Questa volta Repubblica.it dovrebbe chiedere scusa


Trova le differenze tra la notizia di Dissapore e quella di Repubblica

Il motivo per cui nell’epoca dei feed rss, il sito del 2° quotidiano italiano, Repubblica.it, pretenda di non essere beccato quando si ispira, no scusate, quando copia e incolla contenuti altrui senza citare la fonte, ditemi voi qual è. Se lo sapete. PS. Siccome Repubblica.it non scrive l’orario in cui pubblica le notizie, per conoscerlo abbiamo interpellato Google News. Che al momento dice 18 ore fa (anche se nella nostra ricostruzione, lì sopra, abbiamo scritto 17). Il post scritto da Dissapore è di ieri alle 11:28.




23 commenti a “Questa volta Repubblica.it dovrebbe chiedere scusa”

  1. bio doll bio doll commenta:

    beh se vi copiano è solo un successo !

    strno che non copino dai loro link/blog di food and wine!
    noiosi forse?
    kiss
    bd

  2. grattatio pallorum grattatio pallorum commenta:

    il mondo si divide in tre tipologie di creatività:
    la prima – gli autori
    la seconda – gli interpreti
    la terza – i copia incolla
    .. la terza che hai detto direbbe il mitico Quelo

  3. Fabio Spada Fabio Spada commenta:

    Se va come nel mondo della ristorazione, tra poco vi verranno a dire che siete voi che dovete scusarvi. :-)

  4. Colinmckenzie Colinmckenzie commenta:

    Dai che se vi dice culo Natalia Aspesi scrive un articolo su di voi dicendo che l’avete insultata :-)

  5. Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Sembrerebbe un segno di successo, se non fosse anche mutuabile (notare l’ironia) con la nullafacentia tremens di qualche “giornalista”.

    Non te la prendere, segnalala e godi.

    Non ti augureresti un futuro da Settimana Enigmistica, “Il settimanale che vanta il maggior numero di imitazioni”?

  6. grattatio pallorum grattatio pallorum commenta:

    a leggere bene l’articolo di repubblica.t non credo che abbia effettivamente copiato tutto da voi… se fate attenzione, molta attenzione, voi scrivete – 3 alternative altrettando orrende – mentre repubblica.it scrive – 3 piatti altrettanto orrendi – il significato é completamente diverso. non credo che abbiano copiato.

  7. alfredo alfredo commenta:

    Questo fa supporre che anche altri articoli o inchieste fatte da repubblica siano copiate di sana pianta da vari blog sul Web?
    Se così fosse….

  8. Luciano Pignataro Luciano Pignataro commenta:

    Cari amici
    patite una tecnica antica del giornalismo italiano: quando un piccolo fa scoop o scrive cose interessanti, il grande lo copia e, siccome è grande, va a finire che è il primo.
    Ma con il web, altro motivo per cui adoro questo strumento, ciò non è più possibile sicché parlerei, amichevolmente,
    di bella figura di merda
    A cui farebbero bene a rimediare per salvare la faccia con le scuse

  9. Luciano Pignataro Luciano Pignataro commenta:

    Ah, dimenticavo: la frase “ha denunciato sul web” la dice lunga sulla necessità di un corso di recupero: per chi l’ha scritta da un lato c’è il web, come una questura o un manifesto, dall’altra c’è l’organo di stampa che la riprende
    e la fa diventare notizia
    Teste di organo:-))

  10. [...] e incollano dai siti dei grandi quotidiani. Ma quando i siti dei grandi quotidiani (Repubblica.it) copiano e incollano dai blog, fa sempre un po’ impressione. 9 – Quando il blog è uno stato mentale non esistono [...]

  11. Dario Bressanini Dario Bressanini commenta:

    E’ addirittura in Home Page di Repubblica.it

  12. buongiorno buongiorno, io sono francesco buongiorno buongiorno, io sono francesco commenta:

    della stessa autrice,
    potrebbe benissimo campeggiare in Home Page quest’altro articolo:

    Chi non copia ha più personalità
    di SARA FICOCELLI

    [...] secondo uno studio americano, la filosofia del massimo risultato con il minimo sforzo è tipica degli elementi peggiori: pavidi, disonesti, ipocriti e tutt’altro che generosi, i “copioni” sarebbero ragazzi privi di personalità. Chi non copia ha un’idea positiva del prossimo – spiega Sara Staats a Repubblica.it – e non si sente superiore agli altri. Al contrario, chi copia è generalmente una persona dotata di meno coraggio ed onestà, e per giunta più incline a puntare il dito contro gli altri. Queste persone credono che il mondo sia pieno di imbroglioni: è la razionalizzazione del proprio comportamento sbagliato.

