Si ricomincia: una Coca Cola e due palline di gelato al bar Il Portico di Porto Cervo costano 60 euro

Uh uh, una turista francese si è rivolta alla Finanza per il conto pagato al bar Il Portico di Porto Cervo in Sardegna: 60 euro per due palline di gelato e una Coca Cola. Cerco l’immagine perfetta per descrivere cosa accadeva in Italia un’estate fa e non mi viene altro che “l’estate delle truffe”. Tutto era iniziato con il conto di 695 euro del Passetto di Roma. Da quella fregatura in poi è stato come aprire il vaso di Pandora. La Malmaison di Milano (954 euro), gli smeraldari Sushi Restaurant di Porto Cervo (250 euro) e La Scogliera sull’isola della Maddalena (850 euro), fino ai furbetti del barettino che avevano (avevano?) messo a sistema lo sciagurato doppio prezzo, uno per i turisti l’altro per i milanesi. Dissapore diffuse perfino la Guida anti-truffa ai ristoranti italiani italiano/inglese.
Leggo perciò con un filo di emozione della turista francese, Monique Van Damme, 72 anni, che ha denunciato alla Guardia di Finanza il conto pagato lo scorso 19 giugno al bar Il Portico, nella piazzetta “rossa” di Porto Cervo. Più un salotto che un bar, pochi tavoli, poltrone, divani, terrazza con vista sugli yacht che attraccano nella darsena.
Insieme a un’amica, la turista di Nizza ha ordinato una Coca Cola e due palline di gelato una alla fragola l’altra al limone, senza chiedere il prezzo. Quando è arrivato il conto, 60 euro, ha pensato fosse veramente troppo, erano le 15:52, il locale non offriva alcun tipo di intrattenimento musicale. Lì per lì ha nascosto il disappunto pagando senza protestare ma una volta tornata a Nizza, sopraccigliando, ha denunciato l’accaduto alla Guardia di Finanza.
La verifica delle Fiamme Gialle ha appurato che è tutto vero ma non c’è stato raggiro, nel locale era esposto il listino dei prezzi, che sono indicati anche nel menù consegnato dai camerieri ai clienti prima dell’ordine.
Qualcuno sta pensando che Porto Cervo è il cuore della Costa Smeralda, amena località non proprio famosa per la sobrietà dei prezzi, e che volendo evitare le fregature nemmeno ci si va in certi posti. Lo so, avete ragione, ma scorrendo il menù del Portico c’è da trasalire. Un caffè e mezza minerale costano 45 euro (30+15), un gelato 30 euro come pure una birra, per un aperitivo si parte da 45 euro.
La Starwood, multinazionale americana proprietaria del bar Il Portico (e degli altri due bar che affacciano sulla “piazzetta rossa”, Il Sole e Il Cervo) si è difesa dicendo che i prezzi erano chiaramente indicati e che si paga in proporzione a quanto si riceve. “Il caffè non viene mai presentato solo, ma accompagnato da pasticcini, cioccolatini e con un servizio di prim’ordine”.
Starwood io te lo dico, il resto del mondo lo penserà senza dirtelo. Giustificare 30 euro per un caffè vantando l’offerta dei pasticcini rappresenta un punto di vista intellettualmente così audace da farmi sentire inadeguto alla discussione.
[Fonti: Unione Sarda, Sheraton Hotel, immagine: Sheraton Hotel]
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Penso che se i prezzi erano indicati in un menù, che magari la turista in questione non ha consultato, nessun rilievo possa esser fatto a chi conduce il bar in questione.
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Se è vero che bisogna sbugiardare a tutta manetta chi raggira i clienti, è altrettanto giusto lasciar lavorare in pace chi mette il proprio cliente in condizione di poter consapevolmente scegliere se consumare o meno.
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Trenta euro per un caffè e pasticcini serviti con cortesia in un bel posto fronte mare ? Mi sta bene.
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Mi arrabbio molto di più quando nella pizzeria X mi chiedono due euro di coperto, 4 euro per un’orrenda birra alla spina e otto euro per una pizza che se la tiri contro il muro si rompe il muro. Pizza e birra servite in un locale rumorosissimo magari con seggiole e tavoli in plastica, da camerieri improvvisati……capita più spesso di quanto si pensi.
E’ giustificabile?
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Ciao
Concordo pienamente con te, Luciano.
Aggiungo che è giusto, così impara ad andare in quel triplo concentrato di volgarità e fiera dell’esibizionismo per arricchiti e gonzi.
In ogni caso ritengo improprio fare esercizi di moralismo sui prezzi di un esercizio commerciale.
Ti prendi un gelato in un bar di Porto Cervo senza consultare la carta?
Liberissima di farlo, lamentarsi a posteriori della batosta no.
Brifazio
nell’87 mio padre ha pagato 7.000 lire un caffè in quella piazzetta…
3,5 Euro… certo che l’inflazione è spaventosa!
Hey, nel 2000 circa un caffè al banco costavano 13.000 lire ….
