di | dom 28 mar 2010 ore 11:50
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dubbi

Netiquette | Come usare le fotografie dei blog?

Una delle due foto incriminate scattate dalla fotoblogger KeikoOggi sono preda dell’incontrollabile istinto di mostrare al pianeta un mio errore. Poco vanitoso, eh? Ma evidentemente qualcosa non va nel modo in cui uso il lavoro di alcuni fotografi in questo blog. Vorrei parlarne anche se il rischio sbadiglio è altissimo, tipo che può capitarmi di scrivere robe come “diritto d’autore”, nientemeno. Comunque. Lo scorso 11 marzo ho usato due scatti di una fotoblogger, Keiko Oikawa, per illustrare un post su Roma. C’erano anche immagini di fotografi diversi, compreso Maurizio Cortese di Dissapore. Come sempre, ho segnalato le fonti cui ho attinto, incluso il blog di Keiko, tralasciando però il link al suo Nordljus. Più che altro per fretta, ma come dicevo è comunque un errore.

Il caso vuole che abbia un paio di conoscenti in comune con lei, la fotoblogger Sigrid Verbert e Fabio Fassone, uno che fa molte cose, un tot delle quali collegate al mondo del sale. Uno dei due, pensando forse, chissà, che volessi appropriarmi indebitamente del suo lavoro, deve avere avvisato Keiko. Che si è precipitata qui chiedendoci di rispettare il copyright e di togliere le due fotografie. Insensibile alle nostre spiegazioni (“abbiamo regolarmente citato il tuo blog“) ci ha anche impartito una bella lezione di netiquette. Che abbiamo mandato a memoria.

Ecco, volevo chiedervi se pensate che questo sia un caso di violazione del copyright, o un eccesso di difesa. E anche, qual è il modo giusto di utilizzare le immagini che provengono da altre fonti. Tenendo conto che a volte, specie se si scrivono molti post, capita che manchi il tempo per chiedere l’autorizzazione e aspettare la risposta.

[Fonti: Dissapore, Nordljus. Immagine: Nordljus]

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70 commenti a Netiquette | Come usare le fotografie dei blog?

  1. Pingback: Tweets that mention Netiquette | In che modo usare le fotografie di altri blog? | Dissapore -- Topsy.com

  2. Penso che ognuno sia libero di utilizzare la licenza che preferisce, nel distribuire i propri contenuti, e che gli altri, di conseguenza, debbano rispettare tale scelta.
    Nello specifico tale Keiko, che ha comunque ragione, non meritava nè che tu utilizzassi la sua fotografia nè che la citassi, visto il lucchetto che ha voluto mettere alle proprie immagini.

  3. Keiko-Dissapore: 1-0
    E poi anche il nome scritto male … avete sbagliato un rigore a porta vuota ;)
    Io personalmente (nel mio piccolisssimo, umilissimo) ho comunque sempre inviato una mail privata all’autore, avvisandolo dell’uso, anche senza aspettare la risposta … almeno se il cazziatone arriva, resta privato.
    Buona domenica
    Fabrizio

  4. Io nel mio blog per evitare problemi cerco sempre di utilizzare immagini public domain. Se ne trovano, basta cercare, solo che sono spesso meno belle di quelle protette. pazienza :-)

  5. visto che quella persona e’ di mestiere una fotografa e’ normale che ci tenga a proteggere il suo lavoro, se lo vuole. Forse foto prese da altri ambiti, se linkate correttamente, portano meno problemi.

  6. fotoblogger? primo non capisco la differenza che c’è tra un fotoblogger e un fotografo, poi se vi piaceva tanto la foto perchè non l’avete chiesta e magari regolarmente pagata?
    saluti

  7. Il problema nasce nel momento in cui a) non si chiede il permesso all’autore, b) non si linka il sito dell’autore o la pagina dove la foto è pubblicata.

    Qui a Dissapore si citano gi autori, ma non si linkano. E forse questo può essere per alcuni un problema. Basterebbe un bel link nofollow (ma tanto non ci si perde niente) e tutto sarebbe ok.

  8. imbizzarrirsi perchè qualcuno utilizza un contenuto preso dalla rete sulla rete è angusto e miope, al di là del logoro e consunto diritto di proprietà intellettuale: per prima cosa perchè la diffusione di quel contenuto porta assai più notorietà all’Autore di quanto non sia il danno ad esso arrecato, dall’altro perchè il tentativo di protezione normativa di un contenuto riproducibile è una lotta tristemente retroguardista.
    E il cognome si sbaglia sempre anche il mio…

    • Condivido.

