di | mer 25 mar 2009 ore 9:14
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Striscia raccoglie l’invito: le domande che Fabio Fazio non ha fatto a Ferran Adrià

striscia la notiziaLunedì, in un lunga storia sulle domande che Fabio Fazio non ha fatto al cuoco più famoso del mondo, Ferran Adrià, durante Che tempo che fa del giorno prima, abbiamo parlato di I no quiero volver al ristorante. Si tratta del nuovo libro di Jorg Zipprick, un giornalista gastronomico tedesco che accusa lo mejor cucinero di aver preso soldi da Inicom, progetto dell’Unione Europea pagato con fondi pubblici, che le aziende chimiche avrebbero usato per portare sulle tavole di ristoranti celebri—complici i loro proprietari—additivi e sostanze chimiche dannose per la salute dei consumatori. Ieri, nella patinata atmosfera del Corso Como 10 di Milano dove Ferran Adrià presentava il suo nuovo libro Un giorno a El Bulli, tra i fan adoranti in fila per gli autografi, si è infilato Max Laudadio di Striscia la Notizia, che, raccogliendo il nostro invito, ha rivolto a Ferran Adrià le domande che Fabio Fazio non ha fatto. Grazie a c6tv, abbiamo il video, guardatelo, e trovate un momento per dirci che opinione vi siete fatti di questa storia. [via]

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45 commenti a Striscia raccoglie l’invito: le domande che Fabio Fazio non ha fatto a Ferran Adrià

  1. avatar Nico

    “Invece di grandi chef, parliamo di grande medicina” dice l’inviato di Striscia.
    Ridicolo, stupido, populista, semplicista.
    Pura spazzatura televisiva.
    Nico

  2. avatar Arianna

    Anche secondo me il giornalismo televisivo tipo Striscia la Notizia o Le Iene è spesso populista e sempliciotto. Credo anche che Adrià sia uno dei cuochi contemporanei dotati di maggior talento e allo stesso tempo una persona semplice che a naso mi viene difficile associare a combine e sotterfugi. Però adesso mi sono letta il vostro post (ammazza quanto è lungo) e tenuto conto che nel creare scandalo chi ci guadagna è sempre la persona meno famosa, in questo caso l’autore del libro che accusa Adrià, qualcosa non mi torna. Perchè ad esempio, se è una notizia vera, alcuni brevetti dei piatti di El bulli appartengono alle industrie e non allo stesso Adrià?

  3. Purtroppo il giornalismo d’indagine è diventato non una forma di denuncia ma di intrattenimento. Per sprechi e scandali si chiama il Gabibbo mentre i Tg nazionali si occupano della nuova fidanzata di Ringhio Pippo, noto centravanti.

    In breve, non c’è da stupirsi se talvolta si perdono dietro notizie inesistenti.
    Non dimentichiamo poi che la fobia del chimico adesso è tanto di moda.

  4. Non sono abbastanza preparato sull’argomento per poter dire la mia sull’uso indiscriminato o meno della chimica nella cucina contemporanea. Ho avuto la possibilità di vedere Adrià a qualche convegno e così, a pelle, mi ha dato l’impressione di essere oltre che un professionista di tutto rispetto anche una persona che riesce ancora a mettere molta passione, molto di sé stesso in quello che fa. di solito è una buona garanzia sul risultato finale.
    Trovo invece sconcertante l’approccio dell’inviato di striscia, che magari è anche iscritto all’albo dei giornalisti. Ma mi chiedo io, uno che sappia lo spagnolo è così difficile da trovare? Come si può anche solo pensare di fare un’intervista a una persona di così grande interesse, su un argomento tanto importante quanto delicato e difficile, con un interlocutore capace solo di gesticolare e alzare il tono della voce per rinforzare le domande delle quali, si capisce o sembra, saperne ben poco.
    Adrià è fin troppo educato nel rispondere. Io non avrei avuto tutta quella pazienza.

  5. La questione, lo ribadisco, è più complessa.
    Da una parte c’è un giornalista che trucca un pò la verità a suo comodo, dall’altra uno chef che non dice tutta la verità.

