10 nuovi ristoranti di successo che vi metteranno una travolgente voglia di vacanza

“Mare, profumo di mare”: bei tempi quelli in cui si beveva un Margarita plasticoso sul ponte della nave da crociera in attesa di sbarcare a Puerto Vallarta. Invece eccoci alle porte di agosto, e dopo mesi di salvaschermo in ufficio con palme e paesaggio caraibico incontaminato, ci ritroviamo tutti a organizzare il weekend da spiaggia italica, coscienti che “il mare non sarà quello delle Bahamas, ma almeno in Italia siamo sicuri di mangiare bene”.

Nel pullulare di mete da vacanza tutte rigorosamente a chilometro zero (regione più, regione meno) a voi in partenza è dedicato questo vademecum con 10 ristoranti, tutte (o quasi) nuove aperture, tra spiagge, simil-chiringuiti, idee avventurose baciate dalla fortuna e format di ristorazione da copiare.

Per una vacanza all’insegna della non dieta.

1. CLUB NUDO E CRUDO:
Maxi’s Beach Club – Portopiccolo Resort (TS), Ristorante

Maxi's Beach Club, Portopiccolo Resort

Nel “borgo italiano in versione beach“, che poi sarebbe il Beach Club del Portopiccolo Resort, complesso turistico da oltre 300 milioni di euro affacciato sulla baia di Sistiana tra Trieste e Venezia, ha aperto il ristorante Maxi’s.

“Un salotto bianco & teak in perfetto stile Saint-Tropez”, hanno scritto orgogliosi i quotidiani triestini, pronto a svoltare le giornate dei vacanzieri con primi piatti di pesce irresistibili (il carboidrato ha il suo perché anche al mare, ci servono energie per nuotare), e crudi di mare. Se per caso non basta, nel nostalgico resort trovate un altro ristorante, una pizzeria, e almeno dieci tra bar e gelaterie. Daje.

2. BIRRA & CO:
La Ginguette Baladin – Jesolo (VE), Pub

La Guiguette Baladin, Jesolo

Teo (Musso, quello di Baladin per capirsi) e Marina, titolari di questo pub ispirato alla tradizione della vecchie balere parigine, vi metteranno davanti alla prova più dura: dover scegliere tra 22 tipi di birre alla spina con un occhio di riguardo alla produzione regionale, Veneto in primis.

Quelli di voi che al ritorno non avranno l’incontro ravvicinato con la bilancia possono anche concedersi maratone con diversi tipi di hamburger senza tirarsi indietro nemmeno davanti alle fatate, chips di patate aromatizzate su richiesta (dalle 18 alle 3).

3. TAPAS:
Tapasotto – Verona, Caffetteria/Ristorante

Tapasotto, Verona

Se la fame vi attanaglia, è troppo tardi per la merenda ma è troppo presto per cena, la vostra gita veronese vi offre un buon questo compromesso: tapas e calice di vino.

Il Tapasotto è fatto apposta: posti sia al coperto che all’esterno, vasta scelta tra alcolici e analcolici, soprattutto tapas di qualità. Se poi proprio avete aperto la voragine, si può anche optare per un pasto completo (tra le proposte troviamo gazpacho, battuta di cavallo e polpette).

4. GELATO:
Brunelli – Senigallia (AN), Gelateria

Brunelli Gelateria Senigallia

Onore al maestro gelatiere Paolo Brunelli che racchiude nel nuovo punto vendita di Senigallia, alternativa alla sede storica di Agugliano, sempre nelle Marche, tutta la sua creatività sottozero senza trascurare la tradizione italiana.

Qualche anticipazione? Zabaione al Varnelli, crema Brunelli (incontro tra sapori provenienti da tutto il mondo) e Portonovo (con sale di Cervia). Poi cioccolati come se piovessero e altri prodotti di pasticceria, con materie prime di provenienza biologica. Non fatevi scoraggiare dalle lunghe attese e mettetevi in coda, ne vale la pena.

5. AGRITURISMO:
Il Tiglio – Montemonaco (AP), Ristorante

Il tiglio, Montemonaco

Un agriturismo circondato dai monti Sibillini nella frazione Isola di San Biagio, in provincia di Ascoli Piceno, Il Tiglio punta tutto sulla genuinità degli ingredienti, per offrire ai clienti il top di gamma, nientemeno.

Lo chef Enrico Mazzaroni potrebbe stupirvi con un gap da maestro: da portate gourmet (come i sassi di tartufo) a pietanze più “umili” come le interiora di agnello, rendendole uniche nel gusto e anche nella presentazione. Aspettiamo su Instagram il vostro reportage.

6. FARINETTI ON THE BEACH:
Albos Club Eataly – Fregene (RO), Ristorante

Albos Club, Eataly on the beach

Nuova apertura a due passi dal mare anche per l’ Oscar nazionale (Farinetti ovviamente, chi altri?), in collaborazione con lo stabilimento balneare Albos Club sul lungomare di Fregene.