      Aggiungo che, ogni tanto, farebbe bene a certi “personaggi” il ricordarsi di essere nati grazie alla Rete e a tanti che hanno parlato bene di loro gratuitamente in passato.

    • Però Stefano, quando eravate voi (o Kelablu) ad essere “copiati” (da Repubblica mi pare) vi siete giustamente arrabbiati. Credo sia la stessa cosa

    • Dissento Stefano, vorrebbe dire che ognuno può fare ciò che vuole con i contenuti altrui solo perchè ‘presi dalla rete’.
      Per fortuna siamo maturati e progrediti e sono nate le licenze Creative Commons, con cui anche tu distribuisci quello che scrivi. Se uno decide di chiudere peggio per lui, non avrà mai l’onore di essere presente con foto in un post di Massimo, per dire.

      • Non qualsiasi cosa: un uso non commerciale citando la fonte. credo il P2P e gli MP3 abbiano fatto di più per la musica popolare contemporanea di tutti i divieti: di certo più gruppi piccoli hanno trovato la via, e più vecchi e grassi parassiti che vent’anni non scrivevano una canzone sono stati costretti a fare quell oche facciamo tutti tutto il giorno: lavorare ;-)

    • Imbizzarrirsi no, chiedere di essere citati sì, mi pare il minimo.
      D’altra parte perchè chi pubblica una foto non sua dovrebbe opporsi a questo piccolo gesto di correttezza e cortesia?

      • il tipo si è imbizzarrito, e questo non ostante fosse stato citato. io quanto vedo dei miei testi riportati con la fonte, link o non link, sono contento.

        il Verbo si diffonde. :)

        PS.: sono intervenuto solo una volta perchè una foto era utilizzata male fuori contesto e senza manco una parola.

        • avatar ale

          non nascondiamoci dietro un dito: le regole ci sono.
          il copyright esiste, lamentarsi è uno spreco di tempo (soprattutto in questo ambito: siete un blog professionale e seguitissimo). rispettare il copyright dei fotografi significa rispettare il loro lavoro.

          ed esiste anche la soluzione: usate foto in CC oppure in pubblico dominio, come fanno tutti. o ancora, compratele (ormai costano pochissimo).
          oppure beccatevi il cazziatone della fotografa e state zitti: v’è andata bene.

        • A volte o spesso le foto vengono prese e non è citato l’autore, figuriamoci il link.
          Ammetterai che non è carino e che nemmeno tu ne saresti contento. Giusto?

          :-)

  9. Senza voler far polemica che non è il caso, chiedere prima però è sempre più corretto. Io farei così, non userei foto di altri senza chiedere, piuttosto la faccio o io o no uso foto.

  10. Massimo, se le foto di Keiko erano in licenza Creative Commons, le potevi prendere, bastava citare la fonte e mettere un link back al suo blog, sito, portfolio o quant’altro (non basta scrivere “Immagine: Nordljus”, mettici anche il link). Se non erano in Creative Commons, semplicemente: non le potevi utilizzare. Dovevi prima chiedere l’autorizzazione e bla bla bla … Fossi io non mi sarei comportato come Keiko, penso, mi sarebbe piaciuto entrare in contatto con te se tu avessi utilizzato una mia foto. Ma non tutti la pensiamo allo stesso modo ;)

  11. avatar Max

    Se c’è licenza creative commons si sa come comportarsi.
    Altrimenti va contattato l’autore chiedendo il permesso di utilizzare il contenuto.
    Se manca il tempo per aspettare l’autorizzazione, si sceglie un’altra immagine.

  12. Pingback: Dissapore | Il meglio della settimana | Dissapore

  13. Come al solito la risposta sarebbe lunga e da articolare, non ne ho il tempo, non aggiorno il mio blog da una settimana, nel frattempo avrò scattato 4.000 foto… e macinato 6.000 km forse anche questa è una risposta…
    Alegher.
    Vuggì.