    Consiglierei di rileggere bene il post

    Leggereste che in realtà le ricette e (probabilmente) i brevetti sono di Adrià: quello che non è stato chiarito è il perchè del Progetto INICON che, ricordo è costato 1,2 milioni di euro senza apparenti giustificazioni.

    Qui sta, secondo me il punto focale del problema: l’alleanza in un progetto tra industrie chimiche e chef (Adrià, Blumenthal ed altri)

  6. avatar fabrizio scarpato

    Sostenere che finalmente Striscia ha posto le domande che Fazio non ha posto, seguendo la segnalazione di Dissapore, non rende merito alla competenza degli editor di Dissapore Network. Perché Laudadio ne sa meno di Fazio e sicuramente meno di Bernardi: cosa vuol dire “mangiamo prodotti chimici”, “ristoranti come farmacie”, cosa si pensa di insinuare usando solo la parola chimica facendo smorfiette e boccucce “prendiperilculo”? Chi è Laudadio? Cosa cavolo sa?
    Si intervista per avere informazioni e pareri, non per prendere in giro, secondo assiomi preconcetti, un personaggio che tra l’altro non parla la tua lingua.
    Figure di merda. Insopportabili. Il che non significa genuflettersi.
    Leggo casualmente in un blog, Italia a Tavola, definizioni tipo “il più famoso chimico dietro i fornelli”, stronzate come “Il patron di El Bulli non ha ancora mandato all’ospedale suoi clienti come è capitalo allo sfortunato Heston Blumenthal, costretto a chiudere il locale per intossicazioni alimentari”, epiteti verso chi “vuole giocare all’apprendista stregone”: ma chi è che sta facendo campagna? Cosa c’è dietro questa voluta confusione montata ad arte facendo leva su luoghi comuni, sulla paura, sulla superficialità voluta e meditata.
    Laudadio che biscotti mangia a colazione? Legge se ci sono grassi idrogenati? Legge se c’è margarina nei prodotti che compra? Usa il dado da cucina con glutammato?
    Ancora una volta occorre dire che i “giochi” di Adrià e di molti altri cuochi del mondo che possono piacere al palato o meno, sono dovuti a alghe (agar, alginati)e lecitina, con cui si ottengono le vituperate gelatine, sfere e schiume rispettivamente; sicuramente meglio dei fogli di gelatina ottenuti da ossa di bovino, per esempio.
    Ma non si possono associare negativamente gli additivi alla salute: e mi spiace, per quel che conta il mio parere, che lo scriva Massimo qui sopra.
    A me interessa sapere se soldi pubblici sono “esageratamente” finiti nelle tasche dei cuochi, dei giornali, del sistema, oltre il normale consentito da una ricerca che Adrià nega. Questo mi interessava, e Laudadio non ha lo ha chiesto, forse perchè era troppo preso dalle sue smorfiette qualunquiste.

    • Dei Fondi Europei chiede nel finale: l’audio fa un pò schifo ma qualcosa si capisce.
      La risposta di Adrià è che sono tutte bugie, ma noi sappiamo che non è così, vero Fabrizio?
      ;-)

      • avatar fabrizio scarpato

        Io non so niente, ovvio. Come ho detto, è proprio questa dissociarsi di Adrià che mi lascia perplesso: infatti che cosa ci sarebbe di male a partecipare a ricerche o promozione, anche con soldi pubblici? Lo dice anche Fante più sotto: ci sarebbe solo da sapere ( sapere…parole grosse),da poter valutare se questi fondi sono stati eccessivi, se il fiume si è ramificato in troppi e non necessari torrenti, se qualcuno ci ha marciato. Sarebbe anche semplice dare risposte, insomma. Negare e dire “sono bugie” non mi è piaciuto: forse era un modo per mandare definitivamente a quel pase l’intervistatore.

  7. avatar Maurizio

    Ma da quando, secondo voi, il sale è diventato un prodotto chimico?

    • Se lo chiami sale è naturale.
      Se lo chiami sale marino è pure bio.
      Se poi lo chiami sale rosa dell’himalaya diventa quasi terapeutico.
      Se invece lo chiami cloruro di sodio diventa chimico e potenzialmente cancerogeno.

