di Cinzia Alfè 30 Settembre 2016
spaghetti casa surace

Ci sono misfatti che gridano vendetta. Ci sono delitti che nemmeno il più efferato dei delinquenti si sognerebbe mai di perpetrare.

Eppure, accadono.

Regolarmente, quotidianamente, ogni santo giorno che Dio manda in terra.

Ogni giorno milioni di persone ammazzano la carbonara, stuprano l’amatriciana, sezionano con sadico godimento le tagliatelle al ragù della nonna o della zia, senza vergogna e senza pietà alcuna.

Dove?

Ma su Su Tasty, che diamine! [Ora, per fortuna, il vento della riscossa e dell’orgoglio della lasagna nostrana ha cominciato a soffiare, e grazie a Casa Surace la vendetta della nonna è finalmente apparsa all’orizzonte. Ne parliamo tra poco]

La pagina Facebook di BuzzFeed, il popolare magazine online, che in poco più di un anno è arrivata ad avere, in questo esatto momento, qualcosa come 71.446.784 “mi piace” –il mio compreso solo per dovere di aggiornamento–  e che vanta, per ogni singolo filmato, qualcosa tipo 200.000 condivisioni o 20 milioni di visualizzazioni.

Milioni di persone che ogni giorno assistono, compiaciute e complici, ai piccoli grandi scempi che la pagina propone, tra gli altri, della nostra più tradizionale cucina italiana.

Video che contemplano abomini come i sughi “all’italiana” che grondano panna, ketkchup, maionese, olio tutto insieme, e che farebbero inorridire non solo il più raffinato degli italici gourmet ma anche l’ultimo degli analfabeti culinari.

La pagina sembra fatta apposta per perpetrare delitti culinari in modo accattivante e leggero: una simpatica e ritmata   musichetta di sottofondo, filmati brevissimi, in genere poco più di un minuto, grafica –dobbiamo ammetterlo– molto pulita e curata, preparazioni semplici e brevi, in genere tanto sontuose nel risultato finale quanto abbordabili nella loro esecuzione.

Ma Tasty resta uno dei tanti infangatori seriali delle patrie ricette.

Prima della popolarissima pagina Facebook, infatti, nomi ben più autrevoli si sono cimentati con successo in un pari scempio della cucina italiana.

Come dimenticare infatti l’obbrobrioso pappone di Martha Stewart “tutto in una pentola” (one-pan pasta), in cui degli incolpevoli spaghetti venivano buttati senza tanti complimenti in acqua rigorosamente fredda, assieme a olio, sugo e sale, fatti cuocere alla c*z** e poi serviti così, nella loro mortificante ignominia?

E l’inqualificabile carbonara alla francese comparsa sul canale You Tube di Demotivateur, dove la pancetta veniva miseramente bollita in una pentola assieme a cipolla e farfalle?

E la carbonara poi di Jamie Oliver, con chorizo e yogurt?

Che religione ci può mai essere se pure Michelle Obama, first lady statunitense, cuoce la pasta nella “dutch oven”, una pentola in ghisa che dà come risultato una pasta risottata, e se persino Davide Scabin, nume dell’Olimpo dei cuochi, propone una ricetta dell’amatriciana in una pentola a pressione?

Tutti assistiamo immobili a questo scempio della nostra cucina tradizionale.

Fino a poco tempo fa, almeno.

Ma ora, come dicevamo, è tempo di riscatto.

Grazie a un gruppo di creativi nostrani che di nome fa  “Casa Surace” e che, nella loro pagina Facebook, propongono tra le altre cose esilaranti video-parodia come rimedio alle amarezze causateci da Tasty.

Video ricette dallo stile simile, ma eseguite come la vera tradizione italiana comanda, vedi ad esempio quella, godibilissima, della pasta al sugo.

In una prima parte del video, dedicata all’invereconda preparazione della pasta italiana nel mondo secondo Tasty, due anonime mani afferrano il pappone di pasta risottata e lo schiaffano direttamente nella spazzatura al ritmo di ammiccanti musichette, per poi passare in Italia al ritmo di più rassicuranti tarantelle, mentre sul video scorrono le immagini dell’esecuzione nostrana, e corretta, della ricetta.

Grande pentola, acqua a volontà, e quando l’acqua “volle”, si butta la pasta, che verrà poi condita, soltanto una volta cotta e scolata, con “na vrangata di sugo”.

E hanno superato il milione di visualizzazioni in 4 ore.

Perché la riscossa italica passa anche attraverso le ricette della nonna e l’olio di zio Tonino di Casa Surace.