di Nunzia Clemente 5 Gennaio 2016
Road soda bar

Food truck scansatevi, arriva il cocktail bar su ruote.

Intendiamoci, lo street food di qualità ci piace ancora, apecar, camionicini stilizzati e stand gastronomici accoppiati con i dj set più movimentati occupano i nostri cuori.

Anche perché sembrano coprire ogni bisogno: gelato, mozzarella di bufala campana, panzerotti, piadina, pizza, vegano, kebab, tartare, cucina esotica. 

Ma l’offerta mobile è fluida, la modernità in costante aggiornamento, per cui baristi e mixologist inspirate a fondo, trattenete il fiato e poi espirate: il 2016 sarà l’anno dei cocktail on the road.

Una volta superati i divieti di vendita per gli alcolici, cosa non semplice, l’idea di “Road Soda” sembra di quelle illuminanti.

Road soda interno

Prendete tre amici inglesi che amano il bere miscelato e il cibo di strada (uno solo barista affermato) e un fantastico furgone Airstream del 1967 riempito da un migliaio di bottiglie. Immaginatelo girovagare per le strade americane: festival, eventi gastronomici, concerti.

Ecco, vi siete fatti un’idea di Road Soda, il primo vero servizio mobile di cocktail bar disponibile al mondo, a meno di smentite. 

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Intraprendenza a parte, i ragazzi non difettano d’ingegno: si sono inventati un algoritmo che regola l’impatto ambientale del furgone-bar, dove attrezzatura e elementi d’arredo sono stati inseriti per essere funzionali: dall’erogatore di anidride carbonica agli shaker.

A ogni ordine un piccolo schermo recita in sequenza il mix esatto per il cocktail perfetto, a tutto beneficio dei clienti.

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Poi ci sono gli imprevisti, le variabili impossibili da programmare come il clima sempre diverso delle città dove si approda.

Abbiamo fatto un Fitz Ramon Gin (cocktail a base di gin, succo di lime e zucchero, con una schiuma molto compatta) nello Utah e la schiuma era perfetta. Abbiamo rifatto il cocktail a New Orleans ed è venuto fuori spumeggiante. Il clima delle città incide molto, ogni città ha una pressione diversa.

Problemi tutto sommato superabili, tanto che Road Soda si doterà presto di un secondo furgone, sempre Airstream, per andare alla conquista di Manhattan.

Se lo spirito è lo stesso dei food truck, non possiamo pretendere che si fermino qui.

A quando un Road Soda italiano?

[Crediti | Link: Dissapore, Eater]