In Italia ci sono 190 mila celiaci ma 6 milioni consumano prodotti senza glutine

Finti celiaci e “gluten free”: ma li vogliamo dare, due numeri? E diamoli!

Solo 190.000.

Contro sei milioni, sei.

I primi sono i celiaci “veri” sul territorio italiano, cui è stata diagnosticata una patologia di reale intolleranza al glutine.

Gli altri, i seimilionisei, sono individui che pensano bene di auto-investirsi del ruolo di celiaco, senza alcun esame, referto o cartella clinica che lo comprovi, ma che dopo essersi scofanati, diciamo, un paio hamburger e tre piadine avvertono una certa pesantezza di stomaco, come racconta La Stampa.

Un esercito di finti celiaci che al supermercato, così come al ristorante, hanno deciso di orientarsi verso i prodotti senza glutine o “gluten free”, certi che avranno influssi positivi sulla salute ma anche sul loro fascino: del resto, essere celiaco è sempre meglio che essere niente.

Posto quindi che solo uno sparuto 3% di tutti coloro che si millantano orgogliosamente celiaci in Italia è veramente intollerante al glutine, la domanda da porsi è: perché?

Perché mai un individuo sano di mente dovrebbe autopunirsi comprando prodotti più cari, spesso meno appetitosi, ma soprattutto senza alcun benefico effetto per la salute?

Perché questo è il punto: i prodotti senza glutine, per chi non è celiaco, non comportano alcun effetto positivo sull’organismo, non diminuiscono il colesterolo, non hanno alcun benefico effetto su cuore e arterie né, tantomeno, possono garantire pance piatte e girovita da libellula.

E a  ribadirlo è nientemeno che  l’Istituto zooprofilattico di Torino, che ha portato avanti una ricerca su un campione di alimenti senza glutine per valutarne gli elementi nutrizionali.

Dallo studio è emerso che “a parità di prodotto, quelli senza glutine hanno una concentrazione maggiore di zuccheri, additivi e olii. Non sono componenti in sé pericolosi, ma bisogna stare molto attenti all’effetto accumulo”.

E anche l’AIC, l’Associazione italiana celiachia, ha ribadito che “nessuna ricerca ha finora dimostrato qualsivoglia effetto benefico per i non celiaci nell’alimentarsi senza glutine, anzi: gli studi scientifici stanno dimostrando che in chi non è celiaco l’esclusione del glutine è inutile».

Ma il finto celiaco non sente ragioni, e per avvalorare la sua pseudo-condizione è disposto a spendere anche  il 15% in più!

Comportamento che –secondo i dati resi noti durante la Settimana nazionale della celiachia, dal 13 al 21 maggio– porta ogni anno in Italia allo spreco della ragguardevole cifra di 105 milioni di euro per prodotti senza glutine del tutto inutili.

Soldi regalati all’industria che, avendo prontamente intercettato la nuova tendenza, ha provveduto a inondare gli scaffali dei super con prodotti senza glutine, e far lievitare i prezzi in misura sensibile.

Del resto, essere celiaci è ormai uno status, un segno di distinzione. Una situazione praticamente ribaltata rispetto solo a pochi anni fa, quando chi soffriva di celiachia tendeva invece quasi a nasconderlo e quando noi stessi spesso non potevamo esimerci da un moto di sincera compassione.

Ora, invece, i ruoli si sono  del tutto ribaltati, e quando vediamo qualcuno sbocconcellare un biscotto gluten free quasi esclamiamo: “guarda che fortuna, quello: è (finto) celiaco!”.

[Crediti | Link: La Stampa, Dissapore]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

10 Maggio 2017

commenti (32)

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  1. Avatar Paolo Parma ha detto:

    Ai finti celiaci aggiungerei tutti gli altri finti intolleranti , basta dare un occhiata agli scaffali delle bevande vegetali, ormai hanno raggiunto dimensioni simili a quelle del latte U.H.T. , a riprova che il consumatore italiano è informato come su tutti gli altri argomenti: ignoranza totale….