  14. Tenete presente che:

    - il fatto che un testo o un’immagine siano presenti su web non significa che si possano usare, anche se sono prive del simbolo ©: sono comunque soggette alla legislazione vigente sul copyright;

    - esistono diversi tipi di licenza Creative Commons (nel mio sito indico il tipo di licenza e offro il link diretto alle clausole specifiche per il tipo di licenza che ho scelto):

    - il permesso di usare foto o testi va chiesto all’autore PRIMA di inserirli nel proprio blog (nel caso dei fotomontaggi creati da fotomontaggipersonalizzati.com che accompagnano i miei post nel blog http://testepensanti.wordpress.com, ad esempio, questo permesso verrà invariabilmente negato, perchè si tratta di illustrazioni realizzate specificamente in esclusiva per tale blog)

  15. avatar è in scena la Passione

    il caso vuole che abbia un paio di conoscenti in comune con lei, chissà

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Anges_et_d%E9mons/0083.gif[/img]
    più che di errori vanitosi o rimedi che conosce a menadito
    credo che Massimo voglia attirare allo scoperto parlarne in pubblico coi due conoscenti: sentire i perché, vedere le reazioni… non lo conosco granché bene ma credo gli roda parecchio, passata una settimana, non avere ancora il quadro chiaro (uno dei due pensando forse, chissà, che volessi appropriarmi indebitamente del suo lavoro, deve avere avvisato keiko)

  16. non ho tempo di leggere i commenti ora quindi forse ripeterò qualcosa che è già stato detto…

    la reazione del fotografo dipende da 1) come e dove è stata utilizzata la foto, 2) come è stata riportata la cosa da chi ha riferito la notizia del “furto” e 3) la sensibilità dell’autore.

    nel mio caso specifico quando feci il cazziatone a Lo Sfoglino il motivo era che la foto (senza autore e link) era usata in un ambito commerciale; quando ho scritto ad altri siti invece non sono partito subito in quarta ma ho cercato prima di stabilire un contatto spiegando comunque che le mie foto erano vincolate da licenza Creative Commons.

    in ogni caso ritengo sbagliata l’idea che si possa usare qualcosa indiscriminatamente per il solo fatto che “si trova su Internet”… se proprio non si ha tempo di chiedere e aspettare il permesso perché si deve andare online in tempi rapidi, si deve comunque indicare autore e link E ANCHE mandare una mail all’autore dicendo che la sua foto sarà pubblicata. A quel punto per me vale il silenzio/assenso e se non altro l’autore capirà la buona fede invece di pensare di essere vittima di un atteggiamento truffaldino perché scopre la cosa da sé invece di essere stato debitamente informato.

  17. Si dovrebbe sempre chiedere il permesso ma se uno di professione fa il fotografo prima si deve assolutamente chiedere il permesso di usare una o più sue fotografie.
    Lo trovo normale.
    La maggior parte delle volte ti dirà di si.
    Fosse successo in Usa il rischio sarebbe stato grande.

  18. quello che mi stupisce è che quando si parla di oggetti – foto o testi che siano, che assimilo in questa argomentazione anche se ci sono importanti differenze – presi dalla rete, l’unico riferimento evocato è quello della proprietà, del possesso. e non si pensa alla questione della confusione, dell’appiattimento degli oggetti quando si perde la loro tracciabilità: chi lo ha prodotto, quando, perchè. non si pensa alla funzione tritatutto di assemblaggi che ignorano la citazione.

  19. avatar Elefteria

    Stvolta mi cade un mito, come puo succedere che STRISCIA LA NOTIZIA chieda scusa ai Fratelli Adria e a tutta la cucina molecolare implicitamente..
    Viva l’amatriciana …
    http://www.equilibrisensorialiblog.com/2010/03/27/striscia-la-notizia-chiede-scusa-a-ferran-adria-e-rivaluta-la-cucina-molecolare-e-gli-additivi-chimici/

  20. Al di là di legge o non legge io l a trovo una scorrettezza o comunque un’ingenuità professionale non citare la fonte (meglio con link).
    Quando trovo foto mie su altri blog o siti nell’ordine prima id tutto mi stupisco piacevolmente perché sono ben conscia di fare foto bruttarelle, secondo chiedo con mail di citarmi o levarla.
    Chi lavora in ambiti scientifici o comunque nella ricerca sa che è una cosa gravissima non farlo.
    Ci cono codici internazionali che regolano le citazioni su pubblicazioni scientifiche oppure come dice Artemisia si creerebbero delle confusioni incontrollabili.
    Lo stesso dovrebbe essere in tutti gli ambiti.
    Rispetto per l’autore e traccia dell’origine.

    Vado a votare.

  21. Sul mio piccolo blog le foto al 90% sono ‘fatte in casa’ oppure prese da immagini flickr con licenza CC… pochissimi sono i casi in cui le prendo da altre fonti e in quelle occasioni metto sempre il link d’origine.

