Frutta, verdura e pesticidi: 12 prodotti a rischio

I pesticidi spruzzati su frutta e verdura non biologica come zucche, mele e cetrioli, riescono a penetrare fino alla polpa?

I pesticidi si accumulano su bucce e scorze, o sulla parte esterna di frutta e verdura, che non riesce a rappresentare una barriera impermeabile.

Anzi, alcuni pesticidi sono specificamente progettati per venire assorbiti nel tessuto di frutta o verdura, il motivo è semplice: proteggerle dai parassiti che penetrano nella pelle per succhiare il liquido all’interno.

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Le scorze spesse di alcuni frutti, come per esempio zucca o melone, sono in genere più efficaci nel tenere i pesticidi fuori dalla polpa.

Alla luce dei test sui residui di pesticidi svolte dal Dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti dopo che i prodotti sono stati lavati, sarebbe prudente comprare in versione bio i 12 alimenti che rientrano nella cosiddetta: “Sporca Dozzina“.

Le mele sono ad alto contenuto di pesticidi, potenzialmente tra le più contaminate nella lista dei prodotti a rischio dopo fragole, spinaci e pesche noci. I cetrioli lambiscono “la sporca dozzina” classificandosi al 13° posto.

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È vero, cetrioli e mele sono entrambi ricoperti da uno strato protettivo di cera naturale, ma una volta che i pesticidi si diffondono attraverso lo strato, lavarli via diventa difficile.

Se compriamo mele non biologiche, lavarle in una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio è una buona idea. Certo, sbucciarle è efficace, ma come sappiamo comporta la perdita dei nutrienti presenti nella buccia.

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Nella lista completa di frutta e verdura a rischio per i residui di pesticidi figurano in ordine:

1. fragole;
2. spinaci;
3. pesche noci;
4. mele;
5. uva;
6. ciliegie;
7. pere;
8. pomodori;
9. sedano;
10. patate;
11. peperoni;
12. peperoncini.

[Crediti | Well, New York Times]

Anna Silveri

26 Ottobre 2018

commenti (7)

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  1. Paolo ha detto:

    Rimane sempre un problema, o forse due.
    In primo luogo va segnalato che la differente legislazione e modalità d’impiego potrebbe modificare anche profondamente l’elenco e la grduatoria, tra USA e Italia: nella lista vi sono prodotti che non varcano il confine della contea/provincia, e altri che viaggiano fuori stagione in aereo da un continente all’altro.
    In secondo luogo, spiace ripetere una cosa ben nota, l’etichettatura “bio” ha nel ns. paese un valrore assai scarso, data la molteplicità di sigle e la loro trasparenza simile a quella delle fogne di Calcutta.

  2. giovanni ha detto:

    Come me, qualcuno di voi lettori di dissapore, da giovane, sarà sicuramente andato in trentino, dopo la scuola per pagarsi le ferie. E forse ricorderà, come ricordo io, le lunghe scale per arrampicarsi su alberi bellissimi, maestosi, piene di Stark Delicious, grandi, belle, senza un difetto, tra rami e foglie puliti come se fosse appena passata un’impresa di pulizie e nemmeno un insetto in giro. Vero ? Ormai sono passati più di 40 anni, ma da allora mangio poche mele, e le prendo al discount , dove vendono quelle piccole e bruttine, sperando ci sia meno insetticida dentro, non solo sulla buccia visto che da decenni gli insetticidi sono quasi tutti sistemici, profettati per essere assorbiti dalle foglie ed andare in circolo in tutta la pianta.

  3. Graziano ha detto:

    Una domanda, penso logica: ma se questi pesticidi sono dannosi per la salute, perchè gli stati ritengono legale vendere tali prodotti? Lo stato non dovrebbe, teoricamente, stare dalla parte del cittadino, e della sua salute quindi?

  4. Federica ha detto:

    Ci stanno avvelenando. Basta mettere i pesticidi in bassa quantità e invece ce ne mettono oltre il limite

  5. Gas ha detto:

    In Italia ci sono regole molto stringenti sull’uso dei pesticidi e, in particolare, sul residuo che (non) può restare sulla frutta/verdura al momento della vendita e, a questo proposito, vengono fatti controlli molto severi.

    Al supermercato o al mercato però tutti comprano la frutta estera perchè costa meno ed è più bella da vedere (senza pensare che probabilmente il motivo è che sono state usate sostanze vietate in Italia).

    Poi, regolarmente, salta fuori un articolo come questo (o un servizio al TG) che semina il panico parlando di prodotti coltivati e commercializzati all’estero.. e, ovviamente, si cominciano a leggere/sentire commenti tipo “ci stanno avvelenando”, di persone che credono davvero che sia così qui da noi.

    Grazie a questi giochetti tante piccole aziende agricole italiane chiudono i battenti e molte famiglie ci rimettono il lavoro.. ma questo, in fondo, è solo un articolo come un altro..

    1. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

      Nell’articolo si legge chiaramente: “Alla luce dei test sui residui di pesticidi svolte dal Dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti dopo che i prodotti sono stati lavati…”. Non credo si possa parlare di superficialità o mancanza di chiarezza.

      E magari i residui di pesticidi fossero un problema soltanto nel resto del mondo!

      Ma poi regolarmente salta fuori un commento come questo…

  6. Ganascia ha detto:

    Perché sciacquare con acqua e bicarbonato? Magia o ricetta della nonna?