Redditi | I ristoratori sono moralmente inferiori ai serial killer


Un ristoratore che ha chiesto di mantenere l’anonimato commenta gli articoli della stampa sui redditi dei ristoratori.

I ristoratori denunciano gli stessi redditi dei pensionati, scrivono i giornaliCari lettori, vi scrive uno che nella sua vita ha fatto il peggior mestiere possibile. Non mi è riuscito di essere un camorrista o un serial killer, ma sì, di essere un ristoratore. Lo dico perché ho appreso che nelle dichiarazioni fiscali del 2008, i ristoratori hanno de­nunciato un reddito lordo fra i 13.500 e i 14.500 euro all’anno. Come i pensionati che non arrivano alla fine del mese, hanno subito puntualizzato i giornali. Una connotazione che sembra riferita a figuri moralmente inferiori ai camorristi o ai serial killer.

Siamo noi, i ristoratori, gente che non merita di essere trattata come gli altri italiani. Noi siamo individui ripugnanti per quanto ce la spassiamo: il Suv, le vacanze, lo champagne sempre in frigo. Noi abbiamo solo doveri, perché dobbiamo espiare la grande colpa. Essere EVASORI. Mica i gioiellieri, piccoli imprenditori, macellai, escort, commercianti, stilisti e sportivi. No. Noi, i ristoratori.

Ora, cari lettori, a me sembra che la nozione di ristoratori diffusa dalla stampa sia inesatta e offensiva. Già è ridicolo equiparare il nostro a un lavoro qualunque. Ci svegliamo la mattina alle 6, lavoriamo 16 ore al giorno, non ci sono sabato e domenica, non ci sono Pasqua e Natale. Ogni giorno mi assumo il rischio di una piccola azienda a conduzione familiare, il cui futuro è sempre più incerto. Ma non i costi. L’affitto, il personale, e un sistema di imposte nazionali e locali che rasenta la follia.

Consentitemi di parlare da cittadino a cittadino, io faccio quel poco di nero che i tanti controlli del fisco mi consentono. Sempre meno. Se avessi fatto il contribuente onesto fino in fondo, non sarei riuscito a salvaguardare il mio reddito, che è proprio quello per il quale i giornali si scandalizzano. E il mio ristorante avrebbe chiuso da un pezzo. Non voglio più essere il capro espiatorio di un sistema che non va, i patteggiamenti con il fisco non li hanno inventati i ristoratori. Sono stufo di subire il cinismo dei giornali, che sfoghino l’”effetto Passetto” su qualcun altro.

Un ristoratore.





108 commenti a “Redditi | I ristoratori sono moralmente inferiori ai serial killer”

  1. 1
    andrea beccaceci andrea beccaceci commenta:

    Io invece il nome ce lo metto . Sottoscrivo .

  2. 2
    antonio antonio commenta:

    Scusate ma mi spiegate come fa un ristoratore a dichiarare dai 13k ai 14k? Capisco tutti i soliti discorsi sullo Stato sanguisuga, pero’ dai, 13k non li guadagna neanche l’operaio della Fiat a Mirafiori.

    Tra parentesi l’operaio torinese non ha neanche la possibilita’ di scegliere se protestare contro lo Stato sanguisuga e poi scrivere una lettera a dissapore, visto che le tasse gliene sottraggono alla fonte, a lui come a tutti gli altri lavoratori dipendenti.

    Non voglio fare i conti in tasca a nessuno ma persino l’autore della lettera puo’ ammettere che dichiarare 13k-14k all’anno e’ una grave evasione.

    Solita filastrocca: all’estero queste cose non succedono, se non paghi le tasse ti inculano, esiste un altro senso di civilta’. In Italia invece si fa un po’ come c*** ci pare, tanto le tasse che non pago io le paghera’ qualcun’altro.

    Complimenti.

  3. 3
    Artèteca Artèteca commenta:

    Se il reddito è davvero quello mi chiedo perchè non mollino baracca e burattini per fare … che so … l’impiegato alle poste, o il contabile di un’azienda, o magari gli ifermieri, i pompieri … giusto per citare qualcuno che paga TUTTE le tasse. Sono comunque d’accordo sul fatto che non siano gli unici … vedi gioiellieri che guadagnano meno del loro commesso, ecc ecc.

  4. 4
    Maurizio Maurizio commenta:

    Scusate, perché non si parla degli sportivi che dichiarano 24.000 euro all’anno? Come mai si scrive che i ristoratori dichiarano lo stesso reddito dei pensionanti e non che i motociclisti guadagnano come gli impiegati del catasto?

  5. 5
    Francesco Francesco commenta:

    “Ci svegliamo la mattina alle 6, lavoriamo 16 ore al giorno, non ci sono sabato e domenica, non ci sono Pasqua e Natale…”
    Ok, quindi? Tutti autorizzati ad evadere per colpa degli orari di lavoro? Ma che ragionamento è?

    “Consentitemi di parlare da cittadino a cittadino, io faccio quel poco di nero che i tanti controlli del fisco mi consentono. Sempre meno. Se avessi fatto il contribuente onesto fino in fondo, non sarei riuscito a salvaguardare il mio reddito, che è proprio quello per il quale i giornali si scandalizzano.”

    I lavoratori dipendenti “quel poco di nero” se lo scordano, per cui, da cittadino a cittadino: vada a quel paese!

    Se guadagno 1000 euro al mese è anche perchè ci devo pagare le tasse, non ho l’opportunità di fare “quel poco di nero” che mi aiuterebbe ad arrivare a fine mese….non ci arrivo e basta!

    Si vergogni…fare la vittima per un articolo di giornale…

    • alfredo alfredo risponde:

      Buongiorno, Mi permetta: è solo questione di scelte, c’è chi sceglie il rischio per fare soldi e chi come lei non rischia un tubo e difatti prende per quello che rischia. No pain, no gain ,anche se il motto arriva dall’aerobica funziona:-)Come direbbero gli americani che di lavoro e rischio in proprio se ne intendono.
      Per quanto riguarda le tasse: Meglio evadere che pagare; la storia italica sopratutto quella del sud insegna.

      • Durthu Durthu risponde:

        Con tutto il rispetto per le sue “scelte”: provi ad andare in America e non pagare le tasse, poi mi racconta come è andata. E credo che il “pain” sarà tanto…

        • alfredo alfredo risponde:

          Infatti lei ha ragione! In America, il sistema è diverso, diverse sono anche le tasse. Qui si parla dell’Italia e le tasse sono semplicemente un problema che se si può, si aggira.
          In America le tasse sono “sacre” come la bandiera che loro hanno. Mentre la nostra bandiera… di che colore è? verde bianco rosso o rosso bianco verde?