Concordo con te….e conosco bene l’andazzo di quelle zone abitando a pochi chilometri dalla Costa Smeralda…Io credo che da quando siano venuti Karim Aga Khan e Tom Barrack (la Sheraton infatti è di quest’ultimo) ad investire in Costa ed aver reso Porto Cervo una delle mete più esclusive e sognate del mondo, quest’ultima sono convinto che sia diventata un “etichetta”,uno status simbol… i prezzi vigenti in Costa non si riferiscono esclusivamente al pezzo unitario,ma includono anche l’esclusività della zona,il servizio e la cosiddetta “etichetta” (faccio sempre l’esempio della Nike, che nonostante faccia i suoi prodotti in Cina,quindi a bassissimo costo,essendo appunto un etichetta famosissima rivende i suoi prodotti a prezzi esorbitanti)…Sarebbe come andare a Montecarlo e pretendere di pagare il caffe 1 euro…..
a montecarlo paghi una bottiglietta di evian da mezzo litro 8 euro…. in confronto a porto cervo è davvero economica!
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alla lista manca la famigerata cena da Cracco in cui un giornalista che chiese un consiglio al sommelier si ritrovò suo malgrado un conto di oltre 2000 euro (per 2 bottiglie di vino)… mi pare che a suo tempo ne avesse parlato Kelablu.
Tipico esempio di gente che si sente superiore, anche di leggere i prezzi esposti, e poi si sente fregato.
Tutto chiaro per il caffè, ma a questo punto mi farebbe comodo sapere cosa portano con l’acqua minerale. Magari, se l’offerma mi convince, faccio ancora in tempo a cambiare meta per le mie vacanze e mi installo a Porto Cervo…
Leggasi: se l’offerta mi convince.
secondo me se uno va in quei luoghi tipo porto cervo, sa a quel che va incontro anzi ci andrà proprio perché cerca quel tipo di mondo, in più se i prezzi erano esposti e lei non li ha consultati avendo anche il menù è uno sbaglio della cliente… Detto questo trovo sempre inaccettabile quando invece non si dà il menù, proprio sabato a pranzo entro per mangiare una cosa in una posto alla buona, una latteria in centro a milano, di cui ho sentito parlare,niente carta scelta da una lavagnetta, mi presentano un conto con prezzi fuori luogo, quando esco i prezzi appesi dicevano altre cifre… Sono entrato e li ho ribaltati!
Dove dove
latteria vegetariana… poi sempre ultimamanete mi è capitato anche in un cinese (abbastanza rinomato a milano) dove ho preso un asporto e tizia che ha fatto conto mettendo prezzi a caso… ma che pensano che siam tutti scemi?????
Mi dispiace ma non sono d’accordo. Non solo penso che se è vero che i prezzi erano indicati chiaramente c’è poco da denunciare, ma ritengo che tali posti vadano boicottati a prescindere.
concordo pienamente. a tutto c’è un limite.
Sarà pure un posto per i “ricchi”, ma penso anche loro si spaventerebbero di pagare 45 euro per un caffè e mezza minerale. Mica le tazze sono fatte d’oro…
Buono a sapersi, da domani comincio a rapinare banche con questo metodo: apro un conto e mostro un menù dove scrivo che ogni mia firma sulle loro carte vale 10.000 euro. Se basta scrivere una cifra su un pezzo di carta per rendere lecito un furto…
non è proprio così. un furto presuppone una violenza, mentre qui nessuno ti obbliga a sederti in quel bar.
inoltre se i prezzi sono esposti c’è poco da fare: sarebbe come prenotare una suite in un 5 stelle e poi lamentarsi perchè costa molto di più di un bed&breakfast
la truffa non presuppone la violenza.
il prezzo deve essere proporzionato al servizio, non al fatto
che dal locale si veda il mare (che non appartiene al locale).
mi sembra ovvio.
violenza nel senso che si ricava profitto tramite artifici o raggiri.
ecco, con il menu esposto, non c’è nessuna truffa.
c’è chi vende un servizio esponendone il prezzo….e c’è chi decide di avvelersi di questo servizio, così come è libero di decidere di non usufruirne.
un bar privato a porto cervo non è un servizio statale, non sta scritto da nessuna che dev’essere usufruibile da tutti.
il prezzo non è proporzionato solo al servizio, ma anche al posto.
non ti sei chiesto quanto può costare aprire un bar a porto cervo? sia come licenza….che come valore dell’immobile.
tutto è sempre contestualizzato al posto dove ti trovi. non si paga il caffè in sè, si paga anche tutto il resto.
“un bar privato a porto cervo non è un servizio statale”
certo, ma mi verrebbe da chiedere se il valore sociale di ogni attività privata debba seguire la regola del “prendere o lasciare”.
poi ci lamentiamo della grande distribuzione e dei ricarichi della filiera del cibo (son privati anche loro eh).
bella coerenza. no comment.
A parte il fatto che nel mio esempio non c’era nessuna violenza,
il tuo discorso è valido solo se si va in tribunale. Nel mondo reale è prassi corrente dire di chiunque (dico anche fuori dai bar, per qualsiasi prestazione professionale in generale) chieda un corrispettivo palesemente sproporzionato rispetto all’opera prestata, che è un ladro.
Per cui di chi fa pagare un caffè 100 volte il suo costo la signora ha il pieno diritto di pensare che sia un ladro: ci sono dei limiti morali che non hanno bisogno di codificazioni legislative per essere considerati tali. E fingere che non ci siano perchè la legge dice che il furto non è tale se non c’è violenza è voler nascondere la testa sotto la sabbia. Perchè al turista straniero interessa quello che pensa lui, e se lui pensa che la violenza ci sia stata (parole della signora: “mi sono sentita aggredita per quanto subito”), è quel pensiero a condizionare il ritorno in Italia del turista. Nessuna legge può impedire alla signora di non venire più in Italia a farsi derubare.