Stavolta il format è suddiviso in tre spazi: tra un bar e una tavola calda, infatti, si fa largo l’angolo “Sano e buono”, punto di riferimento per chi non vuole rinunciare a centrifughe di frutta e verdura (o yogurt) neanche in riva al mare. Eataly non ci lascia tranquilli neanche lì…

7. ARIDAJE DI BIRRA:
La Casaccia – Torre dell’Orso (LE), Birreria

La Casaccia, Torre dell'Orso, Lecce

La vista già merita, metteteci poi una birra artigianale e la cosa si fa seria: affacciata sul panorama della spiaggia di Torre dell’Orso, questa “para birreria” (autodefinizione) riesce nell’intento di dissetare il folto popolo giovane proveniente dai comuni limitrofi durante le torride serate estive (ma poi si incontra pure qualche turista).

Accurata selezione di birre artigianali e non, da bere tra un concerto ed un dj-set. Qualche chicca arriva anche dalla piccola cucina.

8. PIZZA DA (A)MARE:
Franco Pepe Temporary – Acciaroli (SA), Pizzeria

Franco Pepe Temporary, Acciaroli

“Se non hai un temporary non sei nessuno” è il gioco che impazza in questa calda estate. E il prodigioso pizzaiolo campano Franco Pepe non ci sta a perdersi nella folla anonima, quindi rilancia la sfida al “Mister Marlin” di Acciaroli che è sempre pronto ad ospitarlo.

Rumors dicono che i prodotti tipici del Cilento sulla pizza potrebbero farvi anche un po’ piangere dalla commozione. Oltre alle classiche Margherita e Marinara, c’è pure Alletterata, Margherita sbagliata e calzone con scarola riccia. Fate voi.

9. UNA CACIORICOTTA SUL MARE:
Da Zero-Pizza e territorio – Vallo della Lucania (SA), Pizzeria

Da Zero, pizza place

Maestro dei lievitati, stavolta Paolo De Simone è affiancato da Carmine Mainenti e Giuseppe Boccia. La sfida è quella d’imporsi come nuovo punto di riferimento del popolo foodie cilentano.

Dalla loro il terzetto ha l’eccellenza dei prodotti utilizzati: farina, pomodori, mozzarella ed olio esclusivamente campani. Oltre alle pizze classiche si possono apprezzare pizze fritte, taglieri, fritture. Da provare la pizza cilentana con pomodoro e cacioricotta.

10. STREET FOOD A-A-BRONZATISSIMO:
Lucitta – Arbatax (OG), Street food

Lucitta street food, Arbatax

Sardegna orientale, una terra a metà strada tra mare e i monti. Qui nasce l’idea di declinare in versione “street”, con un ristorante viaggiante, il primo nell’Isola, i piatti della tradizione.

Non solo pesce che fa un po’ chiccheria da Costa Smeralda, ma anche hamburger con carne di pecora o maialino cotto alla brace per 6 ore.

A guidare cucina e furgone troviamo Clelia Landini, con un lungo apprendistato da chef del calibro di Roberto Petza, Cristiano Andreini, Viviana Varese e Mauro Uliassi, che ad Arbatax gestisce con il marito Paolo Orrù il ristorante Lucitta, neo regina del food truck sardo.

Francesco Bruno

28 luglio 2015

commenti (7)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Paolo A. ha detto:

    Siete consci del fatto che anche la montagna può essere una meta turistica (anzi lo è) per alcuni milioni di italiani?

    1. Paolo ha detto:

      ZITTO!!! Che se lo scoprono, poi ci rovinano i nostri posti segreti… 🙂

    2. ovvio che si, sappiamo che esiste la montagna (ci sono pure nato io…)
      Queste però sono tutte segnalazioni di locali nuovi di questa estate, e in montagna non abbiam trovato nulla di particolare.
      C’è da dire che gli investimenti importanti nel settore food, nella montagna italiana, vengono fatti soprattutto per la stagione invernale….

      Se avete però voi qualcosa da indicare… 😉

    3. Paolo A. ha detto:

      Al tiglio ci sono stato (oltretutto è quasi in montagna) e parliamo di almeno tre anni fa.
      Quindi, dato che non sono proprio tutti tutti locali nuovi fiammanti, mi permetto di consigliare il rifugio meira garneri a Sampeyre, in val Varaita; lo chef è Juri Chiotti (una stella michelin a Cuneo) che è salito in pianta stabile a quasi 2 mila metri per amore delle sue montagne e dei suoi prodotti (infatti in cucina utilizza materie prime quasi esclusivamente provenienti dalla valle).
      La mia esperienza culinaria di gran lunga più appagante nel 2015.

    4. claudio ha detto:

      Va be per magari sentirsi dire che c’e’ Farinetti on the Peak…

  2. lionel291 ha detto:

    Ma siete proprio ossessionati da farinetti! Ah già, in Italia tutti gli imprenditori di successo devono sistematicamente essere delegittimati sempre…

«