di Cinzia Alfè 26 Aprile 2018

Siete convinti che dolcificare il caffè del mattino con qualche edulcorante per abbassare il contenuto calorico della colazione vi renda particolarmente virtuosi?

Dovreste ripensarci.

Perché l’abitudine potrebbe essere addirittura controproducente, cioè condurvi a un aumento di peso, anziché a un calo.

Questa è la conclusione cui è arrivato un nuovo studio presentato alla conferenza annuale di Biologia sperimentale di San Diego, secondo cui ci sarebbe un collegamento tra il consumo di edulcoranti artificiali e il rischio di obesità e insorgenza di diabete di tipo 2 nei topi, come riferisce la rivista americana Newsweek.

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Ciò significa che sarebbe meglio abbandonare gli edulcoranti artificiali?

La categoria di dolcificanti appartiene al gruppo delle sostanze “non nutritive”, cioè che non servono a produrre energia per il nostro corpo. Alcuni di questi prodotti sono interamente sintetici, prodotti in laboratorio, come saccarina, sucralosio o aspartame, mentre altri derivano dalla raffinazione di sostanze presenti nelle piante, come stelvia o xilitolo.

I cibi e le bevande dolcificati con questi prodotti si sono diffusi negli ultimi anni in un contesto globale di lotta all’obesità, visto che lo zucchero, con le sue quattro calorie per grammo, è un prodotto altamente calorico.

Tuttavia, un crescente numero di studi suggerisce il collegamento tra dolcificanti artificiali e l’aumento del peso. Il motivo è l’aggressione di questi prodotti ai batteri presenti nell’intestino, che rende il nostro organismo meno tollerante al glucosio, elemento principale dello zucchero.

Gli scienziati hanno somministrato ai topi alimenti ricchi di zucchero, glucosio o fruttosio, e anche di edulcoranti artificiali senza calorie come aspartame o acesulfame di potassio. Dopo tre settimane hanno rilevato che l’acesulfame di potassio, in modo particolare, si accumula nel sangue e danneggia le cellule che rivestono i vasi sanguigni.

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Effetti che gli autori dello studio associano all’obesità e al diabete, arrivando alla conclusione che il consumo di dolcificanti cambia il modo in cui il corpo elabora il grasso e ricava la sua energia a livello cellulare.

Nonostante sia sbagliato estendere automaticamente le conclusioni dello studio sui topi agli esseri umani, i risultati possono suggerire che i dolcificanti artificiali non sono “l’alternativa buona” allo zucchero.

L’EFSA, l’autorità europea per il cibo e la salute, fissa un consumo giornaliero non superiore ai 5mg. per ogni chilo di peso corporeo, un limite facile da raggiungere considerato il gran numero di alimenti che contiene questi elementi.

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Discorso a parte per gli edulcoranti considerati benefici per la salute, come quelli derivati da sostanze naturali. La stevia, per esempio, migliora la pressione sanguigna e la tolleranza al glucosio, mentre è stato dimostrato che lo xilitolo aiuta a prevenire la carie.

Insomma, alla fine il consiglio è solo uno. La moderazione. E imparare a bersi una buona tazza di caffè al naturale, senza zuccheri, naturali o artificiali.

[Crediti: Newsweek]