    1. Avatar gumbo chicken ha detto:

      Bé ma a differenza dei prodotti senza glutine, le bevande vegetali hanno anche sapore e caratteristiche completamente diverse dal latte di mucca. A me ad esempio al mattino piacciono i cereali con il “latte” di soia o di avena. D’estate mi piace quello di riso da solo o come ingrediente. Che c’entra l’ignoranza?
      Abbinati al caffé o al té nero, ad esempio, li trovo tutti atroci tranne il latte “classico”. Ma le cose non si escludono e non vedo perché non approfittare della varietà.

    2. Avatar Mau ha detto:

      @Paolo: purtroppo non è solo questione di ignoranza. Conosco una persona che dopo una visita dal nutrizionista ha avuto un taglio netto ai latticini e ai suoi derivati e dunque la prescrizione del consumo di latti vegetali. La persona in questione non ha notato grossi miglioramenti per il suo obiettivo (perdere peso) e allora la nutrizionista gli ha proposto di passare ad eliminare il glutine. Ergo: addio pasta e pane.
      Io ho l’impressione che anche i medici stiano cavalcando la moda del momento. Senza contare che recentemente ho letto un articolo impressionante sul fatto che i latti vegetali sono iper dopati di zuccheri, poveri di calcio e proteine benché ricchi di vitamine e fibre.
      @gumbo chicken: La stessa nutrizionista di cui sopra ha avuto almeno il buon cuore di avvisarlo sul fatto che tra tutti i tipi di latte vegetale evitasse il soia (poiché 90% OGM).

    3. Avatar Orval87 ha detto:

      Più che il fatto di essere OGM, il problema della soia è la provenienza e i prodotti che ci buttano sopra.

    4. Avatar grammarnazi ha detto:

      @Mau Credo che qualsiasi nutrizionista, per perdere peso, consigli di limitare al minimo pane, pasta e birra. Non certo per il glutine, ma perché fanno ingrassare 🙂

  2. Avatar mario ha detto:

    Come molti, conosco tanti fintoceliaci e fintointolleranti.
    … essere celiaco è sempre meglio che essere niente.
    Cito, sorrido e sottoscrivo.
    Mario

  3. Avatar Orval87 ha detto:

    Rispondo alla domanda: perche’ nel mondo gli i**oti abbondano…

  4. Avatar andrea61 ha detto:

    Non voglio negare che ci sia una vasta platea che si abboffa di gluten free convita di diventare come la Paltrow ma esiste anche molta gente che pur non essendo tecnicamente celoaca ha una forte intolleranza al glutine che provoca grossi problemi. Una mia collaboratrice si è fatta una discreta serie di collassi prima di scoprire che è colpa del glutine nonostante la negatività agli antigeni e alla biopsia intestinale.

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      E come lo ha scoperto? Quale è stata la prova che le ha dimostrato al 100% che la causa è il glutine e non qualcosa d’altro, tipo i FODMAP?

  5. Avatar Francescofra ha detto:

    Un continuo sentire cavolate uscire dalla bocca dei clienti. Sopratutto donne, celiache/allegiche/intolleranti al lattosio. Poi si sbafano una cheesecake.
    Siamo arrivati al punto che ti dicono che sono intolleranti per non dirti che sono vegani. O, (come detto da una ragazza) cerco di essere vegana, cosa mi posso mangiare?
    “Sono celliaca” dopo aver ordinato un aperitivo, se le informi che facendo il pane la farina é ovunque, ti dicono che basta che non la mangiano.
    Che mondo di nullità, siete arrivati a inventarvi malattie per essere interessanti.

  6. Avatar Pier63 ha detto:

    “Se il glutine male ai celiaci, a quelli non celiaci tanto bene non farà!”

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      “Se l’acqua può arrugginire un materiale forte come il ferro, pensa cosa potrebbe fare al tuo stomaco!” 😀

    2. Avatar andreaprp ha detto:

      affermazione sciocca, per non dir altro

  7. Avatar abi ha detto:

    E l’intolleranza al lattosio? Gente che scofana formaggi e gelati di ogni tipo e poi la usa come scusa per non mangiare i broccoli xke ne contengono 0,2g/100

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      In questo caso va detto che i formaggi stagionati (solitamente dai 12 mesi in poi) non contengono più lattosio e possono essere mangiati anche dagli intolleranti.
      Anche gli yoghurt di qualità e altri prodotti tipo kefir.

