di Chiara Cajelli 5 Giugno 2019
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Ammetto di avere un po’ di paura a scrivere questo articolo: ho letto moltissimo sull’argomento che segue e ho notato moltissima approvazione e moltissimi seguaci incalliti. Ergo, mi aspetto un bagno di sangre. Affrontiamo una delle ultime diete top del momento: la dieta alcalina, cos’è e come funziona. In questo caso, il vostro adorato paragrafo I nostri no non ci sarà, perché i dubbi saranno distribuiti nel testo.

Iniziamo da qui, una fonte da Wikipedia: “la nascita della teoria viene attribuita a Robert O. Young (conseguì una laurea on line in medicina presso la Clayton College of Natural Health, università priva di riconoscimento, e nel gennaio 2014 è stato arrestato per truffa, esercizio abusivo della professione medica e altri 16 capi di imputazione), che scrisse un libro sui presunti benefici della dieta“.

I principi

Questa dieta si basa addirittura sul principio che determinati alimenti possano influire positivamente sul PH e sull’acidità del sangue e altri fluidi (rendendoli appunto alcalini, ovvero l’opposto di acidi), portando enormi benefici. E non si parla di benefici come qualche chiletto in meno…

I miracoli

La dieta alcalina millanta di avere effetti curativi e di prevenzione addirittura su malattie come il cancro, cosa che è stata tassativamente smentita da AIRC. Proprio su questo portale, infatti, si legge: “che senso ha una dieta alcalina che punta ad alcalinizzare l’organismo, dal momento che tutto il nostro metabolismo lavora per evitare che ciò accada? Di fatto è praticamente impossibile modificare in modo sostanziale il pH dell’organismo, perché siamo costruiti per impedire che ciò accada (…) Si possono davvero avere benefici anticancro mangiando cibi che al di fuori dell’organismo tendono a essere basici, come alcuni frutti e alcuni legumi? A tale scopo, la risposta è no. Qualunque cibo viene infatti rapidamente in contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco, che sono molto acidi. Essi ne neutralizzano l’alcalinità, rendendo l’alimento neutro o addirittura acido prima ancora di essere assimilato“.

Alimenti “alcalini” vs alimenti “acidi”

Chi ha elaborato la dieta alcalina ha provveduto ovviamente a distinguere gli alimenti alcalini da quelli acidi. Secondo la follia del metodo, assumere gli alimenti alcalini manterrebbe alcalino anche il livello acido del nostro organismo. Immagino che, sempre seguendo il ragionamento, se mangiassi solo peperoncino il mio sangue diventerebbe salsa rubra. Comunque:

  • Alcalini: verdure, tuberi, frutta, frutta secca, proteine da leguminose;
  • Acidi: carne (tutti i tipi), cereali, prodotti latteo caseari, alcolici, bibite

In un’alimentazione quotidiana, quindi, la dieta alcalina dovrebbe prevedere l’80% di ingredienti alcalini e il restante 20% di ingredienti acidi.

Quindi niente più limone!

Mamma mia, il limone è acidissssssimo! E invece no. innanzitutto l’acidità degli alimenti non si misura sull’alimento fresco ma sulle ceneri, e il limone – preso come esempio emblematico – non è affatto acido: le parti acide sono organiche, quindi accettate facilmente e smaltite altrettanto facilmente dall’organismo.

Il fatto che questa dieta si difenda apportando ipotesi mediche, diffondendo speranze di guarigione su malattie come il cancro, o diffondendo allarmismi su condizioni come l’acidosi metabolica (che è una condizione reale, ma che avviene in condizioni estremamente rare e dovute a determinate malattie come traumi cardiocircolatori e chetosi), a mio parere è gravissimo. Rido quando mi trovo a scrivere della dieta delle gallette di riso, o del ghiaccio e del minestrone… ma qui, signori miei, fermi tutti e ragioniamoci su.