          • Anonimo Codardo Anonimo Codardo risponde:

            Il vero problema di questo Paese non è il Sud, non è nemmeno la Mafia ma è la gente come lei che alimenta un certo modo di agire e non-pensare. Meritate di chiudere e di andare in malora (ed in galera).

  6. 6
    Lucio Lucio commenta:

    Secondo me il problema è che il libero professionista come la piccola media impresa italiana è più tassata dell grande imprenditore. Non è una percezione: è la realtà. Possibile che un privato come me debba lavorare come un insegnante alle prime armi (non è una questione di categoria) e avere anche l’angoscia di abbassare le tasse (parcelle, fatture,carte carburante…)?

    Io non ho ferie e malattie pagate, non ho garanzia sui clienti di domani e devo sopportare che lo stato si prenda una consistente percentuale dei miei guadagni per darmi in cambio cosa? Già, perchè i soldi delle tasse che paghiamo se ne vanno per assistere nullafacenti e parassiti che lo Stato si accolla. Chi riesce a non pagare le tasse, fa bene? Certo poi ci sono i furbacchioni che evadono per mantenersi la barca e la ferrari. Spero che Tremonti faccia qualcosa, altrimenti altro che 70% di consensi.

  7. 7
    Enrico Marsili Enrico Marsili commenta:

    Se non siete in grado di pagare le tasse in maniera onesta (tutte), andate a fare un altro lavoro, magari un bel co.co.pro., dove le tasse le prendono alla fonte.
    Le tasse le pago, non faccio lavoro al nero, lavoro nel pubblico.
    Il benaltrismo lasciamolo ai giornalisti un po`qualunquisti, per favore.

    Poi, una volta pagate le tasse, fate tutta l`azione di lobby che volete, sempre nei limiti di legge.
    Il nome e`vero, uno dei pochi vantaggi di pagare le tasse (a parte sentirsi a posto con la coscienza) e`non doversi nascondere dietro uno pseudonimo.

    • alfredo alfredo risponde:

      Difatti, lei ha ragione, io non uso pseudonomi, ma forse lei non sa che in italia si può anche non pagarle le tasse tanto poi si può patteggiare ( sempre se ti beccano). Non tralasciamo il fatto che siamo alle porte d’agosto e le notizie dei giornalai sono ridotto al lumicino, quindi si vanno a ripescare cose vecchie già cotte e muffe.
      Io consiglierei di cambiare argomento.

  8. 8
    andrea beccaceci andrea beccaceci commenta:

    La generalizzazione populistica è disarmante : i ristoratori evadono , i politici rubano , i giornalisti fanno marchette , i giudici sono corrotti , gli statali sono fannulloni e via così ce ne sarebbe per tutti . Il problema invece è che dietro la parola ristorante c’è una babele di tipologie diversissime. In Italia è ristorante , perlomeno per il fisco , la tavola calda con i precotti come il granei locale per banchetti aperto 8 giorni la settimana , l’osteria delle bruschette e il grande stellato . Chi fa buona/alta ristorazione incassa almeno l’80% attraverso carte di credito , ha personale qualificato assunto e agisce in ambiti di legalità anche sanitaria che poco consentono all’ evasione . Certo , si evade magari per arrivare a materie prime che sono fuori dal giro commerciale , penso a pesci pescati al fucile da dilettanti , a raccoglitori di funghi e tartufi , al pensionato che coltiva splendidamente il suo orto però in percentuali davvero minime.
    Per cui chi lavora con dignità viene immerso nel calderone della parola “ristorante” dove agiscono tanti lestofanti di cui non mi sento collega e soprattutto non voglio fare media con loro . Questi sono i motivi per cui ho sottoscritto l’anonimo collega . saluti

  9. 9
    Nico Nico commenta:

    Un ristoratore puo’ anche guadagnare 10.000 euro l’anno, come persona fisica.
    Magari pero’ il ristorante e’ intestato a una societa’.
    Mi sembra ingenuo equiparare il reddito della persona fisica a quello del ristorante.

  10. 10
    Colinmckenzie Colinmckenzie commenta:

    Scusate, ma perché nessuno dice che questi dati sono una media? Perché se un ristoratore guadagna 28.000 euro e un altro fallisce, la media è appunto 14.000. Il che non significa che il primo abbia guadagnato 14.000, né che sostenga che sia questo il suo reddito. Ora, io non so quanto sia la percentuale di fallimenti nel settore e sicuramente non è del 50% ogni anno (altrimenti sarebbe da spararsi), però è statisticamente sbagliato fare i confronti con le pensioni, quelle sono assicurate e un pensionato non può fallire come un ristoratore…

    • antonio antonio risponde:

      Beh il pensionato puo’ crepare durante l’anno, se e’ per questo.
      E’ pure peggio di un fallimento

      • Colinmckenzie Colinmckenzie risponde:

        Anche il ristoratore può crepare durante l’anno, così come tutti noi :-)
        Seriamente, a livello economico, i pensionati morti non incidono sulle pensioni dei vivi, ergo non ho capito il tuo pensiero…

        • antonio antonio risponde:

          Il mio pensiero era un paradosso, e’ chiaro che le statistiche sono normalizzate anche sulla base dei fallimenti, onestamente non credo che i 14mila euro all’anno dichiarati siano colpa dei fallimenti.

          Senza scendere su principi di statistica, basta fare un calcolo empirico, calcola quanti ristoranti/pizzerie ci sono nella tua citta’ e calcola quanti ne sono falliti nell’ultimo anno, onestamente non credo sia un dato rilevante che possa influenzare una statistica.

          La verita’ e’ che c’e’ molta evasione e che se non paghi con carta di credito/bancomat lo scontrino non te lo rilascia quasi nessuno; ti risulta questa cosa? :D

          • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

            A me risulta che se lo scontrino, ricevuta e/o fattura la richiedo me la fanno sempre.
            Certo bisogna chiederli, non sempre però.
            Come ho scritto più in basso basterebbe essere coraggiosi e pretendere quanto dovuto….invece vince il terrore !
            .

            Ciao

          • antonio antonio risponde:

            Chiaro, mi arriva il conto su un pezzo di carta e io pretendo lo scontrino; io che sono italiano lo so.

            Ma pensa un turista, che e’ abituato a vivere in un paese CIVILE, puo’ mai pensare che deve pretendere lo scontrino cosi’ il ristoratore paga le tasse e non dichiara quanto un pensionato?

            In un paese *civile* il pezzo di carta con scritta la cifra si porterebbe al corrispondente della guardia di finanza e scatterebbe la multa e/o chiusura del locale, in Italia c’e’ sempre la conoscenza della conoscenza, poi la multa si toglie, fai ricorso, bla bla bla

  11. 11
    Fante Fante commenta:

    Ha ragione Colin. La notizia come riportata era assolutamente scorretta. In Italia dovrebbero ancora esistere gli organi deputati al controllo e alla verifica di presunte irregolarità, senza che una intera categoria venga sputtanata da un giornalista incapace di interpretare due cifre.

