La promessa: siamo tornati da Universo Vegano

Ore 14.30 del 12 dell’11 settembre. Siccome ogni promessa è debito, siamo tornati da Universo Vegano. Due editor di Dissapore, ferme in via Barbaroux,  due passi da piazza Arbarello  a Torino, che si mordicchiano le unghie scambiando sguardi nervosi. “Prima tu”. “No, dài, prima tu”.

Se Universo Vegano è la prima catena di fast food italiani 100 per cento vegan presente in diverse città, ci tormenta il fatto di essere entrambe lietamente carnivore. Inoltre, una di noi è l’autrice del post (titolo: “Universo Vegano: è ufficiale, i vegan non sgobbano”) che lamentando la chiusura per ferie del locale il 9 agosto scorso, dopo l’apertura del 26 luglio, ha scatenato un mezzo putiferio.

Forse adesso capite meglio i nostri tentennamenti.

Ma quello era ieri (un minuto fa), ora stiamo varcando la soglia di Universo Vegano. Piccola per la verità, come i 50 metri del negozio dai colori obbligati, verde e bianco, per una prima impressione sufficientemente eco-friendly.

L’anatra e il maiale che ci osservano con sguardo incolpevole dalle pareti sembrano volerci dire: “Nello spezzatino che vi siete mangiate ieri sera c’era il mio migliore amico”.

L’inquietudine cresce.

fronte uni veglogo

posate

Ci aiuta Luca Gianpietro, 34 anni, il proprietario, un tipo diverso da come lo immaginavamo. Non che tutti i vegani debbano brandire contro i poveri onnivori torce infuocate, questo no. Ma non predica, è insolitamente aperto al contagio con noi carnivore, cordiale, persino simpatico.

Un passato nella comunicazione, due anni fa ha eseguito lo switch, dovevamo scrivere “si è convertito” ma ci è parso eccessivo, diventando vegano (niente carne, pesce e ogni derivato animale: latte, formaggio, uova e miele).

Poi ha incontrato l’ideatore del franchising Universo Vegano e ha deciso di aprire un punto vendita a Torino. Che – scopriamo da lui – è la città italiana con il quoziente più alto di vegetariani-vegani: 15%.

Non gli è andato tanto giù il titolo del post sulla chiusura estiva (sì, caro titolista, questo messaggio nemmeno troppo in codice è per te), lo trova quantomeno improprio:

“Io lavoro dalle 14 alle 15 ore al giorno, tranne il lunedì. Giorno in cui vado dai fornitori”.

Diritto di replica concesso.

Aggiunge di essere stato costretto a chiudere quasi subito perché, letterale, aveva finito tutto. Anche quando arriviamo noi, quasi al termine del turno di apertura, mancano sia gli hamburger che i wurstel vegetali. Dal che ci pare di poter desumere che il fast food vegan non sta aperto per cambiare aria.

Le alternative non mancano, la scelta è decisamente ampia. Il pane: focacce, bagel, panini da hamburger, da hot dog o da kebab, piadine integrali o all’olio di oliva, toast di segale.

“Ma il prossimo obbiettivo è eliminare del tutto la farina bianca”.

Il companatico: cotoletta di tofu, seitan, salame vegetale, burger di champignon o lenticchie, tonno di soia, filetto di lupino.

La maggior parte dell’assortimento, realizzato in collaborazione con medici-nutrizionisti, proviene da Gallarate (dove c’è uno dei dieci punti vendita attuali di Universo Vegano), e in misura minore dalla Germania.

Appeso alla parete c’è un librone con la lista completa degli ingredienti. Un vero tripudio di fecole, soia, semi eccetera. “Tanta roba ma niente schifezze” sentenzia Luca.

menu

La forchetta dei prezzi va dai 5/5.50 euro per panino ai 7/7.50 per la combo (© Chef Rubio) con insalata, polpette di soia o crocchette di patate.

Chiediamo una focaccia no eggs: frittata di ceci, formaggio vegetale, maionese vegetale.

Al secondo vegetale non riusciamo a nascondere l’espressione perplessa. Cosa intendiamo precisamente con vegetale?

“Il formaggio è fatto di fecola di patate. La maionese di olio vegetale, latte di soia, senape, aceto di mele”.

focaccia universo vegano

Ehm, ecco, uhm. Invece il pane caldo e morbido conquista, la frittata è saporita, il formaggio fa il suo, con la maionese, udite udite, non si rimpiange l’originale.

