandro bocchetti risponde:

            si la piadineria… ma quante sono qualitativamente meglio di mac? Quante spacciano schifezze? O quanti tramezzini sono pieni di porcherie immonde? e quante pizze al taglio? e non appena sono un poco meglio diventano subito fighette e costano un sacco di soldi, con tutti i riti annessi (dalle birre naturali, al songino di zi maria ;-) ), vanno benissimo, sia chiaro e io ci casco sempre, ma qui si parla di prezzi veramente bassi con una qualità accettabile!
            Ciao A

          • Vincenzo Pagano Vincenzo Pagano risponde:

            Quoto alessandro sui tramezzini e sui prezzi minimi: connubio micidiale…

  22. alfredo alfredo commenta:

    Il Mc Donald’s non è il diavolo:-))
    Dai che ce la fate a capire.
    L’America del Mc Donald’s non vi piace? Non andateci.
    A me, ad esempio non piace il Kebab, Non ci vado! E se per caso sono obbligato ad andarci per motivi di fame, me lo mangio lo stesso senza troppe storie pop. Perchè chi va da Mc Donald’s o va a mangiare il Kebab, delle storie e menate sulla cultura pop se ne frega alla grande.
    Oldani comunque è più a buon mercato che Bottura, quindi a ragionare di prezzo, più pop di Bottura, ma meno del Mc.
    Oldani ha disegnato delle stoviglie molto “pop” per il ristorante, e usa fare il giro fra cucina-sala ai suoi collaboratori, bel sistema pop.
    Bottura è molto più Stile Michelin.
    Pop, è chi lo fa non chi lo dice.

  23. Ivan Ivan commenta:

    Forse me la son sognata causa overdose zaia-bottura-paninazzi ma ho visto la pubblicità di un altro mcitaly. Pancetta e cipolle grigliate. Non esattamente un’esplosione di creatività…

  24. thebigfood thebigfood commenta:

    “La cosa più bella di Tokio è McDonald’s. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald’s. La cosa più bella di Firenze è McDonald’s. Pechino e Mosca non hanno ancora nulla di bello.”

    Warhol la pensa come Bottura…

  25. frhack frhack commenta:

    I Beatles sono pop, però le Spice Girl lo sono di più.

    Se metti su un disco delle Spice Girl sai cosa troverai, se ascolti i Beatles rischi di trovarti qualche sorpresa davvero piacevole.

  26. N. Donati N. Donati commenta:

    Secondo me Pop non significa popolare nel senso in cui lo intendiamo in Italia. Se parliamo di cibi popolari in senso tradizionale, possiamo metterci gli spaghetti; ma Prezzolini scriveva che ogni piatto di spaghetti è diverso da un’altro. Pop invece, è da intendere in un senso diverso, cioè come riproducibile facilmente, un po’ come le scatolette campbell. Cibo/arte/spicegirl e teletubbies riproducibili tecnicamente in serie. Il cibo di mcDonalds è uguale dovunque tu lo compri. Che poi faccia schifo è un altro par di maniche, pop mica ha un significato per forza positivo.

  27. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    In questo caotico brainstorming sul POP non facciamoci mancare un video! ;-)

  28. Tommaso Farina commenta:

    Zioboia, la Universal Italia ha appena ristampato le sinfonie di Mozart dirette da Hogwood rivendendole a prezzo ultraribassato (39 euro per 19 cd), e la Sony ha cofanettato la sua vecchia Ligeti Edition includendovi il Grand Macabre inciso dal vivo allo Chatelet di Parigi e vendendo il tutto a prezzo ancor più basso (25 euro in un buon negozio online tedesco), e voi state lì ad arrabattarvi sul fatto che alcuni capelloni e qualche scapigliona siano pop oppure no? Vabbè che Ligeti è ostico, ma porcozio fatevi rifare le orecchie.

    • Corrado Corrado risponde:

      Mozart non si discute e, prometto, che cerchero di scoprire cos’è il Grand Macabre, ma non ti fare ingannare dai loro parrucconi, la musica “moderna” ha prodotto delle gran cose. Certo bisogna aspettare che il tempo separi la “fuffa” dai pezzi di valore (cosa che nella classica è già avvenuta) ma un Sinatra che canta Jobim, un Armstrong o la raccolta 62-66 dei Beatles son sicuro delizieranno anche le tue orecchie. Insomma ai provato Burger King prova anche un po’ di fast food musicale.

      • alessandro bocchetti alessandro bocchetti risponde:

        certo Tommaso complimenti, nel medesimo post consigliare insieme Mozart e Ligeti… è come consigliare Coltraine e le Spice Girl… comunque preferisco assai per restare in tema Handel e Scielzi ;-)
        cmq fai male a disprezzare la musica moderna, non esiste distinzione, esiste solo la buona e la cattiva musica ;-)
        ciao A

      • Tommaso Farina risponde:

        Il jazz mi piace, guardacaso, nella versione e nel periodo in cui la critica “ufficiale” inarca il sopracciglio: quello delle big band, accusate di tradire lo spirito originario relegando l’improvvisazione in un angolo. Se non altro Duke Ellington riesce a salvarsi e ciò è bene.

    • gumbo chicken gumbo chicken risponde:

      99 commenti, facciamo 100?
      Dato che da Warhol il passo è breve, non mi allontano neanche tanto dal tema originario proponendo un aggiornamento alle delicate orecchie di Tommaso Farina con questo fantastico pezzo: I heard… :lol:


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