  12. 12
    Maurizio Cortese Maurizio Cortese commenta:

    Il ristoratore anonimo ha perfettamente ragione, che piaccia o no.
    Poi è normale che si possa provare fastidio quando lui ammette “faccio quel pò di nero” per far quadrare i conti.
    Io sono straconvinto che se il nostro amico fosse messo in condizione di poter lavorare senza l’assillo di costi così assurdi ben volentieri rinuncerebbe a “quel pò di nero”.
    La colpa non è affatto sua, le colpe sono da ricondurre ad un sistema totalmente sbagliato. Un dipendente che guadagna mille euro costa al suo titolare perlomeno il doppio. E’ il costo sociale il vero male dell’Italia. Lo è in egual misura per il dipendente e per l’imprenditore per il quale lavora.
    Lo stato, il nostro stato, invece, frega l’uno e l’altro.

  13. 13
    tommy tommy commenta:

    quel poco di nero che ormai riesci a fare te lo pago io con le mie tasse di lavoratore dipendente. non ce l’ho con *tutti* i ristoratori, ma solo con quelli come te.

  14. 14
    tommy tommy commenta:

    Scusa ma non funziona così: il rischio imprenditoriale è suo, non mio. Sennò mi dà una parte di profitti, visto che lo sto finanziando.

    • Colinmckenzie Colinmckenzie risponde:

      Possiamo provare a fare così: tu ti licenzi e ti cerchi un posto altrove. Se fai prima tu a trovare una nuova occupazione che lui a trovare un nuovo dipendente, allora vuol dire che il tuo valore è superiore a quello che ti offriva. E’ semplice: se il tuo valore di mercato è superiore a quello che ti offre, licenziati e troverai subito un altro posto migliore…

  15. 15
    Ivan Pasinato Ivan Pasinato commenta:

    Anche io sono ristoratore e anche io trovo ingiusto questo attacco mediatico nei confronti dei ristoratori: prima, grazie alle truffe romane nei confronti dei giapponesi (un caso isolato e molto grave) e adesso con questa storia della dichiarazione dei redditi. Purtroppo le nostre attività sono sempre di più viste come attività dal guadagno facile, il che non è assolutamente vero, specialmente in questi ultimi anni, e spesso il rapporto guadagnoafineanno/oredilavoroimpiegate è sempre molto sbilanciato. Ma sopraggiunge la passione e allora si accettano certe condizioni.
    La ristorazione porava forti guadagni negli anni ‘70 – ‘80 fino a metà anni ,90. Conosco personalmente personaggi che da un ristorante riuscivano a farne poi un’altro, oppure riuscivano a comprare casa per sè e i suoi figli e sono convinto che una volta si evadeva molto di più. Ora è tutto diverso. I ristoranti hanno margini minori poichè la materia prima di qualità costa anche per noi, e nonostante gli sforzi e le passioni, i nostri ristoranti sono sempre più vuoti e quelli cinesi sempre più pieni perchè si spende sempre di meno.

  16. 16
    Ubikindred Ubikindred commenta:

    Non ho mai sentito qualcosa di più incredibile. Se io, dipendente, venissi a mangiare nel suo ristorante e me ne andassi senza pagare dicendo: “Sa com’è, non arrivo a fine mese, se non rubassi un po’, sarei alla canna del gas!”, lei mi darebbe la sua benedizione al grido di: “Stato sanguisuga!”?
    Questo è esattamente quello che fa chi fa “quel tanto di nero per sopravvivere”, perché è quel tanto di nero che non paga lei, che fa in modo che qualcuno (ovvero i lavoratori dipedenti) debbano pagare quel tanto di bianco di tasse in più da mandarli quel tanto in rosso. Anch’io vorrei fare “quel tanto di nero”, ma guarda un po’, non posso. E non posso anche perché è illegale. Io non mi lamento di pagare le tasse (magari mi lamento del fatto che a fronte di tasse così alte i servizi siano lungi dall’essere soddisfacenti, ma questo è un altro discorso), ma certo mi lamento e vivaddio in modo più che giustificato, se di queste tasse una quota (e che quota, se si fanno due conti sull’evasione fiscale in Italia rispetto al PIL) mi viene trattenuta per coprire quel nero che fa lei. Di fatto lei infila le mani nelle mie tasche e questo non può essere giustificato in nessun modo.
    Peraltro qualunque studente universitario del primo anno potrebbe spiegarle che in una curva “normale” (la cosiddetta gaussiana) la gran parte dei valori in distribuzione si ammassa vicino alla media, il che significa che se la media è 14000 quelli oltre i 25000 sono meno del 10% ad occhio e croce. Volete prenderci in giro?

  17. 17
    Tommaso Farina Tommaso Farina commenta:

    Massima solidarietà col ristoratore che ha scritto.

  18. 18
    walter walter commenta:

    come c***o e’ che a me la ricevuta nei vari ristoranti pizzerie e similari me la rilasciano solo quando pago con la carta di credito mentre se pago in contanti mi va bene se ottengo un pezzo di carta o uno scontrino non fiscale ad uso interno

    W.

  19. 19
    giusepp fusco giusepp fusco commenta:

    che bello vedere come una notiziola abbia fatto in modo che tutti noi parlassimo della stessa cosa ,stasera ho dovuto litigare anche con mia cognata che asseriva dall’alto del suo posto di lavoro pubblico che noi siamo qui siamo la.
    noi facciamo un lavoro con passione e di merda ne mangiamo abbasta solo per questo se poi ci si mette anche la stampa..
    comunque prima di arrivare a quel reddito un ristorante durante l’anno ne passa di imposte iva versamenti e quantaltro..
    più solidarietà con chi lavora bene e onestamente meno a chi evidentemente non lo fa.
    ps mi piacerebbe permettermi un suv e bere champagne,ma qutidianamnete rinvesto in azienda perchè io sono il primo cliente del mio ristorante e quindi tutti meritsno il meglio

  20. 20
    Fabio Italiano Fabio Italiano commenta:

    Carissimi lettori, non so se quei dati sono veri oppure no. Ma confermo che per il nostro ristorante le cose stanno proprio così. Un pò sopra la media per la verità. Ma che fatica per raggiungere quella cifra, tutto e diventato carissimo, e lo stato ci sta spellando vivi. Non ritocchiamo i prezzi da ben 5 anni. Circa tre anni fà, io e mio fratello, abbiamo deciso di fare un investimento, un nuovo ristorante (ovviamente con un prestito). Non abbiamo mai avuto impiegati, ma abbiamo sempre fatto tutto in famiglia, io, mio fratello, e mia mamma. Non voglio raccontarvi la nostra storia, sarebbe troppo lunga anche se davvero singolare, ma vi dico solo che abbiamo sempre lavorato tantissimo nella nostra vita, ed intendo onestamente. Abbiamo lavorato così tanto che, il Presidente della Repubblica potrebbe nominarci tranquillamente cavalieri del lavoro meritatamente, per tutto quello che abbiamo fatto per la ristorazione della nostra zona di residenza. La situazione attuale? Mia mamma ha 70 anni, è pensionata ma lavora ancora nel ristorante, si alza la mattina alle 5 per stirare le tovaglie, che ha lavato la notte precedente prima di andare a letto. Alle 8,00 della mattina è già fuori casa, deve fare la spesa, deve cucinare, deve fare le pulizie di tutto il ristorante, affinchè tutto sia pronto per la sera. Insomma mia mamma lavora circa 18 ore. Non si prende mai una vacanza, e per le feste si lavora. Il giorno di chiusura del ristorante per mia mamma non è un giorno di riposo, ma è il giorno per fare le pulizie di casa. Adesso voi vi chiederete ma voi che fate? Io e mio fratello, per fortuna, anche lavorando a tempo pieno nel ristorante, da ragazzi siamo riusciti a laurearci in ingegneria. La mattina mio fratello lavora come impiegato, verso le 8,00 della sera va a lavorare al ristorante. Io invece, da tempo mi sono trasferito in Olanda, mia moglie è olandese, e quindi è stato meno traumatico trasferirsi. Sono costretto a vivere all’estero. Io ho la mia famiglia, mio fratello ha la sua. Non potremmo vivere di solo ristorante. Tutti in famiglia lavoriamo, anche con doppi lavori, e riusciamo a malapena a coprire tutte le spese del ristorante, e familiari. Insomma sopravviviamo. Ah dimenticavo, ho 40 anni, e non ho una macchina, neppure intestata al ristorante, mia moglie ne ha una usata, comprata circa 3000 euro. Quello che noi facciamo, e continueremo a fare, anche a costo di grandi sacrifici lo faremo solo per i nostri bambini. Così come lo ha fatto mio padre prima di morire tanti anni fa prematuramente, e come ha fatto, e continua a fare mia mamma a 70 anni. Ricordatevi che in Italia chi lavora onestamente quasi mai diventa ricco, ma quasi sempre sopravvive.

  21. 21
    Ubikindred Ubikindred commenta:

    L’onestà di cui lei parla, è commovente e non mi permetto in alcun modo di metterla in discussione. Mi sento però di dire che vivendo a Milano, posso testimoniare che a fronte di cene spesso scadenti, servizi discutibili e scontrini non fiscali, spendere 40, 50 Euro a persona è praticamente la normalità. E posso anche testimoniare che il padrone del ristorante sotto il mio ufficio gira in Ferrari (e non stiamo parlando di chissà quale ristorante, ma praticamente di un’osteria) e il padrone del pub sotto casa mia e del ristorante 50 metri più avanti, gira con un Cayenna. Dubito che questo tipo di status symbol (per quanto personalmente li trovi a dir poco ridicoli) possa essere acquisito con un reddito pari ai 14000 Euro lordi annui, visto che io ne guadagno 26000 e faccio fatica ad arrivare a fine mese (e, per la cronaca, giro in bicicletta).
    Ripeto, non dubito affatto nè dell’onestà, nè del lavoro della sua famiglia. Dubito solamente che possiate essere presi ad esempio della categoria. Purtroppo.
    Un saluto.

  22. 22
    Fabio Italiano Fabio Italiano commenta:

    La colpa è solo dello stato che, non fa i controlli adeguatamente. Non ci vuole molto a pescare gli evasori. Però bisogna iniziare dai più grossi. Quando si fanno le pulizie, prima si toglie il grosso dello sporco, e dopo si passa al fine. Quindi prima bisogna controllare quelli che girano in Ferrari, e solo alla fine si passa a quelli che hanno le utilitarie. Non puoi girare in Ferrari se non te lo puoi permettere, neppure se la Ferrari è intestata a qualcun altro. Non puoi andar in vacanza in posti veramente “in”, magari su uno yacht (anche se intestato ad una ditta x), se non hai redditi veramente alti. Lo stato ha tutti gli strumenti utili per pescare gli evasori, le immatricolazioni delle auto, degli yacht, i conti in banca, i consumi delle utenze elettriche, telefoniche, gas, etc. etc. etc.

  23. 23
    Vignadelmar Vignadelmar commenta:

    Posto anche qui un mio commento.
    Come al solito i ristoratori, tutti, sono evasori. E giustamente si scrive, si commenta, si giudica, si pregiudica (nel senso di pregiudizio) tutta una categoria.
    Casualmente nessuno però nei giorni scorsi e nemmeno oggi ha commentato il prossimo ed ennesimo immenso condono per chi ha portato i propri capitali all’estero.
    Già, i ristoratori sono brutti e cattivi, mentre i grandi evasori che portano capitali all’estero vengono premiati anche con delle assoluzioni di fatto per i reati commessi relativi a quei fondi portati all’estero. Ma dai, cose di poco conto, tipo falso in bilancio, bancarotta fraudolenta etc etc etc
    Per quanto riguarda i comportamenti non lineari di noi ristoratori si dovrebbe sapere che voi clienti avete un grande potere: potete pretendere lo scontrino, ricevuta fiscale, fattura. Così come il menù e la carta dei vini scritti e con i prezzi.
    Non ve li danno ? Almeno smettete di tornarci e decidete di andare, di premiare, chi ha comportamenti corretti nei confronti vostri e della collettività.
    Io da piccolo ristoratore di provincia acquisto materie prime o servizi solamente da chi mi emette regolare fattura, voi siete sicuri di fare altrettanto con idraulici, dentisti, elettricisti, falegnami, meccanici, etc etc etc. ?
    Ve lo domando perchè se non lo fate anche voi siete complici nella comune e diffusa evasione fiscale, insomma predicate bene, razzolate male e non avete nemmeno il coraggio di pretendere quanto vi è dovuto.
    Poi, tanto per sfogarsi, basta andare su un blog e vomitare la propria rabbia per gli altrui comportamenti….mai sui propri, vero ?
    .
    Ciao

    • antonio antonio risponde:

      Dai, non penso si intendesse criticare la categoria dei ristoratori in toto; io ho vomitato la mia rabbia nei confronti di quelli che evadono sguaiatamente, poi lo so che esistono ristoratori che fanno onestamente il proprio mestiere, ci pagano le (salate) tasse e cosi’ via.

      Sono d’accordo quando parli di potere del consumatore, ma e’ anche vero che quando si tratta di prendere per il culo lo Stato, la societa’ o chi sta accanto, molto spesso l’italiano non si fa tanti scrupoli, pensa se non prendessero le tasse alla fonte ai dipendenti, quanti le pagherebbero?