Segue la piadina integrale. Formaggio, maionese, straccetti di soia insaporiti al rosmarino. L’assaggio soffre per l’assenza di carne, inutile girarci intorno.

Ecco il tonno di soia, promosso a pieni voti. Certo, bisogna mangiare senza pregiudizi, se si affronta il menu con l’aria dell’imparatissimo degustatore di bistecche, allora la vedo dura. Il consiglio per chi vuole provare è non farsi fregare dal tipico espressionismo “vorrei ma non posso”.

“Alcuni clienti si lamentano: ‘sa troppo di carne, è troppo saporito’. Ma io voglio attirare gli onnivori, chi non è ancora vegano ma ha già qualche semino piantato che aspetta solo di essere annaffiato”.

Universo Vegano usato come un cavallo di Troia, in pratica. Con la non insignificante differenza che nel primo fast food vegan d’Italia il cavallo non si mangia.

[Crediti | Link: Dissapore]

Giorgia e Federica Cannarella e Gemma

12 settembre 2013

commenti (113)

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  1. Ore 14.30 del 12 settembre. Siccome ogni promessa è debito, siamo tornati da Universo Vegano. Due editor di Dissapore, ferme in via Barbaroux, due passi da piazza Arbarello a Torino, che si mordicchiano le unghie scambiando sguardi nervosi. “Prima tu”. “No, dài, prima tu”.

    Evabbè, ma ditelo che siete due fenomeni paranormali 🙂

    1. …ah vedi, tu pensi che i fenomeni siano loro… A me invece viene un colpo pensando di aver perso io un giorno…. :/

    2. L’idea di Universo Vegano è ottima sia per i “mangiaverdure” sia per gli onnivori. Io ci sono stato sia a Milano che a Torino e andrò a vedere anche quello più vicino a me a Savona. è un locale che chiaramente vuole offrire un pasto veloce ma sano a tutti: a chi mangia solo i vegetali e ogni tanto vuole togliersi lo sfizio di un pasto buono ed economico e a chi è onnivoro e vuole provare alimenti diversi che simulano i prodotti derivati dalla carne ma sono totalmente vegetali e ugualmente gustosi. Chiaramente chi vuole approfondire il gusto, la bontà e il benessere di una cucina vegetaliana può trovare degli ottimi ristoranti vegani e soprattutto può cominciare a far da sè…non tutti sanno quanto sia semplice, gustosa e ricca l’alimentazione “vegetaliana”, basta provare 🙂

  2. Come le 14.30 del 12 settembre? Se sono le 8.30…. Ci siete andate ieri? Il che, naturalmente non cambia la sostanza dell’articolo… Solo mi ha portato ad un sobbalzo temporale non da poco… Tipo ” ma che giorno è oggi? Il 12 settembre avevo un’importante consegna, l’ho fatta? E altre cosucce così….” 🙂

  3. mi ricordo i nomi fantastici dei prodotti taroccati che si vendevano una volta : orologi sfiko (invece di seiko) scarpe addas (invece di adidas)…
    qui è la stessa cosa: prendi della fecola di patate e la chiami FORMAGGIO ? prendi la soia e la chiami TONNO ?
    abbiate almeno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome senza ‘taroccare marchi’ noti e inequivocabili !

    1. Pura verità, giustissimo, le parole sono importanti!

    2. che carina la tua critica! sembra che vuoi difendere un marchio! in teoria dovrebbe essere palese che il motivo per cui si imitano i nomi e le forme dei cibi di derivazione animale è per offrire uno strumento di transizione per chi sta cambiando alimentazione oppure una curiosa alternativa per chi vuole provare qualcosa di diverso dal solito restando però sui parametri del fast food. Inoltre in ultimo è uno sfizio per chi già mangia solo vegetali e ogni tanto vuole incontrarsi in un luogo di ristorazione veloce adatto alle loro scelte alimentari…e poi quante parole aggressive e d’assalto per un semplice fast food che utilizza semplicemente prodotti di origine vegetale. Se mangiate carne e solo carne quel posto non fa per voi e tanti auguri per la vostra salute…se siete onnivori e quindi bilanciate le tossine di carne e latticini con i vegetali allora mangiare lì non può farvi male e se proprio siete integralisti contro la soia, anche per una sola volta nella vita, con un menù così vario potete scegliere esclusivamente i panini/piadine senza soia…se poi vi da fastidio il nome vegano o i nomi dei cibi che richiamano quelli originali probabilmente vi caricate di un pregiudizio inutile che vi priva di un’opportunità oppure può essere un’occasione per riscoprire da voi il piacere di mangiare frutta e verdura al naturale in casa vostra…

  4. tutto bello, bravi tutti.

    ma io, in un locale “vegano” dove usano soia non bio (e quindi per l’80% di sicuro ogm), non ci andrei mai.

