di Giorgia Cannarella 23 Gennaio 2014
Bellezze vegan

Siamo sinceri: se abbiamo mai avuto un dialogo del genere (difensivo, veltroniano e cerchiobbottista) significa che un po’ ossessionati dai vegani, questi esseri “diversi” da noi, lo siamo.

“Tu cosa ne pensi dei vegani?”. “Tutto il bene possibile! Ci scherzo, ci discuto, ci litigo anche a volte. Guarda che molti dei miei amici sono vegani”.

Voglio dire, dentro il mio cervello carnivoro a volte penso di non poter accogliere il loro propagandismo etico-salutista. Poi li vedo così felici che le mie convinzioni da pasionaria del bollito un po’ vacillano. Sono momenti brevi, ma sempre più frequenti.

Non siamo alla piccola dichiarazione d’amore ma mettici piatti come le crucifere di Marzapane, una specie di orgia per le papille gustative. Mettici anche Beyonce e Jay Z che testano il mese vegan e ne escono entusiasti. Ce n’è abbastanza per farmi dire: io ci provo. Niente carne, niente formaggi, niente burro, niente uova. Solo per un periodo: so che non riuscirei a rinunciare per sempre alla coppa di testa. Ma la prospettiva di – diciamo un mese, dài – vegano mi incuriosisce.

Comincio con il training autogeno e intanto leggo questo post dell’Huffington: cose che devi sapere prima di diventare vegano.

1. COSE CHE GIA’ SAPEVATE, FORSE.

Dire “vegano” non significa dire “più sano”. Ingozzarsi di fritti e farine raffinate non va bene comunque.

Dobbiamo leggere le etichette. Una parte di me si compiace, pensando al fatto che leggo sempre le etichette di ogni prodotto che compro. L’altra si perplime al pensiero che ci sia bisogno di ricordare alle persone, soprattutto agli aspiranti vegani, di controllarle.

Dobbiamo sopportare le inopportune domande altrui.  Anche io, quando incontro dei vegani, non resisto alla tentazione di chiedere: “Perché?” (dove spesso il “PERCHÈ?” assume un’involontaria sfumatura di incredula disperazione). Prepariamoci, di sicuro ci aspettano questi tre “ma quindi”. Ma quindi mangi solo insalata? Ma quindi il cibo lo cuoci? Ma quindi il ragù lo mangi?

COSE CHE INVECE, MAGARI, NON SAPETE.

Avrò bisogno di vitamina B12 … Digitare “vitamina B12” su Google mi apre scenari stordenti. E così saturi di informazioni che mi arrendo quasi subito e rileggo l’Huffington Post. Ovvero 1) si trova naturalmente solo nei derivati animali 2) ha diverse funzioni fondamentali 3) una sua carenza porta a debolezza, costipazione, perdita dell’appetito, problemi nervosi, depressione.

Credo anche di un supplemento di ferro. Dimenticate il cartoonesco legame spinaci / ferro. A quanto pare il ferro si trova in due forme: eme e non eme. Il ferro eme si trova nei derivati animali e viene assorbito facilmente; quello non eme è anche nelle verdure, ma viene assorbito meno facilmente.

Niente paura per il calcio, invece. Al momento mi interessa poco, ma immagino che, tra 50 anni, sarò grata a me stessa per averne assunto abbastanza. Comunque, pare che cavolo, mandorle, semi di soia, fichi e arance navel trasudino calcio. E in più la soia e i vegetali a foglia verde contengono vitamina D, che mi aiuta ad assorbirlo. Daje.

Vacci piano con la soia. Consumare troppi piatti a base di soia può essere peggio – per la mia salute – che nutrirsi di animali e derivati. In entrambi i casi, a fare la differenza è il metodo di produzione: se la mia bistecca di seitan è piena di sodio e conservanti, non ingerisco comunque cose sane. Se compro miso, tempeh, tofu, edamane e latte di soia vado sul sicuro.

INFINE, COSE CHE MI LASCIANO PERPLESSA.

Stay happy, stay vegan! Ho imparato che nelle diete onnivore si assume più acido arachidonico, un acido polinsaturo che può portare cambiamenti a livello neurologico e dunque cambiamenti nel mio umore. Uhm. L’abbondanza di condizionali nell’articolo dell’Huffington Post lascia spazi a dei legittimi dubbi, non sono convinta.

Non dovrai rinunciare al tuo ristorante preferito! (uhm). Non so che ristoranti frequentiate voi, il mio preferito del  momento ha due sole opzioni vegan. Due, se includiamo u n piatto di verdure grigliate. Di moltissimi piattinon esiste il corrispondente vegan – ehi, vivo a Bologna, qui burro e brodo di carne sono una religione. Insomma, fuori dal centro del mondo il veganesimo vacilla: vecchia storia.

Spenderai di meno! (uhm al quadrato). Vero: rinunciare alla carne e al pesce per comprare più verdure è un cambio che fa bene al mio portafoglio. Ma nei supermercatini bio-etico-vegani-ecologici i peperoni costano quanto il manzo. E cosa dire dei prodotti a base di derivati di soia? O latte di riso vs latte di mucca, o …. vabbé, non proseguo.

E ALLA FINE?

Okay, decido di provare anche io il mese vegano, statemi vicini. O per favore, datemi qualche illuminante imperativo per portare a termine la missione.

[Crediti | Link: Scatti di Gusto, Huffington Post | Immagini: Huffington Post]