Frappato di Vittoria: vedi alla voce grandi vini rossi estivi

Eric Asimov, secondo noi che lo leggiamo e seguiamo da tempo, è uno dei più capaci, esperti e ingegnosi critici di vino mai vissuti. Un enostrippato spaziale, volendo strizzare l’occhio al celebre zio Isaac.

Scrive di vino sul New York Times dal 1999 (e a tempo pieno dal 2004), mentre nei tre lustri precedenti si è occupato di lifestyle e, in particolare, di ristoranti, diventando celebre per la rubrica sui posti dove mangiar bene a New York con meno di 25 dollari –bevande, tasse e mancia escluse, s’intende.

Wine School, la sua rubrica più recente, introduce i lettori del quotidiano americano ai vitigni autoctoni internazionali degni di nota. Qualche giorno fa, finalmente, è stata la volta del Frappato.

Coltivato da tempo memorabile in Sicilia, nella zona di Vittoria, è riuscito a conquistare il grande pubblico solo da qualche anno, come effetto collaterale dell’attenzione che, a partire dagli  anni Duemila, enologi, critici e giornalisti specializzati hanno rivolto ai vini rossi siciliani.

 

Nonostante i vini dell’isola più noti a livello internazionale siano sempre stati dolci, anche se spesso sinonimi di prodotti non eccelsi, come per anni è stato considerato il Marsala (oggi invece ne esistono di ottimi, vedi De Bartoli), all’inizio protagonista quasi esclusivo di questa scoperta è stato il Nero d’Avola.

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Che oggi continua a essere un vitigno importante, anche quando viene mescolato con il Frappato per dare vita a quello che è ormai riconosciuto come uno dei migliori vini rossi dell’isola, il Cerasuolo di Vittoria.

Il Frappato si distingue dal Nero d’Avola, più scuro e corposo, per la sua leggerezza, la freschezza floreale e perché dà il meglio sorseggiato leggermente fresco: caratteristiche che ne fanno un grande rosso estivo, bevuto tutto l’anno da chi ama la freschezza unita a una punta di acidità.

Nella sua rubrica Eric Asimov consiglia di provare tre etichette di Frappato:

1) COS – Frappato Terre siciliane 2015;

2) OcchipintiIl Frappato Terre Siciliane 2015;

3) Valle dell’AcateFrappato Vittoria 2016.

Perfetto il Valle dell’Acate, con i suoi profumi di ciliegia, rinfrescante e adatto al pesce grigliato e perfino alla pizza. Più consistente il COS, dall’aroma di fiori freschi, mentre l’Occhipinti presenta una struttura più complessa, pur rimanendo fresco ed elegante.

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Ma tra i tre la preferenza del New York Times va alla Valle dell’Acate, fermentato in grandi vasche di acciaio, invece che di cemento, come gli altri due vini. L’acciaio riesce a conservare meglio, rispetto al cemento o ai vecchi tini di quercia, i grandi aromi fruttati di questi vini rossi di Sicilia.

[Crediti | New York Times, immagine di copertina: Daniele La Monaca]

Avatar Anna Silveri

3 Agosto 2018

commenti (1)

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  1. Avatar Me Medesimo ha detto:

    Provato il Cerasuolo di Vittoria Classico 2014 di Valle dell’Acate al Vinitaly
    Al gusto interessante, ma nulla che mi ha fatto sussultare, ricordo invece un Marsala Intorcia Semisecco conciato abbinato con del cioccolato di modica all’arancia di Bonajuto sempre li al Vinitaly mi stavo per mettere a piangere, dio mio che roba!