di Riccardo Campaci 15 Maggio 2015

Il cibo che esiste solo nei film, nei cartoni o nelle serie tv, e che vorreste provare lo abbiamo sistemato. Al lettore che ha risposto “i panini di Poldo” va tutta la nostra stima, sia messo agli atti. Oggi spostiamo il discorso sui ristoranti.

Il destino cinico e baro gioca brutti scherzi e non ci permette di prenotare un tavolo al Milliways, il ristorante di Al Termine dell’Universo, né di bere una birra alla Moe’s Tavern de I Simpson.

Ora, a voi che sognate di replicare in calce e mattoni il ristorante inesistente che preferite, dedico la top 10 dei locali dove il mio immaginario ha trascorso buona parte dell’infanzia. Anche dell’adolescenza e della maturità. Purtroppo finora nessuno si è trasformato in realtà.

#1. Los Pollos Hermanos – Breaking Bad

Los Pollos Hermanos, Breaking Bad

Come non partire proprio con Los Pollos Hermanos, forse l’unico dei dieci locali che potrebbe diventare realtà grazie a un misterioso investitore che vorrebbe acquistare i diritti dalla Sony.

Per chi non avesse visto la serie Breaking Bad, Los Pollos Hermanos è un fast food fittizio ispirato al reale KFC, con piatti a base di pollo.

La catena di fast food gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della serie, ma per saperlo dovete rimediare immediatamente e andarvi a guardare Breaking Bad, io non svelo altro.

#2. Mambo – Kiss Me Licia

marrabbio in Kiss me Licia

Forse i più giovani lo confonderanno con il ballo cubano, ma Mambo era il nome del mitico ristorante tradizionale di zio Marrabbio, tratto dal cartone animato Kiss Me Licia, che nessuno nato fra gli anni ‘80 e ‘90 non può non aver visto.

Badate, parlo del cartone animato, non dell’infelice seguito in carne ed ossa interpretato da Cristina d’Avena, una delle serie tv più trash della storia del tubo catodico.

Si trattava di un ristorante specializzato in Okonomiyaki, una prelibatezza giapponese con le sembianze di un incrocio tra una frittata, una tortilla spagnola e un pancake USA.

Memorabili le “polpette” cucinate al gatto Giuliano.

#3. Moe’s Tavern (Da Boe) – The Simpsons

Moe's tavern, I Simpson

Dopo oltre venticinque stagioni, si potrebbe scrivere un intero post dedicato ai luoghi mangerecci de I Simpson, citando ad esempio L’Olandese Sfrigolante o il Krusty Burger.

La menzione d’onore però va alla Moe’s Tavern, ovvero il bar Da Boe (come tradotto in italiano), luogo inossidabile gestito da Moe Syszlak dove Homer si reca ogni sera per scolare litri della sua adorata birra Duff.

E’ uno dei luoghi più rappresentativi di Springfield nella serie, rappresenta il bar sotto casa dove molti “Homer Simpson” trascorrono la loro serata.

#4. Arnold’s – Happy Days

arnold's Happy Day

Imperdibile Arnold’s della serie Happy Days, un fast food (non ancora una catena) impostato secondo le moda degli anni ‘50 e ‘60, dominato da panche, tavoli e arredo in legno.

Gestito alternativamente dallo stesso Arnold e da Alfred, è il luogo dove si svolgono numerose scene chiave della fortunata serie degli anni ‘70.

Per dire, l’ufficio di Fonzie, il tocco magico al juke boxe… ehhh… quelli sì che erano happy days

#5. Cafe 80’s – Ritorno al Futuro Parte II

cafe 80s, ritorno al futuro

Forse meno conosciuto di altri, il Cafe ‘80 è il bar presente nel secondo episodio della trilogia di Robert Zemeckis, che riguardo almeno una volta all’anno in religiosa ammirazione.

Il locale si trova a Hill Valley, guarda caso proprio nel 2015, ed è un tributo agli anni ‘80, con camerieri robot che rispecchiano le fattezze delle personalità di quegli anni.

Svettano un Michael Jackson d’annata, Ronald Reagan e Khomeini che litigano per prendere l’ordine e il videogioco di Nintendo Wild Gunmen.

#6. Scumm Bar – The Secret of Monkey Island

Scumm Bar, The secret of monkey island

Se si tratta di videogiochi, lo Scumm Bar è uno dei luoghi più importanti della mia infanzia.

Si tratta di un locale ricorrente nella gloriosa serie di avventure grafiche The Secret of Monkey Island, e uno dei bar dove il giovane Guybrush Threepwood subisce e distribuisce una serie di insulti che resteranno nella storia dei videogiochi.

Il nome stesso del bar è un tributo al nome del motore grafico del gioco, chiamato appunto Scumm.

#7. Big Belly Burger – DC Universe

Big Belly Universe, Dc Universe

Se siete avidi consumatori di fumetti avete già capito di cosa stiamo parlando; se non lo siete, sappiate che il Big Belly Burger è la catena di fast food a base di hamburger più popolare dell’universo fumettistico DC, quello di Batman e Superman.

Molte delle avventure dei super eroi DC si svolgono in città fittizie, come Metropolis e Gotham City. Così anche alcuni locai e ristoranti sono tali, primo fra tutti il Big Belly Burger, che ha pure una mascotte tutta sua.

#8. Ristorante Fratelli – I Goonies

Goonies, ristorante Fratelli

“Scaloppine di vitello, bucatini all’amatriciana e una bottiglia di vino rosso del 1981”.

Questo il menù che Mounth ha tentato di ordinare al Ristorante Fratelli, del film I Goonies, cult che più cult non si può negli anni 80.

Gestito da una famiglia di mafiosi assassini ultra ricercati, pare che nel locale non venisse servito nulla di tutto questo, tranne che la “lingua” e dell’acqua. Bagnata.

#9. McDowell – Il Principe cerca Moglie

mcdowell, il principe cerca moglie

E io che credevo McDowell esistesse davvero. Invece è semplicemente il fast food di New York immaginato in “Il principe cerca moglie”, parodia di un concorrente di McDonald’s con cui condivide il nome e alcuni aspetti del logo.

Ma le differenze sono evidenti: “Loro sono McDonald’s, io sono McDowell; la loro sigla sono due archi d’oro, la mia due collinette d’oro. Loro hanno il Big Mac, io il Big Nic”.

Inoltre i panini di McDowell erano senza sesamo.

#10. Milliways – Ristorante al termine dell’Universo

Milliways, al termine dell'universo

Chiudiamo con l’imperdibile Milliways, ovvero il Ristorante al Termine dell’Universo, secondo capitolo della trilogia in cinque parti scritta da Douglas Adams.

Il Milliways è un ristorante cinque stelle, si pone alla fine dell’universo in senso cronologico e prima del dessert si può assistere al Gnab Gib, il Bib Bang al contrario.

E’ doveroso chiudere con una citazione dal libro stesso, anzi, direttamente dal menù del Milliways:

La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette fasi del Come, del Perché e del Dove. La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda ‘Come facciamo a procurarci da mangiare?’, la seconda dalla domanda ‘Perché mangiamo?’ e la terza dalla domanda ‘In quale ristorante pranziamo oggi? 

Douglas Adams era uno di noi. Un gastrofanatico.

Ora tocca a voi: per quale locale immaginario avete nutrito un amore ahimé platonico, e che vorreste vedere finalmente realizzato?