Il problema è che in Italia si credono tutti furbi e pensano che l’unica condizione sufficiente perchè si possa fare qualcosa è che non vi sia un divieto legale. All’estero non ragionano così, pensano che ancor prima della legge ci siano limiti di decenza che la gente si deve dare da sola, e basta superare quelli per avere il pubblico disprezzo.
SI chiama Shame culture, e gli italiani ne avrebbero bisogno anche più del piatto di pasta che mangiano ogni giorno…
mah…..
se questo bar lavora da anni e ha la sua clientela, il discorso furto capisci che è assolutamente soggettivo.
tu non stai pagando 30 euro il caffè, paghi il servizio e il fatto di sederti in quel posto. ripeto, nessuno ti obbliga.
i turisti stranieri non ritornano in costa smeralda? non credo, ad ogni modo se ci fosse un forte calo di affluenza, sicuramente anche i bar come questo ritoccherebbero i loro prezzi.
probabilmente non è ancora successo.
e poi, in costa smeralda guadagnano parecchi soldi sul turismo, ma in poche persone……
se partiamo da questo concetto è tutto giustificabile. ed io trovo che il discorso di creare delle enclavi elitarie in un paese che, sino a prova contraria, appartiene a tutti resta
un’aberrazione morale.
perché mettere prezzi che sono pura follia o avere un ricarico
di quel tipo su un caffè ed il gelato significa creare una gabbia dorata intorno a determinate zone turistiche.
non mi sta bene, neanche un po’.
e vabbè. non siamo in cina, non c’è il comunismo, non siamo tutti uguali.
ci sono posti e posti…..e c’è gente molto diversa al mondo.
ognuno sceglie i posti in base a quello che può permettersi.
anche a me piacerebbe andare in ferie nella imperial suite a 5 stelle extralusso, però mi accontento della pensione 3 stelle, e non per questo grido allo scandalo perchè esistono le suite.
troppo facile buttarla sul comunismo (che non c’è nemmeno in Cina), qui si parla di senso della misura e del limite.
non facciamo della retorica da due soldi.
la Sardegna non è la Polinesia, non ci sono ragioni per cui una
persona normale non la possa raggiungere e non vedo perché certe località debbano essere esclusiva di gente che perde banconote da 50 euro senza batter ciglia.
qui non si tratta di avere un luogo con diverse fasce di prezzo (hotel da 5, 3 e 2 stelle) con servizi sostanzialmente differenti.
quello di cui parliamo qui è la situazione “Versailles”, i privé per la gente ricca che non vuol vedere la plebe.
è puro classismo.
ma infatti non c’è nessuna ragione per cui non la puoi raggiungere.
qualsiasi persona può andare in sardegna.
io sono un poveraccio……e sono stato in sardegna e anche a porto cervo. ho visto yatch e miliardari, e nessuno mi ha chiesto 1 euro.
certo non ho avuto la pretesa di andare nel bar extralusso, sedermi sui divanetti bianchi con vista sul porto, bere un caffè servito con pasticcini e cioccolata, e poi lamentarmi del prezzo.
ripeto, sono cose che si sanno e basta aprire gli occhi.
sarà classismo? può anche essere, ma preferisco che oguno sia libero di scegliere dove andare e cosa fare.
@ Giovanni : Se la banca firma per accettazione è obbligata a darti 10.000 euro a firma… ma non lo farà mai.
Esibire un menù al cliente e presentargli un conto coerente con quello che riporta non è mai furto.
Dare del ladro a chi non vìola la legge è sempre diffamazione invece.
@ Drachen: la truffa non presuppone violenza, MA PRESUPPONE RAGGIRO, se ti viene dato un menù con dei prezzi che poi ti vengono applicati non c’è raggiro.
La Sardegna non è così, porto cervo è così, e per altro non è il posto più bello della Sardegna, è la zona dove ci sono i porti con gli yacht, e le case dei ricchi… ci fai una passeggiata la prima volta che vai e poi non c’è alcun motivo per tornarci che non sia guardare le barche dei ricchi e le escort o aspiranti tali che girano per il paese, o fingere di essere ricco nei bar e nei ristoranti, che anche quelli non sono i migliori dell’isola ma solo i più lussuosi. Poi per altro se giri l’angolo ci sono posti in cui un caffè lo trovi tranquillamente al bancone a 3 euro.
Io credo che sia tu scollegato dal mondo reale perchè forse non te ne sei accorto ma i ricchi esistono e come vengono prodotte le macchine da 200.000 euro esistono i posti in cui il caffè costa 30 euro. Io non ci posso andare e non mi interessa neanche evidentemente a te interesserebbe.
P.S. La Sardegna è meglio della polinesia da molti punti di vista, e la polinesia è più facilmente raggiungibile della sardegna per circa la metà del mondo….. quella dall’altra parte per intenderci, la terra pare sia tonda.
inoltre, il “paese che appartiene a tutti”, parliamone.
non devi pagare una tassa per andare a porto cervo, puoi camminarci gratuitamente, sia chiaro.
qui si sta parlando di un’attività privata e nessuno obbliga nessuno a sedersi in quel bar.
non credo che tu la notte lasci la porta di casa tua aperta perchè tanto “il paese appartiene a tutti”.
secondo me qua sopra siete scollegati dal mondo reale. se posto una notizia del genere in qualsiasi altro ambito le reazioni sono sicuro sono di natura completamente diversa.
l’attività privata non implica che si possa fare quel cavolo che uno vuole.
se io a Porto Cervo passeggio ma devo fare un mutuo per non morire di sete è anche peggio di pagare una tassa di transito (che almeno finirebbe allo Stato).
ci sono i supermercati anche a porto cervo.
e i prezzi elevati riguardano sempre e solo il servizio, per cui anche in questo famoso bar, se prendi una bottiglietta d’acqua d’asporto, non possono gonfiarti il prezzo più di tanto.