      Probabilmente il ristoratore e’ una goccia in mezzo al mare e, come dici tu, il condono e’ molto piu’ grave di questa evasione, pero’ l’articolo di dissapore parla di questo e io cerco di mantenermi in tema, quando si parlera’ di condono fiscale commentero’ sul condono.

  24. 24
    Ubikindred Ubikindred commenta:

    Si chiarisca un equivoco: non sono venuto qui a “vomitare la mia rabbia”, ma esclusivamente a far notare che l’articolo pubblicato, in cui si sostiene che sia moralmente lecito evadere le tasse e che i 14000 Euro medi annui dichiarati dalla categoria siano se non proprio la verità, assai verosimili, è inaccettabile. Tutto qui. Che i ristoratori non siano peggio di altre categorie, sono il primo a sottoscriverlo (ricordo pochi anni fa un’indagine simile, che rivelò che i gioiellieri dichiaravano quanto i maestri elementari ed i notai dichiaravano 30000 Euro annui, a Milano…a Bolzano, per ragioni imperscrutabili, la media era 150000!). Poi, quanto da lei affermato riguardo allo scontrino fiscale (e anche sul potere del consumatore, ma in Italia tendiamo ad essere sudditi non solo nei confronti dello stato) è certamente pienamente condivisibile, almeno per quanto mi riguarda. Saluti.

  25. 25
    Bacco Bacco commenta:

    la massima solidarietà andrebbe data a chi le paga tutte le tasse altro che balle…oggi hanno preso i cuochi ad esempio (sono su giornali riviste guide da anni ormai…Siete visibili? Bene.)
    Gli anni passati c’erano i notai e i dentisti, gli avvocati e i medici…
    Io le tasse le pago tutte e da tutti pretendo la fattura.
    Si fa fatica? Lo Stato ti prosciuga? Ma mica solo a voi cari miei, gli strumenti costano a tutti, le tasse girano per tutti. Le spese ci sono per tutti e le ore di lavoro ci sono per tutti.
    quello che non c’è è l’onestà. Pagate le tasse e non continuate a fare le vittime va là.

    E c’è chi vi esprime solidarietà.
    Che schifo.

    • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

      Io sì, sono solidale. Solidale perché non mi va che si getti merda su un’intera categoria come hanno fatto i giornali.

      • antonio antonio risponde:

        La statistica ha detto che i ristoratori in media hanno dichiarato tanto; nel metodo statistico bisogna pur fare delle medie e dai numeri non si scappa. Certo cosi’ gettano fango sull’intera categoria ma se e’ vero che la media e’ quella e’ *giusto* gettare fango su un’intera categoria di evasori, a parte quelle poche eccezioni che le tasse le pagano e fanno il loro lavoro onestamente.

      • Bacco Bacco risponde:

        Farina, almeno getta merda su ’sto cretino che apertamente dichiara di evadere…E’ OVVIO che non si spara su tutti…non è una categoria e il buon senso dovrebbe aiutare a leggere le notizie, ma evidentemente di buonsenso si scarseggia assai.

        • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

          Se vedi come questa notizia è stata letta da quello che qualcuno, forse snobisticamente, chiama “l’uomo della strada”, ti renderai conto anche meglio che io e te la pensiamo in maniera più simile di quanto potresti credere.

          • Bacco Bacco risponde:

            Ah Tomma’ io e te prima di pensarla “simile” dovremmo essere ubriachi dal Liloni…e avremmo solo delle convergenze culinarie (per le quali tra l’altro ti ho sempre riconosciuto le phisique du role) per il resto, credimi siamo lontani anni luce, ma che dico anni…secoli.

  26. 26
    william olivieri william olivieri commenta:

    Tu che vendi una bottiglia d’acqua a 2 / 3 euro.
    Tu che vendi un piatto di pasta da 6 euro in su.
    Tu che vendi un dolce a 5 / 6 euro.
    Tu che “due pizze e due bibite” non si spende meno di 40 euro.

    Tu sei PATETICO, oltre che evasore!

    • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

      Pensavo si potesse ragionare abbastanza seriamente.
      Mi sono sbagliato.
      .
      Ciao

    • antonio antonio risponde:

      Se i prezzi ti sembrano alti sei libero di non andarci, l’importante e’ che il ristoratore dichiari quello che guadagna, non vedo la relazione tra prezzi alti ed evasione fiscale.

    • alfredo alfredo risponde:

      La gente come lei dovrebbe rischiare qualcosa di suo per capire qualcosa. Ma non può perchè è un pigro, i pigri criticano, i pigri non sanno vivere, i pigri vanno a far la spesa al market più vicino, e si fanno la doccia una volta alla settimana anche ad agosto. Quindi non possono capire chi rischia.

      P.S.
      Ho visto la pubblicità della Lidl online
      dal 16.7.al 22.7.
      8 pacchetti di ottimo Wurstel x 45 g solo € 2,78/kg
      Dovebbe affrettarsi perchè stanno finendo:-)
      Ma lei è pigro.

      • Ubikindred Ubikindred risponde:

        O magari lavorano in pieno centro di Milano e nell’ora di pausa pranzo non si possono permettere di andare a mangiare ad Acireale, dove certamente pagherebbero di meno.
        Ah, posso assicurarle che nonostante la sua illuminante opinione, anche i lavoratori dipendenti si lavano.
        Comunque l’argomentazione (sottointesa) che il rischio d’impresa legittimi il furto (perché questo è l’evasione fiscale) è a dir poco…curiosa.

        • alfredo alfredo risponde:

          Dilemma: abitare ad Acireale=poco guadagnare, ma poco spender per mangiare?
          O abitare a Milano dove si guadagna ma la vita è cara? Lei che ha un nome così curioso si è mai chiesto perchè tutto ciò succede nel paese dello stivale? E perchè chi lavora in proprio deve rischiare tutto e chi lavora da dipendente e si lava ovviamente non rischia niente?