    1. La soia che si consuma in Europa difficilmente sarà gm, perchè c’è l’obbligo di indicarlo in etichetta, cosa che scoraggia notevolmente i distributori.

    2. Non che la cosa mi preoccupi, visto che la paura degli OGM è del tutto irrazionale, però è corretto che si sappia che l’Italia utilizza circa 4.000.000 di tonnellate di farina di soia all’anno per produrre mangimi ad uso zootecnico, l’84% della quale è OGM e proviene principalmente da USA, Argentina e Brasile.

    3. certo per il mangime e quindi se uno si preoccupa degli ogm dovrebbe farlo quando si mangia la bistecca o il prosciuttino, non i prodotti derivati dalla soia dedicati alle persone

    4. Partendo dal presupposto che la preoccupazione per gli OGM non ha fondamento scientifico, è irrazionale ed insensata, se io metto degli ingredienti OGM nel mio prodotto devo dichiararlo, se lo do agli animali da cui il mio prodotto lo ricavo no…considerando che, ripeto, oltre l’80% della soia utilizzata è OGM, fatti i tuoi conti…

    5. oddio gli ogm! davvero?
      …no dai non scherziamo con la salute delle persone: gli OGM sono un pericolo reale! come le scie chimiche, il signoraggio bancario e il babau dentro l’armadio…

    6. Qualche decennio fa pensavano la stessa cosa del DDT. Poi sappiamo tutti come è andata a finire. Occhio ad essere troppo sicuro su certe questioni. Cheers

    7. Scusami eh ma non è un paragone coerente, come si fa a confrontare una singola sostanza con una tecnologia? Con l’ingegneria genetica non si aggiunge agli alimenti niente che non sia già presente in natura.
      Ti faccio una domanda: perché tutti fanno campagne anti-OGM, ma nessuno si scaglia contro i semi mutati da radiazioni gamma (frutta, orzo, grano, etc…) che vengono utilizzati da decenni nell’industria agro-alimentare? Forse perché non c’è una Monsanto o un’altra multinazionale da attaccare?

    8. se siete onnivori e quindi bilanciate le tossine di carne e latticini con i vegetali allora mangiare lì non può farvi male e se proprio siete integralisti contro la soia, anche per una sola volta nella vita, con un menù così vario potete scegliere esclusivamente i panini/piadine senza soia…se poi vi da fastidio il nome vegano o i nomi dei cibi che richiamano quelli originali probabilmente vi caricate di un pregiudizio inutile che vi priva di un’opportunità oppure può essere un’occasione per riscoprire da voi il piacere di mangiare frutta e verdura al naturale in casa vostra…

  5. A me inquietano quelle posate messe lì, senza bustina. O i vegani sono anche immuni da batteri, virus ed altri agenti patogeni?

    1. senza dubbio messe li all’aria in giornata non saranno più cariche di batteri di quelle che lasciamo in casa nostra nel portaposate…ma forse tu le imbusti dopo il lavaggio?

    2. ma permette, mi scusi? le posate che giacciono nello scolaposate sono state lavate dopo essere state adoperate da me e/o da quegli amici/parenti che eventualmente sono venuti a pranzo/cena; la mia, le nostre, non son cucine di locali pubblici…c’è una differenza, anche da un punto di vista dei batteri, non trova?

    3. cara carissima, a parte che le posate a universo vegano con panini e piadine sono davvero molto utili 🙂 , mi auguro che per igiene lei lavi le posate ogni giorno anche se non le utilizza, così come dovrebbe fare ogni ristorante con le posate non utilizzate dai clienti!!!!!! inoltre visto che lei proprio come me, è tanto attenta all’igiene, immagino che quando va in panetteria a prendere pane e focacce o in gelateria o in qualunque alimentare dove vede che toccano i soldi e il cibo con le stesse mani come minimo le restituisce il cibo, così come faccio io. mi raccomando con quei negozianti che purtroppo sono la maggior parte deve parlare faccia a faccia non attraverso i forum, solo così si può diffondere il rispetto dell’igiene!!!