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/speciali/pag2/30.gif[/img]
che è grossomodo il doppio
di quanto sarei disposto a farmi spennare, d’umore vacanziero, in un bel posto da ricchi. Quindici euro per un caffè arrivo ancora a concepirli, sì: magari i primi giorni di vacanza di sicuro non negli ultimi, tenuto conto che per una merenda a Portofino ce ne volevano 40 a testa, un paio d’anni fa, e 100 per due champagnini a Parigi. Trenta per un caffè non voglio invece permettermeli, perlomeno in Italia… bel dilemma però, se a Porto Cervo i prezzi fossero di poco inferiori dappertutto: quanto costa sedersi per un caffè a Porto Cervo? E se il caffè della francese è costato trenta il 19 giugno, quanto costa sedersi in alta stagione?
(ps – la violenza è presupposto della rapina)
off topic, ma non tanto:
(AGI) – Roma. – Il 47% degli affitti di case nelle localita’ vip sono intestati a nullatenenti. “Il 47% dei contratti di locazione delle ville di Porto Cervo, Forte dei Marmi, Capri, Sabaudia, Positano, Ravello, Panarea, Portofino e Amalfi sono intestati a nullatenenti o a pensionati con la social card, prestanome di facoltosi imprenditori, per evadere le tasse”. Lo sostiene Contribuenti.it. .
questo paese merita dei calci nel culo per 20 anni senza tregua.
il menù e la relativa lista dei prezzi all’ingresso sono una forma di contratto, quando il cliente si siede ordina e consuma è come se avesse stipulato quest’ultimo con il gestore! Detto questo, tutti sappiamo che esistono posti dove oltre a quello che si consuma si paga la location ecc ecc. Ci sono però dei fattori intrascurabili: in che tazzina viene servito il caffè?, che tipo di caffè è?( kopiluwack costa 30euro la tazzina in un comune bar) che biscotti? Quanti e quali tipi di zucchero? Il servizio? Che acqua viene servita?su che divano sei seduto? Il tobagliolino? Il cucchiaino Si fa subito 30 euro…
Le tue sottolineature sono giustissime(intendo quelle delle ultime due righe)ma,il kopi luwak,da Terzi a Bologna costa 7.50 la tazzina e, ti consegnano un certificato di garanzia in cui si attesta l’origine e la bontà della materia prima dopo analsi effettuate in laboratorio.Da Peck lo stesso caffè lo propongono a 9 euro.Credo che se avessero servito il caffè dello zibetto,si sarebbe andati ben oltre i 30euro..
specchi scivolosissimi. come se il cliente medio dovesse conoscere tutte queste cose.
ora vorrei vedere che birra hanno per 30 euro, come me la versano, a che temperatura, in quale bicchiere.
ad un barettino sulla spiaggia mi hanno rifilato una Ceres a 8 euro in un’amena località del Salento.
gente del genere merita solo insulti, senza SE e senza MA.
Penso che il listino prezzi sia stato calibrato in base ad una valutazione razionale domanda/offerta oltre che all’indubbio costo della location (che sia di proprietà o in locazione poco importa). Nulla da dire: sino a quando proponendo le loro vivande a simili prezzi riusciranno a trarre profitto, sino a quando ci saranno turisti disposti a spendere simili cifre ecco che avranno ragione loro.
Fatto salvo questo elemento, ricordiamoci che la proprietà del bar è americana. Non c’è stata furberia. Forse avidità ma in questo caso l’episodio ha come protagonisti solo stranieri.
Caro Massimo,
Non ingiurare contro di me ma l’articolo mi sembra confondere un pò tutto e tutti.
Da una parte si racconta di listini diversi per locali e stranieri (truffa), di camerieri, o gestori che all’invito ‘Faccia Lei’ si vedono sul conto una bottiglia di vino da 600 euro(non so se sia truffa ma cmunque da censurare) e così via….Poi però si parla di una coppia di stranieri che entrano in un locale che da quello che capisco sia bellissimo e esclusivissimo. Si siedono su dei comodi divani con vista sulla costa , ordinano due palline di gelato e una minerale e si lamentano di un prezzo che era esposto all’entrata e sui menù.
Mi dispiace ma non sono assolutamente d’accordo.
Nessuno li ha invitati,nessuno li ha truffati,nessuno li ha fatti accomodare per forza.
Io non voglio dire che il prezzo sia giusto o meno, anzi lo dico. Per me il prezzo è un pò esagerato, sicuramente io non ci andrò MAI, non sono disposto (forse) a tanto.
Ma se decido di entrare, consumo, pago, ringrazio e me ne vado.Poi decido se tornarci oppure no.