    Oltre ad essere un modo più sicuro di lavorare (non vorrei mai e poi mai dovermi rivolgere a un avvocato!) mi sembra anche un atto dovuto nei confronti dei lettori che si aspettano un blog originale con foto originali.

    Giacomo
    thebigfood

  22. avatar gianluca

    io la vedo così: i copyright e tutte queste cose non dovrebbero più esistere. o almeno non dovrebbero esistere on-line.
    la rete è nata e si basa sulla condivisione dei contenuti. dopo anni di battaglia contro gli mp3, superavvocati e sticazzi, anche le major si sono dovute arrendere: in rete non si può fermare la condivisione.
    quindi, dal mio punto di vista, chi mette in rete delle fotografie, non può pretendere che le sue foto non vegano salvate da qualcuno e riportate da qualche altra parte. se uno se le vuole tenere SUE, non le pubblica su internet, semplice.

    poi mi sembra che citare la fonte sia più che corretto, l’unico comportamento scorretto sarebbe copiare delle foto e farle passare per proprie, solo in quel caso l’autore potrebbe secondo me rivalere qualche diritto.

    • Il copyright così come è stato inteso fino a qualche anno fa non ha senso sulla rete, d’accordo.

      Sarebbe però utile iniziare a capire cosa sia il COPYLEFT e a rispettare gli autori che distribuiscono le loro opere attraverso queste licenze.

      I diritti morali (vd.paternità dell’opera) sono sempre e comunque inalienabili. Ed internet, in questo senso, non può e non deve essere una terra di nessuno.

      Salu’
      thebigfood

      • avatar gianluca

        dal momento che tu citi la fonte, magari linkandola, di qualsiasi opera, secondo me soddisfi già il diritto morale del suo atore.
        altrimenti, come dice eggi, l’autore potrebbe appendere le foto sul muro o fare una mostra, sperando che poi ci sia qualcuno disposto a pagare ma soprattutto disposto a venire a vederle.
        la rete è fatta così, il materiale è a disposizione di tutti, non si può pretendere di sfruttare la rete solo per i propri interessi e poi “arrabbiarsi” se le opere diventano di dominio pubblico, perchè è la rete in se ad esserlo.

        la paternità è sacrosanta, ma se appunto indichi la fonte, la paternità viene già garantita e soddisfatta.

      • avatar gianluca

        e poi, come è successo per la musica, anche negli altri campi la gente prima o poi capirà che le proprie opere più circolano e più acquistano popolarità. quindi l’autore dovrebbe solo essere contento se qualcuno le inseriesce nei propri blog (sempre che sia garantita la più che legittima citazione sull’autore, che poi mi pare che sia proprio uno dei punti su cui si basa la licenza copyleft)

        • eviedentemente gianluca non lavora in internet.
          o comunque delle fotografia non ne fa sua passione.
          internet non è e non dev’essere una proprietà allargata. le mie foto in flickr restano mie, come quelle nel sito e nel blog e se le prendi senza il mio consenso ho tutti i diritti di mandarti un avvocato. io che non sono una professionista.
          figurati chi lo è.
          fortunato dissapore (e qui quoto bonilli) che siamo in italia, altrimenti avrebbero già i legali alle costole.

      • È necessario indicare il nome dell’autore SEMPRE, non basta citare solo la fonte da dove si è presa l’opera.

        Questa è una regola che vale urbi et orbi, a maggior ragione se la licenza indica esplicitamente di farlo.

        Eppoi quanti nanosecondi si perdono a scrivere un nome?
        Perchè non farlo (magari correttamente)?

        Non capisco quale sia il punto…

  23. avatar eggi

    Leonardo Ciomei risponde:
    Keiko, sei brava e fai delle belle foto ma magnati ‘na pizza e abbozzala ! ;-)
    perché parto da questa risposta? perché é importante. nonostante ‘l’ammissione di colpa’.. non c’é storia. Keiko é incazzata.
    nelle parole di Bernardi però, l’idea di chi avverte é abbastanza antipatica, anche perché, per gli autori, ci sono metodi elementari e semplici per vedere, senza soffiate, se qualcuno ha preso, ha citato, ha linkato.
    bisogna arrivare in tribunale per vedere la faccia del violato al quale gli viene detto: ‘ se lei vuole che nessuno copi i suoi contenuti può disattivare il tasto destro o rendere le cartelle private, visibili ma non copiabili testi compresi.
    specie i siti francesi offrono, nel momento in cui prelevi il contenuto, un codice che oltre l’anticipazione testuale inserisce già il link di approfondimento originale.
    Keiko ha sicuramente ragione nel precipitarsi perché non trova il link. ma Keiko a mio avviso sbaglia quando invece di segnalare la mancanza del link esterno (assolutamente necessario) si ‘chiude’ alla realtà della rete considerata spesso uno specchio delle attività terrene e non un mezzo che vive di vita propria, anche commerciale.
    perché quanti di ‘noi’ conoscevano Keiko prima che Bernardi la citasse? e perché chiudersi alla rete? tanto vale appendere le foto sul muro e così nessuno te le cita e le utilizza.
    Keiko poteva coltivare un seme, invece preferisce ararlo mentre comincia a germogliare

