Pane e bugie di Dario Bressanini, lo scienziato geneticamente modificabile


Le banana è storta, si sa. Nonostante gli sforzi dell’umanità per raddrizzarla, lei niente, si ostina a fare la curva. Fortuna che lo scienziato Dario Bressanini c’è e c’è pure “Pane e bugie”, nuovo libro appena uscito, che dedica un capitolo intero al pervicace frutto. Essì, neanche le banane possono stare tranquille ormai, finite puro loro sotto l’occhiuto microscopio degli scienziati dell’alimentazione e per loro non c’è più scampo. Il problema è che le banane si sono ammalate di Sigatoka nera e quindi vanno curate alla svelta.

Cos’è la sigatoka? Una sorta di fungo che attacca le foglie del banano e le fa appassire decimando i raccolti. Impossibile da curare se non con massicce dosi di fungicida, la sigatoka rappresenta un pericolo reale per il commercio mondiale. La soluzione? Raddrizzare la banana, ovvero modificarla geneticamente per renderla più resistente agli attacchi fungini. Eccolo là lo scienziato Bressanini: appena qualcosa va storto, addrizza tutto con la soluzione OGM, buona per tutti i mali. Possibile, dico io, che tu Bressanini abbia così poca fantasia? Io che scienziato non lo sono penserei piuttosto a coltivare le banane da un’altra parte, ma lo sappiamo che le multinazionali bananifere, proprietarie di migliaia di ettari in coltivazione intensiva, non gradiscono soluzioni tanto semplicistiche e naturali.

Oddio, ho scritto naturali? Perdonami Dario, non volevo, giuro che mi è scappata di bocca senza volerlo. Il problema è che da un po’ di tempo frequento quei retrogradi di Slow Food e gli effetti si vedono: sto diventando retrogrado anch’io. Dovrei frequentare di più gli scienziati e farmi furbo come te. Che truccando le carte, ti sei dimenticato di citare in un capitolo decisivo del libro, lo studio dell’Unione Europea che afferma con certezza come biologico sia meglio oltre che più nutriente.

Ne parlammo tempo fa in un post dal titolo “Bio è morto“, ricordi? Andò così: la Food Standard Agency, l’agenzia per la sicurezza dell’alimentazione, dimenticò di inserire nel suo rapporto lo studio fresco fresco dell’UE che avrebbe fatto pendere la bilancia pericolosamente a favore del biologico. “Non è vero che bio nutre meglio”, strillarono allora gli scienziati contenti come Pasqua e Pasquetta. Poi, scoperto l’inganno, il direttore di FSA fu costretto ad un rapido dietrofront, ma questo tu nel libro ti guardi bene dal ricordarlo.

Citi invece a sproposito quel romanticone di Carlin Petrini, che si ostina a credere che le mele crescono sugli alberi, come se questo fosse ancora possibile nell’era degli scienziati genericamente modificati. Adesso basta però Bressanini: basta con questa crociata pro-ogm e con questa assurda mania di voler raddrizzare le banane a suon di provette. Ci sono altri modi per sfamare un pianeta che già di suo butta nella spazzatura il 40% per cento del cibo prodotto. La soluzione si chiama ottimizzazione delle risorse ed è il contrario di ciò che tu e i tuoi amici scienziati al servizio delle multinazionali vogliono: la massimizzazione dei profitti.

Contro questo cancro dell’umanità ha parlato pochi mesi fa non Carlin Petrini e nemmeno i soliti ecologisti da strapazzo che tu tanto disprezzi. Contro la massimizzazione del profitto ha parlato qualche mese fa la tua bibbia, Bressanini, la rivista Science Magazine che, a chiare lettere ha rivelato al mondo che gli OGM non servono a sfamare il mondo. Per sfamare il mondo servono piantagioni di banane più piccole e sparse per il mondo oltrechè più contadini e meno multinazionali. Gli OGM insomma non servono Dario e, forse, neanche tu.




173 commenti a “Pane e bugie di Dario Bressanini, lo scienziato geneticamente modificabile”

  1. DANX DANX commenta:

    Per millenni l’uomo ha vissuto senza scienza e quindi anche senza armi, mine e bombe atomiche e ciò nonostante è uscito eccome dalle caverne e s’è nutrito e riprodotto fino ai giorni nostri, altrimenti mica saremmo ancora qua!
    Cosa voglio dire? Che sia in questa società che in quella primitiva si riusciva lo stesso a campare, là magari venivi sbranato da un mammifero gigante, qua da auto, bombe e proiettili.
    Io penso che sia nella natura che nella società urbana, industrializzata, la vita sia dura (là sicuramente più emozionante e vitale), però qui quando qualcuno ti dice che fa qualcosa per te e l’umanità, in realtà pensa al proprio patrimonio..ai vecchi tempi c’era il Matriarcato, cosa completamente diversa, leggete le scoperte di Maria Gimbutas!

  2. antonio antonio commenta:

    Le risposte sono tutte interessanti, e chi piú e chi meno,toccano una bella realtá, la nostra…. una realtá non dimentichiamoci,fatta
    di mamme e papá, che dicono ai figli di studiare, di diventare professori,medici,e quant´altro.Questi i: “Genitori RESPONSABILI”;
    poi ci sono i secondi quelli appartenenti al gruppo:”GRANDE-FRATELLO”: mi spiego quelli che auspicano che i figli si sposino con dei miliardari; o peggio ancora diventino tutti attori, veline e via discorrendo.Badate nelle mie parole non c´é alcuna descriminazione,ogni persona ha diritto di avere e coltivare i propi sogni. Peró una piccola osservazione vorrei farla, visto che da quando io ricordi, non ho mai sentito un genitore dire:sapete mio, figlio é cosí intelligente!!! Spero propio diventi contadino, e si metta a coltivare i campi in modo biologico;e né tantomeno qualche mamma che racconti con vanto signora: lo sa mio figlio finalmente,ha coronato il suo sogno fa il garzone dal panettiere giú all´angolo.Cosa voglio dire senza fare polemica: Per fare o acquistare un buon prodotto; per far si che” scenziati corrotti e non corrotti,che siano o non siano a servizio delle multinazionali”.E quí mi soffermo un attimo e metto due punti:”P.S.” Prima di fare dibattiti non sarebbe meglio chiedere in giro,quanti giovani sono disposti ancora a lavorare la terra? E aggiungerei ancora cosentitemi, quante persone sono disposte ad imparare ad acquistare,il raccolto biologico, riconoscendolo tale? – Chiudo dicendo questo:sapete che per acquistare un buon vino: bisogna, anche conoscere bene il propio territorio; e non solo geograficamente ma anche da un punto di vista geologico; perché il suolo la roccia madre, il substrato argilloso,o la pietra lavica ecc.. conferiscono,insieme ai fattori climatici sui caratteri del prodotto finale.Ovviamente l´esempio, vale per tutto pasta, pane e quant´altro. Scusatemi io non sono per chi dice meglio gli
    “OGM”; o per chi dice no agli “OGM”; io sono per una societá meno “GRANDE – FRATELLO” e piú responsabile ed informata,allora prima di chiedermi come va a finire magari fumando una bella “pipa”:
    MI CHIEDO AD ALTA VOCE:( Quanti Produttori,o Panificatori,siano in grado di fare a meno di additivi o miglioratori;per confezionare il propio prodotto?)- E quanta gente sia in grado di distinguere un pomodorino di montagna,con un pomodorino vesuviano;o peggio ancora un pomodorino “OGM” da uno naturale;al momento dell´acquisto?Signori vi lascio con questa provocazione “Meditate gente Meditate”. Éstato un piacere a presto!!!


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