    4. posate che non servono col pane…ummmm…dai, parliamo di questo pane. è pane fatto con principi vegetaliani? me lo domandavo mangiandolo, davvero. mi domandavo: ma questo pane è fatto apposta da/per universo vegano, ovvero garantito senza strutto, o è pane comune? se è pane comune, contiene strutto, ergo NON è vegan. come la mettiamo, caro carissimo? non ho visto cartelli dentro il negozio che rassicurino il cliente (se io fossi vegana vorrei essere rassicurata in tal senso) sugli ingredienti del pane. Ci sappia dire. grazie.

    5. ..ah, per la cronaca: questo è un forum, come è ovvio se conferiamo qua lo facciamo per iscritto, per il tramite dei commenti al forum, non di persona…

    6. In risposta al tuo post un pò più sotto: io non sono interessato alle tue critiche per niente costruttive, e tanto meno mi interessa il tuo giudizio pari a zero basato sul nulla, innanzitutto perchè il locale non è mio come tu sostieni (vivo in liguria, ma se avessi la possibilità ne aprirei volentieri uno magari con aggiunta di frutta e frullati! questa è una critica costruttiva su qualcosa che manca in quel locale vegano!!!!) poi perchè il tuo modo di porti nasconde un odio particolarmente acceso contro quel locale in particolare e il fatto che tu presuma che io sia il proprietario ha acceso i tuoi toni aspri e giudicatori. Motivo per cui mi dispiace che tu abbia tutto questo risentimento che non posso capire, ma che ottiene comunque la mia comprensione e compassione nei confronti del proprietario, oggetto di così grande maldicenza da finta cliente. Cordiali saluti a te 🙂

    7. che carina!!! passi da un argomento all’altro sempre per screditare questo fast food da semplice “impiegata”!!!non bastava dire che sono sporchi (posate di legno esposte e rinnovate ogni giorno per mangiare l’insalata!) e costosi (9 euro per un panino: come minimo ne hai presi 2 e ti hanno pure fatto lo sconto!) ora addirittura sostiene che il pane contiene strutto dando dei fessi a tutti i vegani che vanno a mangiare lì e nei fast food di universo vegano in tutta Italia. All’interno del locale c’è un menù con tutti gli ingredienti ed è consultabile. Purtroppo tu non hai interesse a sapere i sani ingredienti di quei panini, bensì hai ben altri scopi…beccata!!!! 🙂

    8. Penso piuttosto che se avessi un locale farei tesoro delle critiche, che offrono sempre spunti interessanti al miglioramento della propria proposta. Non mi porrei con tutta questa acredine nei confronti peraltro di potenziali clienti. Detto questo, la saluto cordialmente, perchè davvero in una scala da 1 a 10 il mio interesse per il suo locale, gli ingredienti e il grado di igiene di questo e di quello, sinceramente in me è pari a poco più di 0.

  6. Le preparazioni sembrano appetitose, e se vado a Torino un salto ce lo faccio ma, per favore, insisto anch’io: non sono wurstel, non è tonno, non è kebab, non è formaggio. Poi magari sono anche più buoni dei “corrispettivi” non-vegan ma non sono quello che dicono di essere.

  7. Secondo me i vegani avrebbero più fortuna se smettessero di scimmiottare il fast food classico e i richiami ossessivi ai cibi non vegan (bistecche, hamburger, wurstel, formaggio e ora scopro anche l’esistenza del “tonno” di soia, e pure in una regione come il Piemonte in cui esiste già il “tonno di coniglio”); io se voglio mangiare un ottimo “fast food” totalmente vegan vado a Livorno da Gagarin per un cinque e cinque, focaccia o baguette con “torta” (farinata di ceci cotta in forno, altrove detta anche cecìna, altro che “frittata” di ceci), pepe e melanzane con aglio e peperoncino…

    1. pienamente d’accordo con te! hamburger di tofu mi fa impressione solo a pensarlo…..

    2. Se non erro sono “BURGER” non “HAM”, quindi è giustissimo

    3. Gioco di parole un po’ forzato – gli hamburger NON sono di prosciutto – e totalmente infondato. Il nome anglosassone della polpetta di carne non è un termine composto, bensì deriva dalla città di Amburgo. Scinderlo è un’assurdità semantica

    4. Solo se ignoriamo il fatto che il termine “hamburger” deriva dalla città di Amburgo (Hamburg), e significa [polpetta schiacciata di] Amburgo.

      Che “ham” significhi prosciutto in inglese è solo una coincidenza.