    • mah….. direi che Keiko è un filino più rinomato, come nome, di dissapore…. qui non c’è storia. davvero non c’è.
      Forse è proprio il contrario e Keiko ha perfettamente ragione.
      Chiedere il permesso è il minimo rispetto che si deve all’autore. magari anche non sbagliare la citazione.

      • avatar eggi

        io sono convinto che Keiko non avrebbe fatto/detto assolutamente niente a: nome esatto/sbagliuato + link al suo sito. non condivido affatto il concetto ‘rinomato’ cosa significa in rete rinomato?
        Babs diamo un senso alle parole, rinomato é Willsberger, Warner, Guillamet, Jorgensen, Romulo Yanes… e tanti, tanti italiani
        non metto in dubbio la sua professionalità ma Keiko ‘ha solo 4 anni’ e della rete non percepisce ancora le potenzialità. alla fine sembra che qualcuno gli ‘abbia rubato delle foto’ e se le sia vendute al mercato nero.

  24. Intanto complimenti per la notevole capacità di deduzione. Come potevi benissimo anche aver capito da solo sono le stesse piattaforme dei blog che segnalano i link in ingresso (o google aert, o qualsiasi altra cosa) per cui Keika avrà trovato la sua foto grazie al tuo link e veramente non c’era bisogno di scomodare me o alti (anche perché io qua ci passo si e no una volta al mese e quella foto non l’avevo ma vista 0:-). E per il resto: tanto hai torto :-)

  25. avatar fabrizio scarpato

    Sempre meglio abbondare che deficitare, ma per un pivello quale io sono, questa vicenda mette in luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, un incrudimento del mondo retaiolo. Chi intravedeva complicità e partecipazione, solidarietà e riconoscenza, un comune rimboccarsi le maniche ebbri del nuovo che avanza, pur in una congerie soffocante di puntini di sospensione, punti esclamativi, gridolini e cicip e ciciop, quantoseibravaqui e quantoseiuahoolà, beh, chi lo pensava deve ormai ricredersi, o si è ricreduto da tempo: la rete è autoreferenziale, sospettosa e vendicativa, il che significa, purtroppo che non è nemmen tanto matura, evoluta.
    Io non capisco la differenza tra citare un sito e linkarlo: solo non avere il disturbo di scrivere una parola rispetto a un piccolo clic? La signorina Keiko è stata citata, e avrebbe dovuto bastarle, magari avrebbe potuto intervenire ringraziando per esser stata pubblicata su uno dei network più diffusi in Italia con una visibilità che avrebbe potuto confrontarla, data la assoluta somiglianza, con colleghe che spopolano nella penisola tra piattini, tovagliette e messe a fuoco su piani sovrapposti (sic?). Avrebbe potuto scherzare, mascalzoncelli: invece Keiko scrive che, furthermore, così non si può fare e che il suo lavoro può esser riproposto alle sue condizioni, addirittura. Boom.
    Tra l’altro mi ero stupito di come Bernardi avesse scelto una foto buia e retoricamente datata nel suo bianco e nero neorealista, per annunciare una giornata divertita e divertente in una Roma calda e colorata .
    Era un mondo adulto, si sbagliava da professionista.

    • Veramente la visibilità di cui avrebbe dovuto essere grata Keiko e me sembra molto teorica: mancando il link al suo sito, essendo sbagliato il nome del sito citato e (se non ricordo male), non citato il nome del fotografo/a credo che quasi nessuno si sia preso la briga di capire da dove usciva quella foto.

      Io, ad esempio, non avevo capito di chi era. Così come quasi nessuna foto postata su Dissapore.

