di Francesca Romana Mezzadri 5 Settembre 2015
spaghetti al pomodoro

Qual è il primo piatto che vi cucinate appena rientrati dalle vacanze? Che sia stata vicino o lontano, io non mi faccio mancare gli spaghetti al pomodoro, in assoluto il massimo per riconciliarsi con la buona cucina italiana casalinga. E credo di trovarvi tutti d’accordo.

Poi, naturalmente, dipende dove siete stati, se avete avuto o meno la possibilità di cucinare, se vi siete dovuti misurare con gusti mai provati prima o avete dovuto ripiegare su ristoranti turistici che proponevano tutti le stesse cose, spesso mal fatte. Soprattutto, all’estero, dove la nostalgia gastronomica si fa sentire più forte.

Insomma, ditemi dove siete stati e cosa avete (più o meno vostro malgrado) mangiato, io vi dirò come rimediare.

risotto alla milanese

DOPO LA SPAGNA, RISOTTO.
Avete mangiato paella in rumorosi ristoranti sulla spiaggia, in chioschi dalla dubbia igiene, in localini male illuminati, senza davvero distinguere i calamari dal pollo, misurandovi con cozze e gamberi gommosi, verdure e riso sfatti.

Su tutto, il giallo di uno zafferano che colorava molto e insaporiva poco, non di rado mascherato da abbondanza di pepe o peperoncino.

Riappropriandovi della vostra cucina, tritate finemente una cipolla, fatela appassire in una noce di burro, versate nel fondo il vostro miglior Carnaroli, lasciate crogiolare, sfumate con il vino, portate a cottura con un buon brodo di pollo o di manzo, unite una presa di zafferano in stimmi, mantecate con burro e parmigiano. Il vostro risotto alla milanese è pronto, giustamente al dente, saporito.

Sì, siete tornati a casa.

caprese mozzarella pomodoro

DOPO LA GRECIA, CAPRESE.
Ne abbiamo appena parlato: la caprese è sicuramente il piatto dell’estate.

Soprattutto se la vostra l’avete passata nelle Cicladi, nello Ionio o in qualche altra amena località greca. Dove non c’è taverna che non vi metta, in mezzo al tavolino di legno dipinto di blu loulaki, una koriatiki, l’insalata greca di pomodori, cetrioli, olive e feta.

Già, la feta: ne esisterà di buona, ma io (che in Grecia ho passato qualcosa come 10 anni di vacanze) l’ho trovata quasi sempre troppo secca, troppo salata, insomma, troppo.

Volete mettere con il sapore fresco e rotondo della mozzarella nostrana?

teglia di pizza

DOPO GLI STATES, PIZZA.
Soprattutto se avete fatto un viaggio on the road, scommetto che ci siete cascati e avete provato almeno una volta una pizza alta tre dita o bassa e dura come legno (che vie di mezzo ce ne è poche) ricoperta di “pepperoni”, “salami”, un qualche oscuro cheese e compagnia bella.

È il momento giusto per impastare farina, lievito e acqua, lasciar maturare tutto il tempo necessario, stendere nella vostra cara, vecchia teglia di ferro blu, guarnire con il pomodoro, infornare, completare con mozzarella e basilico.

Fatelo anche se la pizza non è il vostro forte: home made, sarà sempre millemila volte meglio di quel che avrete mangiati nei vari Pizza Hut.

Non ve la sentite? Prenotate nella miglior pizzeria della città e levatevi la voglia.

pollo arrosto con patate

DOPO L’ESTREMO ORIENTE, POLLO ARROSTO.
Nel Far East il pollo è, probabilmente, la carne più diffusa. Che siate andati a Bali o a Bangkok, in India o in Cina, lo avrete mangiato in tutte le salse, dal curry al tandoori al satay all’agro-dolce-piccante.

Ridotto a bocconcini annegati in condimenti infuocati, probabilmente non sarà bastato il riso bianco a spegnere gli incendi divampati nella vostra bocca.

Che ne dite di curarvi con un bel pollo arrosto de noantri?
Sì, quello della domenica, con le patate e il rosmarino. Magari, per una volta, conditelo solo con olio e sale e tralasciate il pepe.

Andate di fretta? La rosticceria di quartiere avrà già riaperto e potete prendere anche le crocchette!

Ps: il consiglio vale anche per chi, dall’altra parte dell’Oceano, ha fatto indigestione di cucina Tex-Mex, Chicken Wings e affini.

cannoli siciliani
DOPO LA TURCHIA, CANNOLI.
Lokum (dolcetti di zucchero con aromi vari), baklava (fagottini di pasta fillo, frutta secca e miele), kadaif (o kataifi, come i precedenti, ma avvolti in sottili spaghetti): i dolcetti mediorientali (che, probabilmente, avrete assaggiato anche nella sopracitata Grecia o se avete viaggiato in paesi del mondo arabo) sono buoni ma, come dire, un tantino stucchevoli.

Se comunque ne avete fatto scorpacciate, significa che la dolcezza non vi spaventa. Forse però sentite il bisogno di una certa qual nota di freschezza.

La risposta è nei cannoli (bella questa massima, la spenderò in società!). La fragranza degli involucri fritti e il morbido ripieno di ricotta non hanno uguali, in quanto a libidine, se si eccettuano le sfogliatelle napoletane, altrettanto adatte all’uopo.
Insomma, dolci sì, mattoni no.

E se anche questi, come è probabile, non avete voglia di farli in casa, ci sarà pure una pasticceria siciliana (o napoletana) dalle vostre parti, no?

Andate a prenderne un bel vassoio, portatelo a casa, mettetevi comodi e, mentre fate scorrere sul tablet le foto delle vacanze, gustateli un morso dopo l’altro.

Se, invece, non fate parte di nessuna di queste categorie, ditemi: cosa vi è mancato in vacanza e non vedete l’ora di rifarvi?

[Crediti foto: Cibotondo, Mi vida en un Bowl, Shannon Huckaby, Foodnetwork, Semiswede]