Grazie
Daccordissimo con Andrea Maggi! Vorrei aggiungere che certi aloni di notorietà…di partecipazione ad eventi e luoghi esclusivi…di un certo : io c’ero!…si pagano..si sa…
non possiamo lamentarci di una cosa che si sceglie di fare…le due tipologie di vicende sono distinte e opposte: da un lato il raggiro, la truffa…l’inganno del far pagare oltre il dovuto o peggio ancora celando volontariamente l’avviso di prezzo…spesso si sono visti conti astronomici per offerte veramente mediocri dove non era presente qualità enogastronomica…di location e tantomeno di fama….dall’altro lato una cifra esorbitante sì, indubbio questo, ma cui si va incontro senza volersi informare, perchè è chiaramente dichiarata dal listino….e si sa…la legge non ammette ignoranza!
Che poi io, come il buon Andrea, mai andrò a saggiare un gelatino limone e fragola con minerale per sessanta euro è sacrosanto, come si dice da noi toscani: ni vo’ in tasca..per tacere il più turpe eloquio….un bel mare e un tramonto mozzafiato possono essere visti anche da una splendida terrazza siracusana con un gelato artigianale da passeggio da tre euro…
qui ci sarebbe da sollevare un altro argomento: COSA SIGNIFICA QUALITA’?…ma è un ulteriore ambito da discutere a parte credo….
ad majora
Cookin’ Killer
Mi ricorderò sempre una trasmissione-inchiesta di qualche anno fa, ambientata proprio a Porto Cervo: riprendevano queste persone “normali” che trascorrevano le vacanze là attorno, gironzolando fra molo -in attesa del rientro degli yacht dei vip- e piazzetta -seduti sulla fontana col cono gelato a sbirciare i ricchi seduti probabilmente allo stesso bar della malaccorta turista.
Mi venne una tristezza infinita al pensiero che esiste gente che, invece di godersi una Sardegna meravigliosa alla portata di tutte le tasche (ad esempio la costa orientale, col parco marino di Baunei), preferisce l’umiliazione di poter sbirciare come guardoni il mondo dei nababbi da vicino, per una volta nella vita, ma sempre separato dalla barriera del dio denaro.
La plebe plaudente, quella che compra i periodici di gossip e si nutre di scandali. Quella che cerca di imitare, invece di prendere coscienza di se stessi, accettandosi con orgoglio e dignità. Perchè non c’è nulla di male a non essere miliardari ma onesti e lavoratori.
Io in quel bar, anche potendomelo permettere, non ci metterei piede proprio perchè con Porto Cervo non avrei nulla a che vedere: è un mondo che non è il mio, quindi non ci vado. Punto.
Però se chiedono legittimamente 60 euro, esponendo i prezzi, e c’è qualcuno che glieli dà, buon per loro. E’ la gente normale che va là e poi si indigna per i costi, quella che mi fa rabbia, non i ricconi per i quali il proprio universo è quello: similis con similibus…
Bravo! I 30 euro per il caffe non sono per il servizio o per i pasticcini, ma per selezionare la clientela. Vuoi vedere i “vips” da vicino? Caccia il dinero. E’una tassa sulla co…ggine.
veramente la Sardegna per tutte le tasche stride notevolmente con la cementificazione che è stata fatta, con le lamentele dei sardi che ci vivono, ecc.
la frase che sento di continuo è “Sardegna? bella ma troppo cara”.
fate vobis.
se il caffè è ottimo e i pasticcini pure e il servizio è eccellente pago i 60 euros.
se invece il caffè fa cagare come a campione d’italia e i pasticcini sono dell’anno scorso e pagi 30 franchi svizzeri mi girano los cocones.
addendum
se non avete i soldi state a casa vostra o andate a rimini.
se li avete andate a dubai a spendere 8000 euro per la suite (al giorno) e magari fatevi un giro in jet privato a porto cervo a bere un caffettino per digerire.
proverbio: ogni giorno nasce un cucco, beato chi se lo cucca
Da Sardo penso di conoscere bene Porto Cervo, ho pure un amico che ci abita, perché originario del luogo!!!
Trovo giusto che ci siano questi locali “carissimi” ed esclusivi.
Ci sono delle considerazioni fa fare.
I costi di gestione di un locale a Porto Cervo sono elevati.
Il personale è selezionato, ed è di un efficenza che si stenta a credere.
Con questi prezzi si vuole evitare che orde di giovani chiassosi invadano il locale, disturbando la tranquillità di multimiliardari!!!!
Se arriva uno sceicco, che di norma ha soldi a palate, perché dovrebbe pagare il caffè ad un prezzo umano?
A Porto Cervo si trovano dei locali per comuni mortali, magari non hanno la fantastica vista sul mare ma si beve a prezzi ottimi, certe volte migliori di quelli che trovo a Cagliari!!!!
Non tutti i locali Vip sono frequentati da festose galline appena uscite dalla TV, anzi, il vero Vip preferisce quelli dove non ci trovo veline o tronisti, ma dove regna la quiete!!!
Certo, in TV vedrette solo Billionaire e Smailas, non certo i posti più esclusivi.
Io ho cenato in un ristorante dove c’era la Marini, ed ho speso il giusto…
Quindi, occhio a dove volete bere, leggete il listino, se non fa per voi, a due passi magari trovate il locale giusto…
Io bevo sempre al Nelson, aperto tutto l’anno e per tutte le tasche!!!!
se io fossi uno sceicco vorrei pagare il caffè 1 euro.
se ho più soldi non significa affatto che ne voglia spendere di più.
per voi non esiste problema etico, solo quello del listino esposto.
per me no.
continuo ad aspettare di sapere che birra offrono per 30 euro.
siccome di birra me ne intendo, sono sicuro di avere la prova
che servizio e accessori non possano minimamente giustificare
quel prezzo. punto e a capo.
