Jamie Oliver cucina l’Italia, ma è Italia quella nel piatto? Il buonappetito

Scusate, non ho proprio resistito: ho letteralmente le valigie pronte per partire per due settimane di meritato riposo ma apro Instagram e vibro.

Jamie Oliver annuncia che da ieri, se non capisco male, è sugli scaffali del mondo il suo nuovo libro “Jamie cooks Italy”.

“Jamie cooks Italy” è un ricettario che il celebre telechef inglese ha confezionato in due anni di duro lavoro ispirandosi alle “nonnas of Italy”. “Un manuale di delizie che puoi preparare in ogni momento della settimana!”.

Io sono felicissimo che Jamie continui a dedicare tutto il suo entusiasmo alla nostra cucina. Davvero. È un ambasciatore dell’Italian Style.

Grazie, Jamie, veramente.

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[Cos’ha messo nella paella quel “terrorista culinario” di Jamie Oliver?]

Ho solo una domanda, però: che ca**o è la roba che Jamie mangia con entusiasmo nella foto di copertina del libro? Sul serio, non lo capisco. Davvero.

L’inglese sorregge con due forchette (direi) una cosa che potrei azzardare essere tagliatelle in insalata. Cioè, sono indubbiamente tagliatelle ma condite, mi pare di capire nei pixel dell’ingrandimento, con un tot di verdure apparentemente crude, pomodori, asparagi, fave, forse, altra roba verde, altra roba arancione.

Ehi, ma che nonnas ti ha dato questa ricetta, Jamie?

Cioè, son curioso sul serio: andrò a prendere il libro. Davvero.

Intanto porto la foto dalla mia nonnas, magari mi aiuta a capire cos’è.

Luca Iaccarino

10 agosto 2018

commenti (8)

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  1. (Con la voce di René Ferretti) cane… cane maledetto…

  2. Ha limitato i commenti su Instagram: complimenti per il rispetto del contraddittorio.

  3. Tagliatelle e insalata è un piatto che molti discendenti di italiani in America e altrove credono essere italiano, e pure molti altri loro connazionali….sono nel gruppo FB “Italian and nothing but Italian recipes” (solo per farmi due risate ogni tanto), e non vi dico cosa spacciano per italiano ogni giorno….e come si arrabbiano quando glielo fai notare 😀
    PS: molti di quei tizi non scrivono nonnas ma “nanna” (!)

    1. L’annosa diatriba su come cucinano italiano gli stranieri, direi nella stessa maniera di come mangiamo noi le varie cucine etniche a casa nostra, cioè adattata ai nostri consumi. Penso ad un tedescco che per errore comprasse dei würstel di pollo di una nota marca, probabilmente ci denuncerebbe per truffa a causa dell’utilizzo a sproposito della parola würstel . L’unico modo che avremmo noi italiani per far provare i nostri piatti in versione abbastanza originale, sarebbe quella di svegliarsi e cominciare ad invadere il mondo con catene di ristoranti, in modo da far capire a tutti che la vera pizza non è quella di Pizza Hut e l’espresso non l’inventato una catena di Seattle. Sino ad allora accontentiamoci di esportare i nostri prodotti e cerchiamo di produrli al meglio.

  4. Ed ecco a voi il famoso “libro giudicato dalla copertina”! Complimentoni

  5. Dai su non fate i piglioni… il target del libro sono inglesi che si ispirano alla cucina italiana, vi prendete troppo sul serio… è comunque una pubblicità per l’italia

    1. Sperando che non siano gli stessi che, una volta giunti in Italia, cercano fettucini Alfredo, chicken parmesan e garlic bread chiedendo poi stizziti al cameriere se si trovano o no in un ristorante italiano.
      Chiaramente il mio è un mero esempio di fantasia al quale Tommaso Farina non ha MAI assistito.

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