I vegetariani non scop**o


Secondo i commentatori di Dissapore i veg non scop**oA tavola si litiga per ragioni di gusto, etica, religione. Sai che novità. E siccome qualcuno definisce i vegani—che oltre alla carne non mangiano prodotti derivati da animali—”la scheggia impazzita dei vegetariani, sul tipo di Hezbollah”, questa provocazione da guerriera erbivora, mica ci stupisce. Arriva da Valentina, 3 anni da veg (vegetariana con tendenze vegan) appena compiuti – auguri – ma a occhio malportati. Scusate, voi non sareste preoccupati per la salute mentale di una che scrive cose così?

1 – Mai tornerò a nutrirmi di cadaveri, che sappiano o meno far versi, qualsiasi volume cerebrale abbiano. 2 – Hitler era vegetariano nonostante il suo cuoco scrivesse che gli piacevano i wurstel e i piccioni, e per questa dieta di wurstel e piccioni scorreggiava un sacco. 3 – Non posso paragonare il trattamento riservato agli animali con l’olocausto, perché sono esagerata. 4 – La filosofia veg è una delle poche cose che salveranno il mondo. 5 – La conformazione stessa dell’apparato digerente umano grida vegetariano da tutti i pori.

Ora, se abbiamo scritto “preoccupati”, è perché ci piacciono tutti i nostri lettori, inclusi quelli che la pensano in modo diverso. E sì dà il caso che Valentina sia una lettrice, nonché commentatrice. Per dire, l’abbiamo notata qui, qui e anche qui. Ciò che invece proprio non siamo riusciti a trovare, è l’intervento in cui “i commentatori di Dissapore” avrebbero scritto che “i veg non scop**o perché non hanno le forze né le proteine”. Qulacuno lì fuori se lo ricorda?




174 commenti a “I vegetariani non scop**o”

  1. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Ma lasciatemi, lasciateci e lasciatevi un po’ vivere!
    Eccheppalleee :-(

  2. Chefclaude Chefclaude commenta:

    Credo di avere perfino io un’etica: ma non per questo ho mai avuto la presunzione di salvare il mondo. Di fronte a questo atto d’eroismo di alcuni, sembra che tutti gli altri per forza di cose debbano arrancare nel giustificare filosoficamente le proprie scelte sanguinarie. Io la scelta di Vale l’ho capita, ma in quello che ha scritto lei non trovo giustificazioni così complete, complesse e serrate, come quelle che N.Donati, per esempio, pretende assolutamente che documenti l’uomo della strada. Mi dice semplicemente che dopo tre anni di questa dieta si sente meglio, in salute. A me sembrano considerazioni valide quanto le mie, c’è alla fine un comportamento alimentare diverso, il piacere e la salute ritrovata, il senso di aver fatto una scelta giusta per sé e per altri, e basta.
    La mia scelta di mangiare carne include, anzi è quasi fondata sul sentimento del piacere, del buono e del giusto: perché mai le mie dovrebbero essere misere argomentazioni?
    Però Vale mi dice anche che io ho i cadaveri nel piatto, e questo degrada e ridicolizza il mio comportamento. Non è così? Io non solo non appaio tra gli eroi, ma sono un pavido che avalla un crimine che condurrà il mondo allo sfacelo e alla catastrofe.
    Scrive anche che può usare, senza esagerazione, la parola olocausto per indicare lo sfruttamento industrializzato e le sofferenze patite dagli animali: questo, malgrado Singer, lo trovo terribilmente fuori posto, un gigantesco cavolo a merenda.
    Tra le argomentazioni dobbiamo sempre ficcarci anche lo shock dell’altro, gli anatemi, i paragoni fuori contesto?
    Sarebbero questi i granitici fondamenti a cui dover ribattere?

    E mi ci metto anch’io: non mi sembra che la nostra Costituzione sia nata da un atto di resistenza alla cottura dell’aragosta. All’epoca del mio intervento, il sacrificio di Stucchi m’aveva fatto incazzare; e il contemporaneo accanimento di un giudice per le sofferenze patite dall’aragosta mi pareva un atto spropositato, considerato il ruolo, la necessità e la priorità delle emergenze umane. Si, il paragone sarà stato anche forzato e le argomentazioni miserabili.
    Non pretendeva di giudicare la completezza di un’etica: non completa neppure la mia. La precedenza alla sofferenza umana non fa di me un buonista o un atropocentrista. Non mi partono neanche siglette o marcette con i bimbi al posto dei maialini, se per questo.

  3. [...] marito scopi**o perché i vegan non scop**o ‘ché non hanno le forze né le proteine”, ha scritto questa settimana un’indomita guerriera vegana, citando come fonte i commentatori di Dissapore. Solo 164 [...]

  4. [...] marito scopi**o perché i vegan non scop**o ‘ché non hanno le forze né le proteine”, ha scritto questa settimana un’indomita guerriera vegana, citando come fonte i commentatori di Dissapore. Solo 164 [...]

  5. Titiro Unmattone commenta:

    Seguo la dieta vegana da oltre 15 anni, vegetariana da 24. Mai fatto ne cercato di fare proselitismo. Vi chiedo, è così difficile da comprendere che al di là di qualsivoglia motivata, scientificamente provata teoria pro o contro questa o l’altra parte, il mangiar carne è, quantomeno per me, fonte di sofferenza personale ed in quanto tale un buon motivo per non farlo?

  6.  stefano ragaini commenta:

    mi piacerebbe essere vegetariano per poter non uccidere nessun animale.
    ho molti amici vegetariani che sembra godano di ottima salute :)
    a tavola maledizione dimentico tutti questi buoni propositi.

  7. [img]http://25.media.tumblr.com/tumblr_ktmisp3IBK1qz6v82o1_r1_400.jpg[/img]
    un mondo senza carne non sarebbe tanto verde [frame]

    4 aprile – secondo uno studio finlandese la coltivazione del suolo, qualunque sia lo scopo, è la fonte principale di emissioni di gas serra: anche se tutta la popolazione mondiale si convertisse al veganesimo, cioè mangiasse soltanto frutta e verdura, le emissioni diminuirebbero solo del 7% [continua su ansa.it]

  8. [...] Sara Porro | Leave a Comment  Forse qualcuno dei nostri due o tre aficionados ricorderà un conflitto a fuoco che avemmo qualche tempo fa con quei mattacchioni di Dissapore a proposito di [...]

  9. uno uno commenta:

    mi piacerebbe vedere la faccia di chi scrive per vedere quanti anni dimostra.


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