Se fossi uno sceicco pagherei 1 euro il caffe e 59 di “servizio” per non aver vicino la famiglia Cesaroni, il fotografo di “chi”o il discotecaro di Zelig.
E’ chiaro che quei prezzi non sono giustificati dal prodotto in se, servono solo a selezioanre la clientela. Non dico che mi piaccia o che i soldi siano un criterio valido di selezione ma così va il mondo. Perchè nessuno si lamenta che i resort in Kenia o a Zanzibar non sono accessibili agli abitanti del luogo ?
Non mi rubare le riflessioni, eh?
Vero, ma l’ho fatto solo per diffonderla. Insomma un’opera di apostolato O:-)
Benone. Ora Corrado detto Simone, lascia le tue reti e seguimi!
;-P
appunto, è questo che non dovrebbe essere permesso.
i Cesaroni te li devi cuccare tutti. cos’è questo voler pagare per non volere la plebe intorno?
ma che scherziamo?
p.s. la stessa cosa vale per i resort.
Perchè ?
Perchè se io posso vendere il caffe a 60 euro e trovo dei fessi che me lo pagano non posso farlo ? Per non pagare troppe tasse? per far fatica ad arrivare a fine mese? Perchè tu non hai i 60 euro?
Drachen, davvero non ci siamo! Secondo te dunque un’appartamento a Quarto Oggiaro dovrebbe costare come in Corso Venezia?
Mi pare davvero che a prescindere io o te o Corrado o Bernardi non ci garberebbe proprio frequentare quel baretto di Porto Cervo (tant’è che non ci si reca) si stia finendo con l’incorrere nell’errore di dimenticare trattasi di prezzi fissati a seguito di una banalissima quanto ovvia valutazione tra domanda ed offerta.
Vale per chi si siede a quei tavoli come vale per chi ha preso in affitto oppure ha acquistato quel terreno per aprire una attività commerciale. Costa caro il caffè e costa caro anche il terreno dove quel benedetto bar è ubicato.
Se non accettiamo questa basilare regola dell’economia di mercato (l’unica che sino ad oggi ha retto) rischiamo o di diventare retorici oppure di fare la volpe con l’uva.
In Italia ci sono i discount, giusto? Talvolta ci trovi la Nutella, la stessa Nutella che puoi anche acquistare nel negozietto sotto casa oppure all’Auchan, alla Coop, al GS e alla Slunga.
Secondo il tuo ragionamento chiunque dotato di un minimo di intelletto non acquisterebbe la Nutella nel negozio piu’ caro ma al discount. Il prodotto è il medesimo.
Eppure se fai un giro nelle grosse città capita di trovare persone che rientrano a casa con la bustina della spesa riportante il logo del supermarket. Mai del discount.
Ed allora? Perchè non ammettere che giusto o sbagliato che sia c’è chi fa dell’apparire uno status simbol, c’è chi trova che un caffè bevuto al fianco di Tronchetti Provera davanti ad un panorama mozzafiato sia piu’ gudurioso dello stesso caffè bevuto al bar di infimo ordine del Quadraro?
@Fabrizio Pagliardi
[Poi per altro se giri l’angolo ci sono posti in cui un caffè lo trovi tranquillamente al bancone a 3 euro.]
ok, ma è cmq il triplo del prezzo del caffé.
[e come vengono prodotte le macchine da 200.000 euro]
ammesso e non concesso che sia d’accordo, con 200.000 euro per un’auto può esserci un valore quantificabile e un ricarico
ponderato.
l’acqua minerale E’ acqua minerale.
il caffé E’ caffé (a meno di qualità ultra rare)
[evidentemente a te interesserebbe.]
ma no. a me semplicemente mi schifa che esista un posto
che si possa permettere di fare quei prezzi.
il fatto che esistano i ricchi non implica affatto creare
posti esclusivi. nemmeno nel Medioevo c’era questa separazione
nella società.
Nemmeno nel medioevo ? Ma cosa dici? C’è sempre stata l’unica differenza e che adesso basta che hai i soldi prima dovevi avere anche il “pedigree” pardon sangue blu e la pelle bianca!
signore e contadino frequentavano gli stessi posti nel medioevo.
ma senza andare così nel passato, basti pensare allo stadio e alla “tribuna vip”, qualcosa di inconcepibile sino a pochi decenni fa.
tra l’altro la differenza economica tra un ricco e un povero è sempre aumentata esponenzialmente nella storia.
la nuova apartheid è quella di classe sociale.
Secondo te i servi della gleba erano invitati al ballo delle debuttanti di Vienna? Smettiamo di mitizzare il passato solo 50 anni fa si scambiavano calabresi in cambio di carbone con il Belgio!
Se vogliamo fare della retorica spicciola puo’ anche essere vero. Peccato non ce ne rendiamo conto neppure quando andiamo in vacanza nei resort di mezzo mondo: per noi convenienti perchè meno costosi di una settimana a Rimini ma assolutamente esclusivi e fuori portata per la gente del posto. Dall’Egitto al Kenia, dal Brasile al Messico. Eppure non facciamo un plissè ed anzi c’è chi dice “e ringraziate di avere il turismo che vi porta un poco di denaro”.
