Dieta fodmap, quali alimenti si possono mangiare?

Fodmap è un acronimo e riguarda una categoria di alimenti che scatenano o peggiorano la sindrome del colon irritabile. Vediamo cosa è consigliato dai medici.

Come sempre apro gli articoli di questo tipo con qualche doveroso avvertimento: in questo caso, le prossime righe non conterranno sarcasmo ma solo una raccolta di informazioni a fonti mediche, che renderò chiare e accessibili. Quindi, non si tratta di mie opinioni ma, semmai, solo di mie ricerche. Ok? Si parlerà di Dieta Fodmap, e di quali alimenti mangiare.

Sempre, ovviamente, su controllo medico dato che si fa cenno a determinati sintomi e malattie, e senza prendere alla lettera quanto segue dato che non siamo una equipe medica. Mi baserò su quanto riportato da auxologico.it, humanitassalute, marcobianchiblog (divulgatore scientifico di Umberto Veronesi).

Fodmap: cosa significa?

Si tratta di un acronimo, che sta per Fermentable Oligo-saccharides, Disaccharides, Mono-saccharides and Polyols: alimenti (zuccheri) ad alto potere fermentativo. Quelli che, una volta ingeriti e una volta iniziata la metabolizzazione, fermentano nel nostro organismo rallentando il processo. Le conseguenze sono da minime a considerevoli, soprattutto se si soffre di alcune patologie intestinali: primi fra tutti i sintomi, gonfiore, dolori addominali e meteorismo.

A chi è rivolta la dieta

Più che di dieta, si tratta di raccomandazioni sull’alimentazione, per limitare o prevenire i sintomi in alcuni casi. Questi casi sono pazienti che soffrono di irregolarità intestinali e di sindrome del colon irritabile. Cito quanto scritto su auxologico.it: “si evitano gli alimenti di contenenti FODMAP per circa due/quattro settimane. Quindi, quando i sintomi sono in remissione, si reintroducono gruppo per gruppo tutti i cibi, un gruppo a settimana – monitorando la sintomatologia intestinale e l’attività dell’alvo e tenendo un diario alimentare. È una dieta che funziona e migliora la qualità della vita dei soggetti con colon irritabile”.

Si specifica anche che la dieta interviene sui sintomi, non sulle cause delle malattie.

Quali alimenti evitare

Aldilà di calorie o altro, di fatto vi sono alcuni alimenti da evitare in quanto tendono a fermentare: pesche, mele, susine, asparagi, cavolo verza, susine, anguria, anacardi, pistacchi, mais, mango, porri, aglio, cipolle, pere, yogurt e formaggi molli, grano, biscotti. L’elenco è fornito da humanitassalute.it, ed è fornito senza citare intolleranze o esigenze particolari: se ne avete, dovete tenerne conto e approfondire la questione in modo da avere un’alimentazione più precisa.

Cosa preferire

Nei casi di patologie come quelle citate, i medici suggeriscono – solo per un determinato periodo di tempo, come ho scritto prima – un’alimentazione a base di poco altro oltre a quanto segue.

Ortaggi

Le zucchine sono tra gli ortaggi più “neutri” in assoluto, digeribili e facilmente assimilabili. Altri ortaggi buoni per la situazione sono lattuga, fagiolini (i cornetti) e pomodori.

Frutta

Da preferire banane, arance, melone, uva, mandarini. Se non è stagione o se si hanno altre patologie (ad esempio intolleranze) che impediscono di consumare tali frutti, è necessario rivolgersi ad uno specialista.

Latticini

Non sono da escludere del tutto, ma si dovrebbero preferire quelli senza lattosio o quasi privi. Alcuni dicono sia adatto il kefir, ma non avendolo letto su fonti mediche allora esprimo il dubbio. Vanno bene le bevande vegetali come il “latte” di riso o di avena. Ok per i prodotti delattosati.

Proteine

Tra le proteine che compaiono sempre (nelle fonti che ho consultato) come consigliate, c’è il pesce. Citano anche il pollo e il tofu.

Carboidrati

Come carboidrati sarebbero da preferire senza glutine: riso, avena, quinoa tra i più consigliati. A questo proposito, su humanitassalute specificano che è sempre bene approfondire i sintomi quali meteorismo e crampi addominali, perché celano spesso un’intolleranza al glutine.

Avatar Chiara Cajelli

10 Luglio 2019

commenti (2)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar Mauro ha detto:

    Argomento molto interessante ed altrettanto recente, potremmo davvero migliorare la qualità della nostra vita facendo più attenzione a quello che mangiamo, avremmo un funzionamento più regolare degli organi soprattutto l’intestino ed anche più energia durante la giornata, meno stanchezza.
    Metter assieme tutti i consigli che la scienza ci sta dando, come il preferire i cereali integrali a quelli raffinati (riduzione dei picchi glicemici e della produzione di insulina) l’assunzione di fibre per il funzionamento dell’intestino.
    L’ideale è rivolgersi ad un nutrizionista aggiornato in materia, ti migliora e di molto la vita se sei bravo a seguire i suoi consigli.
    Gli strappi alla regola possono esserci, ma l’importante è seguire le regole.

  2. Avatar Enorazza ha detto:

    L’intolleranza al glutine non esiste. Esiste la sindrome da permeabilità intestinale, che il glutine favorisce.
    La dieta “stretta” può durare anche due mesi, la fase di reintroduzione è molto lunga, quella di mantenimento è praticamente per sempre.
    Ci sono, per fortuna, molte altri cibi sicuri oltre a quelli citati (tutti i tipi di carne, carote, olive, radicchio).
    Da evitare invece accuratamente in particolare anche legumi e funghi.
    L’unica fonte certa e affidabile per i prodotti da poter mangiare e in quali quantità è l’applicazione ufficiale della Monash University: https://www.monashfodmap.com/ibs-central/i-have-ibs/get-the-app/
    (PS: il kefir fa molto bene, ne faccio uso regolare)