  8. Non capisco.
    Perchè dovrebbe essere un problema?

    Mi faccio un riassunto: viene finanziato un progetto che coinvolge industrie chimiche e addetti della ristorazione.
    Noi facciamo finta di non sapere che l’industria chimica negli anni ha migliorato la qualità e la sicurezza degli alimenti e che un miglioramento in tal senso non può che essere positivo.
    Però visto che della gente su questo ci guadagna la cosa ci fa indignare, perchè il lavoro degli altri dovrebbe sempre essere gratificato solo dalla gloria e dal martirio.

    E’ giusto? Ho vinto qualcosa?
    Propongo di erigere una mia statua equestre in marmo rosa.

    • Fante se le industrie chimiche vogliono guadagnare NON DEVONO farlo con i miei ed i tuoi soldi, chiaro?
      Paghino loro le consulenze ad Adrià, non io!

      • Non è proprio così.
        Se l’industria ususfruisce di fondi pubblici per finanziare una ricerca di cui poi tutti beneficiamo, non c’è nulla di male, anzi. Secondo me.
        Si tratterebbe di sapere BENE a chi, a cosa e perchè sono stati dati certi soldi.

        Mi vuoi ancora bene?

  9. Vatti allora a rivedere le finalità sull’unico documento disponibile in rete (il sito Inicon, è, guarda caso, chiuso) e vedi se ci trovi qualcosa di utile per tutti noi!
    ti ridò il link:
    http://www.ttz-bremerhaven.de/bilder/projekte/bioverfahrenstechnik/euro_INICON_flyer.pdf

    si, ti voglio ancora bene…

  10. Di tutta ‘sta storia, quello che mi lascia perplesso è che si cerca di buttarla addosso a chi, secondo me, c’azzecca poco.
    Infatti i brevetti sono i suoi, sono di 10/12 anni prima, il progetto INICON mi sembra creato per sfruttare soldi pubblici.
    Ma quello che mi ha dato fastidio come “utente”, è la faciloneria con cui Laudadio si è presentato ad Adrià, mischiando un po’ tutto e dimostrando di non sapere un bel niente…
    Non mi sorprenderebbe leggere di Adrià che decide di non mettere più piede in Italia…

  11. “mischiando un po’ tutto e dimostrando di non sapere un bel niente…”

    mischiando un po’ tutto e dimostrando di sapere un bel niente…

    Scusate… ;-)

  12. “Infatti i brevetti sono i suoi, sono di 10/12 anni prima, il progetto INICON mi sembra creato per sfruttare soldi pubblici”
    Centrato e affondato, Bucanero! È quello che ho scritto ma qui sembra che non l’abbia letto nessuno.

  13. Proviamo a fare ordine, volete?
    La prima cosa interessante, se così fosse, è che Striscia si sia mossa sulla segnalazione di un blog appena nato come Dissapore.
    La seconda è che non si affrontano certi argomenti tra persone che non parlano la stessa lingua in contesti tipo la presentazione di un libro.
    Detto questo, non era facile nemmeno per Laudadio fare di meglio. Però almeno la banalitaà del Fat Duck se la poteva risparmiare, il ristorante inglese ha chiuso perché qualcuno del personale ha lavorato mentre aveva un virus.
    Poi c’è la questione dei giornalisti che pensano di diventare famosi alle spese di Adrià, o di altri cuochi-celebrità. Che un po’ sarà vera, ma non si può solo incensare. Non si può parlare esclusivamente di piacere, ci sono anche la salute, le frodi, le cose che capitano dietro una porta chiusa. Insomma, a volerne sapere di più, anche di persone capaci nel loro lavoro, non si fa per forza peccato mortale.
    Infine, Fabrizio lassù, scrive che avrei associato additivi e problemi di salute. Non intendevo: *in automatico*. Ma che certi additivi molto usati nell’industria alimentare siano nocivi per la salute lo sanno tutti.

    • “Ma che certi additivi molto usati nell’industria alimentare siano nocivi per la salute lo sanno tutti.”

      Qualsiasi prodotto chimico prima di poter essere usato nell’industria alimentare deve passare una serie di test (che sono molto rigidi), poi dipende che intendiamo per essere ‘nocivi per la salute’, chiaramente se un prodotto causa il cancro non verra’ aggiunto a un alimento; poi non sono del campo quindi non scendo nei dettagli.