          A me non frega niente, tanto domani vado in vacanza. Risponderebbe un lavoratore dipendente:-)

          • Ubikindred Ubikindred risponde:

            Il perché succeda è di facile comprensione, si chiama livello generale dei prezzi. In particolare però, Milano è (da recenti statistiche) l’undicesima città più cara del mondo, ma le posso altresì assicurare che il livello medio dei salari (anche a Milano) è bel lungi dall’essere l’undicesimo più alto del mondo. E le do una facile spiegazione: perché quantità smodate di evasori (che vivaddìo, fanno solo quel tanto di nero), hanno da tempo drogato il livello dei prezzi di questa città (o altrimenti qualcuno mi sa spiegare la quantità assurda di SUV che incrocio ad ogni angolo di strada? Tutti in affitto, I suppose).
            Le do anche una facile spiegazione per la seconda domanda: si chiama rischio d’impresa. Se si vuole guadagnare di più si rischia di più e questo rischio ha nel maggior guadagno la sua ricompensa. Altresì la quantità di tasse dirette è proporzionale al guadagno stesso. Come dire: se lei è un buon imprenditore pagherà più tasse, ma a fronte di un maggiore guadagno. Se è un pessimo imprenditore ne pagherà di meno. In tutto questo il rischio non è un’autorizzazione al furto.
            Chiudo dicendo che forse lei non ha mai lavorato da dipendente, altrimenti saprebbe che il buon funzionamento dell’azienda e quindi il proprio impegno lavorativo, è l’unica garanzia di avercelo ancora un lavoro. O pensa forse che gli assunti vengano pagati per carità d’animo imprenditoriale?
            Tutto questo si chiama capitalismo, se non le piace, le consiglio una rapida conersione al marxismo ortodosso.
            Saluti.

          • alfredo alfredo risponde:

            Ma lei signor Ubikindred è un genio!

          • Ubikindred Ubikindred risponde:

            Questo no, ma almeno riesco un poco meglio nell’esercizio del sarcasmo

  27. 27
    fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Sistemata la cucina contemporanea.
    Sistematissimi i cuochi chimici e tossici ( nb: ricorda di non scrivere nulla sull’esito delle indagini dei Nas, bazzecole).
    Le guide le abbiamo ben incasinate.
    Rieducare quei potenziali tossici che solo si avvicinano al vino, bravo Angelino: vade retro.
    Usiamo il pollo di Trilussa per dimostrare che tutti i ristoratori, proprio tutti, sono evasori e delinquenti, così li sistemiamo, questa marmaglia che non fa le lasagne come quelle della mamma e in più te le fa pagare.
    Ricordarsi di comprare un mazzo di carte nuovo e una confezione maxi di Cocacola.

    Dal diario di Giulia da Pisa.

  28. 28
    Deckart Deckart commenta:

    Quando facevo il commercialista, non ho mai consentito a nessuno dei miei clienti di evadere una lira.
    Usavo tutti i mezzi *legali* per diminuire l’imponibile e il dovuto, ma si dichiarava e versava tutto.

    Il primo anno si lamentavano, qualcuno si rivolgeva a un collega e mi lasciava, poi però quando capivano il valore della tranquillità (o quando arrivava un controllo) mi ringraziavano: uno dei miei clienti in 18 anni ha avuto 7 controlli, mai nessun problema.

    Ecco, in vent’anni non c’è mai stato un ristoratore che abbia accettato le mie regole, tutti hanno preferito lavorare con persone (specie un collega ben noto) che gli consentivano di scaricare spese inesistenti e di falsificare la contabilità.

    E’ una categoria per cui è troppo facile evadere, senza nessun rischio concreto e soprattutto dove l’etica professionale e l’onestà sono delle rarità assolute.

    Perdonatemi signori, ma l’esperienza nel settore mi spinge a scartare fermamente tutte le vostre fantasiose ipotesi su fallimenti, valori medi, ristoratori stakanovisti e sottopagati.

  29. 29
    nicola a. nicola a. commenta:

    E’ un settore che fatica, come tanti altri.
    A Londra qualche mese fa, quando chiusero decine e decine di ristoranti, si diceva: ..want to lose money? Open a restaurant.

  30. 30
    walter walter commenta:

    ma è possibile che a nessuno dei (quasi tutti) sapientoni di qui sopra (mi meraviglio soprattutto del commercialista) ha detto che il 70% dei ristoranti sono, come forma giuridica, imprese familiari e perciò il redditto dichiarato dal titolare bisogno raddoppiarlo per avere la cifra giusta dichiarata dal ristorante!!!!!!!!!!!!!

  31. 31
    Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    A parte l’operazione riuscita di mettere poveri contro poveri, credo ci sia da riflettere sui termini. Si parla di reddito, infatti, non di ricavi. Il punto è che reddito=ricavi-costi, dice che gli “autonomi” possono scaricare cose che il dipendente non può, da qui l’equiparazione reddituale.
    Inoltre, come qualcuno faceva ben notare prima, non confondiamo reddito personale con quello del ristorante in genere, per buona gestione elusiva fiscale, intestato a una società.
    E’ chiaro, perciò, che se io che ho un ristorante metto buona parte dei costi nella società di ristorazione, vedi auto, parte del vestiario, roba che mangio io e famiglia, etc., etc., in ciò che bene o male scarico dai miei ricavi, viaggio alla grande rispetto ad un dipendente e dichiaro redditi come lui o inferiori, che non può scaricare nulla. Stessa cosa, guardate bene, per gli autonomi che operano nella consulenza: lo Stato li massacra facilmente oltre il 45% di tassazione e assistenza (INPS o altro che sia), per stare su un reale 55% di prelievo totale annuo, e non potendo scaricare pressoché nulla (da Visentini in poi è stata una Cambogia).
    Quindi, rimettiamo i termini al loro posto e chiediamoci, piuttosto: cui prodest? Com’è che ’sta cavolo di Fininvest ce l’ha sempre di più con la ristorazione?

    • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

      Caro Marco, sai che la mia fantasia galoppa ma già alcuni mesi fa, all’apice del presunto scandalo guide-texturas-vizzari io feci balenare l’ipotesi che tutto fosse organizzato da una mente pseudo diabolica.
      Riassumo il mio pensiero: dunque siamo in piena crisi economica, il Governo ed il suo capo hanno paura che il malcontento dilaghi ed incominci a trasparire. Come fare per far rimanere le persone a casa contente e felici di non potersi più permettere di andare a ristorante ma solamente delle comparsate in economiche pizzerie?
      Parlare male, montando una campagna qualunquista e denigratoria sulla ristorazione tutta fino a convincere gli italidioti che si, è meglio rimanere a casa che andare a farsi spennare in un ristorante, magari rischiando l’avvelenamento, guidati dalle Guide platealmente corrotte ed incompetenti.
      Adesso mancava l’ultimo tassello, l’evasione fiscale generalizzata.
      Il gioco è fatto.

      Ciao

      • Marco Lungo Marco Lungo risponde:

        Lo sai che c’è del vero in questo che scrivi?
        E’ possibile, quanto probabile non so, ma possibile sì, in quanto perfettamente in linea con i dettami di una informazione di regime, degna del miglior Goebbels.
        Se hai ragione, a quel punto dovrà uscire furoi qualcosa anche sui prodotti distribuiti ai ristoranti, scaduti e scadenti, così quadrerà anche quella parte.
        Che schifo, e ancora il 50% degli italiani lo vota, non lo leveremo mai da dove sta…

    • Anonimo Codardo Anonimo Codardo risponde:

      Cambierei “poveri contro poveri” con “poveri con la villa e poveri con il monolocale”.

