the making of a star

Perché Cavoletto è Cavoletto spiegato ai bambini

Il Libro del Cavolo di Sigrid Verbert presentato ieri a Firenze

Firenze chiedeva una presentazione del Libro del Cavolo come Panorama una copertina con le tette, se il paragone non vi sembra irriguardoso. Così ieri, compulsata la lista delle presentazioni itineranti e scoperto che noncicredo, Sigrid Verbert/Cavoletto di Bruxelles era al Santo Bevitore, mi ci sono infilato. La luce stile panic room serviva a nascondere l’emozione. Emozione? Sì, quando incontri la santa icona di noi foodblogger anche gli uomini fatti possono emozionarsi. Già, perché può capitare perfino noi di Dissapore di non pensarla allo stesso modo sul Libro del Cavolo. Quando è arrivato il mio turno ho chiesto a Sigrid una dedica particolare. Per sapere quale dovete vedere il video. Necessariamente.

Visto tutto? Ora guardate cosa ha scritto Sigrid nella mia dedica.

La dedica di Sigrid Verbert

Carattere di ferro, disciplina, ogni cosa deve essere fatta bene e soprattutto, come vuole lei. Anche le dediche. Capito ora perché Cavoletto è Cavoletto?

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6 commenti a Perché Cavoletto è Cavoletto spiegato ai bambini

  1. siii c’ero anch’io :)
    tantissima gente, atmosfera calda (come la temperatura all’interno del locale), assaggini deliziosi…

    e ora… al lavoro per replicare le ricette a casa ;)

  2. Io c’ero e tu eri il tipo con la telecamerina che andava in giro a chiedere se le ricette di Sigrid erano valide o no.
    Be ti rispondo qui: le sue ricette sono ottime, alla loro riuscita naturalmente contribuisce anche la perizia di chi sta ai fornelli nonchè la scelta degli ingredienti, quindi qualche insuccesso è anche da mettere in nel conto che non necessariamente è quello dell’autrice.
    La riuscita delle ricette di Sigrid è invece totale nel versante semplicità di realizzazione unita ad una presentazione curata meticolosamente e di sicuro effetto che finisce sempre per stupire i commensali, quindi, se vuoi un’idea per una cenetta veloce e di effetto con amici e parenti vai sul sicuro e saccheggia dal suo indice, ce n’è per tutti i gusti.
    Poi le splendide foto, i racconti che accompagnano ogni post e, perchè no, la piazzetta che che commenta e si racconta intorno a lei fanno tutto il resto.
    Che dire di più, brava Sigrid!
    Continua così che ci fai felici tutti!
    Marcella

  3. non mi aspettavo un blog stampato
    non mi aspettavo un libro di cucina

    se mi aspettavo un blog aprivo internet, se mi aspettavo un libro di cucina compravo altro

    il prezzo di copertina è senz’altro alto, soprattutto per uno che normalmente compra solo (ad un euro, 1!) la prima uscita delle ricette regionali dell’Espresso, la Puglia.

    c’è da chiedersi piuttosto come mai uno che compra la prima uscita delle ricette regionali dell’Espresso, la Puglia, sia andato dritto in libreria per portarsi a casa a colpo sicuro e con tanta soddisfazione qualcosa che non è un blog stampato e non è un libro di cucina, c’è da chiederselo? Anche no

    Forse perchè è un viaggio, un viaggio molto personale attraverso incontri e colori, luoghi e sapori… esperienze, emozioni e spezie… vita vera, direbbe un’amica. Mi piace pensare che tutto ciò nasca anche dall’Erasmus experience fatta in Italia, perché chi l’ha fatto un po’ ne riconosce i segni e gli effetti.

    Lo sto leggendo come un romanzo, anzi, di più, neanche l’introduzione ho saltato.
    Sto già pensando ad un viaggio a Barcellona, uno a Bruxelles e uno in Calabria, che faccio? Vado avanti o smetto?

    Non chiamatelo libro di cucina !

    Alla prossima,
    R.

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