di Rossella Neri 7 Aprile 2015

Quando noi ci divertiamo lo chef fatica. Non ha domeniche festive, lavora a Natale e Ferragosto, non parliamo di Pasqua e Pasquetta, chi di noi è stato al ristorante nel fine-settimana weekend ha potuto toccarlo con mano. D’accordo, ormai per i professionisti lo stress è una specie di status-symbol. Ma lo chef, mestiere in cima alla lista di quelli più richiesti al mondo, non dovrebbe vivere felice e contento come nel copione di una favola?

Non proprio.

Sempre sottoposto all’altrui giudizio, lo chef è tipicamente tormentato dalla ricerca della perfezione, situazione che gli impedisce di gioire a pieno della situazione di privilegio aumentando lo stress. E trasformando tutti gli inconvenienti, grandi e piccoli, in punizioni divine.

Vediamo quali.

1. CAMERIERI CACASOTTO

cameriere pusillanime

Tra chef e cameriere non doveva esserci mutua solidarietà?

Invece il cameriere sgridato in sala per non aver servito il piatto come gli era stato chiesto, recupera sempre più spesso all’errore frignando e incolpando la cucina.

2. ANIMALISTI VEGANI 

vegano

Nel periodo di Pasqua anche per gli chef è impossibile esentarsi dal dilemma dell’agnello.

Così il presunto crimine etico, denunciato dal vegano che in punta di forchetta guarda miseramente la pietanza che gli è stata portata, rappresenta per il cuoco una vera prova di forza.

Piacere al vegano è più difficile che entrare nei favori dei critici Michelin.

3. CAMBI DI LAVORO

Chef arrabbiato

Di questi tempi mettere su una buona brigata di cucina è un lavoraccio: troppa fama ha ridotto il mestiere a una perenne ricerca di successo.

Così i bravi chef, pedine di un mercato in espansione, si spostano da un ristorante all’altro con ritmi da tarantolati.

E quando un sous chef in gamba se ne va, passano mesi prima che lo chef e la brigata si riprendano.

4. LISTA NERA DEI CLIENTI 

Lista nera dei clienti, ristorante

Ne esiste una in ogni ristorante di liste che segnalano i clienti abituali sì, ma insopportabili.

Basta la prenotazione a far scattare l’allarme, per lo chef la tentazione di darsi malato è indiscutibilmente forte.

5. BUROCRAZIA

 topi

Nella fattispecie le ispezioni cazzute che mirano a scovare ogni minima infrazione.

Sia che trovino i registri contabili in disordine, sia che sanzionino per l’uso indiscriminato del plateatico, lo chef sa che i suoi clienti penseranno solo a una cosa:

“Gli ispettori hanno trovato i ratti in cucina”.

6. LISTA DEGLI ALLERGENI

Lista allergeni

L’aumento di intolleranze e allergie alimentari ha sottoposto i ristoratori, come sa chi segue Dissapore, al calvario della cosiddetta lista degli allergeni.  

Le arachidi causano problemi agli iallergici, ma le intolleranze riducono uno chef alle lacrime.

Ormai la quantità di clienti che brandisce le proprie intolleranze come un vessillo è così elevata che è impossibile trovare un solo tavolo in sala in cui stia bene il menu così com’è.

7. BOSS INCOMPETENTE

pulire, cucina, ristorante

Croce di ogni chef è lavorare alle dipendenze di un proprietario impiccione che ha aperto un ristorante perché va di moda farlo.

Di solito pretende di imporre nel menu le sue scelte gastronomiche, incurante del fatto che si fondino sulle nozioni apprese alla tivù da Benedetta Parodi.

8. GUASTI

guasti

Per effetto della legge di Murphy il frigorifero si rompe sempre il giorno dell’ispezione sanitaria.

Ovvio.

E il forno a vapore quando lo chef deve cucinare per un matrimonio da 200 persone.

9. FARSI MALE

Commis di cucina

Nella cucina di un ristorante ci si fanno più piaghe che in un girone dantesco.

Se è impossibile evitare le bruciature, la cosa più temuta dagli chef sono i coltelli, che spesso frequentano le mani sbagliate, e che hanno il vizio di cadere di punta sulle dita dei piedi.

10. CALORE

calore

Nelle cucine, soprattutto in estate, si raggiungono temperature che metterebbero a dura prova qualsivoglia lucertola.

Figuriamoci uno chef sopra i 40 con le vene varicose.

[foto crediti: thrillist, vegankit, benessere.lifeandtravel, sxc.hu, dissapore, spigoloso, cinefarm]

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