di Cinzia Alfè 25 Luglio 2016
Pier Giorgio Parini

Dopo dieci anni di di intensa collaborazione, di sperimentazione, di ricette della tradizione sapientemente rivisitate in chiave moderna e innovativa, termina l’esperienza tra Piergiorgio Parini, chef del ristorante Il Povero Diavolo di Torriana (Rimini), e i titolari Fausto Fratti con la moglie Stefania.

Il giovane chef, inserito dal Wall Street Journal nel 2010 tra i dieci cuochi più promettenti a livello internazionale, pare sia intenzionato, infatti, a intraprendere una strada che lo porterebbe all’apertura di un proprio locale, dove continuare il percorso di ricerca che in questi anni trascorsi a Il Povero Diavolo lo ha connotato come uno tra i più talentuosi sperimentatori della cucina nazionale.

Piatti, i suoi, che coniugavano tecnica impeccabile e creatività esuberante (a volte perfino esagerata), qualità che Parini ha sempre accompagnato con passione e umiltà inconsueta nel mondo rutilante degli chef star, riscontrabili anche nei nomi stessi dei suoi piatti: nomi semplici, schietti, diretti, che nulla concedevano al puro estetismo o alla semplice voglia di stupire.

Piatti memorabili con nomi immediati, quali il “pomodoro al sugo”, preparazione che dietro l’essenzialità del nome nasconde un’ardita rivisitazione del pomodoro, visto non più come semplice contorno ma destrutturato e disidratato per poi essere ricomposto con brodo di carne.

Oppure come il “riso in bianco”, interpretazione del semplice piatto a base di riso rivisto con l’inserimento di acqua di pomodoro o acqua di cipresso.

O ancora l’immancabile piccione, impreziosito di volta in volta, a seconda della stagionalità, con sorprendenti ciliegie sott’aceto o inaspettati germogli di pioppo o resina.

Sapori schietti, a cui non manca mai il rimando alle proprie origini, al territorio, sotto forma delle amate erbe che Parini raccoglie personalmente nei boschi dell’Appennino romagnolo o che provengono dal vicino orto di proprietà paterna, e che donano ai suoi piatti quel particolare tocco aromatico indice di sicura maestria e di grande  passione.

La stessa passione che il giovane chef  ha profuso generosamente durante questi dieci anni trascorsi nel ristorante di Torriana, e che lo fanno ricordare dalla titolare, Stefania, con parole di vero affetto e riconoscenza:

“Ci siamo appassionati ad ogni nuova sfida – scrive Stefania Fratti –  abbiamo perseverato nell’esprimere idee e convinzioni sulla cucina come ricerca, valore del prodotto, apporto tecnico-intellettuale che lo chef – tanto più se del talento di Giorgio – immette e ed aggiunge all’atto creativo del cucinare.

Grazie alla ricerca instancabile di Giorgio abbiamo imparato che la natura ci da il polipodium, il meliloto, l’aspergillus, la mizuna, che assieme a migliaia di altre varietà vegetali possono diventare scoperta ed enfasi di gusto per il palato”.

Una passione ed un’enfasi che ora Parini porterà con sé in qualunque nuova avventura deciderà di intraprendere, e che lo guideranno nel percorso fatto di  ricerca, sperimentazione e amore per la propria terra.

[Crediti | Link: Dissapore, Reporter Gourmet. Immagine: Vincenzo Pagano]