di Cinzia Alfè 21 Aprile 2018

Wurstel di tofu e bistecca di soia? La Francia dice basta.

Il Parlamento francese ha votato il divieto, per i produttori di cibi vegetariani e vegani sostitutivi della carne, dell’utilizzo di nomi come bistecca, salsiccia o simili, considerato che nei loro alimenti non c’è traccia dei cibi cui fanno riferimento, tirati in ballo solo per attrarre il consumatore con nomi  familiari e rassicuranti.

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La misura, proposta con la motivazione che queste denominazioni sarebbero fuorvianti per il consumatore, sulla base di una sentenza della Corte di giustizia europea del 2017, che aveva stabilito come i cibi a base di soia o tofu non potessero chiamarsi “latte” o “burro”, è stata approvata lo scorso giovedì.

Il parlamentare Jean Baptiste Moreau, che oltre a essere un agricoltore è membro del movimento fondato dal Presidente francese Macron “En Marche”, ha annunciato con un tweet l’approvazione del suo emendamento, finalizzato a “informare meglio il consumatore sulla sua alimentazione”.

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La norma si applicherà anche a prodotti vegani e vegetariani etichettati come alternativi ai latticini originali, e il mancato adeguamento da parte dei produttori comporterà sanzioni anche fino a 300.000 euro.

[Crediti | The Guardian]