di Anna Silveri 16 Luglio 2018

Renè Redzepi, talentuoso e affascinante chef del Noma, il ristorante di Copenhagen più celebrato dell’ultimo decennio, fermo per un anno, quindi riaperto il 15 febbraio 2018 in una nuova sede (sempre nella capitale danese), con un nuovo progetto e un nuovo menu, ha appena pubblicato sul suo profilo Instagram la foto della cosa più buona mangiata nel 2017.

Sorpresa!

È una formica (sorpresa fino a un certo punto, già nel 2012 il Noma aveva sul menu un piatto a base di croccanti formiche vive speziate con foglia di citronella e coriandolo).

[Quel salvifico senso del ridicolo che mi impedisce di esaltare le formiche vive del Noma]

[Tutto il nuovo Noma di Rene Redzepi piatto per piatto]

Appartenenti al genere Myrmecocystus, delle cosiddette “formiche del miele” (o melliflue) si nutrono con regolarità gli aborigeni australiani.

Poiché formiche dalla pancia tanto gonfia non riescono a spostarsi e contribuire all’azione comune, nella stagione secca, quando reperire nutrimento è più difficile, vengono usate come dispense viventi, donando parte del tesoro che conservano ai membri più produttivi della propria colonia.

Originarie degli Stati Uniti meridionali e del Messico, le “formiche otri”, che non rappresentano una casta distinta, bensì semplice operaie, sono comuni nei deserti e in altri climi aridi in tutto il mondo, in particolare nell’Africa meridionale e in tutta l’Australia.

Il miele raccolto dai fiori del deserto è la loro fonte principale di cibo, in altri casi vengono nutrite bocca a bocca, goccia a goccia dalle formiche operaie, attraverso i liquidi recuperati da insetti che la colonia ha ucciso, per esempio grasso corporeo proveniente da vespe o altre formiche.

[Rene Redzepi al Noma: dalle formiche alle cavallette]

Quando le componenti della colonia hanno bisogno di nutrirsi, un’operaia accarezza le antenne della formica otre, che arriva a contenere una quantità di miele che la fa pesare fino ad otto volte il peso normale. Il comportamento segnala che è il momento di rigurgitare il liquido mellifluo, mangiato avidamente dalle altre formiche o portato alle colleghe più bisognose.

Ora che sapete tutto di formiche del miele, rigurgito compreso, la tentazione di chiedervi se mangereste una formica di queste perché lo chef del Noma ha detto che è la cosa più buona mangiata nell’anno, è irresistibile, capiteci.

Lo fareste?