di Massimo Bernardi 10 Febbraio 2011

Siccome so che l’argomento per replicare al presente post sarà il classico vuoimanonpuoiinvidioso, confesso che è proprio così, sono dolorosamente invidioso: vorrei tanto aver scritto 2 libri indispensabili alla formazione delle persone risolte come Cotto e mangiato e Benvenuti nella mia cucina, grazie ai quali, scrivendo stringate ricettucole, Benedetta Parodi ha venduto due zilioni di copie. Sfido io, a non essere invidiosi. Ma aspettate.

Non dovete sorbirvi la solita arringa contro la Parodi-a della cucina italiana, il fatto è che Benedetta nostra, nell’intervista data settimana scorsa a Gente (non online), ha annunciato il terzo libro per i tipi della Vallardi. Curiosi? (E come biasimarvi, dico io). Beh, caro il mio piccolo lettore, disponiti a favore di anticipazione perché oggi sveliamo titolo e copertina del nuovo libro. Ma che dico, a favorissimo, perché oltre al nuovo di Benedetta Parodi, sveliamo pure i prossimi libri di Ilaria Bellantoni e Sigrid Verbert, due altri casi editoriali dei mesi scorsi con Lo chef è un Dio, il romanzo che ha colpito con unghiate profonde il mondo della cucina, e Regali Golosi, ricettario civettuolo e vendutissimo.

100 ricette da cucinare e dimentacare nel congelatore, di Benedetta Parodi. Non so se mi spiego, questo è l’attesissimo seguito di Benvenuti nella mia cucina!!! (per le cuochette niente enfatizza come 3 punti esclamativi). Che a sua volta, era l’attessimo seguito di Cotto e Mangiato!!! (melius abundare…). Facciamola breve: il qualsiasi-cosa-purché-le-casalinghe-leggano funziona alla grande anche nel terzo volume, solo che ‘stavolta la coppia Parodi-Vallardi si è spinta oltre. Non solo le 266.765 ricette suddivise ora per ora di ogni mese dell’anno tra Antipasti & piattini • Primi piatti • Secondi • In forno e al barbecue • Insalate • Dolci • Dolci al cucchiaio, sono impermeabili all’intelligenza e al buon senso, ma la loro totale inutilità è evidenziata fin dal titolo. Che allo stesso tempo segnala quanto sia facile e veloce dimenticarle nel congelatore, una specie di luogo sacro per la Parodi, un po’ come Shiva per gli Induisti. Se funziona così, si è detto il trust di cervelli del marketing che sta lavorando al lancio del libro, cioè, se i fan di Benedetta ingurgitano questa sbobba indifferenziata nonostante il parental advisory del titolo, allora siamo a cavallo, le nostre pratiche commerciali possono proseguire all’infinito. Capita la sottigliezza? Se un lettore vuole consapevolmente essere rimpinzato di ricettari sempliciotti in loop, perché non darglieli?

100 colpi di frusta prima di andare a dormire, di Ilaria Bellantoni. Come capitalizzare il successo di un’autrice che per sua stessa ammissione è un disastro ai fornelli? Contaminando i generi: sesso e cucina, per dire. Del resto, dopo il boom di Lo chef è un Dio, Ilaria Bellantoni non era stata soprannominata la “Melissa P della padella“? (ah, i lettori di Dissapore, se non ci fossero bisognebbe inventarli). E se qualcuno ha trovato le maniere della novella Melissa scomposte e inopportune, in fondo non si dileggiano così fior di chef tipo Carlo Cracco dopo un mese passato nella sua cucina, perché non farne la regina del BDSM culinario, una specie di urlatrice isterica che inneggia agli splendori erotici degli attrezzi da cucina? Scusate, ma avete mai pensato al potenziale erotico di uno snocciolamango, alle allusioni vagamente fetish di una grattugia bidirezionale, alla finta innocenza amatoriale di una paletta forata da wok? Ma il colpo di genio avuto da Feltrinelli sta nel sottile doppio senso della frusta, voluttuoso strumento cui la giovane Melissa P deve la sua fortuna letteraria, e che nel prossimo libro della  Bellantoni assume le sembianze, altrettanto stimolanti, di una frusta da cucina, con gli archi flessibili disposti a raggiera sempre pronti a montare composti cremosi, e soprattutto il manico cilindrico che termina in una sorta di tappo. E comunque, Ilaria Bellantoni sarà pure un’inetta conclamata e anche piuttosto fastidiosa, ma strizzata nel corpetto di pelle nera, fa sempre la sua em… porca figura.