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Grazie delle tue sempre preziose precisazioni, Orval .-)

    3. Avatar Orval87 ha detto:

      Nei formaggi stagionati (diciamo dai 10/12 mesi in su, e più è stagionato meglio è) il lattosio si trasforma e rende quei formaggi usufruibili anche da chi è intollerante.
      Idem yoghurt di qualità e altri prodotti tipo kefir.

  8. Avatar Federica ha detto:

    In questi giorni ho letto dello stesso argomento in tutte le testate italiane, stessi numeri, stesse tesi trattate con parole diverse.
    Nel leggere i numeri e nello scrivere gli articoli bisognerebbe prima informarsi bene sull’argomento e leggere anche le sfumature.
    Tantissimi italiani soffrono davvero a causa del glutine, persone affette da gluten sentitivity. Patologia su cui la medicina si divide. Molti soggetti presentano i valori legati alla celiachia al limite, spesso più alti del normale, ma la gastroscopia risulta invece negativa. Spesso sono persone che hanno in famiglia casi conclamati di celiachia, soffrono stanno male, ma non risultano celiaci. Altri soffrono di patologia legate alla tiroide o al diabete. E allora DEVONO mangiare senza glutine, non lo fanno per moda. Per avere dei benefici, per continuare a vivere. E lo fanno senza “l’assegno” e lo fanno anche se c’è tutta una stampa ignorante che li mette nel limbo degli esaltati.

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      Curioso come gli scienziati si dividono e hanno sempre dei dubbi (come normale che sia), mentre parecchia gente che scienziati non sono ne ha la certezza e si fa la diagnosi da sola.
      Intanto l’industria ringrazia.

    2. Avatar Ganascia ha detto:

      Che i diabetici debbano mangiare senza glutine mi è nuova. Il glutine abbassa l’indice glicemico degli alimenti. Uno dei motivi per cui gli alimenti senza glutine sono più ingrassanti

    3. Avatar rossana ha detto:

      Be’, grazie per averlo detto…
      Ppoi rimane che uno è ben libero di regolarsi da solo su cosa mangiare e cosa evitare per sentirsi bene, credo, voglio sperare…
      O bisogna accontentare statistiche e giornalisti anche quando ci si mette a tavola?
      Esiste ancora la libertà di mangiarsi bistecche nonostante i vegani, quella di rimpinzarsi di pizza nonostante i celiaci e pure quella di rimpinzarsi di gluten free nonostante una mancata certificazione medica.
      O no?

    4. Avatar Sally_Modena ha detto:

      Il glutine è una sostanza lipoproteica cosa c’entra con il diabete?
      Comunque nessuno tra quelli che conosco che soffrono di diabete o problemi alla tiroide gli è stato consigliato di eliminare il glutine, tutti consigliati malamente a quanto pare…

    5. Avatar Federica ha detto:

      Mi sono espressa male, ma intendevo dire che ci sono delle correlazioni importanti tra diabete e i disturbi legati al glutine.
      Qui vi lascio un po’ di articoli, così magari ampliate un pochino le vostre conoscenze di gastrosapienti.
      https://www.glutenfreetravelandliving.it/diabete-1/
      https://www.glutenfreetravelandliving.it/diabete/
      @orval87 guarda che ci sono medici che credono fortemente nella gluten sensitivity e la scienza sta andando in questa direzione. Sicuramente esiste l’autodiagnosi, ma certo è che spesso sono i medici a consigliarlo.

  9. Avatar Alessio ha detto:

    Io sono un vero celiaco. E’ palese che l’articolo critica i finti celiaci, ma vi prego comunque di usare più tatto nella scrittura perché leggere cose tipo:
    “del resto, essere celiaco è sempre meglio che essere niente” e
    “Del resto, essere celiaci è ormai uno status, un segno di distinzione.” fa abbastanza male, soprattutto perché queste persone che utilizzano i prodotti senza glutine senza necessità non si definiscono affatto celiaci.

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Alessio, è chiaro che si parla dei “finti” celiaci, pensavo fosse chiaro, così come pensavo fosse chiaro che si ha il massimo rispetto per chi soffre realmente della patologia. Ciao.

  10. Avatar Andrea ha detto:

    Da fabico mi chiedo quando arriveranno i prodotti bean-free. Ci sarebbe tutto un mercato dietro.