Londra: il primo Fish & Chips vegano usa fiori di banano al posto del pesce

Di fish and chips, filetti di pesce fritti in pastella e attorniati da una generosa porzione di patatine, fritte anche queste, gli inglesi ne mangiano parecchio. Come provano le 8600 friggitorie presenti nel Regno Unito.

Il primo negozio di Londra secondo le carte ufficiali sarebbe quello di Joseph Malin, aperto negli anni Sessanta dell’Ottocento, e stando ad alcuni storici il piatto contribuì alla vittoria della prima guerra mondiale migliorando il morale delle truppe inglesi.

Ma anche le tradizioni più radicate devono fare i conti con le nuove tendenze culinarie, prova ne sia l’apertura del primo locale di fish and chips vegano, come racconta Bloomberg.

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Nell’East London ha aperto “Suttons and sons”, dove al posto dei tradizionali filetti di merluzzo vengono serviti fiori di banano, classico della cucina asiatica.

I fiori di banano vengono prima marinati in un mix di alghe e salicornia, pianta che cresce sulle coste marine dal sapore leggermente salato, poi passati in una pastella senza uova e infine fritti, proprio come il merluzzo.

Secondo il titolare del locale, Danny Sutton, erede di una famiglia di commercianti, l’East London è il quartiere perfetto per il primo fish and chips vegano, visto che nella zona sono concentrate culture diverse e ristoranti stravaganti, come Cereal Killer, specializzato in cerali da colazione (ne serve centinaia di tipi diversi).

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Il titolare ha anche spiegato che quando nel suo primo locale, dove serviva fish and chips tradizionale, inaugurò il “mese vegano”, la versione con i fiori di banana ebbe tanto successo che non riuscì ad acquistare abbastanza fiori per soddisfare la domanda.

Okay, ma di cosa sanno questi fiori di banano?

Secondo chi li ha assaggiati hanno consistenza soda e carnosa, simile a quella del merluzzo, ma leggermente più fibrosa. Altri affermano che abbiano uno squisito sapore di carciofo, ma c’è anche chi invece li trova gommosi.

Parlando del prezzo, la versione vegana del fish & chips non è molto più economica di quella tradizionale: Sutton afferma che i fiori di banano, importati dalla Thailandia, sono abbastanza cari, con il risultato che una porzione costa 7 sterline e mezza (circa 8 euro), mentre quella tradizionale 10 sterline (circa 11 euro).

Il grande successo del fish & chips vegano non poteva essere esente da critiche, alcuni clienti di Sutton and Sons hanno infatti polemizzato: “perché lo chiamano pesce, visto che non è pesce? Bisogna chiamarlo per quello che è”.

La soluzione? Un fish vegano potrebbe chiamarsi benissimo “vish” invece di fish. Chissà se il il vish sarebbe capace di sollevare il morale delle truppe di Churchill….

[Crediti: Bloomberg]

Anna Silveri

8 ottobre 2018

commenti (2)

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  1. colon irritato ha detto:

    Visto che loro non parlano di “Fish & Chips” vegano (perché non avrebbe senso) perché farlo voi? Boh…

  2. Orval87 ha detto:

    “e infine fritti, proprio come il merluzzo”…o fritti come una suola di scarpe, o come delle frittelle, o come delle zucchine, o come delle melanzane…quindi se il merluzzo fritto lo chiamo “fritto vegetale” faccio la stessa cosa, la logica usata sarebbe identica.
    Senza considerare che dal punto di vista etico importare fiori di banano dall’altra parte del mondo è deprecabile. Questi vegani credo abbiano sufficienti verdure locali per soddisfare la loro etica. Perchè così di etico non ha nulla, come l’avocado, o la quinoa, ecc.

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