Bimbi e Bimby, di Sigrid Verbert. Sigrid Verbert è Cavoletto di Bruxelles, la blogger brava a cucinare e fotografare, ma brava forte, fortissimo, brava da piangere, una che ora scrive libri di cucina che ribaltano vite come Il libro del Cavolo e il recente Regali golosi. Qualche tempo fa, in mezzo alla sopresa generale (in parte dovuta al linguaggio immaginifico e non del tutto comprensibile), Sigrid ha rivelato di essere incinta. Da quel momento è stato chiaro a tutti, soprattutto a Giunti, il suo editore, quale sarebbe stato l’argomento del nuovo libro: il bimbo, appunto. Anzi, I BIMBI. Con felice intuizione, l’ufficio del responsabile infanti-adolescenti dell’editore toscano ha ideato la collaborazione con la tedesca Worwerk, che, come sa non dico ogni esperto ma anche solo chi cuoce un uovo nel finesettimana, realizza il più capillarmente diffuso e amato tra i robot da cucina, il Bimby (vedi qui il crash test). Bimbi & Bimby, bell’esempio di titolo assonante, no? Tra l’altro, grazie all’aiuto dell’elettrodomestico tedesco, Cavoletto di Bruxelles riuscirà a grattugiare, tritare, macinare, emulsionare, montare, mantecare, impastare fino all’ultimo momento, altro che trattamento di maternità. E chissà che tra pappine, brodi vegetali e mele grattuggiate con l’aggiunta di matcha, la Verbert non ci faccia capire, una volta per tutte, a cosa cavolo serve la velocità Spiga del Bimby.

[Crediti | Link: Amazon.it, Dissapore, Wikipedia, Cavoletto di Bruxelles. Immagini e magie di Photoshop: Antonio Tomacelli]

commenti (44)

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  1. Avatar Gerry ha detto:

    Signori si nasce. Mangiando bene si migliora pure… potevate aspettare l’8 marzo per pubblicare questo mirabile esempio di maschilismo culinario. Complimenti

    1. Avatar Jade ha detto:

      Parodi a parte (porella) caro signor Gerry, vada a leggersi qualcosa della Bellantoni e della spocchiosissima Verbert, poi mi dice.
      E comunque che siano donne è un puro caso. Per fortuna.
      Non si tratta di maschilismo. Personalmente, le odierei anche se fossero la reincarnazione di Hulk Hogan o di Beppe Maniglia quello che scoppia le borse dell’acqua calda a settant’anni vestito di pelle nera.

      L’ironia dovrebbe salvarci. Si rilassi.

    2. Avatar Jade ha detto:

      e inoltre, trovo l’otto marzo uno dei più limpidi esempi di maschilismo.

    3. Avatar Gerry ha detto:

      Non ho letto la Verbert. Ho letto il libro della Bellantoni. Pieno, proprio, di quell’ironia che dovrebbe salvarci. Dalle ossessioni. E farci rilassare, anziché “odiare”

    4. Avatar Jade ha detto:

      l’odio ha varie sfumature. diciamo fastidio epidermico, se preferisce.
      in ogni caso la Bellantoni mi irrita già nelle sue risposte, figuriamoci in un libro che trasuda quanto di peggio una donna può esprimere. e non ci fa certo onore.

  2. Avatar Viola ha detto:

    io pensa che la Parodi venga incontro alle esigenze dell’italiano medio che ha poco tempo e poca passione, non comprerei mai un suo libro, ma acapisco chi li prende;
    congelare è utile per chi ha poco tempo….sempre meglio che comprare i cibi pre-cotti!