      Sinceramente, considerando che è evidente che chi sceglie una foto conosce il sito da cui è stata presa, perché non mettere almeno il link?
      Se fossi una fotografa darebbe fastidio anche a me vedere che qualcuno utilizza una mia foto senza neanche fare il minimo sforzo che a me sembra il minimo di correttezza.

      Poi molte foto sono sparse in tutto il web, altre sono dichiaratamente utilizzabili liberamente…le volte in cui ci sono dubbi sul fatto che l’autore possa non gradire comunque, mi sembra rispettoso e gentile fare la fatica di chiedere.
      Insomma alla fine, a volte basta davvero poco per evitare spiacevoli discussioni.

      • D’accordosututto.

        Per Fabrizio: “la rete è autoreferenziale, sospettosa e vendicativa, il che significa, purtroppo che non è nemmen tanto matura, evoluta.”

        Te ne sei accorto da oggi?
        Dare il nobel ad internet (come propone wired) sarebbe come darlo a Silviuccio bello…

      • avatar fabrizio scarpato

        Bernardi ammette di aver commesso un errore (a parte il non aver usato la brillantina Linetti), ma la risposta mi sembra eccessiva, ridondante e supponente: eccesso di difesa, bastava poco per ricomporre in nome della comune militanza bloggarola. Ma quella non esiste più, come non esiste, e la chiosa del post in tal senso mi lascia perplesso, che “capita che manchi il tempo”. Non mi convince non tanto che manchi il tempo, non so, non dovrebbe, ma che “capiti”, cioè qualcosa che non si riesce a prevedere: ma per me, che ripeto vivo nella caverne della rete, anche un po’ di sano incasinamento, fa sugo e simpatia, rispetto all’autoralismo spinto.

    • direi che mi sento ripetitiva…. ma sai chi è Keiko?
      ok, se lo sai ti rendi conto dell’inopportuno paragone?
      meditare pls….

  26. Diciamo che Keiko avrebbe fatto bene a scrivere privatamente a Dissapore. Questo decisamente si.

    La “comune militanza bloggarola” non esiste da nessuna parte, se la trovi fammi un fischio.

  27. Uh, poichè mi sono permesso di enunciare la frase citata da Eggi chiedo umilmente scusa a Keiko (notare il link al sito, trovato, previa ricerca, al 10° posto su Google :-) ) e prometto giurando sulla passatina di Pierangelini che chiederò sempre il permesso di utilizzo.

    Ma, visto che ora nei miei consigli del fine-settimana cito la fonte delle foto quando non sono mie o del locale stesso, cosa devo fare quando trovo immagini sui siti generici tipo qristoranti, terzogirone, cercaristoranti, ristosito, ecc.. che, temo, utilizzano foto, ahem, rubacchiate qua e là ?

    Un plauso a Claudio/VG che, pur saccheggiato delle sue foto da millanta siti, non si lamenta mai di essere solo citato e non linkato ;-)

    • citi comunque l’origine della foto che hai prelevato, anche se non è del fotografo originale.
      foto: anonimo [via: qRistoranti]
      con link al secondo.
      addirittura in questo caso potrebbe essere una soluzione migliore, e con minori grane legali, lasciare la foto dove sta ed inserirla tramite l’opzione “URL di provenienza” che trovi nell’amministrazione di WordPress…

      allo stesso modo, se trovi un articolo riportato su un sito che non è quello dell’articolo originale, è buona cosa citare entrambi…
      con un esempio pratico, se questo articolo ne citasse un altro di Keiko e io volessi riportarlo sul mio sito dovrei indicare:
      fonte: Keiko [via: Dissapore]
      linkando sia Keiko che Dissapore.

      E se mai ti servissero le mie foto, sei autorizzato a prescindere ;)

      • Fabien, grazie della esaustiva risposta. E pure dell’autorizzazione d’uso :-)

        Il problema è che spesso non capisco da dove proviene la foto, cioè chi è il primo che l’ha messa in rete.

        Vedi per esempio questa foto di Vissani. Chi dovrei citare ? ViaggiatoreGourmet o Gianni Mezzadri ?

        Vissani

        • Bè…lo si capisce che linkando lui la mia rece e non facendo foto ha usato una delle mie (datata 2007 che nostalgia la prima macchina). Non ci vedo nulla di male. Io sono solo orgoglioso quando le mie foto vengono utilizzate a qualunque titolo (settimanalmente Corriere della Sera, Sole 24 ore, Conde Nast tutti GRATIS e non chiedono QUASI mai permesso…), se poi chi le usa mi assegna fonte e link tanto meglio, viceversa pazienza. Oggi anche grazie alle foto mantengo la famiglia… e sono convinto che se vietavo il libero utilizzo/diffusione oggi non riuscirei a mantenermi neppure l’auto… Se sei bravo non essere geloso di quello che fai, prima o poi regalandolo… arriverà chi ti porterà soddisfazione e per me è stato così. Alla fine il lavoro paga sempre. Alegher. Vuggì.

