di Nunzia Clemente 26 Aprile 2016
Crozza, Simone Salvini

Fiorentino, 47 anni, laurea in filosofia. Si è specializzato in cucina ayurvedica in India, è stato il principale collaboratore di Pietro Leemann al Joia di Milano, lasciato con una stella Michelin: prima volta assoluta per un ristorante vegetariano.

Ma nessuna nota biografica su Simone Salvini sarebbe completa se non citasse la parodia di Maurizio Crozza, perfetta nel cogliere i tic dei cuochi vegani, capaci di passare dal consueto shampoo etico sulle sofferenze degli animali a quelle provate dalla zucca quando viene tagliata (?!).

Simone Salvini, che proprio grazie a quella parodia oggi è più popolare che mai, collabora con Massimo Bottura all’apertura di un Refettorio all’Antoniano di Bologna, sull’esempio del Refettorio Ambrosiano, mensa gioiello gestita dalla Caritas che ha sfamato 90 poveri al giorno per tutta la durata di Expo 2015.

I lettori affezionati ricorderanno: nei mesi dell’esposizione gli chef più noti del mondo hanno cucinato gli avanzi alimentari recuperati ogni giorno all’Expo, trasformandoli in piatti di alta cucina rispettosi delle norme sulla sicurezza alimentare.

Dal prossimo 9 maggio si replica a Bologna, dopo quello Ambrosiano, Bottura e l’associazione Chef to Chef garantiscono l’apertura serale delle cucine per i poveri di via Guinizzelli.

Nel frattempo, per dirigere la cucina del refettorio ogni mercoledì sera i frati dell’Antoniano di Bologna si sono rivolti a Simone Salvini.

Imprevisto: succede che gli ospiti delle mensa non gradiscano particolarmente il menu cruelty free e senza carne dello chef vegano.

Una parte dei poveri mi ha proprio detto “Noi a questo punto torniamo in strada, abbiamo bisogno della carne”. Eppure io e il mio staff stiamo provando a cucinare al meglio delle nostre possibilità cibi sani, biologici, di origine vegetale, racconta Salvini al Corriere.

Spallucce e via. Non ha mica vita facile un cuoco vegano in trasferta a Bologna, città dove gli alti valori di colesterolo sono parte del dna e i ciccioli di maiale una prelibatezza difficile da descrivere.

Ma Salvini non molla la presa: ha già individuato un piatto per conquistare gli scettici: piccole polpette di legumi, salsicce di fagioli, ragù di soia.

Secondo voi riuscirà nell’impresa?

[Crediti | Link: Corriere.it]