    Sigrid fa belle cose, i suoi libri hanno foto stupende, un libro per mamme perchè no?

    la bellantoni, perfavore, lasciamola perdere, non mettiamola nei libri di cucina
    piuttosto la vedrei nel prossimo cinepanettone: Natale in cucina!
    mi sembra più adatta

    1. Avatar Antonio Scuteri ha detto:

      Viola la saggia 😀

  3. Avatar Amelie ha detto:

    Quoto jade e sorrido al post….. proprio quello che ci voleva in questa giornata grigia ma puntuta!

    Mi diletto a scrivere crudi racconti erotici ed avevo pensato ad una raccolta titolata ‘crudo e frustato’ con le possibili varianti e gustato e smembrato, sbranato… (spesso faccio un mix di generi, e il sadohorror è quello che mi riesce meglio)

    Trovo i 100 colpi di frusta esilaranti

    A.

    1. Avatar Jade ha detto:

      certe donne sono ottime fonti d’ispirazione.

  4. Avatar Mauro ha detto:

    Capisco di fornelli tanto quanto la Bellantoni.
    Della Parodi so solo che è mia concittadina e l’altra invece non l’ho mai sentita nominare.

    Ciò detto… ho letto il libro della Bellantoni e l’ho trovato divertente. Esattamente come seguo questo blog e l’ho divertente e interessante.

    Ironica e scanzonata. Do you know Carrie Bradshaw?
    Dovreste, anche perchè ormai è storia…

    E’ una colpa così grave fare ironia su esseri umani dall’ego vagamente ipertrofico? E che dire di quelli che si offendono per interposta persona se qualcuno “osa” ironizzare?
    Sembrate i valletti di Versailles mentre i sanculotti scorrazzavano per gli ampi corridoi. Su ragazzi… take it easy…

    Cos’è che rende più ridicolo Carlo “Frolla” Cracco? La Bellantoni o l’ispirato sguardo del suddetto mentre esibisce le cavallette che vorrebe farci mangiare? (coprtina Wired appena uscito)

    E poi… la Bellantoni è figa… e allora?
    E’ una colpa così grave?
    Non sarete mica anche voi dei bunga-bunga-wannabe?

    1. Avatar Jade ha detto:

      santa pace, Mauro, non tutte le donne non belle invidiano le “belle”, sai?
      se di una tipa figa non ti piace come scrive non puoi dirlo solo perché sembra che la invidi ?
      e su, siamo più intelligenti di così. credimi.

    2. Avatar Jade ha detto:

      e personalmente non mangerei insetti neanche se me lo chiedesse Benicio del Toro sdraiato su un letto con una mantide religiosa opportunamente piazzata.

    3. Avatar Lorenza ha detto:

      e se te lo chiede vincent cassel?;)

    4. Avatar Viola ha detto:

      non riesco a quotare l’ultimo commento!

      ma come è uno scherzo di dissapore????
      ci sono cascata…..

      certo amici come prima, ci mancherebbe…..

    5. Avatar Mauro ha detto:

      Ma lo so che siete più intelligenti… altrimenti non vi leggerei.
      Quello che non capisco è come mai se ironizzi sulla Bellantoni sei simpatico mentre se ironizzi su Cracco sei arrogante.
      E so benissimo che molte donne stanno bene con se stesse per come sono.
      Non mi passa nemmeno per la testa di pensare alle femmine esclusivamente come giocattoli sessuali. Però mi da fastidio che se una ha il torto di essere bella la si deve subito beccare su quello… a casa mia si chiama coda di paglia.

      Comunque… si parla per parlare.
      Se esagero, perdonatemi.
      Ma pensateci un po’ su…

      Peace & Love
      Mauro

    6. Avatar Jade ha detto:

      ripeto: anche se fosse stata una strega tremenda e io una fata senza paragoni, non mi sarebbe piaciuto lo stesso quel libro e quel suo modo di porsi da wannabe groupie.

