di Sara Porro 11 Gennaio 2012

I gourmet si dividono in 2 categorie: quelli che mangiano il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi e quelli che leggono resoconti di chi ha mangiato il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi ingozzandosi di cibo spazzatura sul divano. Io appartengo alla seconda. Ma così come “le persone di gusto sanno vestirsi bene anche comprando al mercato” — ©Giorgio Armani — gli scaffali dei supermercati sono ricolmi di delizie sottovalutate, autentiche nella loro sofisticazione alimentare. “Comprato e Mangiato” proverà a dimostrare che sono Troppo Buone per Essere Finte.

 

Io (insieme ad alcuni altri mammiferi) appartengo alla categoria dei biscottivori. Il biscotto offre conforto, la masticazione rasserena, il bolo è avvolgente, ti senti un po’ coccolato dall’interno quando mangi i biscotti.

Fin qui il lato positivo del mangiare i biscotti. Il lato negativo è che, tendenzialmente, o i biscotti te li fai a casa oppure accetti il fatto che gli oli vegetali non specificati diventino all’incirca, non so, il 30% del cibo che assumi. Esempio: tutti conoscete quei biscotti tondi, con il buco in mezzo, metà alla “vaniglia” e metà al cacao, che qui chiamerò “Gli amplessi” perché altrimenti mi trova l’ufficio stampa del Macinatoio Candido e mi costringe a scusarmi, oppure – ancora peggio –  me li manda a casa per farmi ricredere e poi io comunque li mangio TUTTI, cosa credete? Bene, contengono olio vegetale e sono aromatizzati con la vanillina (la vanillina! ARGH!).

Quindi la mia regolare ricerca di biscotti per le corsie del supermercato si svolge così: prendo in mano una confezione, leggo gli ingredienti, brontolo udibilmente tra me e me, la ripongo e passo avanti di qualche centimetro. Le sorprese sono piuttosto rare, soprattutto perché l’olio vegetale è pressoché onnipresente, e io avrei la pretesa  – a quanto sembra assurda – di mangiare dei biscotti al burro. Le eccezioni, per fortuna, ci sono, se avete la pazienza di vagolare abbastanza a lungo tra gli scaffali.

Una di queste sono i Canestrelli del biscottificio Orlando Grondona: la confezione li definisce “ricchi e semplici” e io sottoscrivo. Trattasi di bel biscottone di pastafrolla che si scioglie in bocca a una velocità tale per cui credo sempre di averne mangiato solo metà quando ne ho mangiato uno intero (“Dove è andato?” Mi domando puntualmente cercandolo sulla scrivania “Si è DISSOLTO!”), dolce senza essere stucchevole, con un delizioso aroma di burro e buona persistenza gustativa.

Gli ingredienti: farina di frumento, burro 22%, zucchero, tuorli d’uovo, succo di limone, agenti lievitanti e – tenetevi forte – bacche di vaniglia del Madagascar.

Si trovano in confezione da 150g  e costano circa 2 euro al supermercato. Fanno parte della gamma descritta nel sito ufficiale Grondona – che viene dritto dritto dagli anni ’90 – nel quale i prodotti sono divisi per categoria (“la prima colazione”, “lo snack veloce” etc): i Canestrelli rientrano ne “il momento sociale o di autogratificazione” – proprio così, l’ho letto mentre li stavo mangiando, ho riso e proiettato briciole di biscotto intrise di saliva su tutto lo schermo del pc (Scusate, eccesso di informazioni).

Gli altri Comprato e Mangiato:
Patatine Darling Spuds
.
Philadelphia fresco e goloso
.