          • Ma infatti non era un appunto a Mezzadri, è che a volte succede di peggio e non so chi citare.

            OT vedo che sei attento e veloce ai post che ti riguardano ;-) avrai allora letto tre post sopra il mio ringraziamento…

    • Grazie del Plauso Leonardo… quando una persona sceglie ed utilizza a prescindere una mia foto sono certo che abbia stima del sottoscritto. Tanto mi basta. Alegher in Gamba. Vuggì.

  28. A me non disturba che venga utilizzata una mia foto, oltre al nome, però, (che può dir tutto o nulla) sarebbe carino un link :)

  29. avatar fabrizio scarpato

    Fatto salvo il rispetto che si deve agli altri e all’altrui lavoro, fatto salvo che poi quel che conta, secondo me, è l’uso e la collocazione che si fa di una foto o altra espressione, mi è venuto in mente il post di commiato di Muccapazza (spero che Piero non se ne abbia a male, non ho chiesto permesso) in cui si diceva che alla base della consapevolezza di sè e dell’innovazione della comunicazione nel web, alla base dei blog, in definitiva, “”c’è il terrore di essere o sentirsi come qualcosa di vecchio di cui non vale la pena sbarazzarsi, ma solo perché alcuni “territori scoperti” diventano troppo familiari e non siamo capaci di cambiamenti, neanche piccoli.”"
    Ecco, la risposta di Keiko Oikawa è improntata a ragionamenti superati, ad un concetto di proprietà con steccati, a un uso della rete che passa non dalla ricerca, dalla condivisione, dalla opportunità, bensì dalle condizioni imposte, esatte dal proprietario, da un atteggiamento cavilloso. Pensa di vivere e usare il nuovo, un blog in rete, ma è già vecchia: mette i puntini sulle “i” in un mondo che di punti e puntini ne usa anche troppi.
    Credo che cercare nuovi territori, cercare di realizzare nuove idee, anche in rete, debba comportare un po’ di sano anticonformismo, senza mettere cappello, magari qualche errore di valutazione, ma salvaguardando sempre la sostanza che è il rispetto per gli altri.
    Altrimenti si immagina un web azzeccagarbugli, un po’ “lei non sa chi sono io”, datato e chiuso onanisticamente in se stesso.

  30. A me va bene che si usi una mia fotografia, certo un link, perché no?

  31. carissimi, non basta, no, non basta discettare all’infinito di proprietà e possessi, ci sono un sacco di altre questioni, prima ne ho indicata una, ora ne dico un’altra: gli smembramenti richiedono un genio per il collage alla max ernst per ricomporli poi in nuovi assemblaggi non confusamente amorfi.

  32. “se le foto di Keiko erano in licenza Creative Commons, le potevi prendere, bastava citare la fonte e mettere un link back al suo blog, sito, portfolio o quant’altro (non basta scrivere “Immagine: Nordljus”, mettici anche il link). Se non erano in Creative Commons, semplicemente: non le potevi utilizzare.”
    Ho copiato questo del commento 10, perche è esattamente come penso e io non sono abbastanza brava in Italiano.

    Keiko è un fotografa – lei fa le foto e vende e vive di questa. Keiko non è un piccola blogger chi diventa felice quando vede che gli altri pensano le suo foto sono abbastanza bello per usare loro stessi.

    Mi impazza questo mancanza di rispetto contro il lavoro di altri che vedo qua, nei tantissimi commenti (ma non tutti, grazie al cielo).

    E anche, perche doveva scrivere un email e non un comment? lei non parla italiano, non sa che cosa si tratta, e il piu facile modo di contattare il blogger (di dissapore) è scrivere un comment, chidendo di rimovere. Io parlo italiano ma neanche io ho trovato un email. Il blogger non aveva neanche tempo di chiedere, ne anche dare un link, neanche scrivere il nome del blog nel modo giusto. E adesso pensate che Keiko fa troppo rumore? Vergogna.

    Fiat produce le macchine e esposta in la galerie per far vedere, perche vuole vendere; tu non puoi prendere solo perche tu hai una urgenza e bisogna – devi pagare e comprare. È la stessa cosa qua.

