I menu formato Ozempic sono sempre più diffusi nei ristoranti: dai mini burger alle micro polpette, non sembra una moda passeggera, ma un'evoluzione della ristorazione.
Il Prosecco è il primo vino ad accogliere la fascetta tricolore, nuovo contrassegno di Stato e strumento anti-contraffazione. Ma non sembra un po' superfluo?
Con la premiazione della Guida Michelin 2026 abbiamo perso all'improvviso lo stellato più longevo d'Italia.
Il format itinerante di DiPizza arriva nelle Marche con tanto di presentazione del primo volume dedicato alla kermesse.
Tra le stelle perse, con la Guida Michelin 2026, c'è uno storico bistellato e un ristorante che deteneva il prezioso riconoscimento dal 1959.
Sinner trionfa, ed è doccia di bollicine: sull'etichetta c'è scritto Asti, ma la stampa lo chiama Champagne. Si giocava in casa e abbiamo comunque fatto autogol.
Un mostro in vaso si aggira per il Parlamento Europeo e fortunatamente c'è Francesco Lollobrigida a salvaguardarci. E comunque la si pensi sulle interpretazioni lecite o illecite della carbonara, e ironico che la segnalazione del Ministro arrivi proprio da Bruxelles.
"Cinesi di m*rda", dice il pizzaiolo razzista. Poi arrivano i telegiornali di Taiwan, e il registro cambia: ma no, è che "noi italiani siamo gente scherzosa".
Il ristorante di Antonia Klugmann è completamente sott'acqua, per la seconda volta in un anno e mezzo, e la chef ha assolutamente ragione: è davvero l'ora di prendere provvedimenti seri.
I prezzi all'ingrosso crollano, gli speculatori ne approfittano e l'olio contraffatto dilaga: qualcuno salvi l'olio EVO.
Basta macaron: Chiara Ferragni non ne vuole più sapere, e opta per una vita sobria. Così si dice, almeno.
Da “La bionda è solo Peroni” a “Oggi per noi la bionda è solo una birra”, il marchio mette la parità di genere al centro del dialogo, senza sfuggire alle critiche.