    5. Ops…ho letto solo ora il tuo commento…Ne ho scritto uno simile al tuo (dopo di te…) senza aver letto in precedenza il tuo…tra l’altro ho usato anche io il termine “scimmiottare”! D’accordissimo con le tue idee e quelle di altri come quello di ciavetesmussato!

    6. nulla di più vero
      con le verdure possono essere cucinati migliaia di piatti gustosissimi, penso solo alle paste ripiene, non serve nemmeno tanta fantasia, solo un buon palato per giudicarle
      tutti sti setan e pseudobistecche non mi hanno mai convinto.

    7. in teoria dovrebbe essere palese che il motivo per cui si imitano i nomi e le forme dei cibi di derivazione animale è per offrire uno strumento di transizione per chi sta cambiando alimentazione oppure una curiosa alternativa per chi vuole provare qualcosa di diverso dal solito restando però sui parametri del fast food. Inoltre in ultimo è uno sfizio per chi già mangia solo vegetali e ogni tanto vuole incontrarsi in un luogo di ristorazione veloce adatto alle loro scelte alimentari…

    8. Io non credo che i vegani vogliano convincervi a tutti i costi e avere fortuna. A parte gli estremisti che come per ogni cosa vogliono ottenere con la forza la diffusione delle loro idee, gli altri me compreso si fanno i cavoli propri con le proprie scelte felici senza voler imporre nulla agli altri e ovviamente sono felici che tra le alternative che nascono nella società ci sia qualcosa di adatto alle loro scelte.

  8. Per cortesia: piantatela di fare l’equiparazione vegetariani-vegani. Non basta rinunciare alle carni per dire che sono uguali.

  9. ci sono stata e mi sono ripromessa di non tornare mai più. personale scortese e impreparato (aleggiava persino un persistente odore d’ascella non esattamente linda vicino al bancone…orrore!!), cibo carissimo e immangiabile. a mio giudizio – ed è il giudizio di una persona vegetariana da quasi 10 anni – l’ennesimo locale pensato male e gestito peggio. prezzi inavvicinabili (se 9 euro vi sembrano pensabili per un panino). La chicca: alle 13 di una giornata normale della settimana, questi avevano finito praticamente tutti gli ingredienti…in una parola: CIAPARATTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!

    1. Questo giudizio è ovviamente il giudizio screditante di un ristoratore della zona o comunque in concorrenza “sleale” e diffamatoria! complimenti!!!! Non lo sai che ottieni l’effetto opposto?

    2. ma magari, magari avessi un ristorante, in quella zona di Torino, poi. invece sono solo una povera impiegata, con poco tempo per la pausa pranzo e che certo non può spendere 9 euro e rotti per un panino freddo e fatto male. infatti universo vegano mai più nella vita. promesso.

    3. Sei proprio “sfortunata” allora! Spendono tutti dai 5 ai 7 euro per un panino o una piadina calda e a volte rovente (basta aspettare!) e invece a te ti hanno fatto pagare il doppio per un panino freddo. Che cosa gli hai detto per meritarti questo trattamento?

    4. guardi, mi sono limitata a chiedere un panino del tipo “vegan bio”, nulla di particolarmente offensivo, a mio modo di vedere.

    5. e quindi per un vegan bio ti hanno chiesto 9 euro????? per un singolo panino? guarda che i prezzi sono indicati sui menù (sempre se è vero che tu realmente sia entrata in quel locale cosa di cui dubito) e infatti io non ho mai avuto problemi…quindi è proprio una questione di pelle: ti hanno visto e hanno maggiorato il prezzo! si ti confermo che sono proprio cattivi questi vegani, hanno sicuramente capito che tu sei una carnivora e quindi hanno maggiorato il prezzo…

    6. Francesca ma credi davvero che siano tutti stupidi a sentire le assurdità che ti inventi? 9 euro per un panino quando ci sono i prezzi sul menù e non superano i 7,5 euro col combo (cioè un contorno), poi la fine di tutti gli ingredienti alle 13 cioè dopo 1 o 2 ore dall’apertura e poi addirittura l’aroma di ascelle nel locale, tipico profumo di chi vuole accontentare i clienti??? ma ti rendi conto di quello che dici? Qui non centra il locale vegano…a me non è ancora capitato di vedere un posto così qui in Italia…forse hai sbagliato forum o molto probabilmente sei una di quelle che si diverte ad attaccare chi la pensa diversamente o peggio hai un intento commerciale per concorrenza…per fortuna io lavoro davvero come impiegato e trovo il tempo di rispondere a questi divertentissimi post 🙂