      • Scusate se intervengo, ma in merito non possiamo dire ” additivi nocivi per la salute” semplicemente.
        Dovremmo indicare precisamente quali ed in che modo sono nocivi, altrimenti facciamo il gioco di Striscia, che spara nel mucchio.

        (Mannaggia a me, da quando frequento il blog di Bressanini mi so’ venute ‘ste fisse…)

  14. avatar gumbo chicken

    A me non sembra un gran risultato che qualcuno (Laudadio o chi per lui) vagando per internet legge uno spunto a caso e senza minimamente preoccuparsi di capire un po’ meglio la situazione la rilanci a una mega-audience come quella di Striscia.
    Mi pare piuttosto un non-risultato. A me piace il web quando diffonde informazioni migliori e più chiarificatrici di quelle che ci cascano addosso grazie (si fa per dire) ai grandi media. Questo servizio non aumenta la consapevolezza delle persone, crea solo più confusione – approfittando del fatto che attira il facile consenso della ggggente. Bah. Gumbo says: bocciatissimo.

  15. Non vorrei far diventare la discussione inaccessibile a chi da bambino non ha giocato al piccolo chimico. Tuttavia, ai molti a che da quando leggono il blog di Dario Bressanini, l’Hervè This italiano, si sono montati la testa :-) , e che pretendono di equipararmi al malcapitato Laudadio (cosa che avrebbe i suoi risvolti positivi) ricordo come nel 2007, l’autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) abbia riesaminato dopo 30 anni l’impatto dei coloranti sulla salute umana, concludendo che il colorante Rosso 2G, meglio noto nelle etichette come E-128, usato in hamburger e wurstel e decine di altri prodotti, può essere cancerogeno. Malgrado i test superati, Antonio. Ho chiesto aiuto a San Google? No, scrivevo Kelablu quando ancora voi non lo leggevate :-)

    • io sono stato sempre fedele lettore di kelablu :|

    • Massimo, se parli di coloranti già stai parlando di una categoria specifica; non chiedevo di fare Bressanini2 (la vendetta) ma soltanto di essere più preciso, così per far si che fosse chiaro a tutti, nè più nè meno come hai fatto.
      Che poi, per chiarirci le idee, sia necessario l’intervento di Bressanini, ben venga…

  16. avatar fabrizio scarpato

    Allora tagliamo la testa al toro: Adrià, Blumenthal e quanti altri possano essere annoverati nella famigerata schiera dei cuochi molecolari (ohibò) o meglio e per la precisione, quelli ai quali si è rivolta l’Inicom, costoro di quali additivi fanno uso? Per quali additivi sono stati consultati? Se ci sono cancerogeni, teratogeni, elementi organicamente modificati o simili, si dica quali e io sarò il primo a fare ammenda e a condannare preoccupato.
    Ma allo stato Adrià ha solo fatto uso di agar agar, di lecite (lecitina di soia), di alginati, forse di CO2 per le spume da sifoni. Che io sappia, e sicuramente non so tutto. Ma se ci sono altre sostanze si deve dire, altrimenti si fa un buco nell’acqua, perchè le alghe e la lecitina non sono certo agenti patogeni, quanto possono esserlo (mi ripeto, uso sempre questo esempio) le margarine, gli acidi grassi idrogenati, o elementi di dubbia provenienza come i dadi da brodo, la colla di pesce che vien fatta con cartilagini di maiale e ossa di bovini e chissà quante altre cose.
    Additivo non è una brutta parola, come la parola chimica, nonostante Laudadio che la sbandiera come fosse sinonimo di lebbra.
    Sbaglia però Adrià a far paragone col sale, a dire che siamo fatti di chimica e di interazioni chimiche: è vero, ma poteva dare risposte meno generiche anche per dimostrare che l’interlocutore non ne sapeva nulla. Invece vuoi per la lingua , vuoi per l’aggressività di Laudadio o per la debolezza di Fazio, egli non ha dato di sè una buona impressione.
    Resta sullo sfondo il problema dei finanziamenti, ma in quel caso Antonio Tomacelli mi sembra sia stato piuttosto esauriente.