    Alla domanda “Credi che copierai ancora in futuro?”, il 47% degli intervistati ha risposto di no, il 24% di sì e il 29% “non so”. E’ su questi ultimi che dobbiamo lavorare, dice la professoressa. (repubblica.it, 20 agosto 2008)

    :-D
    e così la dr. Staats spiega a Repubblica.it, mh? nessuna citazione è dovuta,
    dunque, essendo stato *casuale* che il 16 agosto 2008 (qua e là nel web…)

    Study examines the psychology behind students who don’t cheat

    [...] people who don’t cheat have a more positive view of others said Sara Staats, co-author of the research and professor of psychology at Ohio State University’s Newark campus. In contrast, those who scored lower on courage, empathy and honesty – and who are more likely to report that they have cheated – see other students as cheating much more often than they do, rationalizing their own behavior, Staats said.

    When the researchers asked students if they intended to cheat in the future, nearly half – 47 percent – said they did not intend to cheat but nearly one in four – 24 percent – agreed or strongly agreed that they would cheat. These 29 percent are like undecided voters – they would be an especially good focus for intervention, Staats said.

    senza dubbio casuali analogie
    posso capire le nozze coi fichi secchi, i tagli e via dicendo
    così non fosse saprebbe farlo pure mio nonno in carriola, il giornalista del 2° quotidiano Italiano

  13. Alessandro Alessandro commenta:

    La cosa più grave, che in pochi sanno, è che spesso a chi fa questi pezzi “minori” manca magari un tanto così per diventare pubblicista. E mi sembra veramente disgustoso raggiungere in questo modo il primo gradino per diventare giornalista.
    A me capitò la stessa cosa con “FilmTv” (precedente direzione), che addirittura mi rubò un’intera scheda cinematografica.
    Per ripicca feci causa all’allora direttore, ma solo tramite l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
    Il Presidente dell’Ordine si ostinò a chiamare tutti “dottore” tranne il sottoscritto (e incidentalmente sono laureato sul serio, vecchio ordinamento), e cassò il tutto assolvendo il ladrone, visto che mi aveva chiesto scusa. La cosa divertente è che nemmeno l’aveva fatto. Anzi: conservo ancora la sua replica stizzita e non firmata.
    Quand’ho fatto l’appello, l’Ordine ha dichiarato che non era arrivata la raccomandata in tempo utile, ma il Presidente aveva risposto proprio a quella raccomandata, tre giorni prima i termini di consegna!
    Non ti scoraggiare.
    Un caro saluto,
    Alessandro

  14. gpp gpp commenta:

    Scusate, ma lo scoprite adesso che la Sara Ficocelli è una gran copiona ?
    Leggete tutti i suoi pezzi degli ultimo tre mesi, per non esagerare, andate sul web e scoprirete che semplicemente ricicla notizie pescate un po’ qua e un po’ là, sempre comunque da “rubrica delle curiosità”.
    Ma guardate che non è l’unica. Nel Corrierone ce n’è uno molto più bravo di lei, in questo lavoro, si chiama Elmar Burchia. Ma essendo un gran boccalone, ogni tanto prende delle tranvate pazzesche che poi propina serissimo ai suoi lettori. Un vero spasso.

  15. Luna Luna commenta:

    non mi pare che la Ficocelli abbia copiato Dissapore… mi pare che entrambi abbiate ripreso le stesse informazioni (vedi punti 1 e 2) dai giornali britannici (Telegraph e Guardian per dirne due)… poi riguardo al punto 3 ovvio che, se la traduzione dall’inglese è fedele, i virgolettati risultino identici

  16. [...] ragù un uovo svuotato del suo contenuto senza citare la fonte (lo chef Massimo Bottura) fa di te una qualsiasi Sara Ficocelli di Repubblica.it. Poi dice che uno si butta su Santoro.  A proposito. Pure noi, [...]

  17. [...] il fatto che Repubblica.it copi dal web non è la prima volta che accade. Rispetto agli amici di Dissapore addirittura c’era il [...]


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