di Chiara Cavalleris 28 Novembre 2019
agricooltur

Il Gourmet Food Festival di Torino, edizione 2019, ha messo in luce prodotti e realtà di spicco del panorama piemontese e nazionale. Noi eravamo lì, a fianco della manifestazione come media partner, e ora vi raccontiamo cinque aziende – alimenti – etichette, insomma cinque cose che ci hanno fatto breccia nel nostro cuore a Lingotto Fiere, da venerdì 22 a domenica 24 novembre.

Cinque prodotti che, per motivi diversi, vorremmo far conoscere ai nostri amici, o che meritano di essere conosciti.

Agricooltur

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Al Gourmet Food Festival si faceva notare, c’è da dirlo, lo stand di un’azienda che lavora in aeroponica micro-ortaggi e fiori eduli: piante che crescono senza terra, letteralmente, su apposite piastre. Una start-up innovativa con sede a Carignano (TO) nata un anno fa, che punta tutto sulla ricerca, sullo sviluppo e sul gusto, per portare nei ristoranti e nei negozi ortaggi e germogli da raccogliere e impiattare al momento, ottenuti con il 95% del risparmio di acqua rispetto alla coltivazione tradizionale; le piante non si bagnano, si nebulizzano.

Cantina Social

“Raggiungere ed informare persone legate al mondo del vino attraverso una comunicazione consapevole e divertente” Una mission chiara che parrebbe pure banale, se non partisse da questo presupposto: i social network offrono tantissimi contenuti, persino troppi, spesso raffazzonati e confusi, per nulla utili a chi vuole avvicinarsi al mondo del vino. Matteo Franco, Adriano Amoretti e John Murnane hanno affrontato questa realtà in maniera professionale e brillante, creando una vera e propria community di appassionati nuovi amanti del vino, nonché un link utilissimo tra aziende e grande pubblico.

Cioccocruscocioccocrusco

Azienda già nota su queste pagine, Cioccocrusco ha organizzato insieme a Dissapore, al Gourmet Food Festival di Torino, uno show cooking dedicato alle declinazioni culinarie del cioccolato “premium” lavorato in svizzera, con aggiunta di peperone crusco lucano, l’iconico essiccato e fritto. Un prodotto particolarissimo, dall’elevata intensità aromatica e dotato di una croccantezza unica. Madagascar 64%, Peperone crusco, peperoncino, fior di sale.

The Spiritual Machine

the spiritual machine

Nata come produttrice di alcolici personalizzati, la torinese The Spiritual Machine si è inventata il kit per prodursi da sé gin e vermouth, con libretto di istruzioni ovviamente in allegato, nell’elegante scrigno che pare perfetto come regalo di Natale. Ci si può sbizzarrire con botaniche e tinture e la buona notizia è che, seguendo i suggerimenti, più di tanto non ci può sbagliare.

Brut IGA di Birrificio Sagrin

brut IGA sagrin

Le Italian Grape Ale, birre con uva in fermentazione, non saranno mai abbastanza popolari. Unico “stile” birrario del Bel Paese, permettono alla birra di essere declinata in base al territorio di produzione, di esprimere i vitigni, nonché la conoscenza vitivinicola dei birrai.

Tra i migliori esponenti delle IGA c’è sicuramente Birrificio Sagrin, di Calamandrana (AT), che dedica una linea ai vitigni locali e al Gourmet Food Festival ha presentato la sua prima Brut IGA, attenuatissima birra da 7.5 gradi con mosto bianco di uve moscato e lieviti dello stesso: il profilo aromatico caratteristico del vino, senza dubbio, il residuo zuccherino pressoché assente, per una birra importante.

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