  17. Comunque, a occhio questi non è che siano granché appetitosi :-)
    http://www.albertyferranadria.com/
    (grazie Gianna Ferretti)

  18. Vabbè, non voglio fare il piccolo chimico (anche perchè non ne sarei capace), ma dal tuo link leggo, a proposito della Xantana:
    “Se obtiene a partir de la fermentación del almidón de maíz con una bacteria (Xanthomonas campestris) presente en las coles. El producto resultante es una goma de gran poder espesante. Destaca también su potencial como suspensor, lo cual significa que es capaz de mantener elementos en suspensión en un líquido, sin que se hundan en el mismo, también es capaz de retener gas.”
    Che tradotto:
    “Si ottiene dalla fermentazione di amido di mais con un batterio (Xanthomonas campestris) nel cavolo. Il prodotto risultante è un potente gomma addensante. Inoltre mette in evidenza il suo potenziale in quanto suspensor, il che significa che è in grado di mantenere gli elementi in sospensione in un liquido senza affondare in essa, è anche in grado di mantenere il gas.”

    Chiedo cosa ci sia di innaturale in questo prodotto.

  19. avatar Francesco

    Non sono un fan accanito di Adrià però……, per fortuna sono italiano e faccio il cuoco, anzi sono un cuoco, la gente parla e basta , forse perchè non ha mai passato giornate in cucina e non si emoziona ad osservare, odorare e assaporare , la gente mangia poi il resto cosa conta? Evviva Alajmo , Scabin , Cracco e compagnia bella , ma Adrià non è certo l ultimo dei coglioni , io dico, che cosa sono andati a fare sti pagliacci di striscia? A cosa vogliono arrivare,chimica , non chimica cosa cambia ??? Lui è la cucina molecolare! Che la sua cucina sia discutibilissima ok io in primis lo ammetto , ma non si smonta così tutto il lavoro del mejor de la gastronomia (a casa sua …permettetemelo)….il potere logora a chi non ce l ha!!!
    Scusate l ironia , o l incazzatura , ma non è certo Max Laudadio che deve fare il furbo con Adrià , ripeto chi non rispetta e capisce la cucina non capirà mai e si finisce in commenti populisti e semplicisti come diceva qualcuno prima.
    Francesco

  20. avatar fabrizio scarpato

    Stamattina voglio contraddirmi: certo che dire che la xantana (d’accordo è amido di mais come la maizena) è una “potente gomma addensante” non depone per la normalità del prodotto. Ribadisco che tutti sono prodotti “provenienti da sostanze naturali”, ma per caso dentro c’è qualcosa che li rende più efficaci, più potenti? Su questo apro il dubbio, che non fa mai male.
    Invece mi piacerebbe andare oltre: come è la cucina di Adrià?
    Io ci andrei a piedi, ma da recensioni, pareri, foto ho la sensazione che sia una cucina un po’ molliccia, troppo gelatinosa, cui contribuisce l’uso di frattaglie. Anche dal libro di Alessandra Meldolesi e Bob Noto i piatti di Adrià sono meno affascinanti rispetto a quelli di altri (Roca , Dacosta).
    Se ho bestemmiato faccio ammenda, subito qui su due piedi.

  21. Xantana è il nome del prodotto in vendita nel sito dello chef.

    Per i comuni è Xantan gum, un polisaccaride addensante che troviamo indicato con la sigla E417.

    Sul sito della Cargill, che sapete tutti che cos’è, la trovate tra i Texturizing agents: http://www.cargilltexturizing.com/products/hydrocolloids/xanthan/cts_prod_hydro_xan_app.shtml

  22. avatar fabrizio scarpato

    Non mi sento di condannare l’uso di polisaccaridi, per quanto etero, per quanto pesanti e ramificati, insomma di zuccheri dispersi in acqua (idrocolloidi).
    Non trovo cenni di chimica inorganica. Insomma, non trovo problemi, a meno che uno non si cibi di texturas tutti i giorni, per dire mi faccio un bel barattolo di agar agar… e a meno che qualcuno non salti su con sospetti ogm circa la soia da cui si estrae la lecitina o aspetti che non conosco della Cargill (…che sapete tutti cos’é, mi suona leggermente minaccioso). Insomma siam qui per imparare.

