di Giorgia Cannarella 19 Febbraio 2014

Eravate bambini felici, facevate la merenda [cit.]. Magari guardando cartoni animati giapponesi violenti e post-atomici che oggi solleverebbero le proteste sdegnate delle mamme.

Gli anni Ottanta non erano così. Rievocarli provoca sì sbigottimento, ma anche un sano incanto. E perché no, un po’ d’invidia, per la leggerezza con cui si buttava giù olio di palma. No, non si mangiava pane e olio né la crostata della nonna. Era il tempo delle merendine. Le uniche, inimitabili, dannose merendine dei tempi che furono.

Ecco una breve, incompleta classifica di quelle che hanno fatto felici i bambini d’Italia dagli anni Ottanta a oggi (ma anche prima). Suddivise con un indice che – come ci è proprio – chiameremo indice di salutismo tritagonadi, cioè dalla minore alla maggiore dannosità. Che viene calcolata incrociando calorie, ingredienti, capacità attrattiva delle pubblicità, fascino del packaging.

Kinder brioss e Cicocca

20. Kinder Brioss

Fa la sua comparsa negli anni Sessanta e immediatamente diventa il termine di paragone, oggi diremmo benchmark, delle merendine sane ma buone. Pan di spagna morbido farcito di crema al latte: genio puro.

Se abbiamo esagerato mangiandone troppe, la responsabilità va condivisa con la casetta Cicocca, una specie di rifugio anti atomico che ogni bambino, grazie alla Kinder Brioss, poteva avere a gratis.

Indice di salutismo tritagonadi: 20.

fruttino Zuegg

19. Fruttino Zuegg

Perché spalmare marmellata sul pane quando puoi spremerla direttamente in bocca risparmiando sui carboidrati? Mi si obietterà che esiste anche la frutta fresca. Vi obietterò che non ha quella consistenza lì.

Nemmeno la consistenza del Cremifrutto Althea, altra confettura avvolta in un piccolo parallelepipedo di plastica trasparente, merenda abituale per molti bambini a partire dagli anni Sessanta.

Indice di salutismo tritagonadi: 19.

Fiesta

17. Fiesta 

Prima ancora che l’Italia tutta non ci vedesse più dalla fame, diciamo a inizio anni Settanta, debuttava una merendina cioccolata e arance semplice ma efficace, esoticamente battezzata Fiesta. La reclamizzavano nello stesso spot Jo Condor e i Ricchi e Poveri.

Nel senso del quartetto genovese che incorporava bionda e bruna, bello e brutto, a cui per colmo della sfiga, nella pubblicità si rompeva la chitarra. A proposito, si favoleggia dell’esistenza di una Fiesta alle mandorle. Qualcuno ne ha notizie?

Indice di salutismo tritagonadi: 17.

Girella Motta

Girella Motta

16. Girella Motta

Pan di spagna e cioccolato. Dal punto di vista nutrizionale abbastanza innocua. E soprattutto così emotivamente significativa da non poter essere giudicata con severità. Voglio dire: per generazioni di scolari è il simbolo della ricreazione scolastica.

Due altre cose l’hanno elevata dallo status di semplice brioscina: le sorprese a tema, in particolare le avventure della tribù di Toro Farcito e del mitico golosastro. Poi lo slogan pubblicitario, forse il migliore di sempre: “la morale è sempre quella fai merenda con Girella”.

Indice di salutismo tritagonadi: 15.

ciocori

15. Ciocorì e Biancorì

Riso soffiato coperto di cioccolato fondente o al latte. Velleità quasi salutistiche nel ripieno subito inficiate dalla copertura. Pazienza.

Gloria eterna ai due castorini disegnati dal maestro Bruno Bozzetto.

Indice di salutismo tritagonadi: 12.

fagottino motta

14. Fagottino Motta

Non paragonatemelo al saccottino! Se da una parte è giusto considerarlo un atenato, questo era DI PASTA SFOGLIA.

E se pensate che la farcitura all’albicocca fosse noiosa, è perché non l’avete mai provato con la crema allo zabaione. Se è per questo neanche io. Ma avrei tanto voluto.

Indice di salutismo tritagonadi: 11.

Ergo spalma

13. Ergo Spalma 

Anche negli anni Settanta il rosicamento generava mostri. E la Nutella cloni. Uno di loro, meno famoso del Ciao Crem, si avvaleva delle avventure di Asterix per conquistare la simpatia dei bambini merenderi. Oltre che di un accenno salutista: il latte magro.

A tentare il colpaccio era stata la Plasmon, quella dei biscotti per l’infanzia, con una linea di prodotti che comprendeva Ergo Biscotto, Ergo Sprint e Ergo Cappuccio.

Indice di salutismo tritagonadi: 10.

pubblicità wafer maggiora

12. Super Wafer Maggiora

Con pubblicità come queste, che incitavano al consumo smodato, anche il waferino apparentemente più innocuo sarebbe diventato pericoloso.

E c’era anche, i bambini di allora lo ricorderanno, il richiamo del metalinguismo nello slogan: “Super Wafer Maggiora, frrriabilissimo”.

