di Giorgia Cannarella 18 Giugno 2013
scontrino, pagare sale a parte, napoli

La Corona con sale e limone è tra le pratiche più barbare concepite dagli uomini, al secondo posto nella classifica delle tendenze estive più respingenti solo perché al primo ci sono le Crocs.

Per quante lambiccate teorie enunci, nessuno riuscirà a convincermi che una fettina di limone e un pizzico di sale abbiano un ruolo diverso dal lezioso abbellimento della tristanzuola lager messicana.

Pensa poi se il sale te lo fanno pagare 800 euro al kg, scrivendolo pure nello scontrino.

E’ successo davvero, al pub Brasserie di Napoli, in via Barbagallo.

Un gruppo di amici si accomoda e chiede al cameriere, tra le altre cose, una Corona servita con limone e un pizzico di sale.

Arriva lo scontrino.

La birra costa 4,50 euro come indicato nel menu, ma tra i diversi prezzi compare una dicitura curiosa: “sale + 80 centesimi”.

Ora, già chiedere che il sale per la Corona venga pagato a parte è bizzarro, ma 80 centesimi per un pizzico di sale? 800 euro al chilo per un pizzico di sale?

Il destinatario della Corona prende carta e penna e scrive a Il Mattino allegando lo scontrino. La risposta del pub, che scomoda “un errore informatico” è sollecita, il quotidiano partenopeo la pubblica sulla sua pagina Facebook:

“Il cameriere, nel mandare l’ordine al Barman, comunica come deve essere servita; in questo caso è stato inviato un ordine “+ sale”; il computer, anziché non generare alcun prezzo come fa il 99.9% delle volte, ha generato “0,80€”, commettendo un errore”.

Possibile, ma se questi software generano sovrapprezzi a capocchia, lo stesso dovrebbero fare per il ghiaccio della Coca Cola, la spolverata di cacao nel cappuccino, persino l’oliva nel Martini.

Al di là dell’inaffidabile tecnologia (molto più affidabile di quanto vogliamo far credere), mentre molti ristoranti e alberghi si attrezzano per combattere la crisi (ieri il Corriere parlava di Imu rimborsata, brunch gratis, sconti sui trasporti), alcuni si ostinano a cercare le soluzioni sbagliate: dalla tassa bivacco per le comitive al sale della Corona pagato a parte.

E a dare le risposte sbagliate, come hanno fatto i gestori del pub napoletano:

“La spiegazione tecnica è rivolta alla cortese attenzione di chi leggerà l’articolo e non al “malcapitato”, in quanto il suo gesto nel “denunciare” l’accaduto qui anziché chiedere chiarimenti in merito ed al momento alla Direzione, non riteniamo sia degno di una spiegazione”.

Fingendo di non capire che certi mezzucci, più che portare nuovi clienti, li allontanano per sempre.

[Crediti | Link: Fanpage, Dissapore, immagine: Fanpage]