    7. Avatar Viola ha detto:

      ti giuro non sono una bacchettona e il mio non è certo wanna-be, penso che se mi vestissi così, farei la stessa figura della bellantoni……

      non me ne frega niente se prende in giro Cracco o chicchessia (gli insetti, come dire, anche no)

      mi ha urtato il tono del libro, mi sembra insopportabile lei (bravissima peraltro a farsi pubblicità) e, ti dirò, in un momento di bunga bunga people generalizzato, ci mancava solo la copertina di un libro di cucina in versione sadomaso….

      ecco, direi, la trovo molto molto in linea con il clima italiano del momento

      quindi venderà un sacco di copie

    8. Avatar Mauro ha detto:

      Viola… scusa ma la copertina dei “100 colpi di frusta” è uno scherzo di Dissapore… 😀
      Sul suo libro la Bellantoni manco c’è in foto… anche se la cosa agevolerebbe le vendite…
      A me invece il tono è piaciuto.
      De gustibus….

      Amici come prima, ovviamente.

    9. infatti in italia i bacchettoni non esistono proprio a tal punto che non c’è ancora uno ma dico uno/a che abbia proposto di riaprire le case chiuse …ma vabbè

      il fake dei libri è davvero carino , quello sul sadomaso troppo soft , mi aspettavo di più da dissapore ma si vede che bernardi e in fase casta e zen 😉

      kiss
      bd

  5. Avatar sick ha detto:

    Ah, la Verbert. Arcigna e spocchiosa travestita da mellifluo angioletto… col suo pseudogiovanilistico fintosvampito slang. A volte scade così nel banale con le sue ricette che sembra una bambina che pasticcia. Ma non si può dire giusto? E’ voluta semplicità ecc…oook. Tempo fa s’era anche affrettata a dire che il suo non sarebbe diventato uno stucchevolissimo mommy blog, sèh, comenò. E non solo, già c’ha sgamato il business. Che sciatteria, signori. La meretrice là non so chi sia, ma non è bella, è bona, che è diverso. Tra le tre la meno peggio trovo sia la Parodi. Pensa-come-siam-messi.

    1. io non sono assolutamente d’accordo.
      arcigna e spocchiosa?
      io ho avuto occasione di conoscerla, e ti assicuro che tutto è tranne arcigna e spocchiosa.
      se poi mi dici che magari ogni tanto sembra che possa incazzarsi o sstorcere il naso davanti a ingiustizie evidenti nel mondo del food e diventare un pò più acidella, è solo perchè è una persona che si impegna, che ama il suo lavoro e che ci mette passione, e vedersi passare avanti dal primo cretino o comunque criticare da chi non ne capisce non può farti rimanere indifferente se tu nel tuo ti ci impegni. Ma questo è il mio modestissimo parere..

    2. Avatar alessia ha detto:

      abbastanza critica. ma diretta . si, trovo che la signora faccia di ogni cosa un business. e che, il suo sapere è buono ma il suo divulgare a volte è sapientino. un suggerimento: dovrebbe trovare un ottimo consulente per la trascrizione dei testi dove spesso scarseggia in grammatica. ma ha talento in fotografia; non saprei se questo si possa considerare un buon “balance”.

  6. Massimo Bernardi Massimo Bernardi ha detto:

    Bè, se qualcuno ha ritenuto plausibili titoli e copertine dei libri di questo post significa che Antonio Tomacelli, il signore di Photoshop, ha svolto un discreto lavoro. Ma tutto pensavo, francamente, tranne di dover intervenire per precisare cge trattasi di fake. Tra l’altro preciso che la Parodi no, ma conosco personalmente Ilaria e Sigrid che sono bravissime al di là di delle opinioni legittime di ognuno.

  7. Avatar sick ha detto:

    Oddio quello della Parodi era anche plausibile…gli altri meno. Divertenti e fatti bene però. Il mommy book di chi so io arriverà comunque puntuale come una fucilata, si accettano scommesse. Se no come nutrire in modo COCCOLOSO la nostra prole nei giorni di pioggia? Sarà bravissima e un certo talento chi non glielo riconosce, ma ha anche grosse lacune e molta, molta, molta, spocchia. Molta.