  23. avatar Cristiano

    …penso che prima di partire per certe crociate bisogna sapere di ciò che si parla, non penso che adrià si bruci la carriera sapendo di usare prodotti nocivi,tutto stà nel saper usare determinati prodotti con le dovute modalità; es: il bicarbonato e un additivo culinario ed anche un antiacido,ma se usato in dosi eccessive può alterare il ph del sangue e creare problemi di digestione, anche seri. Non si può demonizzare così il lavoro e la passione di una persona, e per favore le interviste fatele fare a gente competente che sa di ciò che parla, almeno nel campo enogastronomico ,dove siamo ancora riconosciuti a livello mondiale!!!

  24. Io odio le pietre lanciate nello stagno…e credo anche che rispondere sia cortese…
    Credo che non si possa paragonare (o peggio demonizzare) l’uso degli additivi da parte di uno chef, soltanto perchè l’industria ne un uso diverso (leggi massivo)…è un’altra cosa…
    Adrià usa la xantana come addensante? ben venga se i suoi piatti risultano “esplosivi”…

    • Bucanero, scusa se non ti ho risposto oggi, è mia abitudine scrivere delle cose quando sono convinta e volevo cercare dei dati.. Quando ho visto il servizio del sign. Laudadio mi sono tornate in mente le “Linee guida per la diffusione delle informazioni scientifiche sull’alimentazione” che ho riportato qualche tempo fa sul mio blog, ogni tanto rileggerle non fa male. Sono queste: http://trashfood.com/linee-guida-per-la-diffusione-delle-informazioni-scientifiche-sullalimentazione

      Credo che l’inviato avrebbe dovuto informarsi di piu’

      Tornando alla xanthan gum, è un addensante come gomma di tara, farina di carrube, gomma di guar, amidi modificati, carragenine. Solo per quest’ultime ci sono dati su un possibile effetto dannoso, ma i dati non sono stati confermati. La xanthan gum trova tantissime applicazioni, è usata anche nei prodotti per celiaci, nei cosmetici.

      Non so se la xanthan gum o altre sostanze prodotte per il sig. Adrià seguono una filiera diversa (purezza, residui ecc..) da quelle che vengono prodotte su larga scala da multinazionali come Cargill ecc. Provate a digitare “xanthan gum manufacture” e troverete che le aziende principali sono in Asia ma ce ne sono anche in Europa. http://www.buyersguidechem.de/AliefAus.php

      Per gli additivi di cui si parla sopra, sono moltissimi e di tanti tipi diversi come è stato già detto. Quando ne parliamo, dovremmo sempre riflettere non solo sugli effetti sulla nostra salute, pensiamo anche agli effetti sull’ambiente, alla salute dei lavoratori che sono coinvolti nella produzione. Se sono indispensabili. Se servono per mascherare scarsa qualità delle materie prime. Se si prestano a usi fuorvianti.

      • Conosco bene il tuo blog, che leggo spesso.
        Mi insegni che fornire dati certi è sempre meglio che lanciare allarmi generalizzati, tu stessa dici che “…xanthan gum, è un addensante come gomma di tara, farina di carrube, gomma di guar, amidi modificati, carragenine. Solo per quest’ultime ci sono dati su un possibile effetto dannoso, ma i dati non sono stati confermati“.
        Onestamente, ed oggettivamente, da semplice appassionato, non posso che confermarti i miei dubbi in merito, pur tenendo in debito conto le tue parole.
        Non ho gli strumenti per seguirti sul discorso Cargill, ma non mancherò d’informarmi.
        Sugli additivi…beh, il discorso che fai abbraccia vari aspetti, ma mi farebbe piacere sapere (aldilà delle sigle) quali dati certi esistono sugli effetti sulla nostra salute, sull’ambiente, sulla salute dei lavoratori, ecc. ecc., altrimenti a furia di buttare sassi, lo stagno tira via tutta l’acqua…
        Mi preme sottolineare che il problema grave di tutta questa storia è che il progetto INICON sembra creato per sfruttare soldi pubblici.