    Un altro punto: perche è cosi importante chi ha avvertito Keiko di questo? mi piacerebbe un spiegazione di questo. Ero io – non sempre leggo dissapore, ma a volta, quando c’è qualcosa che mi interessa, quando qualcuno su twitter o un altro blog riferisce a dissapore. Quello event di Roma era uno di questa, cosi ho visto le foto di Keiko. Keiko e io, non si puo dire siamo amici, ma ci conosciamo virtualmente, ci scriviamo email, abbiamo amici comuni, etc. Non sapevo se le suo foto erano usati con permesso, ma mi sembrava di no perche non c’era link, e il nome era sbagliato, quindi l’ho scritto un mail e chiesto se sa.

  33. su tutto, anche io vi ho scritto qualche giorno fa perchè avete pescato una foto dal mio album di flickr. neppure io sono stata informata. nessuna richiesta mi è stata fatta e, fra l’altro, le foto che avete prelevato dal mio spazio (bastava leggere l’articolo) erano di Alessandro Guerani. Casualmente fotografo. Professionista.
    Voi di dissapore siete bravi, ma su alcuni punti davvero dovreste alzare la soglia dell’attenzione. ciao

  34. Salve Sono Lido Vannucchi di Lucca Fotografo Professionista
    è sempre bene chiedere prima l’autorizzazione,è vero che internet
    ed i blog sono strumenti veloci, ma la buona ed ottima educazione ed etica professionale mette al riparo da spiacevoli malintesi.
    ciao buona serata

  35. Vedete come le cose si chiariscono? prendiamo un esempio: mi pare ovvio che Alto Ceto non si scocci, poiché il suo mestiere non è fotografare, e se si parla del suo sito, ovviamente va benissimo, poichè guadagna con quello; ma un fotografo professionista perché dovrebbe essere lieto di comparire come immaginetta neppure tanto sottolineata e piegata a usi su cui non è stato consultato (ao’, ma ve lo ricordate umberto eco cosa diceva delle impaginazioni?), in un ciacolante consesso dove non è stato nemmeno invitato?

    • quoto, ma aggiungo: anche un non professionista è autorizzato a non gradire che il proprio materiale sia utilizzato senza la minima citazione. e poi il discorso della tracciabilità che facevi a monte è altrettanto basilare.

  36. avatar Maya

    Quoto gli ultimi commenti.
    Dissapore ha fatto uno sbaglio purtroppo molto comune, ma sbaglio rimane, ed è tanto più grave su un network professionale, che si “vende” agli inserzionisti.

    Le domande del post sono retoriche: sapete di aver torto.
    Le regole evidentemente le conoscete anche voi:
    - se una foto è in licenza CC, si seguono le specifiche di tale licenza che chiariscono quali usi sono permessi e comunque richiedono sempre l’attribuzione (link back se questo fosse stato il caso)
    - se una foto non è di pubblico dominio o non ha licenza CC (o comunque non si sa se ha questi requisiti), allora NON si prende. Punto. O, se si ha modo di contattare l’autore, si chiede.

    Non c’è molto altro da ricamare sopra la questione.
    E non tiriamo in ballo l’essere retrogradi o antitecnologici.
    La ricchezza della Rete sta appunto nel mettermi a disposizione di tutto: mantenermi entro certi paletti (in questo caso se fossi il photoeditor: limitare la ricerca alle foto di pubblico dominio o sotto CC) non vuol dire “chiudermi”, ma al contrario rafforzare quel sistema che mi permette di utilizzare foto, citazioni, video eccetera appositamente pensate per essere “remixate” entro poche e semplici regole.
    Se queste regole base fossero sempre rispettate, sempre più persone sarebbero incoraggiate a condividere i loro contributi con copyleft o licenze CC, e tutti ne avrebbero vantaggio.
    Ma se si continua a (fingere di) non capire l’importanza di mettere un link, ogni fotografo terrà le sue foto in cassaforte, e ciao ciao alle meraviglie della Rete.

    Per questo la netiquette non è una “bella lezione” per cui velatamente sfottete “l’insensibile” Keiko.

    Poi, sbagli e dimenticanze capitano a chiunque. Oppure si tenta la fortuna sperando che l’autore non si accorga del furto, e succede il 99% delle volte (se l’autore non è un professionista conosciuto), ma questo sapendo di essere nel torto.
    In ogni modo alla richiesta dell’autore, si rimuove la foto e ci si scusa. E basta.

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