  32. 32
    Lisa Conti Lisa Conti commenta:

    Immagino la dichiarazione dei redditi di questa/o lavandaia/o…
    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_luglio_23/stangata_tintoria_614_euro_camicie_magliette_lavanderia-1601595448320.shtml
    614 euro per 10 camicie, due jeans e sette t-shirt!
    Sembra quasi una bufala, Il Passetto è economico in confronto :)

  33. 33
    nicola nicola commenta:

    Vorrei chiedere all’anonimo ristoratore se ha mai riflettuto sul motivo di tanta pressione fiscale, tale da soffocare la libera impresa, di cui si lamenta nell’articolo.
    Non sarà che per caso dipenda da DECENNI di evasione fiscale, perpetrata ai danni dello stato da varie categorie professionali, tra cui la sua? Lei dice che esistono casi ben peggiori, ma questo renderebbe forse meno grave il reato (secondo la logica: se lo fanno tutti, perchè ve la prendete con noi)?
    Consenta anche a me di parlare da cittadino a cittadino: ho scoperto con sommo gaudio di appartenere alla categoria dei “ricchi”, visto che per poche centinaia di euro supero il tetto fiscale dei 150000 annui, dichiarato dalla metà degli italiani, ma da lavoratore dipendente può scommettere che i miei sono effettivi e certificati. Un’ultima cosa: sarà pur vero che su di voi grava il peso del rischio di impresa, ma se domani la mia azienda manterrà l’appalto milionario (magari grazie a me che lavoro 10 ore e mezza ogni giorno con un contratto da 8!!) che garantisce un profitto doppio rispetto allo scorso anno, i miei capi possono permettersi una barca nuova, mentre io vedo sempre lo stesso stipendio a fine mese.

  34. 34

    [...] contribuente onesto il mio ristorante sarebbe chiuso da un pezzo” – che ha scatenato il P-A-N-D-E-M-O-N-I-O. 2 – Ma le immagini più scioccanti sono arrivate da Waste, il libro di Tristram Stuart, [...]

  35. 35
    Chefclaude Chefclaude commenta:

    Mi sarebbe piaciuto fosse uscito fuori dalla discussione qualche cuoco-dipendente a parlare dei suoi rapporti con l’imprenditore…a parlare del “suo” contratto nazionale, del “suo” nero, di questa legislazione ridicola, che giocoforza crea disonesti tra i dipendenti quanto tra i ristoratori…ma questo è il Paese dove tutti si illudono di essere furbi quel tanto che gli si permette. Senza dimenticare che per alcuni la forbice è talmente stretta che non si apre neanche.

  36. 36
    dtm dtm commenta:

    sì sì, vai a farlo ’sto discorso a quelli che, lavori dipendenti privati, non hanno orari e, ricevendo busta paga, si vedono rubare tutti i mesi metà dello stipendio.
    diciamo la verità: a me hanno detto chiaro e tondo che “se voglio continuare la vita che faccio (leggi: non da ricco, ma ampiamente benestante) devo votare berlusconi, che la finanza ti lascia in pace e non ci sono stupide tasse” (by proprietario di pizzeria).
    infine, gesto dell’ombrello.

    • Chefclaude Chefclaude risponde:

      Si. Io non ho orari: cioè, dovessi rispettarli, come cuoco non potrei lavorare da nessuna parte. Si accetta allora una parte a nero: una parte che io non verso, ma che soprattutto non versa chi guadagna sul mio lavoro. E se dovessimo giudicare da quest’altro angolo di visuale anche i grandi chef, i pluristellati, ecc. uscirebbero fuori delle belle cose, divertenti anche nelle giustificazioni. Lo so che chi si siede al tavolo non lo mette in conto: ma la realtà del trattamento di chi vive dall’altra parte, in cucina, è un mondo a parte. E tu il mio nero in trattamento lo paghi due volte, pizzeria o stellato Michelin.

  37. 37
    Anonimo Codardo Anonimo Codardo commenta:

    Da contrattista a progetto *non* posso “fare quel poco di nero che il fisco mi permette”. Tutta questa faccenda mi motiva ancora di più nel non andare più neanche in pizzeria e rifiutare inviti al ristorante o od osteria (risoluzione che perseguo con completo successo già da 6 anni).

    Vergognatevi.

  38. 38
    Anonimo anche io Anonimo anche io commenta:

    Ma se le tasse le pagasse quel criminale che abbiamo alla presidenza del consiglio? e tutti i suoi amici?
    per non parlare dei furti, quando non si tratta di puro sperequo, che fanno TUTTI i politici? destra o sinistra indifferentemente…
    fate schifo, sembra medioevo… uno si ammazza di lavoro, guadagna anche bene, poi passa lo stato e ti ammazza pure lui.

  39. 39
    Mr Digiuno Mr Digiuno commenta:

    Siamo arrivati al punto che al grido di “non sono un santo” tutto è permesso.
    E chi non riesce o non vuole gridare, viene crocefisso.
    Ogni giorno che passa mi vergono sempre più di essere italiano.

  40. 40
    Andre Andre commenta:

    Penso che sia indecente pubblicare una lettera come quella del “signore” là su.
    Che, tra parentesi, quello che denuncia di se stesso, non sarà mafia o la pratia del serial killer, ma è comunque ben definibile: si chiama furto. Così almeno nei paesi civili.

  41. 41
    Anonimo Codardo Anonimo Codardo commenta:

    Avrai diritto di lamentarti quando pagherai le tasse. Fino ad allora non sarai molto diverso da lui.

    Ti stai nascondendo dietro all’adagio “lo fanno tutti, quindi…”. È un discorso da cittadino di serie B; gente come te non merita i miei soldi.