    7. giusto così, solo per la cronaca: sono vegetariana (non vegana, ma vegetariana sì) da circa 10 anni. ovvero da quando universo vegano temo nemmeno esistesse come idea nell’Iperuranio. Infatti sono entrata dentro il locale senza pregiudizi, anzi ben contenta di avere finalmente l’opportunità di provare un “fast food” senza ingredienti di origine animale (all’estero, negli Stati Uniti, per esempio, ci sono diversi posti simili e tutte le prove da me fatte in occasione dei miei passati viaggi sono di gran lunga state all’altezza delle aspettative). Universo Vegano invece si è rivelata per me una grande delusione. E poi, per amor di precisione: sono impiegata, sì, non ho detto “schiava”, sappia caro signore che esistono anche i giorni di ferie, che sono quelli in cui si ha tempo da perdere, anche per rispondere a post poco rilevanti ma gratuitamente pieni di acredine come i suoi. adieu!

    8. Guarda le tue argomentazioni continuano solo ad offendere l’intelligenza mia e degli utenti ed è solo per questo che ho continuato a risponderti. Il proprietario ti ha anche gentilmente risposto in fondo ai post e mi sono scusato con lui (non certo con te!) per aver preso questo spazio e anche il suo spazio di risposta a te che in effetti non mi competeva soprattutto per ciò che riguarda i prezzi e il suo locale. Ripeto ti ho risposto perchè a differenza degli altri utenti che esprimono delle opinioni positive o negative su questo locale tu esprime unicamente offese all’intelligenza. Adesso chiudo davvero altrimenti continua l’acredine gratuita…se però mi paghi continuo 😉

    9. “c’entra” con l’apostrofo…

    10. Eh si mia cara “vegetariana” se leggi anche gli altri post ho commesso altri errori di battitura…sei proprio alla frutta 🙂 ora se vuoi, puoi tornare in te, rilassarti, respirare, buttare via l’odio e tornare ad esprimere un pò d’amore per te stessa e per gli altri 🙂

  10. 15% di vegetariani a Torino mi sembra una bufala……in tutta una vita a Torino tutti ‘sti vegetariani non li ho mai conosciuti. Forse non frequento gli ambienti “giusti”.

    1. Si stima, ma chi lo stima questo numero ? I vegetariani ?
      Ho fatto una veloce ricerchina, e risulta che, secondo l’Eurispes in Italia il 4,9% delle persone sono vegetariane e l’1,1% vegane.
      E da dove salta fuori questo 10% ? Ma dall’ “Unione vegetariana europea”, perbacco ! Un po’ come credere ai sondaggi elettorali pubblicizzati da Berlusconi…..

    2. sembra che stiamo qui a fare il tifo, come davanti ai sondaggi elettorali
      a me se i vegetariani sono il 5, il 10 o il 50% non me ne frega niente

      sono onnivoro, ma vedo tanti onnivori infastiditi dai vegetariani
      non capisco perché

    3. Infastiditi non dai vegetariani, bensì da quel sottogruppo di vegani simil-Testimoni di Geova che non possono fare a meno di evangelizzarti e rimproverarti, con toni tra il rammaricato e l’insultante, perché “tu stai mangiando cadaveri”

    4. A tal proposito ti consiglio di visitare la pagina FB “le cazzate dei vegetariani” da scompisciarsi dalle risata 😀

    5. Cercano di morderli, tra un tofu e un seitan ..
      A proposito di statistiche, ma nella vostra esperienza quanti vegani conoscete ?
      Io tra migliaia di persone che ho conosciuto ne posso indicare solo due dichiaratamente vegetariani
      È anche vero che lo stesso potrebbe dirsi per tante altre ” categorie ” : quanti elettori di Silvio conoscete ? Non parliamo di altre etichette ancora più delicate …

    6. Leggi la segnalazione di Kamila Tarnowska delle 10 di oggi e capisci perché.

    7. A Torino e dintorni di vegetariani/vagani io ne conosco tantissimi (non saprei però dire se siano il 15% della popolazione, di più o di meno).

      Il locale potrebbe essere una tristezza, ma merita comunque una prova.

    8. Guardate che questi “vegani” non sono gli alieni del pianeta Vega venuti ad invadervi per eliminare la carne dai vostri piatti 🙂 State tranquilli, i produttori di cibi di derivazione animali fanno pubblicità molto più aggressive e convincenti per mantenere stabili i propri consumatori quindi riuscirete a mangiar carne per tutta la vita 🙂

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