Indice di salutismo tritagonadi: 9.

tin tin alemagna

11. Tin Tin Alemagna

Pasta al cacao e malto, granella di amaretto, farcitura al latte. Beati i tin-tin-agers dei allora. Purtroppo tutto questo non è bastato. Ferrero aveva Fiesta, Alemagna Tin Tin. Il tempo ha detto chi l’ha spuntata.

Indice di salutismo tritagonadi: 8.

Cremita Papà Barzetti

Coperchi Cremita Papà Barzetti

10. Cremita Barzetti

La genuininità della Cremita la assicurava Papà Barzetti quindi sì, sento che avrei potuto credergli.

Ma ciò che è rimasto di quest’ennesima alternativa alla Nutella, al punto da rappresentare un vero caso di memorabilia gastronomica, sono i coperchietti delle monoporzioni da 30 grammi, con le figurine della serie Barxok V.

Indice di salutismo tritagonadi: 7.

Cioccolato brio alemagna

9. Tavoletta di cioccolato Brio

Tavoletta di cioccolato ripiena di latte. In pratica un Kinder ante litteram, ma dalle dimensioni nettamente maggiori. E come sa ogni merendero degno di questo nome, le dimensioni contano.

Per i cultori di Gianni Morandi, lo slogan scimmiottava il suo primo grande successo: “Fatti mandare dalla mamma/ a prendere Brio…”.

Indice di salutismo tritagonadi: 6.

Flipper perugina

8. Flipper Perugina

Verso la fine degli anni Sessanta tra i bambini italiani scoppiava la mania delle palline di cioccolata ripiene di nocciole, mandorle o arance candite, ogni confezione un gusto.

Impossibile ricordarsi tutti e sette i gusti, di sicuro c’erano: nocciole, mandorle, nougat e arancia candita.

Indice di salutismo tritagonadi: 5.

Ciao Crem Pubblicità

7. Ciao Crem

Che mondo sarebbe senza Nutella? Un mondo con Ciao Crem, per esempio. Ma le cose, oggi lo sappiamo, sono andate diversamente. Non è bastato nemmeno il richiamo della confezione bigusto, metà bianca metà nera.

Eppure i bambini felici degli anni Settanta trovavano irresistibile quel fantastico slogan: “Lupi di mare al merendaggio”?

Indice di salutismo tritagonadi: 4.

Carrarmato perugina

6. Carrarmato, Cingolato e Armonica Perugina

Già il nome non lasciava presagire niente di ipocalorico. Se l’Armonica era una garbata combo cioccolato e confettura, Carrarmato e Cingolato, fin dal nome, evocavano monolitici blocchi di cioccolato, l’uno fondente l’altro bianco.

Indice di salutismo tritagonadi: 4.

cioccovo

5. Ciocc-ovo

Se l’Ovomaltina era una polvere che mischiata al latte dava come risultato una bevanda al gusto di cioccolato blandamente tonificante, Ciocc’ovo, arrivato dopo, verso l’inizio dei Settanta, era Ovomaltina compressa e ricoperta di cioccolato. Per rispetto verso i merenderi italiani non possiamo dimenticare la tavoletta Ovomaltina pocket.

Davano tutte egualmente forza, stando algli slogan pubblicitari, indifferenti al contenuto di questo o di quel prodotto.

Indice di salutismo tritagonadi: 4.

Steck Doria

4. Steck Doria.

Nemici giurati dei brufoli di ogni bambino degli anni Settanta, al pari della patatine Pai, erano i bastoncini salati della Doria.

Come se non bastasse l’invito al peccato che anticipava il massiccio uso di Topexan, anche gli Steck erano reclamizzati dai personaggi di Taca Banda, Andrea e l’Oracolo perennemente ubriaco!

Indice di salutismo tritagonadi: 3.

Buondì Motta

3. Buondì Motta.

Solo apparentemente una brioscina innocua con una spartana glassatura di zucchero. In realtà era un mastice che, ingerito per errore senza liquidi di supporto, diventava impossibile da inghiottire provocando principi di soffocamento.

Sulla possibilità di finire un Buondì Motta in 30 passi, l’ex calciatore Beppe Signori scommetteva un milione di lire.

Indice di salutismo tritagonadi: 3.

Ramek

2. Ramek

“C’è una tazza intera di latte e panna in ogni spicchio di Ramek”. Se qualcuno oggi reclamizzasse così il suo formaggino, il Moige o qualunque altra associazione di genitori insorgerebbe.

Alla fine degli spensierati anni Sessanta invece, le mamme lo spalmavano generosamente sul pane. Ah, ingenui tempi andati.

Indice di salutismo tritagonadi: 2.

Tortina Tettamanti

1. Tortina Ciù Ciù Tettamanti

Nome: lezioso. Sapore: simile alla Fiesta. Numero di calorie: incalcolabili. Siccome ai tempi non era richiesta l’informazione, non poassiamo darvene l’esatta contabilità, ma tutte le fonti storiografiche concordano.

Un bell’omaggio ai compagni di merendine sarebbe ricostruire esattamente cosa ci fosse dentro, restituendo così una verità storica che non può più essere taciuta.

Indice di salutismo tritagonadi: 0.

[Crediti | Immagini: animamia.net, collezione-online.it, curiosando708090.altervista.org, ebay, aindasoudotempo.blogspot.it, Dimenticatoio, cartesio-episteme.net, vecchiereclame.blogspot.com]