  42. 42
    luisa luisa commenta:

    Che tu sia ristoratore o spazzino, escort o medico, idraulico o dirigente, il senso civico, civile e umano non può e non deve venir meno. Il rispetto delle leggi è il rispetto delle persone!
    Guadagni? Paghi le tasse in proporzione. Ci rimetti? Credi di essere fiscalmente maltrattato? Chiudi la tua attività e vai a faticare nel senso più vero del termine in campagne di raccolta frutta o in turni da operaio o in qualsiasi altro lavoro dove lo stipendio e le tasse sono chiare! Scommettiamo che non mantieni lo stesso tenore di vita di ora per il quale giustifichi “fare quel poco di nero che il fisco ti consente”…. CHE VERGOGNA LO STILE ITALIANO

  43. 43
    Riccardo Pratt Riccardo Pratt commenta:

    Apperò, quanta bella gente, intanto la media è di 14.000 euro Lordi, pertanto vi siete dimenticati le tasse, in più è una media su 100.000 imprese su 120.000 censite, tutti in forma societaria e con contabilità semplificata (dati Agenzia delle entrate).
    Personalmente guadagno circa 45.000 euro/anno sono medico rianimatore, quindi dipendente pubblico, un fannullone per i più, ho spesso turni che superano le medie dei ristoratori, in rianimazione non ci si muove secondo la gravità, e non ho straordinari pagati perchè è un tuttocompreso, anzi più clienti ho e peggio è. :)
    Che faccio mi metto a ridere o mi sparo, siamo seri, l’evasione ci sarebbe anche se le tasse fossero al 10%, è nel dna è il piacere della furbizia, vuoi mettere il gusto che si prova.
    L’errore è prendere di mira una sola categoria, quello è un grave errore, il divertimento è diffuso, dal tassista che ha il tassametro già scattato col diritto di chiamata, all’idraulico sotto casa mia che viaggia con 2 SUV mercedes ed una Z4, ovviamente per lavoro, (simpatica la scritta della ditta magnetica rimovibile, carrolavoro di giorno e mercedes di lusso la sera) che in 28 sec netti, mi ha tagliato 4 cm di tubo e messo una giunta, al modico prezzo di 140 euro, no scusate 179 quando ho chiesto la fattura.
    Lo stesso che mi ha chiesto se gli sveltivo la Tac (esente ticket ovviamente) perchè siamo vicini di casa.
    Ammettiamolo siamo troppo divertenti, per questo hanno inventato il “meno male Silvio c’è?”

    Riccardo

  44. 44
    marziano marziano commenta:

    raga. l’articolo è una cazzata. è il regno della approssimazione giornalistica (25 mila persone rubate alla pastorizia, scusa massimo): come ha detto nico, 80 post sopra, anche se nessuno se lo è cagato, il problema è chi esercita limpresa? a) un individuo b) una società.
    se una società dichiara 14000 euro di reddito significano 14 utili di utili dopo le imposte su un fatturato anche di 500.000 euri annuo. Se una impresa individiale cioè un individuo dichiara 14 euro di reddito (non di utile) non può vivere. quindi in questo secondo caso c’è qualcosa che non va.
    tutte le imprese indivuali hanno una doppia contabilità: biano e nero. il bravo imprenditore sa che esse, in realtà, sono uguali e le terrà bene entrambe, con l’unica differenze che ciò che egli guadagno in nero LO DEVE spendere altrettanto in nero e senza i sovracosti dello stato (cioè iva e tasse dirette). l’unico che ci rimette è il osggetto che non può evdaere ma che alo stesso tempo non può dedurre i costi per vivere e dunque non è incentivato a richiedere l’onersta dal fornitore del servizio. ci poi rimette lo stato e, in via mediata, la statistica del PIL che risulta falsato.

    • Anonimo Codardo Anonimo Codardo risponde:

      Come ho già risposto a Nico: non ho mai visto un ristorante andare in giro in SLK, ma un ristoratore sì.

      Il guadagno in nero non ci deve essere. Punto e basta. Il resto sono giustificazioni di ladri.

  45. 45
    Riccardo Pratt Riccardo Pratt commenta:

    Marziano mi sono un poco perso nel leggerti ma ti riporto la parte originale che ha scatenato il putiferio :)

    Ecco i redditi medi dichiarati ai fini Irpef con le dichiarazioni 2008 da alcune categorie di lavoratori autonomi (prima voce) e di imprenditori con reddito legato a micro-società a contabilità semplificata (seconda voce).
    - Alloggio-ristorazione 14.597 – 13.545
    - Trasporti 16.837 – 15.468
    - Ag.Viaggi-Servizi imprese 18.725 – 16.849
    - Commercio 19.795 – 17.507
    - Costruzioni-edilizia 20.317 – 18.582
    - Agenzie immobiliari 21.596 – 19.811
    - Arte, sport, intrattenimento 24.857 – 12.574
    - Attività assicurative e finanziarie 28.739 – 24.985
    - Professioni 35.436 – 17.920
    - Sanità e assistenza sociale 43.880 – 13.716
    Reddito medio lavoratori autonomi 37.124
    Reddito medio lavoratori dipendenti 19.335
    Reddito medio pensioni 13.448
    Reddito medio italiani 18.448

    Mi sembra che tu sia nel settore fammi capire, che non ho cervelli sottomano per un trapianto veloce.

    Riccardo.

  46. 46
    Davide Davide commenta:

    Se hai un’attività commerciale che sfortuna, incapacità o leggi ingiuste non ti permettono di farne un lavoro redditizio allora provi a lottare per migliorare la situazione o chiudi l’attività e ti vai a cercare un altro lavoro onesto. Non evadi, perchè sei un disonesto. Perchè quelle tasse non versate non andranno ad una scuola, ad un ospedale, ad un bisognoso, ad un’infrastruttura. Per me è imperdonabile. Io a chi evade sospenderei il diritto di voto fino a saldo dei debiti verso lo stato.

  47. 47

    [...] casting della Prova del Cuoco? E che insegnamento ricaverà dal debito di Vissani con lo Stato? Crederà ai giornali che descrivono i ristoratori come evasori fiscali, e penserà che in fondo fanno bene, e che quando [...]

  48. 48
    faranno quel poco di nero che? faranno quel poco di nero che? commenta:

    redditi da fame, la Procura ordina i controlli

    Venezia – La tabella è impietosa: ciascuno dei 3.205 ristoratori presenti nel Comune di Venezia ha dichiarato nel 2006, ultimo anno disponibile per un’elaborazione precisa, in media 23.988 euro. A Jesolo gli operatori sono 812, e a leggere le dichiarazioni dei redditi sono tutti sull’orlo della rovina: 13.678 euro, poco più di mille euro al mese come un operaio. È vero che c’è sempre la storia del pollo: se la media è mezzo pollo a testa magari c’è chi ne mangia uno e chi zero, ma allora beati quei 43 ristoratori di Quarto d’Altino che ne hanno dichiarati 55.180, i più ricchi dell’intera provincia di Venezia.

    La tabella coi dati provinciali sui guadagni di bar e ristoranti è da qualche giorno sul tavolo del procuratore aggiunto Carlo Mastelloni, a cui l’ha consegnata il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate in persona. Una lista che ha confermato l’impressione del magistrato: ovvero che soprattutto a Venezia ci sia un’evasione fiscale piuttosto diffusa, a causa del vecchio vizietto di non fare gli scontrini e di accumulare molti guadagni in nero, una pratica che sarebbe incentivata dall’alto numero di turisti…
    (continua sul corrieredelveneto.it)

Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Dissapore

Registrati o accedi per commentare.

Puoi aggiungere un'immagine al tuo commento cliccando qui.

 

Ultimi commenti