  25. avatar bio doll

    mah!
    a parte la qualità del video che è pessima e caricato peggio, ma ho appena visto la videointervista on line sul sito di food and wine dell’espresso e mi sembra che dia una spiegazione molto logica sugli addittivi chimici.
    parla anche di astio nei suoi confornti e dice che un ‘avanguardia è sempre seguita da una contro-avanguardia ,praticamente vi sta dicendo che la vostra esistenza conferma la sua di esistenza …. :-)

    poi dice una cosa di cui pochi parlano e cioè che loro -quelli del el bulli- hanno cambiato l’attitudine di fronte a un pasto, trovo questa riflessione profonda e piena di spunti per capire la società in cui stiamo vivendo.

    kiss
    bd

  26. avatar marica

    fate ridere i polli

  27. avatar giorgio celli

    @ Massimo Bernardi
    Ridicolo raccontare falsità e inventarsi un contatto. Spero che Striscia la possa querelare al più presto.

  28. avatar Matteo.

    Salve a tutti.

    penso che i punti di discussione siano diversi.
    1- il finanziamento
    2- la naturalità degli additivi
    3- l’utilizzo degli additivi
    4- la qualità del servizio di striscia (appena andato in onda)

    sul punto quattro penso che ci sia un pensiero abbastanza univoco

    1.
    Sul finanziamento non ci sono molti documenti per fare delle considerazioni..Non riesco a capire chi ha organizzato il progetto e, di conseguenza, come sono stati coinvolti i vari soggetti, tra cui El Bulli e The Fat Duck.
    L’unica cosa che mi colpisce del progetto è la volontà di creare un sistema analogo al diritto d’autore per i musicisti (chiamato IRP).
    Volendo pensare male, facendo un ipotesi sia ben chiaro, se Adrià e Bluementhal sono riusciti ad utilizzare fondi europei, a disposizione di tutti, per farsi finanziare delle loro ricerche, io non avrei di che polemizzare. Finanziamenti a fondo perduto da soldi pubblici ce ne sono in quantità industriale, alle volte si finanziano dei progetti che poi non vengono avviati o, ancora peggio, creati esclusivamente per ricevere il finanziamento. Niente di nuovo per quel che mi riguarda.

    2.
    Ho sentito troppi chimici, nutrizionisti, dietologi, medici dire frasi del tipo: anche il cianuro è presente in natura, è naturale. Però non ti fa tanto bene!
    sono sicuro che il prossimamente aggiungeranno che è anche biologico!
    boh!

    3.
    e qui vi prego di capire che parlo con un pò di acidità nello stomaco..
    Premesse
    A) di Adrià, Bottura, Blumenthal e compagnia bella ho più fiducia che del cuoco, Chef scusate, della trattoria dietro casa.
    B) La Compagnia Bella, per quel che ho visto, lavora in cucine più pulite di sale operatorie
    C) Alla Compagnia Bella appartengono Chef professionisti, che sperimentano, si aggiornano e puntatno a migliorarsi. Non fanno questo mestiere perchè non hanno trovato posto come segretari in un ufficio. Professionisti che conoscono e rispettano la loro professione.
    D) a questa Compagnia Bella appartengono anche molti Chef meno noti, meno contemporanei, meno molecolari e più tradizionali, ma non meno Professionisti.

    Per i non-professionisti esistono i semilavorati ad “alto tasso di servizio incluso”, che di additivi non ne possono fare a meno.

    http://www.ali-big.it/
    http://www.ginos.it/
    http://www.robospa.com/prodotti_indice.asp
    http://www.bakemark.it/index.htm
    http://www.ircasrl.it/irca/gamme.php?li=9
    http://www.fornodasolo.it/
    http://www.eska.it/
    http://www.ireks.it/xist4c/web/prodotti_id_4904_.htm
    http://www.tremarie.it/flash.htm
    http://www.orogel.it/Surgelati/prodotti.aspx

    Non so voi, ma io diffico terribilmente delle gastronomie, panetterie, pasticcerie, gelaterie, trattorie e dei ristoranti.

    Certo che, una bella legge che nei menù sia obbligatorio inserire gli ingredienti, così come previsto nel decreto legge per gli alimenti confezionati (109/92), darebbe una bella dose di trasparenza.

    saluti.

  29. Pingback: Contro l’esecuzione sommaria di Massimo Bottura | Dissapore

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