Se poi vogliamo possiamo anche guardare la disparità esistente sia a livello di servizi che di pulizia delle strade, di controlli anticrimine e di decenza dello stato degli immobili tra i centri delle nostre città e zone periferiche che oramai vengono nominate come simbolo di tutto quel che non piace e sono effettivamente dei ghetti.
Peccato ce ne si accorga solo perchè una turista spende 60 euro a Porto Cervo. Come fosse un caso isolato.
Non è che gridiamo allo scandalo dei prezzi solo quando li riteniamo (a torto o a ragione) eccessivi per le nostre singole tasche approfittando invece delle nostre piccole “esclusività” nella vita di tutti i giorni?
Che facciamo? Ridimensioniamo tutti il nostro tenore di vita in nome della giustizia sociale? Siamo in grado di farlo e soprattutto lo vogliamo davvero?
Uscendo dalla mischia, io sono per premiare i virtuosi
- Davide Oldani da non perdere € 11,50 pranzo €40 sera
-Pino Cuttaia La Madia Licata Fantastico circa € 60 sera
- Serendepico Gragnano Lucca Emozionante grandissima cucina
e luogo inimmaginabile circa € 40,00 sera (ne sentirete parlare)
Questi ragazzi ci fanno passare una serata, un’esperienza siucuramente ad un prezzo più che conveniente, come dice la Rossa
Meritano un viaggio, una deviazione, un fine settimana.
PROVARE PER CREDERE. ciao lido
Un servizio di prim’ordine? Be’, immagino che un cameriere di quel bar guadagni dai 5-6mila euro al mese in su.
Un riferimento triste ma molto comune, su quanto un ricco nostrano sia disposto a spendere per togliersi dei vizi ce l’abbiamo e viene dalla cima: i 1000 euro di ziu zilviu a botta…ecco considerando che lui non credo esca da solo, ma avra un codazzo di 7-10 persone al seguito, io penso che in quel locale non lo vedremo mai.
Un amico gestisce una Market a Porto Rotondo, ho visto i suoi prezzi, niente di pauroso, giusto il doppio, naturalmente senza contare la consegna in barca o a domicilio, che si paga a parte!!!!
Loro in quattro mesi devono guadagnare per un anno intero, e lo fanno con gente che ha soldi da buttare, quindi fanno bene, se poi si vuole risparmiare, basta in salto all’ipermercato di Olbia…
Per i “poveri” la Sardegna offre dei luoghi meravigliosi a prezzi accettabili, magari non economici come nella riviera romagnola, ma e chiaro che certe cose non le trovi ai Bagni di Riccione…
A Caprera si può andare in auto e ci sono delle cale che fanno venire i brividi da quanto sono belle, se poi avere qualche soldo per noleggiare un gommone, (a Palau c’è ampia scelta) evitate di andare a rincorrere le barche dei Vip e fatte un giro nel arcipelago de La Maddalena, tra budelli, razzoli e santa Maria trovare il Manto della Modonna, acqua di una trasparenza incredibile, se arrivate presto potete gettare l’ancora nel Passo del Topo… Un incanto che non si può descrivere!!!
Ecco, avete tutto questo con poca spesa, la tassa per circolare con imbarcazioni nel parco è di pochi euro, un Bungalow al Camping Baia Saraceno non è un salasso, Camping che offre un ristorante superlativo con sei prezzi da saldo…
A Cannigione ai trovano Hotel a partire dai 60€ a persone per ferragosto, e si può mangiare nei ristoranti del Parco Riva Arrurra spendendo meno che a Milano, vista mare compresa!!!!
Mediamente la Sardegna è leggermente più cara di altre parti d’Italia, se sapete scegliere bene non sono comunque cifre assurde…
Basta fare attenzione!!!
interessante. Sto capendo dai commenti che se un giorno mi capitasse di essere ospitatata da un/a amico/a a Porto Cervo o se ci passassi per caso o perché mi trovassi nei guai con un’auto, non avrei il diritto di cercare un posto con prezzi adeguati a quello che è il mio portafogli perché ‘ehi, sei a Porto Cervo, sono cazzi tuoi se ci sei venuto’.
Complimenti ai commentatori che sembrano avere del tutto smarrito il senso della decenza e non riescono nemmeno più a pensare che un caffé è un caffé pure quando lo bevi a Porto Cervo, e non lo puoi far pagare 30 volte il prezzo accettato in qualunque altro luogo.
(sull’esposizione dei prezzi da parte dei locali, poi, c’è sempre da dire qualcosa: mi piacerebbe vederlo, il cartello che espongono, vedere dove è posizionato e soprattutto con quali caratteri è stato scritto. Poi va da sé che se un giorno capitassi in quel bar, ora che ne conosco i prezzi, eviterò accuratamente di consumare…)
Giuliana benvenuta sul nostro pianeta! Non è male come può sembrare all’inizio. Ad esempio a Porto Cervo potrai trovare meccanici adatti alle tue tasche ed anche locali adatti alle tue tasche.
Considerati MOLTO fortunata perchè, su questo pianeta, c’è gente che non può permettersi il traghetto per la macchina (e neanche la vacanza in Sardegna o la macchina se per quello) questa è un’indecenza non dire che se vuoi sedere fianco a fianco di Briatore in un locale esclusivo ti tocca pagare 60 euro un caffe. Il che è una figata perchè, pagando meno, ti liberi della vista di quell’energumeno.
Esistono altri posti sul pianeta come Porto Cervo, posti tipo Portofino, Cortina, Monte Carlo, Saint Moritz, Virgin Island però si possono visitare senza essere obbligati a fare la colazione allo Yacht club (questo è vero soprattutto a Saint Moritz e a Cortina).
Sì Giuliana su questo pianeta esistono ancora i ricchi e i poveri (mentre i Pooh si sono sciolti) se per te 60 euro un caffe sono un’indecenza esistono persone per cui 10 euro per pizza e birra sono un0indecenza loro ci campano un mese. Non è indecente prenderne atto (anche perchè non signiofica approvarlo) è indecente accorgersene solo quando si è fra quelli che non possono permettersi la cosa.
Porto Cervo non è SOLO la piazzetta, fortunatamente peer i comuni mortali e per i residenti.
Attorno ci sono sicuramente attività commerciali più accessibili al consumo.
Una cosa certa è che i prezzi, mediamente, sono più alti di altrove (ma anche a Milano un kg di pomodori costa molto più che a Mazara del Vallo) con punte eccezionali limitate a ’sti cavoli di posti da vippume.
Non credo che sia un unicum in Italia e nel mondo. Ovunque esistono enclavi per pochi.
Se a Roma il caffè lo prendi seduto a Piazza Navona ti scuoiano vivo ma basta che ti sposti di 200 mt e lo paghi 80 centesimi al banco, a via dei Coronari ad esempio.
Ora, il succo del discorso è: ti va a tutti i costi di bere il caffè seduto a Piazza Navona? Se si, vuol dire che hai fatto un’analisi approfondita costi/benefici personali, anche solo “psicologici”, visto che le alternative non mancano.
Io l’ho fatta un sacco di volte, vivendo a Roma, e alla fine il caffè me lo sono sempre preso a via dei Coronari.
Costa Sbiadita
Porto Cervo, 15 ago – Di paparazzi neppure l’ombra, manca la materia prima: vip e politici, e senza di loro una costa che non ha mai investito sulla cultura si mostra agonizzante. I negozi semivuoti: «si sente la mancanza delle escort che arrivavano all’imbrunire e spendevano a colpi di mille euro», ci spiega una commessa timorosa di finire sul giornale. A bilanciare la crisi i magnati russi, [...] un’ondata che ha sostituito quella araba: rubli al posto dei dollari, gusto e compostezza delle antiche famiglie del capitalismo italiano [un > due > tre > quattro > cinque] han ceduto il passo ai figli di un capitalismo selvaggio, di speculazioni finanziarie che mal sopportano il rispetto delle regole. [...] L’aria che si respira è di fine estate, ma siamo a ferragosto.
Sandra Amurri, completo sul fatto.it
Anche a me è capitato di passeggiare nella Piazzetta Rossa e di sedermi “per sbaglio” sui divanetti.
Il cameriere ha giustamente informato me e i miei amici che la consumazione (anche un semplice bicchiere d’acqua) sarebbe costata come minimo 50 euro…
Di tutta risposta ci siamo alzati e ci siamo seduti su degli scomodissimi sgabelli.
8 caffè per la modica cifra di 40 euro….
Eravamo a Porto Cervo e c’era da aspettarselo, quindi non abbiamo fatto alcuna storia.
Ordinato e pagato…
La cosa che mi ha letteralmente sconvolto è che il BICCHIERE d’acqua accanto al caffè costava 6 euro …
Comprendo che l’acqua è un bene prezioso ma mi sembra un pò eccessivo far pagare 150-200 ml d’acqua quanto 2 cassette da 6.
A Napoli siamo abituati ad un caffè di 0.80 euro con annesso bicchiere d’acqua. La differenza è veramente troppa tra 80 centesimi e 11 euro!!!
E’ una presa in giro soprattutto perchè non si può fare neanche un discorso legato al turismo in quanto nelle nostre splendide isole quali Capri e Ischia (che molti reputano carissime) un caffè al tavolo può costare massimo 3 euro con acqua, pasticcini e quant’altro.
Guardare yatch e un paesino completamente costruito a 11 euro??
Mi sembra uno schiaffo alla miseria!
Preferirei pagare molto di più ma in un posto che ha una storia da raccontare che non sia quella di Briatore.
Ovviamente ognuno la pensa a modo suo, quindi il mio intervento non vuole criticare nessuno…
bye bye
elysian
Non voglio giustificare i 30 euro per il caffè, visto che da me al mio ber a montecatini terme si paga 0,90 anche al tavolo servito e accompagnato da cioccolatino o biscotto e acqua….
Non sono per niente ricco, anzi….. ma il caffè a porto cervo io lo ho preso lo stesso senza essere stupito o indignato dal prezzo.
Il costo vero e proprio non lo da la materia prima, ma quelle che sono le spese accessorie, (sembrerà strano, ma pagare in posti come firenze, venezia 300.000 euro di affitto di un locale, piu’ magari altri 120.000 di suolo pubblico per dei tavoli fuori…. non sono spese da poco…
E’ solo che non vi immaginate quanti locali di posti famosi al mondo hanno costi ( e non sono finiti li’ ) da capogiro e fanno la fortuna più di chi li gestisce di società, privati e comuni che letteralmente campano sul lavoro e sui rischi dei gestori.